Nuovo colpo per il centro cittadino, Sisley chiude per inagibilità


L’annuncio in un post su facebook: “con molta tristezza, dopo più di 30 anni di lavoro, dobbiamo abbandonare” . Chiusura prevista sabato 22 luglio, scatta la ricerca di un altro locale in attesa che il negozio attuale venga reso nuovamente agibile

Le conseguenze del terremoto continuano a far sentire i propri devastanti effetti. E per il centro cittadino è in arrivo un nuovo brutto colpo per il centro cittadino. Dopo le voci delle settimane scorse sui presunti problemi di alcune importanti attività site in piazza del Popolo, ora arriva la notizia, questa volta certa, della chiusura di un negozio storico del centro ascolano, Sisley, posto in corso Mazzini proprio dietro la piazza (e di fronte alla loggia dei Mercanti).

A darne notizia le stesse ragazze che da anni lavorano in quel negozio, con un post su Facebook in cui annunciano gli sconti per gli ultimi giorni di apertura dell’attività  in vista della chiusura, per dichiarata inagibilità, che avverrà sabato 22 luglio. “Con molta tristezza, dopo più di 30 anni di lavoro, dobbiamo abbandonare. Speriamo il prima possibile di trovare un altro locale per ricominciare fino a che il nostro negozio sia resto agibile” scrivono poi sotto il post in risposta ai tanti messaggi di solidarietà.

Un vero peccato perché il centro cittadino perde, si spera per il minor tempo possibile, un’attività che da anni era comunque un punto di riferimento del settore. All’ovvia solidarietà e vicinanza a chi da 30 anni lavorava in quell’attività, si aggiunge la crescente preoccupazione per una situazione che, a quasi 11 mesi dalla prima forte scossa, che sembra inevitabilmente destinata a peggiorare.

Che le verifiche ad Ascoli stessero procedendo molto a rilento non è certo una novità ma non per questo desta meno scalpore il fatto che, dopo tutto questo tempo, continuano quasi quotidianamente a piovere decine di ordinanze di evacuazione per inagibilità come se fossimo nei giorni immediatamente successivi al terremoto.  Dal 1 giugno e fino a tutto il 10 luglio sono state pubblicate sull’albo pretorio on line del Comune ben 171 ordinanze di evacuazione (e tra queste quella riferita alla Sisley non c’è), nei primi 10 giorni di luglio sono state ben 41.

Quello che è impressionante è che il problema riguarda praticamente tutte le zone della città, dalle frazioni ai quartieri periferici, fino al centro storico. E, naturalmente, non risparmia anche attività e strutture simbolo della città. Le settimane scorse era toccato a palazzo San Filippo, sede della Provincia e della Prefettura, con scheda Aedes di tipo B (temporaneamente inagibile – agibile con provvedimenti) , che ha richiesto un immediato intervento di messa in sicurezza per un importo di 120 mila euro.

Un paio di giorni fa è stata la volta della chiesa di San Vittore (nei pressi dello Squarcia) ad essere dichiarata inagibile, ieri una delle sale (sala 2) del cinema Piceno. Come se non fossero sufficienti i gravi problemi provocati realmente dal terremoto, si aggiungono poi quelli provocati dalla burocrazia, come quello che ha colpito il ristorante “Il Picchio d’oro” , costretto a chiudere per un mero errore, a seguito di un’ordinanza di evacuazione nonostante la palazzina non avesse subito alcun danno  (e senza alcun sopralluogo).

Errori a parte, preoccupa il fatto che ancora sono tante le verifiche di effettuare e tanti i provvedimenti da emettere. Il rischio concreto è che quando (purtroppo non prima di qualche mese ancora) tutto sarà finalmente terminato, il quadro che emergerà per la città e per il centro storico in particolare possa essere davvero desolante.

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