Tra il dire e il fare…


Gli atti comunali (delibere, determine, bandi gara) relativi alla realizzazione della tribuna est e all’intervento di miglioramento sismico della scuola media Luciani descrivono una situazione completamente differente da quella raccontata dal sindaco. Come era accaduto già con la piscina comunale e il ponte di San Filippo

Che le promesse dei politici valgono poco o nulla (soprattutto se fatte in campagna elettorale) abbiamo da tempo imparato a capirlo. Ci sono infiniti esempi che ce lo dimostrano e che riguardano tutti i partiti e i movimenti del mondo politico italiano, protagonisti spesso di “giravolte” clamorose e imbarazzanti (basterebbe ricordare il famoso “#enricostaisereno “ rivolto da Renzi all’allora presidente del Consiglio Letta o l’inflessibile “di fronte ad un avviso di garanzia un politico dovrebbe dimettersi in 5 minuti” di Di Maio).

Negli anni, poi, abbiamo anche scoperto che non solo le promesse ma tutte le dichiarazioni di politici e amministratori vanno prese “con beneficio d’inventario”. A confermarcelo ci pensa quasi quotidianamente il sindaco Castelli le cui dichiarazioni e affermazioni nella maggior parte dei casi  descrivono una realtà  che, purtroppo, esiste solo nel suo mondo virtuale. E che, soprattutto,   viene puntualmente smentita dagli atti comunali (delibere, determine, ordinanze, bandi).

“Verba volant, scripta manent” dicevano i latini e quanto avviene da diverso tempo ad Ascoli serve a ricordarci che, per ogni vicenda, per ogni intervento, per ogni opera che riguarda il Comune, è opportuno verificare attraverso gli atti comunali ciò che realmente avviene, senza dare troppa importanza alle dichiarazioni del sindaco (e degli assessori). Che negli ultimi mesi sono state spesso clamorosamente smentite proprio dagli atti che hanno evidenziato una realtà completamente differente (e, naturalmente, assolutamente meno idilliaca) di quella sempre estremamente positiva presentata dal primo cittadino. Clamorosi, a tal proposito, alcuni dei casi più discussi degli ultimi mesi. Come quello della piscina comunale dove, a metà ottobre, secondo un comunicato stampa dell’amministrazione comunale, erano già in corso i lavori che sarebbero terminati a novembre.

Peccato che, poi, qualche giorno dopo, in realtà si scoprirà che i lavori nell’impianto comunale all’epoca in cui è stato diffuso quel comunicato stampa non erano neppure partiti, visto che il progetto definitivo per la riqualificazione della piscina è stato approvato il 15 novembre (cioè nel periodo in cui secondo i proclami dell’amministrazione comunale i lavori dovevano addirittura essere terminati…) con determina n. 1566 (per la cronaca 7 mesi dopo siamo ancora in attesa della fine dei lavori). O come quello del ponte di San Filippo, con lo slittamento di quasi 2 mesi del termine del primo stralcio dei lavori che, secondo il sindaco, era stato provocato (guarda il caso) dal terremoto.

Peccato, però, che nella determina n.1299 del 20 settembre 2016, con la quale l’amministrazione comunale decide di accettare la proroga di 45 giorni chiesta dalla ditta incaricata dei lavori, si spiega con precisione che la richiesta di slittamento si è resa necessaria perché sono state riscontrate delle criticità impreviste “legate alla presenza di sottoservizi posizionati a quote più superficiali rispetto alla quota di imposta dei manufatti da realizzare, oltre alla diversa quota dei timpani del ponte che, essendo più bassi, hanno necessitato di interventi di sopraelevazione”. In altre parole la stessa amministrazione comunale con quella determina  mette “nero su bianco” che il terremoto, tanto invocato dal sindaco, non c’entra nulla.

Sono, però, di questi giorni le ennesime dimostrazioni di come nel capoluogo piceno tra il dire (le dichiarazioni del sindaco) e il fare (i fatti concreti come emergono dagli atti comunali) c’è di mezzo non il mare ma un vero e proprio oceano. E l’esempio più eclatante viene da quella che può essere considerata la più evidente dimostrazione di incapacità di programmare di questa amministrazione comunale, la realizzazione della nuova tribuna est dello stadio Del Duca. Senza soffermarci nuovamente a ricordare l’incredibile serie di rinvii e slittamenti, rivolgiamo la nostra attenzione al misterioso terzo stralcio di lavori spuntato improvvisamente ad ottobre 2016.

