“Colpo di genio” del Comune, la farmacia all’Oasi finisce in farsa


La nuova farmacia comunale era stata autorizzata dalla Regione a fine 2012 ma sono passati 4 anni prima che il Comune si muovesse concretamente. Così ora quell’autorizzazione è scaduta e la farmacia al centro commerciale sarà gestita da un privato

Si fa un gran parlare, a ragione, dell’incapacità di programmare di questa amministrazione comunale. A cui giustamente si rimprovera la confusione e l’approssimazione che caratterizza ogni intervento, ogni opera pubblica che si tenta di realizzare. Bisogna, però, riconoscere che, non solo nelle Marche ma anche nel resto d’Italia, è difficile trovare un’amministrazione capace di autentici colpi di genio come quelli che a volte mettono a segno gli amministratori ascolani.

Difficile, ad esempio, definire in altro modo quanto sta accadendo in merito alla nuova farmacia da aprire all’interno del centro commerciale Oasi-Al Battente. Che doveva essere “comunale” e invece quasi certamente sarà gestita da un privato. Così con una mossa che definire “geniale” è riduttivo, in un colpo solo il Comune potrebbe riuscire ad ottenere la chiusura di altre due farmacie comunali, con tutti i problemi che ciò comporta per determinate zone del territorio cittadino, l’ennesimo favore ad un privato che potrà usufruire degli indiscutibili vantaggi dall’avere all’interno della propria struttura anche una nuova farmacia che, al tempo stesso, non produrrà all’amministrazione stessa alcun vantaggio, visto i lauti guadagni previsti non finiranno nelle casse comunali.

Un vero e proprio capolavoro, non c’è che dire, un “colpo di genio” unico che lascia senza parole. Si perché la vicenda della nuova farmacia nel centro commerciale aveva già sollevato non poche critiche e polemiche perché alla fine quella decisione finiva per far felice solo il centro commerciale, quindi ancora una volta un privato. Nella delibere di riferimento, la n. 112 del 9 giugno 2016 e, soprattutto, la 268 del 30 dicembre 2016, per giustificare la scelta (con la contestuale proposta di chiusura delle farmacie comunali a Brecciarolo e Porta Romana) si parlava di fatturato annuo, elencando numeri e dati, prevedendo utili per il Comune tra i 200 e i 300 mila euro.

Già allora, però, le spiegazioni dell’amministrazione comunale non convincevano molto perché non può certo essere l’aspetto economico l’u­ni­co me­tro di giu­di­zio per ope­ra­re scel­te che ri­guar­da­no un im­por­tan­te ser­vi­zio for­ni­to dal Co­mu­ne ai cit­ta­di­ni. Ora, però, la situazione rischia di diventare addirittura paradossale visto che a questo punto, a meno di clamorosi ribaltoni, la nuova farmacia nel centro commerciale sarà gestita da un privato e non dal Comune. Il tutto ancora una volta per la solita esasperante lentezza con la quale l’amministrazione comunale porta avanti ogni iniziativa.

Si perché la possibilità di aprire una nuova sede farmaceutica al Comune era stata data dalla Regione nel 2012, prima con la delibera di giunta regionale n. 1341 del 24 settembre, poi con la conseguente determina n. 19 dell’11 dicembre 2012. Nella quale, però, oltre ad autorizzare l’apertura della farmacia comunale all’Oasi si stabiliva anche che “il Comune di Ascoli deve inoltrare la richiesta di autorizzazione dell’apertura della farmacia all’Asur entro sei mesi dalla pubblicazione del presente decreto sul Burm (Bollettino unico Regione Marche) pena la decadenza dell’assegnazione” e che “il Comune di Ascoli deve provvedere all’apertura della farmacia entro i sei mesi successivi al rilascio dell’autorizzazione , pena la decadenza dell’assegnazione”.

Da allora sono passati più di 4 anni, è sin troppa chiara la situazione. In realtà inizialmente l’amministrazione comunale sembrava volersi muovere con celerità per rispettare i tempi, tanto che un mese dopo la delibera della giunta regionale, il 30 ottobre 2012, con delibera di Consiglio comunale n. 44 decise di “esercitare il diritto di prelazione sulla sede farmaceutica aggiuntiva nell’ambito territoriale del Comune di Ascoli Piceno presso il Centro Commerciale l’Oasi in località il Battente”.

