Intossicazione dopo il cenone di Capodanno, condanna per Giocamondo


Per il giudice di pace non ci sono dubbi, la società ascolana responsabile di quanto accaduto dopo il cenone di Capodanno 2014 all’Oasi di Carpineto. Quando un centinaio di persone accusarono malori, secondo il giudice provocati da un’infezione da salmonellosi

Era finito con una serie incredibile di malori (più di cento), con diverse persone costrette a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso di Ascoli ma anche di San Benedetto. All’epoca la vicenda aveva destato molto scalpore, anche perché ne erano scaturite un procedimento penale e una serie di richieste di risarcimento.

Era nato pure un gruppo facebook (“Avvelenati al ristorante”) per mantenere i contatti tra le “vittime” di quel cenone. Poi, però, sulla vicenda era sceso il silenzio, rotto soltanto da un paio di articoli di giornale, da qualche dichiarazione dei diretti interessati. Ora della famosa cena di fine anno del 31 dicembre 2013 presso l’Oasi di Carpineto si torna a parlare perché nelle settimane scorse è arrivata una nuova sentenza civile.

Il giudice di pace Francesca Volpi ha, infatti, condannato Giocamondo, la società che gestisce la struttura di Carpineto e che aveva organizzato il cenone, a risarcire un cittadino di Monteprandone  che, dopo quel cenone, aveva accusato forti dolori allo stomaco, dissenteria, spasmi e febbre. “Gli esami clinici misero in luce un’infezione da salmonellosi” si legge nella sentenza che ricorda come numerose persone che avevano partecipato a quella cena furono colpite da dissenteria, crampi e febbre. “Secondo la scienza medica – prosegue la sentenza – la contaminazione da salmonella è sempre conseguenza della mancata e/o non corretta osservanza delle linee guida in materia di conservazione e preparazione di cibi avvelenati e alimenti destinati alla somministrazione”.

Nel febbraio scorso, in un articolo pubblicato su un quotidiano locale nel quale si riportava la notizia che Giocamondo aveva offerto un risarcimento per quanto patito da alcune delle 104 persone che avevano accusato malori, l’avvocato della società ascolana si era dichiarato sicuro dell’assoluta assenza di responsabilità di Giocamondo.

In base a quanto abbiamo ricostruito – affermava – nessuna mancanza è addebitabile all’organizzazione di Giocamondo. L’imputato era all’estero ma prima di andare si era assicurato che tutto fosse in ordine come sempre. A nostro avviso quanto accaduto è addebitabile ad uno degli alimenti evidentemente rovinato all’origine, per la precisione lo stinco. Lo ha acquistato in confezioni sottovuoto e integre da una ditta di livello nazionale che a sua volta afferma di averlo impostato dalla Germania”.

Già allora i diretti interessati avevano duramente contestato quelle affermazioni. “Ma quale stinco, io non l’ho neppure toccato eppure sono stata malissimo lo stesso” il duro commento di una delle iscritte alla pagina facebook “Avvelenati al ristorante”). Quel che più conta, però, è che ora quella tesi è stata smentita e cancellata dal giudice di pace di Ascoli che non ha dubbi che le responsabilità di quanto accaduto siano tutte di Giocamondo.

Pertanto l’evidenza clinica dell’intossicazione alimentare – si legge ancora nella sentenza – provata nel caso di specie dai numerosi casi denunciati e trattati anche da questo Giudice e nemmeno contestati in ordine alla documentazione fornita da parte attrice, prova l’inadempimento qualitativo della Giocamondo spa. Quindi sulla base della prova testimoniale esperita, delle dichiarazioni  provenienti dal convenuto (non integrità del cibo somministrato e denuncia alla Asur di zona) e sulla base del riscontro di casi identici di persone che fruirono lo stesso servizio ritiene questo Giudice di poter considerare provato il nesso causale tra prestazione e lesione. Né il convenuto (Giocamondo) ha fornito prova che quanto accaduto sia stato dovuto a causa a lui non imputabile”.

Sulla base di queste considerazioni il giudice condanna Giocamondo “e per essa la Generali Italia Spa al pagamento della somma di 55 euro quale rimborso per le spese sostenute per il cenone di Capodanno e 900 euro per danni fisici subiti e spese mediche sostenute, oltre interessi (…) condanna altresì la convenuta e per essa la Generali Italia Spa al pagamento all’avv. Cascio (avvocato dell’attore) della somma di 755 euro”.

Ricordiamo che sulla vicenda è in corso un procedimento penale che vede come imputato, con l’accusa di lesioni colpose, il legale rappresentante di Giocamondo, Stefano De Angelis e nel quale poco meno di una decina di persone che hanno partecipato a quel cenone si è costituita parte civile. Il processo è iniziato il 26 febbraio 2016  e poi è stato sospeso per il terremoto. Riprenderà il prossimo 15 settembre quando verranno ascoltate alcune delle persone che hanno accusato malori dopo il cenone.

Come è ampiamente noto attualmente la struttura di Carpineto non viene più utilizzata come ristorante ma per l’ospitalità dei rifugiati.

 

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