Non c’è più Equitalia, in Comune arriva il suo sosia


“Fuori Equitalia dai Comuni” gridava anni fa il sindaco Castelli. Che, però, ora che Equitalia non c’è più affida il servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali all’agenzia che l’ha sostituita  e che non è molto differente. Ma con un inquietante potere in più…

“Fuori Equitalia dai Comuni”. Era il  dicembre 2012 quando il sindaco Castelli, attraverso i quotidiani locali, lanciava il suo proclama contro la società italiana a totale controllo pubblico incaricata dalla riscossione dei tributi. Una battaglia contro quello che il primo cittadino ascolano (non completamente a torto) dipingeva come una sorta di “orco cattivo” per gli indifesi cittadini.

Già all’epoca, in qualità di delegato Anci alla Finanza locale, Castelli sosteneva l’assoluta necessità per i Comune di abbandonare, per le riscossioni dei tributi locali, Equitalia che “sta diventando sempre più crudele”. “Il trasloco sarà impegnativo ma è giusto cambiare” affermava il primo cittadino. Che da allora, nel corso degli anni successivi, ha accentuato e rinfocolato di frequente questa battaglia contro il “tiranno” Equitalia, presentandosi come improbabile paladino dei cittadini. Dal 1 luglio scorso l’incubo di migliaia di italiani non c’è più, al suo posto opererà l’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

E l’incubo potrebbe proseguire, anzi, per certi versi potrebbe addirittura peggiorare. Secondo il presidente dell’associazione di consumatori Adusbef, Elio Lannutti, “si avrà un netto peggioramento delle garanzie dei cittadini tartassati di fronte ai Dracula del Fisco”. In effetti la nuova Equitalia non sarà molto differente dalla vecchia, anzi per certi versi sarà peggio. Infatti l’Agenzia delle Entrate Riscossione è un ente pubblico strumentale dell’Agenzia delle Entrate e sottoposto al controllo del Ministero delle Finanze, Questo significa che, proprio in quanto ente pubblico, ha a disposizione maggiori poteri rispetto ad Equitalia. Che, ad esempio, poteva solamente sapere se e dove il contribuente aveva un conto corrente.

La nuova Agenzia, invece, potrà accedere direttamente ai dati dell’Anagrafe tributaria per verificare i redditi e i beni in possesso dei contribuenti per poi sottoporli eventualmente a pignoramento. In altre parole potrà verificare l’esistenza di conti correnti attivi che presentano una disponibilità liquida utile a saldare il debito, quindi potrà prelevare direttamente dal conto corrente. Non solo , la nuova Agenzia potrà anche verificare i dati presenti all’interno del database dell’Inps e questo le consentirà di ottenere informazioni in merito anche al rapporto di lavoro del contribuente moroso e procedere quindi a pignorare direttamente lo stipendio, la pensione e o le indennità.

Pignoramenti che potranno avvenire senza il preventivo scrutinio di legittimità di un giudice terzo. Detto che tasse e multe vanno pagate ma che non può esserci un meccanismo troppo vessatorio e così sbilanciato che non fornisca alcuna garanzia e quasi nessuna possibilità di difesa al cittadino (e abbiamo visto in passato troppi casi in cui cittadini sono stati vessati ingiustamente), è sempre troppo evidente che coerenza vuole che chi si è battuto così ferocemente contro Equitalia non possa fare altro anche ora. Per questo non avevamo dubbi su come si sarebbe comportato in proposito il sindaco Castelli, fedele a quel “fuori Equitalia dai Comuni” che non poteva che tradursi in “fuori Agenzia delle Entrate Riscossione dai Comuni”.

E, invece, l’Agenzia delle Entrate Ricossione entra immediatamente nel Comune di Ascoli, con il pieno avvallo del sindaco (e successivamente del Consiglio Comunale). Che aspettato poco più di 15 giorni per aprirgli le porte del Municipio decidendo di affidare alla nuova agenzia quello che non voleva che facesse Equitalia, cioè la riscossione coattiva delle entrate comunali. Alla faccia della coerenza che, bisogna dire, non è solo sua ma anche di diversi consiglieri comunali della maggioranza (in particolare quelli che fanno di quei gruppi che da anni conducono una furiosa battaglia contro Equitalia prima e la nuova agenzia poi).

Abbiamo deciso di affidarci alla nuova agenzia in attesa di internalizzare il servizio – ha spiegato il sindaco martedì 18 luglio nel corso del Consiglio Comunale – anche se non pensiamo che possa fare meglio di Equitalia. Negli ultimi 4 anni che hanno fatto la scelta interna, spero entro un anno di poter fare questo passo anche noi”. Conoscendo i tempi dell’amministrazione comunale, la sua capacità di non rispettare i tempi fissati, sarà il caso che gli ascolani si mettano l’anima in pace e si abituino a convivere con la nuova versione di Equitalia.

