Gran Premio d’Ungheria 2006: sotto la pioggia si materializzano tre favole


Jenson Button, Robert Kubica e Pedro de La Rosa protagonisti di uno dei weekend più rocamboleschi della storia della Formula 1

Il mondiale di Formula 1 2006 sarà ricordato per sempre per lo scontro tra Fernando Alonso e il campionissimo Michael Schumacher, al suo ultimo anno in Ferrari. Il 2006 però sarà ricordato anche per altre vicende particolari che si candidano ad avere un posto nella storia della Formula 1, come la clamorosa gara di debutto del futuro campione Nico Rosberg o come il gigantesco incidente ad Indianapolis in cui fu coinvolta metà della griglia. La storia più bella però è sicuramente quella del gran premio d’Ungheria, in cui tre piloti diversi, Jenson Button, Robert Kubica e Pedro de la Rosa, realizzarono il loro sogno.

Quando si arriva in Ungheria la stagione 2006 di Button è buona ma non eccezionale. L’inglese è il primo pilota in classifica, tolti i piloti di Ferrari, Renault e McLaren che stanno dominando la stagione, è sempre tra i primi e ha conquistato anche un podio e una pole. Il problema di Button è che fin qui tutta la sua carriera è stata buona ma non eccezionale. Jenson è in Formula 1 dal 2000 e, nonostante il grande talento e un terzo posto nel mondiale 2004, non ha ancora assaporato la gioia della vittoria. Fino a qualche anno prima tutti i team lo volevano come pilota ma ora le sue quotazioni sono in calo e Button sembra avere poche chance di lottare in futuro per il titolo mondiale, cosa che il suo enorme talento gli permetterebbe se unito ad una vettura di primo piano.

Pedro de la Rosa è uno dei piloti meno considerati negli ambienti della Formula 1. Il pilota spagnolo ha debuttato nel 1999, già non giovanissimo, e ha corso fino al 2002 cogliendo soltanto sei punti in quattro anni per poi passare in McLaren come pilota di riserva fino a metà 2006, anno in cui il team inglese gli ha dato un volante da titolare. Nelle serie minori de la Rosa non ha sfondato se non nelle corse giapponesi. Lo spagnolo inoltre si trova al volante di una vettura di Formula 1 quasi per caso e per un periodo di tempo limitato. La McLaren infatti ha licenziato Juan Pablo Montoya, reo di aver causato il già citato incidente di Indianapolis, e ha ufficializzato il campione in carica Alonso e il giovane debuttante inglese Lewis Hamilton per il 2007. Pedro de la Rosa quindi è solo un tappabuchi fino a fine 2006. In due gare sulla McLaren lo spagnolo non ha combinato un granchè e nessuno lo considera tra i piloti da tenere d’occhio per il gran premio d’Ungheria.

Robert Kubica è un giovane pilota polacco che ha corso per anni nella Formula Renault, un campionato monomarca in cui corrono i giovani piloti del team francese. Kubica si è mostrato per anni tra i più veloci e nel 2005 ha vinto il titolo a soli 21 anni. Il polacco ha ottenuto quindi di poter provare la Renault di Formula 1 in un test a Barcellona e ha realizzato tempi competitivi non lontani da quelli dei piloti titolari. Quando tutti davano per scontato il suo esordio con la Renault nel 2007 però il team francese ha inspiegabilmente appiedato Kubica, lasciandolo così senza volante. È la BMW a dargli una chance ma solo come terzo pilota, visto che come titolari ci sono la giovane promessa Heidfeld e il campione del mondo 1997 Villeneuve. Ma proprio il canadese durante la stagione 2006 è disastroso e dopo l’ennesimo incidente viene cacciato. La BMW quindi affida la macchina a Kubica che debutterà nel gran premio d’Ungheria.

