Ferrari: luci e ombre di una stagione iniziata bene


La rossa ha iniziato il mondiale molto bene, vincendo  tre delle prime sette gare e entrando in piena corsa sia per il titolo piloti che per quello costruttori.  Ma, al di là degli indubbi meriti,  sono emerse  delle preoccupanti debolezze. Assolutamente da migliorare se si vogliono vincere entrambi i titoli

Solo qualche mese fa sembrava impossibile vedere la Ferrari grande protagonista del campionato 2017 di F1. Il team italiano veniva da una stagione quasi disastrosa in cui non era riuscito a vincere neanche una gara. I piloti non rendevano al meglio, la vettura non era competitiva se non in poche circostanze, le strategie non funzionavano mai e le circostanze non erano quasi mai fortuite. Che il nuovo regolamento tecnico, entrato in vigore proprio per il 2017, potesse dare modo al team di Maranello, indietro con la vettura, di recuperare era preventivabile.

Ma tutti gli esperti erano concordi nel dare la Ferrari come il top team più in difficoltà in vista della nuova stagione. La Mercedes veniva da tre anni dominati in cui la lotta per il titolo piloti è stata una questione interna tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg e il titolo costruttori è arrivato sempre con netto anticipo. La vettura tedesca aveva (e ha ancora) il motore migliore del circus e un buon telaio, sapeva gestire alla perfezione le gomme e funzionava in ogni circostanza. La Red Bull invece aveva un motore non all’altezza di quello dei principali competitor ma poteva vantare il miglior telaio del circus. La Ferrari invece era indietro, ad entrambi i team per il telaio, alla Mercedes per il motore.

E visto che il regolamento tecnico 2017 aumenta l’importanza di un telaio funzionante, tutti si aspettavano che la Red Bull fosse la principale avversaria del la Mercedes e che la Ferrari avrebbe perso ulteriore terreno. Neppure la storia sembrava dare scampo al team italiano: ogni volta che c’è stato un cambiamento nel regolamento tecnico la Ferrari ha fatto fiasco.

Le prime avvisaglie che qualcosa a Maranello stesse cambiando si erano avute in inverno. Ogni anno arrivavano proclami su proclami che annunciavano la rossa come grande favorita per il mondiale e puntualmente a metà stagione era già tutto da buttare. Quest’anno invece la scelta della Ferrari è stata quella di tenere il profilo basso e di concentrarsi unicamente sul lavoro da svolgere. Tra bufale su bufale, secondo le quali prima ancora di presentare la vettura già a Maranello si stesse lavorando su una versione B della macchina, i primi test hanno visto il team italiano alla pari con la Mercedes dominatrice.

Anche nel 2016 la Ferrari aveva fatto segnare i migliori tempi quasi in ogni sessione ma agli esperti non era sfuggito il fatto che la Mercedes stesse girando con carichi di carburante più elevati e stesse svolgendo un tipo di lavoro diverso, concentrandosi più sulla affidabilità che sulla prestazione. Nei test 2017 invece Ferrari e Mercedes hanno svolto un lavoro simile e hanno ottenuto tempi simili, facendo pensare che le due vetture avessero un livello di prestazione simile. La conferma è arrivata a Melbourne, primo appuntamento stagionale: Mercedes e Ferrari erano più o meno alla pari.

E la Red Bull data da tutti come favorita? Il telaio è davvero buono, ma non nettamente superiore a quello degli avversari come si pensava, mentre il motore Renault, montato dalla scuderia anglo-austriaca, si è mostrato nettamente inferiore a quello della Ferrari e della Mercedes, al punto che nemmeno un regolamento tecnico che aumentava l’importanza di telaio e aerodinamica ha consentito alla Red Bull di entrare nella lotta iridata.

Fino ad ora si sono disputate sette gare e i due team da battere sono sempre stati Ferrari e Mercedes, con il team italiano che ha vinto tre gare e ha piazzato Sebastian Vettel in testa al mondiale piloti e il team tedesco che si è imposto nelle altre quattro circostanze e si è preso la vetta del mondiale costruttori. L’impressione è che il motore Mercedes sia ancora leggermente superiore a quello della Ferrari, ma che il team italiano compensi il gap con il telaio migliore, seppur di poco.

