Sicurezza delle scuole, meglio tardi che mai…


Ad una settimana dal clamore destato dall’articolo sulla relazione shock sulla vulnerabilità sismica delle scuola media Luciani, in una lettera inviata alla dirigente scolastica arriva finalmente la risposta del sindaco. Che, al di là delle solite improbabili giustificazioni, annuncia un importante cambio di rotta

Alla fine la risposta del sindaco Castelli è arrivata. Una settimana dopo la pubblicazione dell’articolo sulla situazione della scuola media Luciani (“Relazione shock sulla vulnerabilità sismica della scuola media Luciani”) , che tanto clamore aveva provocato,  sono arrivate le spiegazioni del primo cittadino.  Che, però, con un’imbarazzante dimostrazione di mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini ascolani, tratta quello che è un problema che colpisce e interessa tutta la città come se invece fosse una cosa privata, scrivendo una lettera alla dirigente scolastica della scuola, dott.ssa Vincenza Agostini.

letteraAncora una volta, quindi, il primo cittadino evita qualsiasi genere di confronto, è in evidente difficoltà e scappa, rifugiandosi dietro il comodo paravento di una lettera, per giunta condita da alcuni affermazioni che, se non si trattasse di un argomento terribilmente serio (la sicurezza dei ragazzi e di tutto il personale scolastico), sarebbero davvero esilaranti. Inutile sottolineare che da un sindaco sarebbe stato lecito attendersi ben altro atteggiamento, un ben altro tipo di confronto, magari anche un incontro con le componenti scolastiche e con i genitori per spiegare nel dettaglio cosa era accaduto e, documenti alla mano, cosa il Comune intende fare.

Un amministratore che davvero ha a cuore le sorti della città e dei suoi cittadini, invece che il proprio tornaconto politico-elettorale,  si sarebbe confrontato e avrebbe risposto alle domande poste sulla vicenda dal Comitato Scuole Sicure (“Come mai avevano la vulnerabilità sismica dal 2014 riguardante la scuola media Luciani, con dati significativamente bassi (alcuni inferiori allo 0.2) e dopo le scosse il primo cittadino continuava a dire che le scuole erano sicure? (Basta guardare la diretta fb, riproposta anche dalle iene) Come mai dopo le forti scosse del 24 Agosto, del 30 Ottobre e del 18 Gennaio, non è stata ripetuta la vulnerabilità sismica proprio su quell edificio scolastico (del quale già conoscevano l’alta vulnerabilità sismica)? Perchè ancora si parla di miglioramento sismico e non di adeguamento? La cifra disponibile è importante, quasi 1,5 milioni di euro, non è il caso di realizzare un intervento di adeguamento sismico?”).

Ma sappiamo bene che il sindaco Castelli è allergico a qualsiasi tipo di confronto, preferisce i “soliloqui”, gli show televisivi, i video e i post sui social,  i comunicati stampa stile istituto Luce e tutte quelle circostanze nelle quali non c’è contraddittorio e, quindi, nessuno può confutare o mettere in discussione le sue “favolette”. Tornando nello specifico alla vicenda relativa alla Luciani, l’articolo che ha provocato tanto clamore in sostanza evidenziava quegli aspetti critici che sono riportati e contenuti nelle domande rivolte dal Comitato Scuole Sicure al sindaco Castelli. Dopo aver riflettuto a lungo su come uscire dall’empasse,  alla fine il primo cittadino ha trovato l’escamotage della lettera inviata alla dirigente scolastica per annunciarle l’avvio di lavori appaltati (almeno secondo quanto sostiene il sindaco stesso) a dicembre (se ne ricorda presto…) di fatto per rispondere nel dettaglio a quell’articolo e (in parte) alle domande del Comitato Scuole Sicure.

Che il primo cittadino sia in difficoltà e in leggero stato confusionale è confermato dal fatto che, nella lettera, fa confusione anche sulle date, parlando di un intervento concepito prima del 24 agosto 2017. In concreto, però, per quanto riguarda ciò che è accaduto nei mesi scorsi ripropone il solito stantio clichè, cercando come al solito di mischiare le carte e di porre sullo stesso piano agibilità e verifiche sismiche (il solito “giochetto” portato avanti in questi mesi), provando a citare a suo supporto norme e documenti che, però, finiscono addirittura per contraddire le sue affermazioni. Non pago , per rafforzare le sue improponibili tesi, si addentra in spiegazioni tecniche da novello “tuttologo” che definire risibili è un eufemismo. Infine , in merito all’intervento che l’amministrazione comunale si appresta ad effettuare, spiega come in realtà sarà un vero e proprio adeguamento sismico. Ma vediamo meglio nel dettaglio il contenuto della lettera.