Si arriva a Budapest e già durante le prove libere tutti capiscono che non sarà un gran premio come tutti gli altri. Nella prima sessione ufficiale il leader del mondiale Alonso si rende protagonista di un episodio vergognoso. Lo spagnolo si trova dietro a Doorbons, terzo pilota Red Bull, durante un giro lanciato e, infastidito, lo affianca sul rettilineo, gli mostra il pugno, lo stringe contro il muro, lo sorpassa e gli frena bruscamente davanti rischiando il tamponamento. Alonso riceve come penalità due secondi da aggiungere ad ogni suo tempo in qualifica. Il sabato mattina però il suo rivale iridato Schumacher riesce nell’impresa di imitarlo. Durante l’ultima sessione di libere c’è una bandiera rossa, quindi i sorpassi sono vietati, e il tedesco si trova bloccato dietro una vettura che procede a passo d’uomo, guarda caso la Renault di Alonso, che fa di tutto per provocare il tedesco. Schumacher ci casca e sorpassa rabbiosamente Alonso, rimediando la stessa penalità dello spagnolo.

La penalità ai due rivali iridati, in un circuito in cui è molto difficile sorpassare, apre le porte a tutti gli altri piloti per provare a vincere la gara. I due favoriti diventano il finlandese Raikkonen e il brasiliano Massa, che sono stati molto veloci nelle libere. Button potrebbe approfittare della situazione per cercare di ottenere la tanto sospirata prima vittoria, visto che la sua Honda va molto bene in Ungheria, ma l’inglese ha rotto il motore nelle libere e dovrà scontare dieci posizioni di penalità in griglia, risultando di fatto fuori dai giochi per vittoria e podio. È Kubica però quello di cui parlano tutti. Il pilota polacco ha fatto segnare il terzo tempo nelle libere al debutto, dimostrando di essere un ottimo pilota.

In qualifica i pronostici vengono rispettati. Raikkonen e Massa sono i più veloci e si prendono la prima fila, mentre la sorpresa di giornata è de la Rosa, che si qualifica quarto e ottiene il miglior risultato in carriera. Va molto bene anche Kubica, nono in griglia con una vettura non al top e davanti al suo compagno di squadra più esperto. Button limita i danni ma non riesce a fare meglio di quattordicesimo con la penalità e si trova in mezzo a Schumacher e Alonso. Per la domenica tutti si aspettano la lotta per la vittoria tra Raikkonen e Massa e le grandi rimonte dei due rivali al titolo. La domenica però piove e si parte sotto il diluvio. Le carte sono completamente rimescolate e la gara sarà una delle più strane del nuovo millennio.

Alla partenza Raikkonen mantiene la prima posizione e scappa subito, risultando da subito il più veloce in pista. Alonso e Schumacher, come da pronostico, guadagnano subito moltissime posizioni e sono ben presto in zona punti con lo spagnolo che riesce a sorpassare il tedesco. Le sorprese però sono de la Rosa, Button e Kubica. Il pilota della McLaren riesce a conquistare la seconda posizione e a girare su tempi simili al più blasonato compagno di squadra mentre il polacco della BMW è clamorosamente nel gruppo di testa nonostante le condizioni, difficili per tutti ma in particolare per un debuttante. Ma il migliore nei primi giri è sicuramente Button che sorpassa vetture su vetture, realizzando un sorpasso capolavoro su Schumacher. Dopo pochissimi giri l’inglese è già quarto, dietro alle due McLaren e ad Alonso.

Alonso è il più veloce e ben presto si libera di de la Rosa e si mette a caccia di Raikkonen per una clamorosa vittoria. Il finlandese lascia la vetta ad Alonso quando si ferma per il pit stop e lo spagnolo inizia ad allungare, arrivando a doppiare anche Schumacher. Raikkonen si ritira quando centra Liuzzi in un doppiaggio ed entra in pista la safety car. Alonso e de la Rosa si fermano per la loro sosta, lasciando campo libero a Button che si inserisce tra i due spagnoli. Alla ripartenza Alonso cerca di allungare ma Button, con una vettura inferiore, gli rimane incollato mentre de la Rosa dietro mantiene il terzo posto, che lo porterebbe ad un incredibile primo podio di carriera. Kubica è ancora in zona punti, dimostando una calma e una freddezza impensabili per un esordiente, mentre Schumacher ne ha approfittato per sdoppiarsi.

