Il “libro dei sogni” del Comune


Il piano comunale delle opere pubbliche per il 2017 prevede ben 72 interventi, per un investimento complessivo di oltre 44 milioni di euro. Ma molte di quelle opere sono in attesa di essere realizzate e vengono puntualmente riproposte da ormai 6 anni. E intanto si scopre che ben 33 dei 39 interventi inseriti nel piano 2016 non sono neppure iniziati

Ci sono i nuovissimi parcheggi interrati di piazza Immacolata e via Lungo Castellano. Lo Squarcia, dopo anni di attesa, finalmente è stato completato, con la ristrutturazione della palestra e la sistemazione di tutte le aree esterne del campo giochi. Di fronte allo Squarcia stesso ci sono i riqualificati giardini pubblici di corso Vittorio Emanuele, con la splendida fontana finalmente tornata funzionante che fa bella mostra di se. Passando al cuore della città, si possono ammirare le splendide botteghe appena riqualificate del chiostro di San Francesco, mentre continuando  la passeggiata verso Porta Cappuccina a San Pietro in Castello  ci imbattiamo nel nuovo ostello e nel nuovissimo parcheggio, mentre proseguono senza sosta i lavori per  la realizzazione del famoso ponte di collegamento con Monticelli. Dove finalmente sono pronti i 27 alloggi di edilizia popolare sperimentale.

Anche le frazioni cittadine, grazie a questa pioggia di interventi, presentano un nuovo affascinante look, con il Marino dove fa bella mostra la riqualificata stazione, Mozzano che può finalmente giovarsi di nuovi marciapiedi e dell’allargamento della sede stradale dell’ex Salaria, mentre i residenti a Venagrande si godono il nuovo impianto sportivo coperto. Dopo aver visionato la delibera 47 del 31 marzo, pubblicata sull’albo pretorio on line venerdì scorso, “Controdeduzioni al programma triennale lavori pubblici 2017-2019 con annesso elenco annuale”, per un attimo abbiamo chiuso gli occhi e abbiamo provato ad immaginare come potrebbe essere Ascoli a fine 2018 se quel programma fosse attendibile.

Un’utopia, più che un’illusione, che è durata lo spazio di pochi istanti. Il tempo di riaprire gli occhi, smettere di fantasticare e tornare a fare i conti con la cruda realtà raccontata dai fatti di tutti questi anni. Che ci dicono, senza possibilità di smentita, che il programma di opere pubbliche (sia quello annuale che quello triennale) presentato ogni anno dall’amministrazione comunale ha un’attendibilità praticamente vicino allo zero, è semplicemente un bel “libro dei sogni” che può far fantasticare per qualche istante ma che non può essere in alcun modo essere considerato realistico. Fumo negli occhi, per potersi riempire la bocca e guadagnare qualche titolo di giornale, che però ormai non inganna più nessuno.

Qualcuno (qualche inguaribile ottimista…) auspicava e si aspettava da parte dell’amministrazione comunale un atteggiamento diverso quest’anno, si illudeva che la difficile situazione che sta vivendo la città in seguito al terremoto potesse in qualche modo spingere sindaco e assessori a predisporre un programma di interventi per il 2017 più realistico, più consono alle vecchie ma anche alle nuove (in seguito proprio al terremoto) esigenze della città. Invece, come se nulla fosse accaduto, come se non ci fosse mai stato il terremoto, anche per il 2017 l’amministrazione comunale ha presentato il solito “libro dei sogni” che prevede una serie incredibile di interventi che, se anche solo la metà di essi fossero davvero concretizzati, contribuirebbe a trasformare radicalmente la città In realtà il piano annuale 2017 delle opere pubbliche e quello triennale 2017-2019 erano stati approvati il 25 ottobre scorso con delibera n. 201.

Poi, dopo la pubblicazione per 60 giorni all’Albo Pretorio e le osservazioni pervenute, sono arrivate le controdeduzioni e l’approvazione definitiva che, appunto, è avvenuta con la delibera n. 47 del 31 marzo scorso. Rispetto a quello approvato a fine ottobre (cioè in piena emergenza sismica) il nuovo piano delle opere pubbliche si discosta di poco. Complessivamente prevede per il 2017 l’avvio di 72 interventi per un investimento di oltre 44 milioni di euro. Allargando lo sguardo al piano triennale (2017-2019) gli interventi previsti sono 122 e l’investimento sale a ben 90 milioni. Andando a dare uno sguardo alle opere inserite nel lungo elenco, per quanto riguarda il 2017 quelle più “costose” sono la realizzazione di 27 alloggi di edilizia popolare sperimentale a Monticelli (3,5 milioni di euro) e il completamento di 54 alloggi in zona Pennile di Sotto (3 milioni di euro).

Interessante notare che 2,2 milioni di euro sono previsti per interventi di manutenzione delle strade comunali, anche se per coprire quell’intervento per 1 milione di euro si fa affidamento alla famosa assicurazione sul terremoto che, come sappiamo, è tutt’altro che una certezza. Assicurazione a cui si fa riferimento (per 600 mila euro)  anche per coprire parte dell’intervento di risanamento degli edifici comunali danneggiati dal sisma che prevede un impegno complessivo di spesa di 2,1 milioni di euro. Sempre per quanto riguarda il terremoto sono previsti interventi “di somma urgenza” per la messa in sicurezza post sisma degli immobili privati e per la riparazione immobili e infrastrutture comunali danneggiati dagli eventi sismici (e dalla neve).

