Il polo culturale ai tempi di “Pio & Amedeo”


Lo spettacolo del duo comico  e “City Beach” le uniche novità rispetto ai tradizionali appuntamenti dell’estate ascolana. Che, nei piani dell’amministrazione comunale, dovrebbe essere l’occasione per valorizzare la vocazione culturale del capoluogo piceno

Da anni ci sentiamo ripetere che, attraverso le manifestazioni e le iniziative, Ascoli deve cercare di promuovere e sviluppare la propria vocazione artistica-culturale. Bene, ora provate a chiudere gli occhi e a pensare ad un personaggio, ad un artista, ad una possibile manifestazione in grado davvero di incarnare al meglio questa vocazione. Fatto?

Benissimo, quanti di voi hanno pensato a “Pio & Amedeo” ? O all’evento culturale dell’anno, atteso non solo in tutta la regione ma anche in tutto il paese (per non allargarci troppo…), “Aloha  Beach Saturday” ? Probabilmente solo pochissime persone anzi, quasi nessuno. Il guaio è che tra quei “pochissimi”  ci sono proprio coloro deputati poi a prendere le decisioni in proposito. Cioè l’assessora agli eventi (quali?) Michela Fortuna, il sindaco Castelli e il resto della giunta. Che lunedì scorso (19 giugno) hanno approvato la delibera n. 87 “Programma Eventi Estate. Atto di indirizzo”.

In realtà già si potrebbe disquisire a lungo sul fatto che, con l’estate ormai iniziata, siamo ancora all’atto di indirizzo per la programmazione estiva e non al programma definito in ogni suo aspetto. Ma quello che più ci ha colpito, oltre all’aspetto economico su cui ci soffermeremo poi e al generale pressapochismo, è la relazione dell’assessora Fortuna, poi fatta propria e condivisa dall’intera giunta, nella quale si afferma  che ” è volontà dell’Amministrazione riproporre in primis gli eventi e le iniziative che, nel corso degli ultimi anni, sono stati realizzati con l’obiettivo di promuovere il centro storico e movimentare le attività economiche cittadine, nel rispetto dei principi di sobrietà ed economicità imposti dal regime di contenimento della spesa (“spending review”); che il programma degli eventi tradizionalmente proposti va integrato con ulteriori nuove manifestazioni allo scopo di arricchire il ventaglio di proposte culturali, in modo da valorizzare al meglio  il ruolo della città di Ascoli Piceno quale polo culturale di eccellenza”.

E guardando il programma sin qui predisposto (pur con ancora diversi punti interrogativi inerenti appuntamenti consueti, come “L’Altra Italia”, “Tau” e la notte bianca), le nuove manifestazioni rispetto al passato, quegli eventi che, nei piani dell’assessora e della giunta,  dovrebbero “valorizzare al meglio il ruolo della città di Ascoli Piceno quale polo culturale di eccellenza”, sono “Aloha Beach Saturday” (quella era l’iniziale nome della manifestazione che ora è diventata “City beach”) e “Pio & Amedeo” (che, nonostante le apparenze, non sono né due filosofi né tanto meno due letterati…).

Ad ognuno il suo, Mantova ha il Festival della Letteratura, Ferrara ha il Festival Internazionale (e, volendo, anche il Festival Buskers), Spoleto ha il Festival dei due mondi, Ascoli ha il “City beach” e “Pio & Amedeo”. Che, a scanso di equivoci, ben vengano, non è certo in discussione il fatto che si organizzino simili spettacoli estivi. Certo, però, se l’obiettivo è quello di valorizzare il ruolo di Ascoli come polo culturale, allora è evidente che qualcosa non quadra.

Il punto è che se davvero si volesse mirare a quell’obiettivo bisognerebbe investire risorse economiche e, soprattutto, bisognerebbe avere persone realmente competenti e con idee valide da sviluppare. In pratica due utopie irrealizzabili. Infatti da un punto di vista economico sappiamo tutti in che condizioni versano le casse comunali. Di soldi non ce ne sono molti e quei pochi che ci sono vengono utilizzati per ben altri motivi (indovinate quali…). Ci sarebbe l’opportunità di coinvolgere gli sponsor, cosa che in parte già avviene visto che buona parte del cartellone estivo viene finanziato da sponsorizzazioni  (Piceno Gas Vendita, Bim Tronto e Camera di Commercio).

E’ chiaro , però, che servirebbe ben altro tipo di manifestazioni per sperare in finanziamenti più consistenti o per attrarre altri investitori. Servirebbero delle idee e delle proposte di ben altro livello. Già, ma da parte di chi? E’ oltremodo significativo che nella relazione dell’assessora e nel documento della giunta non ci sia alcun riferimento ad un coinvolgimento eventuale dell’assessora alla cultura (Giorgia Latini). La cui presenza in giunta da anni passa praticamente inosservata, se non fosse per qualche sparuta iniziativa “spirituale” sulla quale non è neppure il caso di soffermarsi.

In altre parole l’assessore alla cultura ad Ascoli c’è ma non si vede (e non si sente) ed è superfluo sottolineare cosa ciò voglia dire. Tornando alla delibera in questione, va detto che a preoccupare è lo stato di assoluta e totale precarietà che si respira. Al di là della Quintana e dei festeggiamenti per Sant’Emidio, c’è poco altro, con gli altri eventi tradizionali non ancora ben definiti. SI parla anche di un possibile spettacolo in piazza del Popolo di Sgarbi, ma siamo sempre nel ventaglio delle ipotesi, senza una chiara definizione. La precarietà riguarda anche l’aspetto economico, il budget fino ad ora a disposizione (168 mila euro) è quello che si ricava dall’impegno degli sponsor.

Il triste opuscolo “Ascoli Piceno estate 2017”, nel quale sono riportati i pochi e certo per nulla entusiasmanti appuntamenti estivi fin qui in programma nel capoluogo piceno, è l’esatto emblema di un’estate che si annuncia estremamente deludente dal punto di vista delle manifestazioni. Lasciando perdere, per decenza, ogni ulteriore riferimento alla (molto presunta) vocazione culturale…

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