Il paradiso degli evasori


Il Comune dichiara guerra agli evasori e, nel bilancio 2017, pone tra i principali obiettivi il recupero delle tasse comunali non pagate. Ma dalla “Nota integrativa” allegata al bilancio stesso emerge come negli ultimi anni l’amministrazione comunale ha concretamente incassato poco più del 20% della consistente evasione accertata

Il fine settimana di Pasqua nel capoluogo piceno è stato caratterizzato da uno dei soliti annunci  roboanti dell’amministrazione comunale. Questa volta, però, non si tratta dell’avvio o della conclusione di qualche grande opera o di chissà quale straordinario riconoscimento ottenuto dal Comune,  ma del guanto di sfida lanciato agli evasori. “Gli evasori nel mirino”, “L’Arengo dichiara guerra agli evasori fiscali” “Caccia agli evasori fiscali” “Inviati migliaia di avvisi di accertamento” titolavano nei giorni scorsi praticamente all’unisono i principali quotidiani locali. Secondo quanto si legge in quegli articoli (che fanno riferimento alle varie relazioni che accompagnano il bilancio di previsione 20179, l’amministrazione si appresterebbe a varare una mega operazione volta a recuperare le tasse comunali non pagate, predisponendo controlli che riguarderanno anche l’evasione erariale.

Questo perché la nuova normativa prevede che i Comuni che partecipano all’attività di accertamento erariale e di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale possono trattenere la totalità delle somme effettivamente accertate e incassate. Sulla base del racconto entusiastico che emerge da quegli articoli sembra che davvero per gli evasori ascolani non ci sia scampo, l’amministrazione comunale ha creato e si appresta a potenziare una banca dati che incrocia i dati relativi a persone fisiche, dichiarazioni dei redditi, fabbricati, contratti, utenze e altri parametri per incastrare gli evasori. Naturalmente, però, l’obiettivo principale è il recupero delle tasse comunali non pagate, operazione che stando alle intenzioni dell’amministrazione comunale nel 2017 dovrebbe portare a recuperare complessivamente 1,7 milioni di euro (nel dettaglio 400 mila euro dal recupero dell’imu, 200 mila dalla vecchia ici, 700 mila euro tra tares e tari e 400 mila euro dalla tasi).

Da quanto riportano i quotidiani, il Comune già in questi mesi avrebbe provveduto ad inviare gli avvisi di accertamento per il recupero della tassa rifiuti non pagata, con un’operazione che riguarda al momento circa 700 famiglie a cui si contesta l’omissione totale o parziale  della tassa rifiuti negli anni 2010, 2011, 2012 (tarsu), 2013 (tares), 2014, 2015 e 2016 (tari).  Benissimo, è impossibile non condividere una simile iniziativa, non possiamo che applaudire l’amministrazione comunale. Però, al tempo stesso, non possiamo non nascondere le nostre perplessità sui risultati concreti che alla fine si otterranno, soprattutto alla luce delle esperienze del passato.

Sono anni che, alla presentazione di ogni bilancio, sentiamo ripetere il solito ritornello, che l’Arengo, almeno nelle intenzioni, dichiara “guerra” agli evasori fiscali. Sono anni che l’amministrazione comunale va a caccia degli evasori ma puntualmente la guerra assume i connotati di una vera e propria Waterloo e la caccia finisce sempre allo stesso modo.  Quello che è maggiormente singolare e paradossale è che in realtà l’amministrazione comunale da anni riesce sempre a scovare con successo chi ha evaso o eluso le tasse comunali. Il guaio è che poi quasi tutti gli evasori , pur se scoperti, continuano tranquillamente a non pagare e il Comune continua a non incassare quanto dovrebbe.

L’emblematica fotografia di questa sconcertante situazione arriva dalla “Nota integrativa” allegata al bilancio di previsione 2017-2019, approvato con delibera di giunta comunale n. 50 del 31 marzo scorso. Al paragrafo “Entrate per recupero evasione tributaria” viene fatto il punto sulla situazione riferita agli anni che vanno dal 2011-2015 per quanto riguarda il recupero dell’ici, dell’imu (dal 2013) e della tassa rifiuti (tari). Ebbene solo prendendo in considerazione questi 5 anni il Comune ha accertato un’evasione di  13,5 milioni di euro ma poi concretamente  ha incassato appena 3 milioni di euro. Se, poi, aggiungiamo anche l’attività di recupero e accertamento delle sanzioni del codice della strada non pagate arriviamo ad oltre 17 milioni di euro di evasione e poco più di 3,5 milioni di euro concretamente incassati.

