Spa-Francorchamps, la pista del “Kaiser” Schumacher


Sul circuito belga il grande campione tedesco ha vissuto molti dei momenti più felici della sua carriera, dalla prima vittoria in Formula 1 al suo settimo titolo mondiale. Ma ha dovuto affrontare anche alcuni dei suoi punti più bassi in carriera

Spa-Francorchamps, la pista più bella e più impegnativa del mondiale di Formula 1. Il circuito belga si estende per oltre 7 chilometri tra i boschi delle Ardenne con continui saliscendi. A Spa ci sono alcune delle curve più spettacolari, ma allo stesso tempo più difficili, del mondiale di Formula 1. La sezione dell’Eau Rouge-Raidillon è un unicum che solo la pista belga può vantare, con una curva in salita da affrontare alla massima velocità che non perdona il minimo errore e che è in passato è costata la vita a più di un pilota. Spa non è solo l’Eau Rouge, ci sono altre curve famosissime e difficilissime, come Stavelot, la Bus Stop e Blanchimont, e rettilinei come quello del Kemmel dove si raggiungono velocità di punta altissime. A Spa inoltre c’è sempre l’incognita meteo, con la pioggia che si è resa spesso grande protagonista della gara belga. Una pista difficilissima insomma, una pista che non perdona. E proprio su piste come questa si esaltano i grandi campioni.

Spa ha avuto vari re ma nessuno ha mai dominato la pista delle Ardenne come il “Kaiser” Michael Schumacher. Nessun pilota potrai mai vantare un legame con una pista così intimo come quello del campione tedesco con la pista belga. Schumacher a Spa ha vissuto molti dei momenti più belli della sua carriera, con gare spettacolari che hanno segnato la storia della Formula 1. Schumi ha vinto sei volte il gran premio del Belgio, nessun’altro pilota ci è mai riuscito. Spa però è terribile e non guarda in faccia a nessuno, non perdona nessuno, neanche il “Kaiser”. Anche Schumacher sulla pista delle Ardenne ha dovuto ingoiare bocconi amari, sconfitte dolorosissime e rese ancora peggiori dal fatto di essere avvenute sulla sua pista preferita. E alcune di queste sono diventate così famose da essere annoverate tra i punti più bassi della carriera di re Michael.

Il legame tra Schumacher e Spa ha inizio nel 1991. Quando il circus della Formula 1 arriva a Spa nessuna ha la minima idea che la storia di questo sport sta per cambiare per sempre. Pochi giorni prima della gara Gachot, uno dei piloti della Jordan, viene coinvolto in una rissa in Inghilterra e viene arrestato. La Jordan deve trovare un sostituto in fretta perchè la gara è imminente. Il team irlandese vuole un pilota che conosca la pista, perchè su un circuito come Spa ci vuole qualcuno che conosca ogni singolo metro. C’è un ragazzino promettente, tale Michael Schumacher, che sta dominando le categorie minori. Willi Weber, manager del giovane tedesco, assicura quelli della Jordan che Schumi ha corso a Spa innummerevoli volte e conosce la pista quasi come fosse casa sua. La verità però è che Schumacher a Spa non ci ha mai messo piede.

La Jordan crede alla bugia di Weber e ingaggia Schumacher. Il rookie tedesco fa il suo esordio in Formula 1 a Spa. Per uno che non ha mai guidato una vettura di F1 è difficile esordire, figuriamoci se la vettura su cui farlo è la Jordan, che non brilla certo per guidabilità. Se in aggiunta a questo c’è la pista più impegnativa del mondiale, il sogno del debutto nella massima serie automobilistica rischia di tramutarsi in un incubo. Ma tra Schumacher e Spa è amore a prima vista. Il tedesco stupisce tutti e si qualifica settimo con la debolissima Jordan, rifilando quasi un secondo al compagno di squadra De Cesaris, uno che in F1 ci corre da oltre 10 anni e che ha ottenuto vari podi. La gara è sfortunata per Schumi, che è costretto all’abbandono per problemi tecnici già al primo giro, dopo una ottima partenza. Pochi giorni dopo il tedesco viene ingaggiato dalla Benetton, uno dei top team. La F1 ha trovato una nuova stella e tra Spa e Schumacher si è creato un legame destinato a diventare sempre più forte nel corso degli anni.

