Immigrati ad Ascoli, “tesoretto” da 140 mila euro per il Comune


Nonostante l’imbarazzato silenzio del sindaco Castelli, dell’assessora Latini e del presidente del Consiglio Fioravanti, grazie ai fondi per gli immigrati il Comune ha potuto realizzare diversi interventi. Compresi i nuovi arredi per il Polo Culturale di San’Agostino

Il Polo Culturale Sant’Agostino ha finalmente a disposizione nuovi bellissimi arredi. Lo comunica l’amministrazione comunale con un post inserito su facebook martedì mattina, con tanto di foto che mostra in primo piano il sindaco Guido Castelli, l’assessore Giorgia Latini e il presidente del Consiglio comunale Marco Fioravanti (oltre al professor Fausto Papetti) sorridenti che provano le nuove 4 poltrone girevoli.

Tutto molto bello, bisogna ringraziare l’amministrazione comunale per aver provveduto ad allestire il Polo Sant’Agostino con “36 nuove sedie, 15 tavoli, 3 panchee 4 poltroni girevoli” che, come si legge nel post, rendono entusiasta il sindaco Guido Castelli. Peccato, però, che in realtà per quei nuovi arredi che rendono così felice il primo cittadino più che l’amministrazione comunale bisognerebbe ringraziare… gli immigrati presenti nel capoluogo piceno. Cosa che, però, in quel post l’amministrazione comunale si guarda bene dal farlo.

L’amministrazione comunale, grazie al sostegno della Fondazione Carisap e all’azienda Eusebi Arredamenti, ha risposto presente a una richiesta arrivata direttamente dai cittadini” si legge nel post “Si tratta di un nuovo biglietto da visita per la nostra città, faccio un appello di responsabilità a tutti coloro che utilizzeranno il nuovo arredo affinché questo venga tutelato” aggiunge l’assessore Giorgia Latini mentre l’entusiasta sindaco Castelli afferma:  “si tratta di un assaggio di quello che si farà in futuro con la nuova copertura del Polo, la nostra idea è quella di rendere tale spazio sempre più fruibile e attivo”.

Nessun riferimento e tanto meno ringraziamento agli immigrati, quindi, da parte di sindaco e assessora. “Dopo svariate interrogazioni ed una mozione del Pd in Consiglio comunale – spiega il consigliere comunale Ameli – finalmente inizia a prendere forma una parte dell’arredamento esterno della biblioteca comunale. E ben 5 mila euro provengono dal fondo del Ministero dell’interno per l’immigrazione. Perché gli immigrati presenti nel nostro territorio fruttano al Comune di Ascoli 140 mila euro. Naturalmente l’assessora della Lega Nord e gli altri esponenti di Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono ben guardati dal dirlo. Perciò lo diciamo noi”.

Il fondo del ministero dell’Interno a cui fa riferimento Ameli è quello istituito dall’art. 12 comma 2 del decreto legge 193/2016  che prevede un contributo economico da parte dello Stato ai Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale. “Quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2016. A tal fine, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, è istituito un apposito fondo iscritto nella missione “immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti”, programma “flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose”.

Però è difficile da credere che un sindaco con posizioni sempre così nette sul problema dell’immigrazione, un’assessora leghista e un presidente del Consiglio di Fratelli d’Italia (i due partiti più ferocemente contrari alla politica di accoglienza dei richiedenti protezione), possano aver accettato una cosa simile, troppo incoerente. Sicuramente c’è uno sbaglio, si può discutere su tanti aspetti ma su una faccenda così seria e delicata davvero non si può mettere in discussione la coerenza dei tre amministratori locali, la loro fedeltà alle posizioni dei rispettivi partiti (da loro sempre convintamente condivise), sarebbe a dir poco stupefacente il contrario.

E, allora, abbiamo scavato tra gli atti comunali, abbiamo verificato e alla fine abbiamo scoperto che è tutto vero, che quanto dichiarato dal consigliere comunale Ameli corrisponde esattamente alla verità. Ce lo conferma la delibera di giunta comunale n. 76 del 19 maggio scorso (“Variazioni al bilancio di previsione 2017-2019”). Nel cui documento istruttorio si legge che il “decreto del Ministero dell’Interno, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, con il quale è stato ripartito il fondo, di cui all’art. 12, comma 2, del D.L. 193/2016, riguardante il concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale,  ha assegnato ed erogato a questo Ente la somma di 141.000 euro”.

Tutto vero, quindi, il Comune di Ascoli grazie ai richiedenti protezione ha avuto dal ministero 141 mila euro. Che, sempre la delibera 76, ci dice anche come verranno impiegati: per 80 mila euro alla manutenzione ordinaria delle strade comunali, per 6 mila euro per l’acquisto di attrezzature informatiche a supporto della UOAAS e dei suoi collaboratori istituzionali, per 20 mila euro per i lavori al campo Squarcia, per 30 mila euro per il sostegno e rivitalizzazione attività commerciali post sisma e per 5 mila euro ad integrazione del contributo della Fondazione Carisap per l’allestimento di postazioni di studio all’esterno della biblioteca comunale.

Questo significa, quindi, che non solo il Comune prende davvero quei fondi ma anche e soprattutto che senza quei 141 mila euro alcuni importanti interventi non potevano essere realizzati. L’allegato alla delibera 76, ad esempio, ci dice che per il sostegno e la rivitalizzazione delle attività commerciali post sismi il Comune ha stanziato complessivamente esattamente 30 mila euro. In altre parole i commercianti ascolani devono ringraziare i richiedenti protezione, senza la loro presenza il Comune non avrebbe potuto stanziare neppure un euro per loro.

Quel che più conta, però, è che davvero i nuovi arredi del polo culturale sono stati in parte finanziati da quel fondo. E, allora, a quelli per la loro “straordinaria” coerenza, bisogna aggiungere i complimenti al sindaco, all’assessora e al presidente del Consiglio per la loro codardia.

Certo, viste le loro posizioni e quelle dei loro partiti di riferimento in materia, non era per nulla facile ammettere quanto stava accadendo. Ma un po’ di coraggio avrebbe almeno reso meno imbarazzante e sconfortante questa grottesca vicenda

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