Proteste e polemiche, acque agitate in piscina


Secondo le dichiarazioni del sindaco Castelli e dell’assessore Brugni  la piscina doveva tornare fruibile al pubblico a partire dal 3 giugno. Invece, nel silenzio del Comune e dei nuovi gestori, continua inspiegabilmente a rimanere chiusa. E sul web sale la protesta anche per le tariffe di ingresso e degli abbonamenti

Cosa sono alcuni giorni di attesa dopo mesi e mesi di ritardo? L’ironico interrogativo sorge praticamente spontaneo visto quanto sta accadendo dopo l’inaugurazione della nuova piscina avvenuta, non senza polemiche, sabato 27 maggio. Quando, dopo mesi di attesa e continui e inspiegabili rinvii e ritardi (che né il sindaco Castelli, né l’assessore allo sport Brugni hanno ritenuto opportuno spiegare alla città), ci si era illusi che la telenovela fosse finalmente terminata, anche si era già capito che, comunque, le polemiche sarebbero proseguite.  Però almeno si credeva che ci si poteva consolare con il fatto che l’impianto sportivo tornava finalmente ad essere fruibile.

Per la verità non sembravano esserci dubbi in proposito. “La piscina di Ascoli riparte! Ci vediamo sabato 27 maggio alle 17:30 per l’inaugurazione. #avantiascoli senza sosta” scriveva in uno dei suoi soliti post “leggermente enfatici” su facebook l’assessore allo sport Massimiliano Brugni pochi giorni prima l’inaugurazione. “Rigenerata, bella ed accogliente. Questa è la nuova piscina comunale in via Spalvieri, inaugurata oggi pomeriggio. Un momento che gli ascolani aspettavano da tanto tempo. Una struttura completamente rinnovata, con un occhio di riguardo per le persone disabili . Dal 3 giugno al via i corsi” si poteva leggere la sera di sabato 27 maggio (poche ore dopo l’inaugurazione) sulla pagina facebook del Comune.

D’altra parte nel corso della cerimonia stessa  più volte era stato ribadito che dal 3 giugno l’impianto tornava pienamente fruibile. E invece inattesa e imprevedibile è arrivata la “doccia fredda” per quanti sabato scorso, sulla base di questa certezza, si sono recati in piscina. Altro che “via ai corsi”, altro che “piscina finalmente fruibile” altro che “#avantiascoli senza sosta”: piscina ancora chiusa, aperta solo la segretaria e, cosa che può accadere solo in questa singolare città, il paradosso di una sosta prima ancora di partire.

IMG-20170603-WA0005Garantiscono, durante l’inaugurazione, l’accessibilità già dal 3 giugno – racconta Enrico – quindi andiamo sabato 3 giugno e ci dicono che non è aperta al pubblico, come promesso, per un rinvio di un permesso non specificato. Andiamo oggi (lunedì 5 giugno) e troviamo il cartello oltre al cancello chiuso”. Come è possibile? Cosa sta accadendo? Davvero amministrazione comunale e nuovi gestori dell’impianto sono stati così ingenui e sprovveduti da mettere su quella “solenne” inaugurazione senza avere la certezza di essere pronti realmente per la riapertura?

Come al solito sindaco e assessore, quando c’è la necessità di dare spiegazioni, quando sarebbe opportuno spiegare ai cittadini le ragioni del mancato rispetto della promessa e dei tempi (sai che novità…), tacciono e preferiscono non rispondere alle sollecitazioni e alle sacrosante richieste dei cittadini. Come quella che si trova proprio sotto il citato post dell’assessore Brugni. “Splendida – si legge nel commento postato il 5 giugno da un cittadino – ma dopo la garanzia di essere accessibile già dal 3 giugno ci troviamo il 3 stesso ad essere rimandati a casa perché non ancora possibile aprirla al pubblico ed oggi, 5 giugno, cancelli chiusi, nonostante le ulteriori garanzie date dalla segreteria per oggi”.

IMG_20170603_124125In realtà i nuovi gestori dell’impianto già da giorni sapevano che la data del 3 giugno non sarebbe stata rispettata. Infatti nella pagina facebook “Piscine Ascoli Piceno”, creata giovedì 1 giugno nelle prime ore del pomeriggio, in un post delle 21:21 del giorno stesso si comunicava la chiusura della piscina il giorno successivo (2 giugno, giorno festivo) aggiungendo “ricordiamo che sabato 3 Giugno sarà aperta solo la segreteria rispettando il seguente orario 9.30/ 13.00 e 16.30/20.00”. Al di là del fatto che, secondo il vocabolario della lingua italiana, “ricordare” significa “richiamare alla memoria qualcosa che già si conosce”, quindi in questo caso il termine è stato usato impropriamente (visto che in realtà era stato assicurato l’esatto contrario, cioè che sabato 3 giugno la piscina sarebbe finalmente tornata fruibile), la stessa amministrazione comunale doveva e poteva essere a conoscenza del cambio di programma almeno con 2 giorni di anticipo.

Quindi era compito del sindaco Castelli o dell’assessore Brugni informare subito la cittadinanza, magari spiegando le ragioni di questo incomprensibile ennesimo slittamento (sarebbe davvero ridicolo se dipendesse realmente dall’assenza di un permesso…). Sabato 3 giugno, poi, poco prima delle 20 ecco un nuovo post, sulla stessa pagina facebook, annunciare che “domenica 4 giugno il centro natatorio sarà chiuso”. Quella è, al momento, l’ultima comunicazione ufficiale sulla piscina. Dopo quel messaggio è calato il silenzio, con l’ulteriore beffa, per chi lunedì 5 giugno si è recato nell’impianto convinto che fosse aperto, di trovarlo nuovamente non fruibile. Siamo davvero al paradosso, inutile sottolineare che, di fronte a questo ennesimo intoppo, le voci si susseguono. C’è chi è certo che sia questione di giorni, chi invece è convinto che bisognerà attendere addirittura settembre per l’avvio dell’impianto a pieno regime.