Nel 1992 Schumacher arriva in Belgio quarto nel mondiale alla sua prima stagione completa in F1. Il tedesco sta ben figurando ma non è ancora riuscito a vincere una gara. Mansell e la Williams sono imbattibili, con l’inglese già matematicamente campione del mondo. Mansell non è sazio e si prende la pole a Spa. Schumacher parte terzo ma al via scivola in quarta posizione. Arriva la pioggia e Schumi guadagna una posizione. Quando la pista si asciuga il tedesco è il primo a rimontare gomme da asciutto e inizia a girare nettamente più veloce degli altri, tenendo la macchina in strada con pista umida. Quando Mansell e gli altri battistrada si fermano Schumacher è ormai lontanissimo e va a vincere la prima gara in Formula 1 della sua carriera ad un anno esatto dal suo esordio. Il giovane tedesco ormai inizia a considerare la pista belga davvero come casa sua.

Nel 1994 però Spa si rivela fatale per Schumacher, che deve affrontare una cocente sconfitta. Mancano sei gare alla fine del mondiale e il tedesco è primo con 31 punti di vantaggio sul rivale Damon Hill. Sembrerebbe un margine di sicurezza ma il tedesco ha una pesante spada di Damocle che incombe sulla sua testa. Schumacher molto probabilmente infatti dovrà scontare due gare di squalifica per aver ignorato la bandiera nera durante la gara a Silverstone. Insomma Schumi ha l’obbligo di vincere a Spa per allungare in classifica. In qualifica il “Kaiser” è solo secondo ma in gara gli bastano poche curve per involarsi in vetta. A metà gara però il tedesco sbaglia e si gira in testacoda. Schumacher riparte e mantiene la vetta ma Spa non perdonerà il suo errore. Schumi vince ma viene squalificato perchè la sua vettura viene trovata sottopeso. Hill, secondo al traguardo, vince la gara e accorcia in classifica. A fine anno il mondiale sarà deciso da un contatto controverso tra il tedesco e l’inglese. Schumacher prevarrà per un solo punto.

Il 1995 è l’anno della leggenda, l’anno in cui Schumacher dimostra a tutti che nessuno sa andare forte quanto lui in Belgio, che Spa ha un unico re. Il campione tedesco sta di nuovo lottando con Hill per il titolo e la gara belga rischia di essere un nodo decisivo per la corsa all’iride. La qualifica è un disastro, Schumacher proprio non riesce ad andare ed è costretto a partire in sedicesima posizione. In gara pochi giri e Hill prende la vetta, ma Schumacher inizia una rimonta incredibile e sale in seconda posizione dopo solo una decina di giri. E poi arriva di nuovo la pioggia, quella che consegnerà Schumacher alla leggenda. Hill si ferma e monta gomme da bagnato, Schumacher continua con gomme da asciutto su pista bagnata. Il tedesco è passato in testa durante la sosta del rivale ma ha gomme inadatte alle condizioni. Hill gira sei secondi al giro più forte ma quando arriva dietro a Schumacher non riesce a sorpassarlo. Il tedesco non commette errori nonostante abbia gomme sbagliate e si difende da Hill con manovre al limite destinate a passare alla storia. La pista poi si asciuga e Hill deve fermarsi di nuovo. Schumacher non ha più rivali e vince quella che forse è la sua gara più bella della carriera.

Nel 1996 Schumacher è passato alla Ferrari. La rossa non è competitiva e a Spa il mondiale è già praticamente chiuso. Hill è staccatissimo in classifica e Schumi ha vinto una sola gara, sotto il diluvio. Se c’è una pista in cui l’abilità del pilota può compensare i limiti della macchina, anche sull’asciutto, quella è Spa. Le qualifiche però parlano Williams. In gara però Hill combinerà una lunga serie di errori e il suo weekend diventerà un calvario. La gara quindi diventa un duello tra Jacques Villeneuve e Schumacher. Il tedesco prende la vetta durante il pit stop e, nonostante un mezzo non all’altezza di quello dell’avversario, si difenderà per tutta la gara dagli attacchi del rivale, cogliendo un successo che ha del clamoroso. E nel 1997 sotto la pioggia il “Kaiser” farà poker, vincendo per la quarta volta a Spa, la terza di fila.