Da allora, però di quella nuova farmacia comunale non se ne è saputo più nulla fino al 9 giugno 2016 quando la giunta comunale ha approvato la delibera n. 112 “Indirizzi in merito alle farmacie comunali” con la quale di deliberava di  “approvare l’indirizzo di razionalizzazione delle sedi farmaceutiche comunali afferente, in particolare, la conferma della procedura attualmente in essere di apertura della nuova sede farmaceutica presso il centro commerciale “Oasi” in località Lu Battente di Ascoli Piceno nonché la cessione della Farmacia comunale n. 1 sita in via Salaria Inferiore 18 (Brecciarolo), da effettuarsi possibilmente entro il corrente anno”.

In quell’atto si faceva riferimento alla delibera n. 44 del Consiglio comunale n. 44 senza, però, spiegare in alcun modo cosa è successo in questi 4 anni, perché si atteso tutto questo tempo, con il rischio che avvenisse quello che poi è accaduto. Si faceva, invece, riferimento ad una nota dell’Avvocatura comunale del 31 maggio 2015 in base alla quale “il servizio farmacie ha assunto parere legale a conferma della legittimità della procedura afferente l’apertura della nuova sede farmaceutica presso il Centro Commerciale “Oasi” di Ascoli Piceno, in particolare sul rispetto dei termini temporali autorizzatori di cui al decreto dirigenziale regionale n. 19/ASF dell’11/12/2012”.

Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere, per l’Avvocatura comunale c’è il rispetto dei “termini temporali autorizzatori” stabiliti dalla determina dirigenziale regionale di dicembre 2012, quella che fissava in 6 mesi (pena la decadenza) i tempi per la presentazione della richiesta, siamo davvero al paradosso. In ogni caso l’amministrazione comunale il 30  dicembre successivo approva la delibera di giunta n. 268 (“Razionalizzazione servizio farmacie comunali”) nella quale si conferma l’iter per l’apertura della nuova farmacia al centro commerciale ma, nel piano di razionalizzazione, finisce anche la farmacia comunale n. 4 (quella in via Dino Angelini), destinata come quella di Brecciarolo alla chiusura.

Nel documento istruttorio di quell’atto si fa anche un business plan con i possibili guadagni per le casse comunali (da un minimo di 117 mila euro ad un massimo di quasi 300 mila euro). Il resto è storia recente, a maggio i giudici del Tar accettano il ricorso di 7 farmacie private ascolane e ordinano alla Regione di dichiarare decaduta la possibilità di aprire una nuova farmacia comunale al centro commerciale. La farmacia quasi sicuramente, però, ci sarà lo stesso, solo che sarà gestita da un privato. La frittata, se davvero così sarà, è fatta.

A meno di ulteriori ricorsi – commenta amaramente il consigliere comunale Ameli – è come se il Comune avesse buttato un biglietto vincente della lotteria. Fu proprio l’amministrazione stessa a ritenere fruttifera una nuova farmacia al battente in particolare per una questione economica. Ma mentre a Porto Sant Elpidio tutto procedeva velocemente ad Ascoli Piceno si è arenato tutto per anni. Come mai? Fatte salve le criticità sull’ubicazione che andava purtroppo a depotenziare ulteriormente il sofferente centro storico, la cosa grottesca è che ora non solo non avremo quella che qualcuno definiva “la gallina dalle uova d’oro” in quanto avrebbe rimpinguato le disastrate economie comunali ma in compenso la nuova struttura, che verrà affidata ad un privato non necessariamente locale, andrà sicuramente a depotenziare le farmacie comunali limitrofi andando a creare un minor incasso per il comune. Come dire… Oltre il danno la beffa!! Non è certo questa la decantata spending rewiew che i cittadini ascolani immaginano.

Dopo la svendita di gas, luce e rifiuti l’amministrazione venderà anche le farmacie? Rivedrà il piano da lei stessa realizzata?  Diffido il Comune a continuare a svendere i nostri beni solo per questioni di bilancio.  Procedure amministrative cosi basilari non possono essere affrontate con questa superficialità, a meno che non ci sia altro.. e gradiremmo averne contezza. Ennesima dimostrazione di quanto in città ci sia bisogno di una nuova classe dirigente preparata che abbia a cuore Ascoli e non la sorte personale”. Superfluo aggiungere altro…

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