La Ferrari ha dimostrato che può andare forte su ogni tipo di pista, mentre la Mercedes sembra faticare su alcuni tipi di cittadini come Monaco. Sembra quindi probabile che il team tedesco soffrirà sia a Singapore che in Ungheria, ma su tutte le altre piste sarà in lotta per la vittoria. Piste come Spa e Monza invece rischiano di essere negative per la Ferrari, essendo due tracciati atipici e molto veloci che favoriscono chi ha il miglior motore, mentre in tutti gli altri le rosse devono puntare alla vittoria.

Fin qui in quasi tutte le gare la differenza tra i due team l’hanno fatta i dettagli e, se la Ferrari ha sicuramente molti meriti, in alcune delle gare perse il team italiano poteva fare di più. Ovviamente discorso simile può essere fatto per la Mercedes. E posto che gli sviluppi che entrambi i team stanno portando sulla propria vettura non alterino le forze in campo, così stando le cose a vincere il mondiale sarà chi saprà lavorare meglio per limare i propri errori.

La Ferrari ha un passo gara leggermente più veloce della Mercedes, sembra essere leggermente migliore nella gestione delle gomme e guadagna molto nei tratti tortuosi e stretti dei circuiti. La Mercedes fa la differenza sui rettilinei ed è più forte in qualifica e in partenza. Potendo contare su una migliore velocità di punta la qualifica rischia di acquisire un’importanza non da poco. Per i piloti della Ferrari sorpassare quelli della Mercedes in pista è sempre molto difficile e nelle gare in cui i piloti del team italiano si trovano dietro senza possibilità di passare ai box per vincere bisogna inventarsi dei sorpassi capolavoro.

Al contrario invece quelli della Mercedes se si trovano dietro e sono più veloci hanno la chance di passare senza troppa fatica. Curare la qualifica quindi deve diventare una delle priorità del team italiano, che ha conquistato solo due pole contro le cinque della Mercedes, perché partire davanti può fare la differenza. Inoltre la Mercedes in partenza si è spesso mostrata alla pari della Ferrari, che l’anno scorso era il team che partiva meglio. Lewis Hamilton l’anno scorso ha perso il mondiale sprecando troppe pole al via e ha lavorato in modo maniacale per migliorarsi, cosa che gli è riuscita. Sebastian Vettel l’anno scorso era un gran partente, quest’anno non si è mostrato superiore agli altri.

Al via al momento due volte è andata male a Vettel, due volte ad Hamilton ma la Mercedes sembra essere migliore sotto questo punto di vista. Per la Ferrari e per Vettel ritrovare la propria superiorità in partenza potrebbe essere un’arma vincente.

Le strategie quest’anno sono state croce e delizia del team italiano. Vettel ha vinto due gare (a Melbourne e a Sakhir) grazie ad una strategia perfetta, favorita però dal fatto che il tedesco fosse nettamente più veloce degli avversari in entrambe le circostanze. Per ben tre volte però il team italiano si è trovato a fine gara a recriminare per una strategia rischiosa o non perfetta.

In Cina dal box rosso hanno deciso di prendersi un rischio eccessivo ad inizio gara per provare a far passare Vettel in testa, richiamando il tedesco ai box per montare gomme da asciutto prima degli altri big. L’azzardo non ha pagato per un incidente che ha portato in pista la vettura di sicurezza quindi in parte è stata la sfortuna a non far funzionare la strategia, ma d’altra parte un incidente in regime di pista bagnata nei primi giri era ampiamente pronosticabile e soprattutto perché prendersi un rischio eccessivo al quarto giro quando la gara ne durava oltre cinquanta e c’erano altre occasioni?

In Spagna invece la Ferrari è stata troppo precipitosa e ha richiamato ai box Vettel troppo presto lasciando alla Mercedes la possibilità di fare ciò che voleva e poter essere più aggressiva alla fine. Alla fine ha vinto Hamilton, grazie anche ad un paio di circostanze favorevoli, ma sicuramente anche grazie alla troppa fretta del box Ferrari. In Canada invece è stato inspiegabile lasciare Vettel in pista con un’ala danneggiata in regime di safety car per poi farlo pittare quando la gara è ripresa nella sua valenza agonistica.

Non è la prima volta che in Ferrari decidono di lasciare in pista un pilota con il musetto danneggiato: ogni volta che è stato fatto questo per la rossa è finita male, che senso aveva riprovare (e fallire) l’ennesima volta? Migliore la gestione gara dai box può essere fondamentale, visto che qualche anno fa la rossa perse un mondiale proprio per una strategia insensata. La Mercedes invece ha perso un paio di gara ai box, ma in circostanze in cui avrebbe potuto fare ben poco, ma in tutto il resto del campionato è stata impeccabile.