Sarebbe quanto meno opportuno al più presto un intervento chiarificatore definitivo dell’amministrazione comunale che, ancora una volta, ha raccontato un’improbabile favola, ha fatto promesse che poi puntualmente non sono state rispettate. Questo nuovo incredibile “mistero”, tra l’altro, si inserisce in una situazione comunque già molto tesa. Da una parte, infatti, non si sono ancora placate le polemiche sull’inaugurazione, sull’assenza di quelle società cittadine, di quegli atleti che in questi anni hanno tenuto alto il nome del nuoto ascolano. Dall’altra, però, nuove polemiche si sono scatenate in merito alle tariffe per l’utilizzo della struttura stessa. Per quanto riguarda le polemiche per l’inaugurazione innanzitutto, per chi ancora non l’avesse capito, non era e non è certo in discussione la presenza della società di Grottammare (che, per altro, ha tra le sue fila anche alcuni giovani atleti ascolani).

Semplicemente era doveroso che a fianco a loro ci fossero anche gli atleti di quelle società cittadine o, almeno, che qualcuno tra il sindaco Castelli, l’assessore Brugni e il presidente provinciale del Coni De Vincentis si preoccupasse quanto meno di menzionare chi negli anni ha tenuto alto il nome del nuoto ascolano, chi (giovanissimi atleti e le loro famiglie) in questi lunghi mesi in cui la piscina è rimasta chiusa ha fatto sacrifici di ogni tipo per andare avanti, per non smettere. Basterebbe ricordare il continuo “peregrinare” delle formazioni di pallanuoto (la squadra che milita in serie C ma anche delle formazioni giovanili) anche solo per allenarsi oltre che per giocare amichevoli di preparazione e campionato. Che da parte dell’amministrazione comunale (ma non solo) ci sia stata una grave mancanza di sensibilità in occasione dell’inaugurazione è sin troppo evidente.

Si poteva quanto meno provare a chiudere le polemiche scusandosi per l’accaduto. Invece nei giorni successivi abbiamo ascoltato (non solo da parte dell’amministrazione comunale) spiegazioni e giustificazioni a dir poco “allucinanti”, che se possibile hanno amplificato la “figuraccia” fatta.  Molto è stato detto sui difficili rapporti tra i precedenti gestori e l’amministrazione comunale, senza però capire che questa sorta di “ritorsione” (non troviamo altro modo per definirla) ha penalizzato e umiliato tutti quei giovani atleti che aspettavano con ansia la riapertura della piscina e che hanno subito un’immeritata punizione.

Ancora più grave il fatto che qualcuno ha voluto sottovalutare, fino quasi a negare, i disagi che quegli atleti hanno dovuto subire, non riconoscendo in alcun modo i sacrifici che hanno dovuto affrontare (insieme ai loro genitori). E stendiamo un velo pietoso, per decenza, su alcune dichiarazioni di “presunti” uomini di sport che hanno giustificato questo ostracismo chiedendo provocatoriamente “ma quanti campioni italiani hanno espresso in questi anni queste società per meritare tutto il rispetto chiesto?” .

C’è davvero poco da aggiungere, se non sottolineare come mentre chi dovrebbe dare l’esempio continuava a vaneggiare (e ad inanellare brutte figure), quei giovani atleti così ingiustamente bistrattati erano impegnati a Senigallia con il campionato di serie C di pallanuoto, a Campobasso per un torneo under 20, a Tolentino per i campionati regionali di nuoto sincronizzato (con due podi) e per i campionati rgionali Fisdir (con Silvia Santori che ha conquistato il titolo regionale). Come se non bastasse altre polemiche e proteste sono state sollevate sia per l’attenzione verso la disabilità che per le tariffe previste per l’accesso in piscina.

Dopo tanti discorsi fatti sulla piscina attrezzata per la disabilità – afferma il papà di una ragazzina disabile – hanno trascurato una cosa molto importante. Ok lo scivolo, ok l’ascensore, ma quando i disabili escono dalle vasche? Hanno bisogno di farsi una doccia ed essere cambiati come tutti naturalmente, manca un lettino ed un sollevatore per permettere al disabile e chi lo assiste di mettere il disabile dalla carrozzina al lettino essere cambiato e rimetterlo in carrozzina, risparmiando non poca fatica.. Nonostante l’ho fatto presente mentre facevano i lavori ma al momento il problema non è stato risolto Mi hanno promesso che avrebbero provveduto ma finché non vedo non credo”.

“Ma che piscina comunale è la nostra, prezzi esorbitanti, abbonamenti leggermente scontati ma consecutivi e assenze giustificate solo dai certificati, mah” protesta Giovanna su facebook, trovando immediatamente sostegno. “Che comunale è? tanto vale andare nelle private” aggiunge Stefania. “I costi sono come le piscine private, io vado dove trovo più servizi” sottolinea Marisa. “Meglio Castorano! Gentilezza, cortesia e serietà” afferma Mara. Parlare di “falsa partenza” è un eufemismo. Anzi, probabilmente non è neppure troppo corretto perché in realtà fino ad ora la partenza è stata solo annunciata…

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