In altre parole l’amministrazione comunale in questi anni è riuscita a scoprire un gran numero di ascolani che non hanno pagato o hanno pagato in maniera minore rispetto al dovuto le tasse comunali (e le multe per violazioni al codice della strada), però poi in concreto è riuscita solo in minima parte a recuperare le somme non pagate. Il dato è imbarazzante, in concreto il Comune ha recuperato e incassato poco più del 20% (il 22% per la precisione) della consistente evasione scoperta. Si tratta di oltre 13,5 milioni di euro di mancati incassi  (solo considerando gli anni che vanno dal 2011 al 2015),  una consistente somma che, con una maggiore attenzione e accortezza, poteva entrare nelle disastrate casse comunali.

Nel dettaglio per quanto riguarda l’ici a fronte di un evasione accertata di 5.458.515,55 euro  sono stati incassati 1.621.535,07 euro,  per l’imu su un’evasione accertata di 2.734.585,02 euro sono stati incassati appena 113.265,74 euro, per la tari su un’evasione accertata di 5.371.890,27 euro sono stati incassati 1.584.632,22 euro, mentre per quanto riguarda le sanzioni del codice della strada su un’evasione accertata di 3.703.220 euro sono stati incassati solamente  506.828,67 euro.  E’ chiaro che di fronte al clamoroso flop degli anni passati  è inevitabile chiedersi per quale ragione si debba pensare che questa volta sarà diverso, che in concreto nel 2017 oltre che “accertare” l’amministrazione comunale sarà in grado anche di incassare (che poi è la cosa fondamentale) .

Al di là di questa scontata considerazione, dagli imbarazzanti dati che emergono dalla “Nota integrativa” allegata al bilancio di previsione 2017-2019 scaturiscono alcune importanti considerazioni. La prima, ovvia e scontata, è che alla luce di quei fatti è evidente come Ascoli sia un vero e proprio paradiso per gli evasori, per chi non paga o paga in maniera minore le tasse comunali. Che, anche quando ha la “sventura” di essere scoperto, può tranquillamente continuare a far finta di nulla, a non pagare, tanto poi non subisce alcuna conseguenza.

L’altra inevitabile e scontata considerazione è che siamo di fronte all’ennesima imbarazzante dimostrazione dei clamorosi limiti di questa amministrazione. Che, come abbiamo visto più volte, non solo è assolutamente incapace di programmare o di rispettare quanto programmato (basterebbe pensare ai programmi annuali delle opere pubbliche puntualmente disattesi in larghissima parte) ma, evidentemente, non è neppure capace di incassare quanto dovrebbe. Ed in questo caso il danno economico è estremamente rilevante. Perché se per appena 5 anni (i dati riportati nella nota integrativa sono riferiti al periodo che va dal 2011 al 2015) abbiamo già mancati introiti per oltre 13 milioni di euro, allargando il discorso anche agli anni precedenti inevitabilmente la somma  quanto meno si raddoppia.

Milioni e milioni di euro non incassati dall’amministrazione comunale e che potevano essere usati per la città, per i cittadini, magari per realizzare qualcuna delle opere da anni promesse e mai realizzate ma anche per evitare i ripetuti aumenti di tasse e tariffe. Però il fatto che ad Ascoli ci sia una così consistente fetta di evasori, inevitabilmente deve indurci a riflettere sullo scarso senso civico dei nostri concittadini (o quanto meno di una parte di essi).

Perché l’incapacità di riscuotere quanto dovuto da parte dell’amministrazione comunale non può certo essere un alibi per quanti non solo evadono o eludono le tasse ma, addirittura, continuano a non pagare pur se scoperti. Allora forse un piccolo esame di coscienza sarebbe opportuno. Perché è sin troppo facile urlare e prendersela, quasi sempre a ragione, con i nostri governanti e con i nostri amministratori, sventolando la bandiera dell’onestà. Però poi bisognerebbe avere la decenza di avere un comportamento coerente e dimostrare con i fatti che quella bandiera non viene sventolata solo quando fa comodo…

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