Per entrambi è previsto un impegno di spesa di 2 milioni di euro, finanziato con i fondi per il terremoto che metterà a disposizione lo Stato. Spicca l’assenza di qualsiasi riferimento o intervento inerente la sicurezza delle scuole, nessuna previsione (almeno nel piano opere pubbliche) sulle famose verifiche di vulnerabilità sismica, tanto meno per eventuali interventi di adeguamento sismico. L’unico riferimento alle scuole si trova nell’elenco delle opere da avviare nel 2018, con i 500 mila euro investiti per il risanamento della scuola San Domenico danneggiata dal sisma. Da segnalare, infine, che tra gli interventi da avviare nel 2019 è stato inserito anche il rifacimento della curva sud dello stadio Del Duca, per una spesa prevista di 3,5 milioni di euro.

Fin qui abbiamo parlato dei “sogni”, andando nel concreto già il documento stesso, predisposto dall’amministrazione comunale, di fatto conferma la sua assoluta inattendibilità. Ci sono un paio di parametri che lo evidenziano in maniera inequivocabile ma, poi, la conferma ulteriore viene analizzando bene cosa è accaduto negli anni passati. In particolare occorre sottolineare come nell’elenco annuale degli interventi da realizzare nel 2017 viene indicato, per ognuno degli interventi stessi, lo stato di progettazione e il trimestre di avvio dei lavori. Ebbene secondo quel programma 10 dei 72 interventi inseriti nel piano dovrebbero già essere in corso, visto che l’avvio dei lavori è previsto per il primo trimestre 2017.

Detto che 3 di quei 10 interventi sulla carta già avviati sono in realtà delle manutenzioni (strade, edifici comunali  e segnaletica), degli altri 7 solo il restauro di parte dell’ex distretto militare (per il trasferimento degli uffici comunali) ha concretamente già visto l’inizio dei lavori.  Per quanto riguarda lo stato di progettazione, dei 72 interventi che dovrebbero partire nel corso del 2017 solo 9 hanno praticamente terminato l’iter progettuale e sono già al progetto esecutivo. Ben 39 di loro, invece, sono appena all’inizio del lungo iter (sono al progetto preliminare), mentre 16 interventi addirittura devono ancora iniziare la lunga fase di progettazione.  Sarebbe già sufficiente tutto ciò per capire quanto attendibile sia quell’elenco di interventi.

Ma, per fugare ogni ulteriore dubbio, basta dare uno sguardo a quanto accaduto in passato, a come i piani degli anni passati sono stati concretamente realizzati. Lo scorso anno (il piano delle opere pubbliche per il 2016) bisogna dire che l’amministrazione comunale aveva avuto almeno il buon senso di contenersi. Il piano presentato era molto meno “faraonico” rispetto a quello proposto per il 2017. Erano previsti complessivamente 45 interventi, per un investimento di circa 22 milioni di euro. Detto che 6 di quegli interventi in realtà erano delle manutenzioni, quindi ordinaria amministrazione, complessivamente le opere vere e proprie da realizzare o quanto meno avviare erano 39.  E quante di queste hanno realmente visto almeno l’avvio dei lavori? Pochissime, si possono quasi contare sulle dita di una mano.

Infatti ben 30 di quelle 39 opere le ritroviamo nel piano triennale 2017-2019, segno evidente che non sono state neppure avviate, di cui 17 inserite nella programmazione per il 2017, 12 per quella del 2018 e 1 per quella del 2019. Considerato che di altri 3 interventi (ovviamente neppure iniziati) non c’è più traccia, il conto è presto fatto. Praticamente poco più del 15% del piano delle opere pubbliche 2016 ha concretamente trovato attuazione. Certo, prima che ce lo ricordi il sindaco, di sicuro il terremoto ha in qualche modo influito e può aver un po’ condizionato. Ma non dimentichiamo che l’emergenza sisma è iniziata da fine agosto e, quindi, può solo aver reso più sconfortante una percentuale che comunque sarebbe stata imbarazzante.

Tanti anni fa, quando era sindaco di Roma, Walter Veltroni sosteneva che un’amministrazione comunale seria e credibile ha il dovere quanto meno di realizzare o avviare oltre il 50% degli interventi inseriti nel piano annuale delle opere pubbliche. Superfluo dire quanto dovremmo giudicare credibile questa amministrazione sulla base di questo criterio di giudizio. A rendere il tutto ancor più imbarazzante è, infine, il fatto che molte di quelle opere che erano inserite nel piano 2016 e che sono state riproposte per il 2017 (o addirittura per il 2018 e il 2019), sono in attesa da anni di essere realizzate. Il parcheggio interrato di piazza Immacolata e quello in via Lungo Castellano, la riqualificazione della stazione del Marino, il completamento del campo Squarcia con annessa sistemazione delle aree esterne, il restauro delle botteghe del chiostro di San Francesco, la riqualificazione dei giardini pubblici di corso Vittorio Emanuele, il completamento del recupero di un edificio in via Manila son tutti interventi che vengono puntualmente riproposti (e puntualmente non realizzati) da almeno 6 anni.

Erano tutti presenti già nel piano opere pubbliche per il 2012 approvato ad ottobre 2011 (e al momento non sappiamo se addirittura erano state proposte anche negli anni precedenti perché l’archivio del sito comunale in proposito si ferma al 2012). Così come già allora erano presenti alcuni interventi per il consolidamento e la messa in sicurezza di alcune scarpate e delle sponde del Tronto colpite da frane ed erosione. Interventi che nel 2012 e per qualche anno ancora sono stati presentati con la definizione di “somma urgenza”.  Che, però, evidentemente così “somma” non doveva essere, visto che 6 anni dopo si è ancora in attesa della loro concreta realizzazione.

In questo caso va, però, dato atto all’amministrazione comunale di avere avuto almeno  il buon senso di togliere, nella descrizione dell’intervento, quel “somma urgenza” che, 6 anni dopo, sarebbe sembrato a dir poco ridicolo…

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