Dopo aver (giustamente) sottolineato e ringraziato il Conad per la donazione di 400 mila euro, che saranno impiegati “ad integrazione dello stanziamento pubblico” Castelli ripercorre l’iter del progetto per l’intervento sulla scuola media Luciani, sottolineando come “nel caso in questione si è potuto beneficiare del finanziamento in questione proprio in quanto l’amministrazione comunale, in occasione dell’aggiornamento del piano di protezione civile da parte del Comune di Ascoli Piceno, ha voluto espressamente inserire la scuola media Luciani nel novero delle opere strategiche di questa Città”. Il primo cittadino affronta, poi, il problema del risultato delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuate nel 2014, evidenziando come secondo la normativa, a seguito della verifica stessa “non si determina, per ciò stesso, l’obbligo di agire in urgenza e immediatezza e/o di vietare nel frattempo l’utilizzo dell’edificio”.

In altre parole il sindaco si trincera dietro quell’inadeguatezza della legge che lui stesso, nei mesi scorsi, ha più volte sottolineato, anche in maniera plateale. E per rafforzare questo convincimento cita una non meglio definita Circolare n. 617 (di chi?). Che, però, se si legge attentamente in realtà produce esattamente l’effetto contrario e, ironia della sorte, finisce per far vacillare la tesi del sindaco. “E’ evidente – si legge in quella circolare secondo quanto riportato dal primo cittadino nella lettera – che i provvedimenti sono necessari e improcrastinabili nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio (azioni statiche); più complessa è la situazione che si determina nel momento in cui si manifesti l’inadeguatezza di un’opera rispetto alle azioni ambientali, non controllabili dall’uomo e soggette ad ampia variabilità nel tempo ed incertezza nella loro determinazione (leggesi terremoti). Per le problematiche connesse, non si può pensare di imporre l’obbligatorietà dell’intervento o del cambiamento di destinazione d’uso o, addirittura, la messa fuori servizio dell’opera, non appena se ne riscontri l’inadeguatezza.

Le decisioni da adottare dovranno necessariamente essere calibrate sulle singole situazioni (il relazione alla gravità dell’inadeguatezza, alle conseguenze, alle disponibilità economiche e alle implicazioni in termini di pubblica incolumità). Saranno i proprietari  o i gestori delle singole opere, siano essi enti pubblici o privati  o singoli cittadini, a definire il provvedimento più idoneo, eventualmente individuando uno o più livelli delle azioni, commisurati alla vita nominale restante e alla classe d’uso, rispetto ai quali si rende necessario effettuare l’intervento di incremento della sicurezza entro un tempo prestabilito”.

E’, quindi, vero che non si pone alcun obbligo ma, con altrettanta chiarezza, si stabilisce che spetta ai proprietari della struttura (in questo caso il Comune) valutare come intervenire anche e soprattutto in “relazione alla gravità dell’inadeguatezza”). Che, nel caso specifico, era clamorosamente evidente, visto quanto riportato nelle conclusioni della “Relazione tecnica per la verifica di vulnerabilità sismica della scuola media Luciani – Corpo est ai sensi del D.M. 14 gennaio”: “dall’analisi delle tre opzioni di calcolo si evince che l’indice di rischio inferiore allo 0,2 è rappresentativo della risposta sismica dell’intera struttura”. Considerando che per essere sicuro un edificio dovrebbe avere un indice di rischio pari ad 1, come giudica il primo cittadino una scuola che ha un indice di rischio addirittura inferiore allo 0,2? Ci spieghi Castelli a quale indice bisogna scendere per poter parlare di “grave inadeguatezza”? E’ chiaro ed evidente che, con un simile indice di rischio, sarebbe stato necessario ben altro atteggiamento.

“L’amministrazione comunale – si legge nella lettera– nel caso in specie ha operato esattamente come richiesto dalla legge e dall’ordinaria diligenza e cioè, effettuata la valutazione di vulnerabilità sismica e accertata una specifica inadeguatezza, ha programmato l’intervento entro un tempo prestabilito calcolato sulla base di un parametro denominato vita nominale restante dell’opera”. Cosa parzialmente corretta (sarebbe stato comunque necessario informare correttamente subito la dirigente scolastica e i genitori della condizione in cui si trovava la scuola)  fino al 24 agosto 2016. Poi, dopo quel violento terremoto e con la lunga crisi sismica in atto, era dovere del sindaco e dell’amministrazione comunale (oltre che rendere nota la situazione della scuola) adottare decisioni calibrate alla singola situazione che si stava verificando, proprio come previsto dalla citata circolare. Che, tra le possibili decisioni da adottare, non ci sembra certo che prevedeva quella di far finta di nulla come ha invece fatto l’amministrazione comunale.

Quel che è peggio, però, è che, a sostegno del suo operato, il primo cittadino prova a portare una tesi davvero suggestiva che definire surreale è limitativo. “Lo sciame tellurico – scrive nella lettera inviata alla dirigente – ha rappresentato un vero e proprio collaudo per le scuole della nostra Città. E nel caso della scuola “Luciani” si può parlare di un collaudo brillantemente superato, come attestano gli esiti delle verifiche di agibilità effettuate dai tecnici della protezione civile che, dopo il 20 ottobre 2016, non hanno riscontrato alcun tipo di lesione o fragilità”. Conoscendo l’intelligenza e la preparazione del sindaco siamo certi che neppure lui crede seriamente a simili “baggianate”.

