Senza parole


Sabbia, tavoli, ombrelloni, lettini da mare in piazza del Popolo per “City beach”, secondo il Comune “la festa più trendy dell’estate”. Spazio alle immagini e al regolamento per l’utilizzo e l’arredo del centro storico…

Se fossimo all’interno di uno di quei film denominati “cinepanettoni” immediata arriverebbe la tipica battuta di Christian De Sica “ma che è sta cafonata?”. Purtroppo, però, non siamo in qualche studio cinematografico ma ad Ascoli Piceno, in quella che unanimemente è considerata una delle più belle piazze d’Italia, piazza del Popolo. E che oggi è teatro di “City Beach”, quella che sul sito del Comune viene presentata come “la festa più trendy dell’estate”.

Che, però, da stamattina (per la verità in parte anche nei giorni scorsi) sta provocando sui social una vera e propria esplosione di commenti, soprattutto di protesta e molto ironici. Particolarmente scatenati i “cugini” sambenedettesi a cui non è sembrato il vero di poter sfruttare “sta cafonata” per sbizzarrirsi, a volte andando un po’ sopra le riga ma spesso anche con ironie assolutamente apprezzabili (“ora finalmente capirete che cosa significa anche solo per un giorno essere pesciaroli” scrive su facebook Andrea).

In realtà non sono da meno gli ascolani che, oltre ad una forte dose di ironia, non fanno mancare feroci critiche. In effetti di cose da dire ce ne sarebbero tantissime ma , mai come in questa occasione, riteniamo che il silenzio sia d’oro.

La miglior cosa è lasciare spazio alle immagini e ad alcuni passi di un regolamento comunale  (non casuale l’abbinamento…), il “Regolamento per l’utilizzo delle superfici pubbliche e le tipologie di elementi di arredo urbano del centro storico soggetti a procedure di autorizzazione”, approvato il 29 settembre 2015 con delibera di Consiglio comunale n. 47. Leggetelo con attenzione e, poi, che la festa abbia inizio.

Art. 4 Norme di carattere generale

4.2.1 Aspetti architettonici, monumentali ed ambientali. Devono essere evitate, in generale, le interferenze delle strutture degli arredi con gli elementi delle facciate e con gli elementi architettonici degli edifici, anche nei casi in cui questi presentino carattere ordinario. Di norma sarà valutato con particolare attenzione l’inserimento degli arredi che possono interferire con la percezione di elementi o scorci particolarmente significativi dell’ambiente urbano. Per i progetti inseriti in zone di particolare interesse storico e artistico del centro urbano, si riserva di rilasciare l’autorizzazione previa valutazione della coerenza del progetto con il contesto

4.2.2 Spazi di occupazione. L’area può essere individuata anche solo dall’insieme rappresentato dai tavoli, sedute, protezioni aeree, riducendo al minimo gli elementi di delimitazione che, ove ammesso, devono essere collocati in modo da non costituire una chiusura continua. In tutti i casi è escluso l’impiego di fioriere per la delimitazione dell’area di occupazione, tranne per quelle tipologie oramai storicizzate che rivestono carattere storico-artistico, del tipo presenti al Caffè Meletti, che potranno essere mantenute e preservate. Non è ammessa la manomissione del suolo pubblico, permanente o temporanea, funzionale alla installazione delle strutture di arredi. Nell’area di pertinenza deve essere mantenuta in vista la pavimentazione esistente; non sono quindi ammesse sopraelevazioni del piano di calpestio, fatta salva la presenza di fondo inclinato, con eccessiva pendenza (max 10% ), o di particolari condizioni dello stesso (prato, ghiaia, terra o situazioni di elevato degrado della pavimentazione).

Art. 6 Norme per l’utilizzo degli spazi pubblici

6.2.1 Sedie e sgabelli. Indicazioni. Le sedute, con o senza bracciolo, saranno di forma semplice e lineare in modo da garantire l’integrazione formale e cromatica con le pavimentazioni e con gli elementi di facciata che concorrono a definire l’aspetto degli edifici e dello spazio urbano. Le tipologie di sedute dovranno essere preferibilmente impilabili.

6.2.2 Tavoli. Indicazioni. I tavoli dovranno essere di forma semplice e lineare, coordinati alla conformazione delle sedute, in modo da garantire l’integrazione formale e cromatica con le pavimentazioni e con gli elementi di facciata che concorrono a definire l’aspetto degli edifici e dello spazio urbano. È ammesso l’impiego di tavoli integrati con elementi riscaldanti che rispondono ai requisiti formali e cromatici in precedenza illustrati. materiali Sono ammessi prodotti in metallo verniciato e alluminio satinato e legno di essenze naturali. colori Le variazioni cromatiche consentite devono essere prevalentemente di tonalità scure e non entrare in contrasto con i valori cromatici dell’ambiente urbano forma e dimensione Il disegno dei tavoli deve essere sobrio e lineare, privo di decorazioni. La scelta tipologica deve essere in funzione della durata prevista.

6.2.9 Ombrelloni. Prescrizioni. Non è consentito l’utilizzo di tessuti lucidi o in pvc. Gli ombrelloni dovranno essere uguali per dimensioni, caratteri costruttivi, colori; gli stessi potranno essere ripetuti con opportuni ordinati allineamenti. Sugli ombrelloni sono vietate le iscrizioni pubblicitarie di terzi.

6.3 Criteri generali di collocazione

6.3.1 Non è consentito occupare spazio ed installare arredi in prossimità di intersezioni viarie. Qualora la distanza dall’intersezione sia inferiore a cinque metri, sarà vincolante il parere del Comando di Polizia Municipale, in ordine al rispetto delle norme del Codice della Strada per quanto attiene alla viabilità pedonale e veicolare. Tra l’accesso al locale interno dell’attività commerciale e l’area da occupare dovrà essere comunque mantenuto un passaggio non inferiore alla larghezza dell’eventuale camminamento esistente. E’ fatto assoluto divieto di occupare i suddetti camminamenti con qualsiasi tipo di struttura anche mobile. In nessun caso dovrà essere occultata la vista di eventuali impianti semaforici o di segnaletica stradale né potrà essere arrecato ostacolo alla visuale di sicurezza. 6.3.2 Le strutture e i manufatti dovranno essere collocati e realizzati per poter resistere alle azioni degli agenti atmosferici

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