La falla più grossa della Ferrari fin qui però è stata la gestione dei piloti. La Mercedes fino all’anno scorso ha potuto contare su una netta superiorità e quindi ha lasciato liberi i due piloti di darsi battaglia. Quest’anno invece, favorita dal ritiro di Nico Rosberg, ha stabilito delle gerarchie ben chiare: Lewis Hamilton è il primo pilota, Valtteri Bottas la seconda guida. L’inglese è nettamente più forte del finlandese e lo sta massacrando, risultando nettamente davanti in classifica grazie ad un talento maggiore rispetto a quello del suo compagno, ma ci sono state circostanze in cui Bottas ha dovuto dare strada al suo capitano o ha dovuto evitare di attaccarlo per non intralciarlo.

Giustamente il team tedesco ha deciso di puntare tutto su Hamilton, ben conscio che se ci fosse stato ancora Rosberg la gestione dei piloti sarebbe stata problematica. La Ferrari ha dichiarato più volte che non ci sono gerarchie e le tre volte che Vettel si è trovato dietro a Raikkonen è stato costretto a passarlo senza aiuti, in una di queste tre circostanze (in Cina) nel fare ciò però ha perso troppo tempo prezioso  per poter tentare di vincere la gara. L’atteggiamento del team italiano è tale per evitare il ripetersi delle figuracce fatte nel periodo in cui c’erano Schumacher e Barrichello, ma sportivamente parlando è una strategia rovinosa. Che Raikkonen non fosse in grado di lottare per il titolo si era capito subito e puntare tutto su Vettel sin dall’inizio era la scelta giusta.

Di recente dichiarazioni hanno confermato che non saranno dati ordini di scuderia. È un suicidio sportivo. Raikkonen ha oltre 70 punti di ritardo da Vettel e le sue speranze iridate sono finite da un pezzo, è arrivato il momento che il finlandese inizi a fare da scudiero al tedesco. Meglio vincere con una figuraccia (che poi un ordine di squadra non sarebbe una figuraccia, quelli di Schumacher e Barrichello lo erano perché insensati) che arrivare secondi. Se non si cambia questo atteggiamento sarà inevitabile che prima o poi Vettel perda punti preziosi per il titolo. E la storia insegna che chi punta su un solo pilota prevale sempre su chi, in un mondiale serrato, decide di non dare ordini di scuderia.

E arriviamo all’ultimo punto debole della Ferrari: Kimi Raikkonen. Il finlandese non è più un pilota da Ferrari, è sulla soglia dei quaranta, è demotivato, incostante, mai aggressivo in battaglia e mai concreto in gara. Ogni tanto piazza la zampata in qualifica ma poi si perde sempre in gara e non lotta mai con il coltello tra i denti con gli altri. Raikkonen tra il 2003 e il 2008 ha dimostrato di essere un fenomeno ed ha vinto un mondiale, l’ultimo vinto dalla Ferrari, e al suo ritorno in F1 dopo una pausa ha disputato due ottime annate, il 2012 e il 2013. Nel 2014 Kimi è tornato in Ferrari e ha iniziato ad avere un rendimento pessimo.

In quasi tre anni e mezzo il finlandese non ha vinto neanche una gara ed è salito solo nove volte sul podio mentre Vettel, con un anno in meno in rosso, ha vinto sei gare e ha conquistato altri venti podi. Nel periodo in cui i due sono stati compagni di team Vettel ha fatto 631 punti, Raikkonen solo 409. Il divario è troppo netto anche tra una prima e una seconda guida. Bottas è sempre abbastanza veloce, è costante ed è pronto nelle giornate no di Hamilton, Raikkonen no e non ha ancora aiutato il compagno di squadra in nessun modo: alla lunga questo rischia di costare troppo. Per il proseguo della stagione è impossibile fare qualcosa ma la Ferrari deve pensare al futuro.

Confermare ancora Raikkonen qualora, come ogni anno, dovesse fare qualche gara buona in estate, dopo tutte le occasioni sprecate, sarebbe follia, specie pensando che sono ingaggiabili piloti come Carlos Sainz jr e Sergio Perez. Con l’augurio che Raikkonen sin dalla prossima gara mi smentisca clamorosamente e che a fine anno, se arriverà il rinnovo, sarà ampiamente meritato (DDS)

 

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