Misterioso perché fino ad allora non era mai stato citato, neppure al momento dell’approvazione del progetto definitivo  (delibera n. 306 del 9 dicembre 2015) o dell’aggiudicazione dei lavori (determina n. 2157 del 31 dicembre 2015). In quegli atti (e in tutti quelli precedenti) si fa sempre e solo riferimento a due stralci di lavori  (il primo inerente la demolizione, il secondo la ricostruzione della tribuna). Il fantomatico terzo stralcio spunta inaspettatamente il 16 ottobre nel comunicato stampa con il quale il sindaco Castelli ufficializza quanto già si sussurrava da diversi giorni, cioè che neppure la scadenza del gennaio 2017 per la fine dei lavori verrà rispettata. E secondo il primo cittadino, oltre che per l’immancabile terremoto, la ragione è proprio questo ipotetico terzo stralcio dei lavori.

Il progetto per il riammodernamento dello stadio Del Duca – spiega Castelli – si componeva di tre stralci: il primo quello relativo alla tribuna est, il secondo (attualmente in corso) attinente alla realizzazione del corpo della tribuna est e, infine, il terzo per il completamento e la piena agibilità”. E proprio questo terzo stralcio è alla base dell’ulteriore slittamento a luglio 2017 (in realtà ora, a metà maggio, non è ancora completato il secondo stralcio, solo in questi giorni stanno montando i gradoni della tribuna…) del termine dei lavori, almeno secondo quanto afferma il sindaco. Che poi spiega come il terzo stralcio è determinato dal fatto che “il progetto ha aumentato la sua complessità proprio in relazione alle validazioni ed ai requisiti richiesti dagli organismi competenti, a partire dal Coni, per poter rispettare la complicatissima normativa sulla sicurezza degli stadi”.

Da quel momento in poi il primo cittadino e l’amministrazione comunale hanno sempre ribadito questa tesi, lo slittamento ulteriore è determinato da quel terzo stralcio di lavori che consiste nella realizzazione di tutti quegli interventi necessari per ottenere la validazione del Coni e rispettare la “complicatissima” normativa sulla sicurezza degli stadi. A svelarci una clamorosa e sorprendente verità, però, ancora una volta è un atto comunale. In questo caso non si tratta di una delibera o di una determina ma dell’avviso per manifestazione interesse da parte di operatori economici ad essere invitati alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori per le opere di completamento (il famoso terzo stralcio) della nuova tribuna est.

L’avviso, in esecuzione della determina n. 625 del 10 maggio 2017 (di cui, però, non c’è traccia nell’albo pretorio comunale on line), è del 12 maggio scorso  ed ha l’obiettivo di selezionare 20 ditte da invitare alla procedura negoziata. Per decenza tralasciamo tutto il discorso relativo ai tempi  di affidamento dei lavori che, sulla base della procedura indicata, nella migliore delle ipotesi non avverrà prima di luglio. Quello che in questa sede ci interessa evidenziare è il tipo di intervento che si deve realizzare. Che, guarda il caso, è tutt’altra cosa rispetto a quanto fatto credere in quel comunicato stampa dell’ottobre 2016 dal sindaco.

Altro che “interventi necessari per la validazione del Coni” o per rispettare le “complicatissime norme sulla sicurezza degli stadi”, i lavori di quello che il sindaco ha indicato come terzo stralcio riguardano il “completamento degli spazi comuni a servizio della tribuna est, quali i tre percossi di ingresso e distribuzione degli spettatori nella stessa, comprensivi dei blocchi dei servizi igienici posti al piano seminterrato e della zona dello spazio calmo; nel locale dedicato ai Vigili del Fuoco, nel piano seminterrato, con relativo corridoio esterno per l’accesso; nei locali del piano terra adibiti ad ambulatorio e posto di polizia”. In altre parole si tratta di normalissimi interventi che rientrano nella realizzazione della tribuna stessa e non certo per rispondere a chissà quali complicate procedure per la sicurezza. Perché solo un folle potrebbe pensare di realizzare una simile struttura senza “i percorsi di ingresso e distribuzione degli spettatori” (quindi anche le scale) o i servizi igienici.

Ancora una volta, quindi, scopriamo che il sindaco per mesi ci ha raccontato le solite improbabili “favolette”, ancora una volta sono gli stessi atti comunali a smentire clamorosamente i suoi racconti e ad alimentare nuovi dubbi su quella che sta diventando una stancante telenovela. Situazione per certi versi analoga, ma se possibile più inquietante perché c’è di mezzo la sicurezza degli studenti e di tutto il personale scolastico, è quella che riguarda la scuola media Luciani e l’intervento che si appresta ad effettuare l’amministrazione comunale. Il sindaco, dopo che era venuta alla luce la clamorosa relazione che evidenziava come la vulnerabilità sismica della scuola fosse ben al di sotto della soglia di sicurezza(vedi articolo  “Relazione shock sulla vulnerabilità sismica della scuola media Luciani”), il 4 maggio scorso aveva inviato una lettera alla dirigente scolastica per fare il punto della situazione.