Anche perché lo stesso primo cittadino non ha nascosto come il percorso che dovrebbe portare all’internalizzazione del servizio sia molto difficoltoso e pieno di ostacoli. Nel cercare in tutti i modi di giustificare questo repentino e imprevedibile “giro di valzer”, il sindaco, nel corso del suo intervento, ha poi dipinto un quadro quasi idilliaco e rassicurante della situazione dell’evasione nel capoluogo piceno.

L’evasione nella nostra città è modesta nei quantitativi e può essere governata in maniera dissuasiva, senza ricorrere a interventi coercitivi (ma allora perché rivolgersi alla nuova agenzia?). Chi non paga non lo fa perché è impossibilitato a farlo o perché è in difficoltà ma perché convive bene con questa evasione” ha spiegato il primo cittadino dipingendo una situazione davvero idilliaca della nostra città, nella quale non ci sono quasi per nulla famiglie o persone in difficoltà, dove l’evasione è limitata al massimo ed è quasi un fatto di costume.

Una vera e propria allucinazione, verrebbe da dire, che si scontra con la ben differente realtà di tutti i giorni. Il primo cittadino poi, rispondendo ad un quesito posto dal consigliere comunale Umberto Trenta, ha sostenuto che all’incirca ammonta a 3 milioni di euro l’evasione da tasse e tariffe comunali. Che già non costituirebbe una cifra così modesta come vuole far credere il sindaco. Come al solito, però, dagli atti ufficiali del Comune emerge un quadro decisamente differente da quello delineato dal sindaco Castelli.

Ne abbiamo già parlato qualche temo (vedi articolo “Il paradiso degli evasori”), dagli atti ufficiali sembra proprio che, invece, l’evasione sia un fenomeno ben radicato nel nostro capoluogo. Lo evidenzia in maniera inequivocabile la nota integrativa al­le­ga­ta al bi­lan­cio di pre­vi­sio­ne 2017-2019, ap­pro­va­to con de­li­be­ra di giun­ta co­mu­na­le n. 50 del 31 mar­zo scor­so. Al pa­ra­gra­fo “En­tra­te per re­cu­pe­ro eva­sio­ne tri­bu­ta­ria” vie­ne fat­to il pun­to sul­la si­tua­zio­ne ri­fe­ri­ta agli anni che van­no dal 2011-2015 per quan­to ri­guar­da il re­cu­pe­ro del­l’i­ci, del­l’i­mu (dal 2013) e del­la tas­sa ri­fiu­ti (tari).

Eb­be­ne solo pren­den­do in con­si­de­ra­zio­ne que­sti 5 anni il Co­mu­ne ha ac­cer­ta­to un’e­va­sio­ne di  13,5 mi­lio­ni di euro ma poi con­cre­ta­men­te  ha in­cas­sa­to ap­pe­na 3 mi­lio­ni di euro. Se, poi, ag­giun­gia­mo an­che l’at­ti­vi­tà di re­cu­pe­ro e ac­cer­ta­men­to del­le san­zio­ni del co­di­ce del­la stra­da non pa­ga­te ar­ri­via­mo ad ol­tre 17 mi­lio­ni di euro di eva­sio­ne e poco più di 3,5 mi­lio­ni di euro con­cre­ta­men­te in­cas­sa­ti.

Siamo alle solite, gli atti ufficiali comunali dicono una cosa, il sindaco e l’amministrazione comunale (che pure approvano quegli atti) pubblicamente sostengono l’esatto contrario. Tornando all’affidamento del servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali, nel corso del Consiglio Comunale il consigliere comunale Giacomo Manni ha espresso le sue perplessità in proposito sottolineando come la nuova agenzia “è come Equitalia con un fattore importante in più, il prelievo diretto sul conto corrente. Il cittadino inizia ad avere paura, praticamente non ha armi per difendersi. In città sono tante le situazioni di difficoltà, sono numerosi coloro che non pagano perché non possono pagare. Apriamo una riflessione seria prima di fare questo passo, ricordandoci che dietro ogni conto corrente c’è una famiglia”.

Appello caduto nel vuoto perché il Consiglio Comunale ha poi approvato l’affidamento del servizio all’Agenzia delle Entrate Riscossione con 26 voti favorevoli e due soli astenuti (Manni e Tamburri).

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