Button vuole vincere, vuole la vittoria che gli sfugge da sei anni e mezzo. E per vincere bisogna rischiare, cosa che l’inglese è sempre stato in grado di fare per tutta la carriera. Appena le condizioni migliorano leggermente Button va ai box e mette gomme da asciutto. Tornato in pista, inizia a girare più velocemente di Alonso e quando lo spagnolo si ferma torna in pista dietro all’inglese e con una gomma mal avvitata, cosa che dopo poco lo costringerà al ritiro. E mentre Button si avvia a vincere in tranquillità, Schumacher è risalito in seconda posizione, avendo deciso di cercare di finire la gara con gomme intermedie. De la Rosa è terzo e sta per portare a casa il tanto atteso primo podio di carriera, ma ha deciso di non accontentarsi e vuole togliersi il lusso di passare Schumacher. Lo spagnolo spinge al massimo e colma il gap con il tedesco e ingaggia con lui un duello rusticano, riuscendo a prevalere, prendendosi una clamorosa seconda posizione.

Button vince davanti a de la Rosa, mentre Schumacher è coinvolto in un contatto a due giri dalla fine e si deve ritirare. Kubica, al debutto, chiude la gara più difficile del 2006 al settimo posto. Due punti preziosi per la squadra e un risultato eccellente per un debuttante. La gioia del polacco però è destinata a durare poco, visto che sarà squalificato per un’irregolarità della sua vettura. Nulla però toglie la grandissima prestazione e la Formula 1 accoglie la sua nuova stella. Qualche fine settimana dopo, a Monza, Kubica riuscirà addirittura a regalarsi un podio dopo un bellissimo duello con la Renault di Alonso.

Button, ottenuta finalmente la prima vittoria di carriera, chiuderà la stagione in crescendo finendo con un clamoroso sesto posto in classifica finale. Dopo due anni in cui l’inglese non combinerà nulla a causa di una vettura non competitiva, nel 2009 Jenson riuscirà finalmente a lottare per il mondiale, vincendolo ed entrando tra i grandi della Formula 1. Da quel momento in poi Button correrà solo per la McLaren, diventando la bandiera della squadra e vincendo molte altre gare, risultando sempre tra i più veloci del mondiale. De la Rosa non otterrà più risultati di grandi livello e non avrà più occasioni di fare podi. In ogni caso lo spagnolo si ritaglierà un ottimo ruolo di collaudatore, con un lavoro prima in McLaren poi in Ferrari.

Ma la storia più romantica e allo stesso tempo più triste è quella di Robert Kubica. La carriera del polacco può essere benissimo riassunta dalla gara in Ungheria, grande gioia seguita poi da una delusione. Dopo il finale in crescendo di 2006 la BMW diventerà nel 2007 una delle vetture migliori del mondiale. Kubica nel 2007 rischierà la vita in un incidente in Canada. L’anno dopo sulla stessa pista coglierà la sua prima, e unica, vittoria in Formula 1, prima e unica anche per la BMW. Robert nel 2008 rimarrà in corsa per il mondiale fino alla fine, nonostante un mezzo nettamente inferiore a quello dei suoi rivali, dimostrando che quel campionato probabilmente se lo meritava lui. Nel 2010 il ritorno i Renault e una stagione a grandissimi livelli.

Poi nel 2011, quando tutti davano per scontato un suo passaggio in Ferrari nel 2012, un grave incidente che ha distrutto la sua carriera in Formula 1, che è sembrata finita. Almeno fino ad un paio di mesi fa, quando la Renault ha dato a Robert la possibilità di fare dei test. Test che sono andati molto bene visto che la prossima settimana il polacco testerà la vettura 2017, in vista di un possibile ritorno. E quale pista migliore se non quella dove tutto è iniziato 11 anni fa? In Ungheria vedremo il secondo debutto di Robert Kubica in Formula 1. E, visto che al momento Palmer, di gran lunga il peggior pilota della griglia, ha un volante proprio in Renault la speranza di tutti gli appassionati è che ben presto l’inglese debba cedere il volante al polacco. Per un ritorno che avrebbe del romantico e che premierebbe uno dei piloti più talentuosi e corretti degli ultimi anni. (DDS)

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