Al di là delle grottesche giustificazioni addotte, il primo cittadino provava a rassicurare la dirigente scolastica sostenendo che i lavori che partiranno a breve in realtà saranno di adeguamento (quindi di messa in sicurezza) e non di miglioramento sismico. “La prego di informare la comunità scolastica – scrive il sindaco – che pur essendo l’intervento lessicalmente denominato come miglioramento sismico, l’amministrazione comunale è riuscita a garantire un intervento di riqualificazione che consentirà di raggiungere un adeguamento della struttura con un indice di rischio Ir 1.093”. Bene, anzi benissimo, è quello che ha sempre chiesto il Comitato Scuole Sicure ed è quello che vuole chi ha davvero a cuore la sicurezza dei ragazzi e di tutto il personale scolastico.

Il problema, però, è che ancora una volta gli atti comunali non confermano, anzi sembrerebbero smentire, le affermazioni del sindaco. Infatti sia la delibera 237 del 6 dicembre 2016 (“Approvazione progetto esecutivo-definitivo lavori di miglioramento della scuola media Luciani – corpo est”) sia la determina n. 1691 del 9 dicembre 2016 (“Lavori di miglioramento sismico della scuola media Luciani – Corpo est. Approvazione progetto esecutivo, indizione gara ed impegno di spesa”), nel documento istruttorio in cui si descrivono i lavori che si andranno a realizzare, ribadiscono che si tratta di un progetto di miglioramento sismico e fanno espresso riferimento a quella relazione sulle verifiche di vulnerabilità sismica nella quale si prevedevano interventi da effettuare per ottenere il raggiungimento di un indice di rischio pari a 0,65 (che, quindi, non garantirebbe assolutamente la sicurezza).

Negli atti ufficiali, almeno in quelli presenti sull’albo pretorio on line, non risulta alcun cambiamento del progetto, meno che mai una sua trasformazione da miglioramento ad adeguamento sismico. Che, per giunta, inevitabilmente avrebbe costi maggiori di quei 785 mila euro previsti per i lavori (altri 259 mila euro sono per le cosiddette spese tecniche). Va anche detto, tra l’altro, che in quegli atti comunali non c’è alcuna traccia dei 400 mila euro donati dal Conad e destinati  proprio alla scuola media Luciani, citati anche dal sindaco nella lettera alla dirigente, visto che complessivamente si continua a parlare di un progetto dal costo di poco meno di 1,1 milioni di euro (pari al finanziamento statale ex art. 11 della legge 77/09). Non solo, in realtà ci sarebbe un’ulteriore determina, la n. 562 del 3 maggio 2016 (quindi precedente agli altri due atti citati) che genera ulteriori dubbi.

Infatti con quella determina vengono affidati  “l’incarico di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione”  (per un costo di 9.050,71 euro) e  “l’incarico professionale di verifica sismica delle strutture esistenti dell’edificio scolastico con relativa relazione sismica e tutte le attività inerenti la direzione lavori” (per un costo di 45.042,79 euro). Ma come è possibile fare ad aprile 2016 (la determina ci dice che il verbale di gara è stato fatto il 22 aprile 2016) una gara per affidare l’incarico di una prestazione professionale (nel caso in questione la verifica sismica delle strutture esistenti) che è stata effettuata ad ottobre 2014?

IMG-20170426-WA0037Si perché l’ormai famosa relazione shock sulla vulnerabilità sismica della scuola Luciani, guarda il caso firmata da chi poi quasi due anni dopo risulterà il vincitore di quella gara, è dell’ottobre 2014, come si può vedere dalla foto a fianco. Come è possibile una cosa del genere? Che sia stata fatta una seconda verifica di vulnerabilità sismica sulla scuola Luciani appare assai improbabile, visto che nel progetto esecutivo e definitivo del progetto e nell’indizione del bando di gara si fa comunque riferimento alla relazione dell’ottobre 2014.

Resta il mistero, così come resta il mistero su intervento, quello sulla scuola Luciani, che ancora una volta il sindaco racconta in un modo ma che gli atti comunali (che, poi, sono gli unici che contano)  descrivono in maniera completamente differente.

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