Il turismo ai tempi del terremoto: tiene quello regionale, male Ascoli


Nonostante il terremoto le Marche nel 2016 hanno fatto registrare un aumento degli arrivi e una lieve diminuzione delle presenze turistiche. E anche da settembre a dicembre non c’è stato il temuto crollo. A Pesaro l’oscar degli arrivi, a Senigallia quello delle presenze

Chi si aspettava chissà quali cataclismi per il turismo marchigiano a causa del terremoto ha clamorosamente sbagliato le previsioni, almeno per quanto riguarda il 2016. Certo ora il vero e più probante banco di prova si avrà con il 2017 che potrebbe risentire in maniera più consistente delle conseguenze della lunghissima crisi sismica (anche se le prime indicazioni non sembrano far ipotizzare grossi scossoni).

Però intanto i dati ufficiali relativi all’anno passato resi noti dall’Ufficio statistica della Regione  ci dicono che nel complesso il turismo ha tenuto e che il terremoto non ha inciso in maniera particolare. Anzi, addirittura nonostante tutto nel complesso si registra un leggero aumento degli arrivi turistici (+0,7%) a cui farà però da contraltare una leggere flessione delle presenze (-1,3%). Naturalmente i dati più interessanti sono quelli che si riferiscono agli ultimi 4 mesi del 2016, da settembre in poi, cioè dopo la prima violenta scossa e nel pieno dell’emergenza sismica.

E non meno interessanti sono i dati relativi alle due province marchigiane colpite dal sisma (Ascoli e Macerata, con Fermo coinvolta ma in misura minore) in quei 4 mesi. Ed in questo senso il quadro che emerge è ancora più sorprendente perché evidenzia un’insospettabile tenuta del turismo, complessivamente e in quelle province. Anzi, se gli arrivi nelle Marche in quei 4 mesi fanno segnare una leggerissima flessione (-0,5%), incredibilmente invece le presenze fanno registrare un consistente balzo in avanti di quasi il 5%.

Situazione identica per quanto riguarda le due province maggiormente colpite dal sisma. Quella di Ascoli da settembre a dicembre 2016 fa segnare una diminuzione del 3% degli arrivi (che, però, avevano, sia pure di poco, il segno negativo anche nei primi 8 mesi dell’anno, prima del terremoto) ma anche un aumento di quasi il 6% delle presenze. Non molto diversi i dati della provincia di Macerata  che in quei 4 mesi accentua la diminuzione degli arrivi (-6%) che già si era verificata nei primi 8 mesi dell’anno (-2,5%) e fa registrare un aumento di presenze (+4%) a fronte, invece, di un consistente calo (-10,5%) che si era verificato fino ad agosto.

Stessa tendenza, anche se con percentuali più accentuate, per la provincia di Fermo che negli ultimi 4 mesi del 2016 registra un -15% di arrivi e un consistente incremento di presenze (+17,5%). Discorso a parte va fatto per le province non colpite (Pesaro) o solo sfiorate (Ancona) dal terremoto che hanno un andamento turistico nel corso dell’anno molto lineare.

La prima vede crescere in maniera uniforme gli arrivi (da 3% dei primi 8 mesi a 2,8% negli ultimi 4 mesi) così come le presenze. La seconda ha un leggero aumento di arrivi sia fino ad agosto (0,7%) che nei mesi successivi (+1,1%), mentre compensa in parte negli ultimi 4 mesi (+2,4%) il consistente calo di presenze fatto registrare nei primi 8 mesi del 2016 (-7%). Questo a significare in maniera inequivocabili che i presunti danni indiretti al turismo lamentati dal territorio pesarese almeno per il 2016 non si sono verificati.

Discorso analogo, spostandoci per un attimo alla situazione dei comuni, va fatto a San Benedetto i cui presunti danni indiretti di certo nel 2016 non si sono per nulla visti, dato che l’aumento sia di arrivi che di presenze è uniformemente distribuito sia nei primi 8 mesi dell’anno che nel periodo post terremoto. Dati che forse dovrebbero indurre gli amministratori di quei posti a riflettere sull’inopportunità di certe pretese, assolutamente fuori luogo, avanzate nei mesi scorsi.

Tornando ai dati generali complessivamente nel 2016 nelle Marche si sono verificati 2.402.401 arrivi (17.651 in più rispetto al 2015, + 0,8%) e 12.558.482 presenze  (176.092 in meno, -1,3%). La provincia che ha fatto segnare più arrivi è Ancona con 752.269, mentre quella di Pesaro è quella che ha fatto registrare il maggior numero di presenze (3.270.289). Per quanto riguarda le città quella che ha il primato degli arrivi è Pesaro con 215.248 che precede Senigallia (196.071 arrivi). Che, però, è in testa per quanto le presenze con 1.116.244, davanti a San Benedetto che si ferma a 1.74241.

Dati abbastanza negativi, invece, sono quelli che arrivano dal sistema statistico regionale per Ascoli. Che vede bruscamente arrestare la sua lenta e difficile risalita e, come dimostrano i numeri, non certo per colpa del terremoto (almeno non solo). Quello piceno è di gran lunga il capoluogo delle Marche con i dati peggiori. Improponibile il paragone con Pesaro, Ancona e Fermo, rispetto a Macerata può si vantare qualche migliaio (3.562 per l’esattezza) di arrivi in più ma anche oltre 80 mila (82.253 per la precisione) presenze in meno.

Soprattutto, però, il capoluogo piceno fa registrare un consistente calo rispetto al 2015 sia degli arrivi (da 42.647 a 39.038, -8,5%) che delle presenze (da 174.833 a 159.073, -9%). E, prima ancora che il sindaco o chi per lui possa anche solo pensare di nascondersi ancora una volta dietro il terremoto, va sottolineato come i dati evidenziano come il sisma semmai può solo aver accentuato una tendenza negativa già in atto. Arrivi e presenze erano scesi sensibilmente già nei primi 8 mesi dell’anno, sono continuate ovviamente a scendere dopo il terremoto del 24 agosto e nel corso dell’emergenza sismica di fine 2016.

Il timore, per la verità non solo per il capoluogo piceno, è che gli effetti del terremoto assolutamente minimi per il 2016, possano farsi sentire con maggiore decisione per l’anno in corso…

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