Nel 1998 Schumacher vuole il titolo con la Ferrari. Si arriva a Spa con Hakkinen in testa al mondiale. Il tedesco punta tutto sulla sua pista preferita per accorciare in classifica, ma in qualifica Hakkinen è imbattibile. Al via sotto il diluvio Hakkinen prende la vetta davanti a Schumi ma dietro accade l’impensabile. Coulthard commette un errore e innesca una carambola rocambolesca che coinvolge quasi tutti i piloti, in quello che sarà il più grande incidente della storia della F1. La pista è piena di detriti e la gara è interrotta. Quando la pista è pulita si riparte e Hakkinen si gira ed è costretto al ritiro. Schumacher invece è implacabile e inizia a girare sette secondi al giro più forte degli altri. La gara sembra finita. Poco dopo metà gara Schumacher deve doppiare Coulthard. Lo scozzese frena di botto in un punto di massima velocità e lo scontro è inevitabile. Schumi è costretto al ritiro e non appena torna ai box cerca la rissa con Coulthard ma viene fermato dai suoi meccanici. Anni dopo il pilota scozzese confesserà di aver deliberatamente causato l’incidente ma ormai sarà tardi. Con l’incidente di Spa Schumacher si è giocato il mondiale.

Due anni dopo, nel 2000, il “Kaiser” deve affrontare un’altra cocente delusione sulla sua pista preferita. A Spa si arriva nella stessa situazione del 1998, Hakkinen è in testa al mondiale e Schumacher è poco lontano. Il finlandese fa di nuovo la pole mentre Schumi è solo quarto. In gara però si parte con pista bagnata e il tedesco rimonta furiosamente, approfittando di un errore del rivale, appena montate le gomme da asciutto, per passare in testa. A pochi giri dalla fine il pilota della Ferrari è lanciato verso una vittoria quasi certa ma Hakkinen non demorde. Il finlandese prova a passare ma Schumacher è perfetto in difesa, come sempre. A tre giri dalla fine Schumi deve affrontare il doppiaggio del brasiliano Zonta. Sul rettilineo del Kemmel il tedesco doppia Zonta all’esterno. Hakkinen non ci pensa due volte e si lancia all’interno di Zonta. Alla staccata in fondo al rettilineo il finlandese è davanti e va a vincere la gara, rifilando a Schumacher la sconfitta più cocente della sua carriera. A fine anno però sarà il tedesco a vincere il titolo. Il suo rapporto con Spa però sembra essersi incrinato e Schumi ormai sembra battibile sulla pista delle Ardenne.

Nel 2001 però il “Kaiser” si prende la rivincita più dolce e torna al successo a Spa. Schumi arriva sulle Ardenne già campione del mondo. Michael ha vinto 51 gare in carriera ed è primo a pari merito con Prost nella classifica all-time. Vincere la gara numero 52 a Spa, dove tutto è iniziato, avrebbe un sapore speciale. Le qualifiche non vanno benissimo ma in gara Schumi prende la vetta durante il primo giro e non la lascia più. Schumacher diventa così il pilota più vincente della storia e lo fa sulla sua pista di casa, dimostrando di essere tornato un pilota imbattibile in Belgio. Nel 2002 il dominio di Michael è ancora più netto con pole, vittoria e giro veloce. È la sua sesta affermazione a Spa, l’ultima, che lo rende il pilota più vincente di sempre sulla pista delle Ardenne.

Nel 2004 però Spa porta a Schumi un’ultima gioia, la più grande. La gara vive sul duello ruota a ruota tra il campione tedesco e Kimi Raikkonen, l’unico pilota a guidare a Spa ad un livello vicino a quello di Schumacher. Il finlandese vince il duello con il “Kaiser” e trionfa sulle Ardenne, iniziando il suo dominio belga, secondo solo a quello di Schumacher. Michael giunge secondo e mai secondo posto fu più dolce. Con questo risultato Schumi si laurea per la settima volta campione del mondo. È la chiusura del cerchio, l’ultimo tassello in quello che è un rapporto pilota-pista unico nel mondo dei motori. Schumacher a Spa ha esordito in F1, ha vinto la sua prima gara, ha vinto la gara più bella della sua carriera, è diventato il più vincente di sempre e ha conquistato il suo ultimo mondiale.

Sono passati 25 anni dal primo trionfo del “Kaiser” a Spa e purtroppo Michael non potrà essere presente sulle Ardenne per festeggiare e per godersi quelle che saranno le celebrazioni che sono state organizzate in suo onore. Mick Schumacher, il figlio del campionissimo, domenica guiderà in onore del padre la vettura che porto Michael al suo primo trionfo in Formula 1. Per tutti gli appassionati di motori sarà una grande emozione vedere Mick guidare la Benetton che ha reso grande il padre. La speranza di tutti è che quella di domenica non sia l’unica volta che vedremo Mick alla guida di una Formula 1 sulla pista delle Ardenne. E soprattutto che Michael in futuro possa essere in grado di guardare il figlio correre o semplicemente che possa riprendersi dal terribile incidente del 2013 ed essere in grado di godersi la sua famiglia. #keepfightingMichael (DDS)

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