La grande indecenza


Proteste e polemiche ad Amatrice alla notizia che Sorrentino girerà alcune riprese del suo nuovo film, “Loro” , incentrato su Berlusconi, tra le macerie della basilica di San Francesco. “Perché i selfie sulle macerie no e i film sulle macerie si?” accusano i comitati cittadini

Se i selfie sulle macerie sono una vera e propria indecenza assolutamente da stigmatizzare, come mai si potrebbe definire chi gira le riprese del proprio film tra le macerie stesse (per giunta, a quanto si apprende, per un film che c’entra poco o nulla con terremoto)?

E’ quanto accadrà la prossima settimana ad Amatrice dove il premio Oscar Paolo Sorrentino girerà tra le macerie le riprese del suo nuovo film. Inevitabilmente la notizia sta provocando proteste e polemiche nella cittadina laziale che, la tragica notte del 24 agosto, ha pianto per la morte di 239 persone. Va detto, per dovere di cronaca, che qualche cittadino di Amatrice ha anche accettato di fare la comparsa, con una diaria di 200 euro. Ma la maggior parte degli amatriciani e le associazioni che sono sorte dopo il terremoto sono molto critiche e fanno sentire la propria voce. Stupisce, invece, la posizione del sindaco Pirozzi, da sempre molto duro e deciso contro i cosiddetti “turisti delle macerie”, che invece questa volta  ha rilasciato i necessari permessi senza battere ciglio.

Venite a visitare le nostre montagne e il nostro ambiente ma non fate selfie sulle macerie. Perché le macerie della nostra terra sono anche quello dello spirito di ciascuno di noi” aveva detto ad aprile lanciando una sorta di appello dai microfoni di Raitre. “Ho autorizzato le riprese con gli attori solo all’interno della chiesa di San Francesco. Se verranno fatte altre riprese nella zona rossa senza la presenza di persone dovranno essere autorizzate con una liberatoria dai singoli proprietari degli edifici filmati” afferma oggi Pirozzi.

Per il quale evidentemente i selfie degli sconosciuti sulle macerie rappresentano un grave oltraggio, mentre  le riprese, sempre tra le macerie, di un regista da Oscar evidentemente no. A rendere più sconcertante la situazione è il fatto che il film in questione non riguarda e non si occupa in alcun modo del terremoto ma di tutt’altro. Per settimane una sorta di alone di mistero aleggiava sul contenuto del film. Poi qualche giorno, in un articolo pubblicato dall’Ansa, si è scoperto che il nuovo lavoro di Sorrentino si intitolerà “Loro” ed è incentrato sulla figura di Berlusconi e della sua “corte” (e verrà prodotto dalla Indigo), con Toni Servillo che interpreterà il cavaliere.

A confermarlo, poi,è stato lo stesso premio Oscar a Cannes, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti internazionali. “Perche’ un film su Berlusconi? Perche’ sono italiano e voglio fare film sugli italiani. Berlusconi e’ un archetipo dell’italianita’ e attraverso lui puoi raccontare gli italiani“. Bene, ma Amatrice “che c’azzecca”? E le riprese tra le macerie?

La scelta di Amatrice è coerente con la narrazione del film” spiega il produttore della Indigo Nicola Giuliano. Ci fa piacere, un po’ meno fa piacere agli amatriciani a cui, con rispetto parlando, della “narrazione del film” non frega un emerito tubo e vedono quelle riprese tra le macerie come un’inaccettabile mancanza di rispetto, come un’inutile affronto. “Non immaginavamo potesse ferire qualcuno – aggiunge Giuliano – lo abbiamo capito quando abbiamo ricevuto la lettera di un cittadino che chiedeva lumi e Paolo gli risponderà. La ferita che ha subito Amatrice verrà trattata con il massimo rispetto”.

Al di là del fatto che non bisogna essere delle menti così raffinati per “immaginare che potesse ferire qualcuno”, ora che Sorrentino lo sa, se davvero vuole mostrare rispetto verso Amatrice e la sua gente, faccia marcia indietro, vada da un’altra parte a girare quelle immagini. Perché quella lettera di cui parla il produttore dell’Indigo non è certo isolata, come conferma la coordinatrice del comitato Terremoto Centro Italia Francesca Mileto.

Ognuno ha la sua etica, la sua sensibilità — afferma — ma non si può pensare di girare un film su un territorio dove ogni pietra è una tragica storia. Se hanno bisogno di immagini delle macerie ce ne sono quante ne vogliono su internet. Oppure, perché non ricostruirle in studio? E poi: perché i selfie sulle macerie no e il film sulle macerie sì? Cosa c’entra il fatto che a girare sia un artista?“.

Sono loro che hanno vissuto e subito sulla propria pelle la tragedia, sono loro che in pochi secondi hanno perduto familiari, parenti, amici, sono loro che nello spazio di poche ore della notte non hanno più ritrovato quella che era la loro città. Per quanto rappresentativo possa essere (e, almeno fino ad ora, prima di questa vicenda, di certo Pirozzi lo è stato in maniera molto marcata) il sindaco è solo uno dei cittadini.

Che, in questo caso, non ha saputo interpretare il sentimento, la sensibilità dei suoi concittadini. Che si sentono turbati, offesi e feriti dalla decisione di Sorrentino di “violare” quella zona rossa nella quale neppure loro hanno facilmente accesso. E se ancora il regista da Oscar non avesse capito cosa c’è in ballo, dovrebbe leggere lo sfogo di un papà, Massimo, che sotto quelle macerie ha perso la mamma e la figlia di 13 anni.

Che schifo – scrive – contiamo meno di niente, non si vergognano, passare sopra quelle macerie e profanare i nostri morti. Lasciateli riposare in pace, non rendete ancora più triste la nostra tragedia, tutto per la fame di sodi. Pensate piuttosto a risarcire queste famiglie che non si trovano neanche un qualcosa dei loro cari per ricordo, non ve lo auguro che cosa significa perdere un genitore, un fratello… un figlio in questa maniera così orribile, darsi la buonanotte e pensare che sia l’ultima. Non è il caso di accendere la macchina del cinema, avete fatto i pagliacci fin troppo, sarebbe il caso di riprendere voi stessi, grandi attori comici. La saluto Sorrentino e pensi che sotto le macerie invece di mia figlia di 13 anni poteva esserci chiunque… anche lei!”.

Sarebbe sufficiente questo, almeno lo sarebbe per chi ha un briciolo di sensibilità. Ma, purtroppo, di vicende come quella di Massimo e di stati d’animo simili è piena Amatrice. Rifletta a fondo, quindi, Sorrentino prima di fare un passo che potrebbe valergli un altro oscar, quello dell’indecenza…

 

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