Il primo cittadino sa perfettamente che l’agibilità, che attesta semplicemente la situazione dell’edificio dopo l’evento, non comporta in alcun modo che quello stesso edificio sia sicuro e non dice come potrebbe reagire di fronte ad un evento sismico più forte (questo, appunto, lo attesta proprio la verifica di vulnerabilità sismica). Lo stesso sindaco dovrebbe ben conoscere la storia delle due scuole nel Maceratese, dichiarate agibili sabato 29 ottobre in seguito alle verifiche di agibilità effettuate dopo le scosse del 26 ottobre e, poi, tragicamente crollate in seguito alla scossa del 30 ottobre (fortunatamente era domenica).

Ci sarebbe anche da dire qualcosa anche sulla presunta ottima risposta delle scuole cittadine alle scosse, visto che un terzo di loro hanno avuto problemi evidenti (tanto da essere dichiarate inagibili o agibili con provvedimenti) e anche molte di quelle dichiarate agibili sono state oggetto di interventi (la stessa scuola Luciani, come si evince dalla determina n. 463 del 7 aprile scorso “Lavori di riparazione e sistemazione danni post sisma del 30/10/2016 presso scuola media Luciani”). E tutto ciò è accaduto per scosse di terremoto sicuramente forti ma che ad Ascoli non sono state certo dell’intensità e della potenza distruttiva che si è riscontrata nelle zone più vicine all’epicentro.

Non bisogna certo essere tecnici dell’Ingv, anche un bambino sa perfettamente che la magnitudo di cui si parla per quei terremoti è quella che si è registrata nell’epicentro, non certo ad Ascoli. E non è certo il caso di scomodare le teorie sulle relazioni di attenuazione della magnitudo (dal metodo Bommer alle relazioni Sabella e Pugliese fino al metodo Ambraseys)  per sapere che la distanza tra l’epicentro di quei due sisma e il capoluogo piceno determina quanto meno una diminuzione di un punto (secondo qualcuno anche più) della magnitudo stessa, con la conseguente considerevole diminuzione della forza distruttiva del terremoto.

Infine nella lettera il sindaco evidenzia come il progetto per i lavori sia stato definitivamente approvato e appaltato in data 9/12/2016 “con aggiudicazione provvisoria in data 28/12/2016 da parte dell’impresa Trivell Fond srl con il ribasso del 31,65%”. Detto che si potrebbe anche discutere sul fatto che un intervento di questo tipo debba essere aggiudicato con il criterio del maggior ribasso, al momento sull’albo pretorio comunale on line non c’è traccia dell’avvenuta aggiudicazione dei lavori ma solo della determina 1691 con la quale è stata indetta la gara e della precedente delibera n. 237 del 6 dicembre 2016 con la quale è stato approvato  il progetto esecutivo-definitivo dei lavori. Che, però, secondo il documento istruttorio allegato alla delibera stessa è un progetto di miglioramento sismico e fa espresso riferimento a quella relazione sulle verifiche di vulnerabilità sismica nella quale si prevedevano interventi da effettuare per ottenere il raggiungimento di un indice di rischio pari a 0,65.

La prego di informare la comunità scolastica – scrive nella lettera il sindaco – che, pur essendo l’intervento lessicalmente denominato come miglioramento sismico, l’amministrazione comunale è riuscita a garantire un intervento di riqualificazione che consentirà di raggiungere un adeguamento sismico della struttura con un indice di rischio Ir 1.093 (con vita nominale pari a 261)”. Certo è buffo che, una volta che fa una cosa nel modo giusto, l’amministrazione comunale si diverte a mascherare “lessicalmente” quell’intervento esatto. Ironia a parte, se davvero l’intervento di riqualificazione determinerà per il corpo est della scuola quell’indice di rischio la cosa non può che fare piacere.

Il primo cittadino non lo ammetterà mai e non lo direbbe neppure sotto tortura, ma è chiaro ed evidente che, se davvero ciò accadrà, il cambio di rotta dell’amministrazione comunale (che fino a qualche a mese fa nel progetto prevedeva altro) è merito esclusivo del Comitato Scuole Sicure che in questi mesi ha” martellato” l’amministrazione comunale, ribadendo e ripetendo con forza e convinzione i concetti relativi alle verifiche di vulnerabilità sismica e alla necessità di operare interventi di adeguamento sismico, e non miglioramento, nelle scuole. Senza la loro opera, senza il loro impegno incessante e continuo, da qualcuno ingiustamente criticato, probabilmente ora alla Luciani avremmo (come originariamente previsto) solo un intervento di miglioramento sismico. Cioè una spesa ingente ma quasi inutile, perché non avrebbe permesso di garantire l’effettiva sicurezza della struttura.

Un ottimo ma parziale risultato (sempre ammesso che corrisponda a verità quanto riportato nella lettera del sindaco) per il Comitato Scuole Sicure che, ovviamente, non ha neppure il tempo di festeggiare. La Luciani è sola una delle tante scuole cittadine di cui, per altro, neppure conosciamo l’indice di vulnerabilità sismica. La battaglia è appena iniziata…

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