Da Appignano del Tronto segnali di vita intelligente


Ad Appignano, tra i pochi ad aver effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica e il successivo adeguamento nell’edificio scolastico prima del terremoto, sono già partiti gli studi di microzonazione sismica. E dal sindaco Moreschini è arrivata un’altra lezione di civiltà…

Segnali di vita intelligente  in questo strano pianeta chiamato Italia. Arrivano da una realtà a pochi chilometri da Ascoli, doppiamente significativi innanzitutto perché vengono da un piccolo comune.

Ma anche perché gli amministratori di quel posto sono l’esatto opposto di quelli del capoluogo piceno, sempre attenti e puntuali nel fare gli interessi fondamentali e realmente vitali della propria comunità. Stiamo parlando di Appignano del Tronto, piccolo comune con poco meno di 2 mila abitanti che fino a qualche anno fa era guidato da uno degli amministratori più sensibili e capaci che abbiamo avuto la fortuna di conoscere: Nazzarena Agostini. Non era certo facile, per chi è venuta dopo di lei, riuscire a non farla rimpiangere. Invece il nuovo sindaco Sara Moreschini, con perfetta e invidiabile continuità con la sua predecessora, ci sta riuscendo, tanto che ora come allora Appignano è ancora il migliore esempio di cosa significhi una buona amministrazione.

Che riesce a realizzare e portare avanti con estrema semplicità e facilità quegli interventi così importanti per la comunità che, invece, in altri comuni sembrano essere delle imprese impossibili da realizzare (ogni riferimento con il vicino Comune di Ascoli è puramente… voluto!). Ne avevamo avuto un esempio emblematico, con Nazzarena Agostini, per la famose verifiche di vulnerabilità sismiche per le scuole (e il successivo eventuale intervento di adeguamento sismico). Ne abbiamo avuto la conferma nei giorni scorsi con l’avvio dell’indagine geofisica per la micro zonazione simismica.

Per chi non lo sapesse,  gli studi di microzonazione sismica hanno l’obiettivo di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, restituendo informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l’emergenza e per la ricostruzione post sisma. In altre parole quegli studi ci permettono di individuare le zone simicamente stabili e quelle invece soggette ad instabilità , quindi le zone dove è consigliabile costruire e quelle invece più a rischio. Sono studi fondamentali, quindi, soprattutto in quelle zone, in quei territori che hanno avuto problemi con il terremoto e che devono quindi affrontare una faticosa ricostruzione.

Ma, mentre in molti Comuni della zona si sta ancora discutendo su chi deve realizzarli e chi poi dovrà pagarli, ad Appignano già da alcuni giorni gli studi di microzonazione sismica sono in corso. Ne ha dato notizia la stessa sindaca Sara Moreschini con un post su facebook. “Iniziata la campagna di indagine geofisica per la microzonazione sismica. Non c’è ricostruzione senza ricerca”. Nei giorni scorsi  i ricercatori dell’Università di Camerino e dell’Università di Ferrara, con il supporto e il coordinamento del Centro micro zonazione sismico nazionale, hanno avviato gli studi di micro zonazionesismica di terzo livello che dovranno concludersi entro la fine dell’anno perché, come spiega uno dei ricercatori di Camerino, “sono fondamentali per la ricostruzione e per la futura pianificazione urbanistica”.

Con loro collabora anche il prof. Massimiliano Fazzini che anticipa che “tra 40 giorni effettueremo la prova geofisica per capire quanto veloci sono, a diverse profondità, le onde sismiche. E’ il punto focale di una ricerca finalizzata a restituire una risposta sismica puntuale. Grazie a questi dati potremo capire dove possiamo ricostruire, in zone simicamente sicure e in zone instabili”. Ancora una volta, quindi, da Appignano ci arriva la dimostrazione che è possibile fare le cose nel giusto modo, che non ci sono giustificazioni e “scuse” che tengano se davvero c’è la volontà di fornire risposte concrete ai cittadini.

Come, appunto, era accaduto in passato quando l’allora sindaca Nazzarena Agostini aveva speso oltre un milione di euro per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica e, poi, il successivo intervento di adeguamento sismico per la scuola cittadina. Non è una questione di fondi, non è una questione di impedimenti e rallentamenti burocratici. E’ semplicemente una questione di priorità, di senso di responsabilità e di come si intende la funzione pubblica di un amministratore che dovrebbe essere al servizio dei propri cittadini e non della propria gloria e tornaconto personale.

E l’ennesima dimostrazione di come ciò sia possibile è arrivata anche dalla vicenda, da giorni sulla bocca di tutti, del contributo da 5 mila euro per le partite Iva. “Il sindaco Sara Moreschini – scrive Nazzarena Agostini su facebook – è una geologa con partita iva. Nel periodo del terremoto ha lavorato per la sua comunità 24 ore su 24 sottraendo tempo e introiti al suo lavoro. Se avesse fatto richiesta per il contributo sul mancato introito non sarebbe stato uno scandalo ma sentire che ha preso quei 5000 euro proprio non si può sopportare. Finalmente l’elenco è uscito sui giornali anche per Appignano e il nome del mio sindaco non c’è. Felice di ribadirlo”.

L’ennesima bella pagina scritta da quel Comune. Che dista da Ascoli di pochi chilometri ma che, per quello che accade, sembra che sia lontano anni luci dal capoluogo piceno…

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