Dopo l’assicurazione, le verifiche sismiche: Castelli perde il pelo ma non il vizio!


Accolto l’emendamento sulla vulnerabilità sismica, è quello che avevo chiesto a Gentiloni nella lettera inviata dopo il 18 gennaio” esulta il primo cittadino. Peccato, però, che in quella missiva erano ben altre le sue richieste. E che, in realtà quegli emendamenti li ha presentati l’on. grillino Vacca, dopo un incontro con i Comitati Scuole Sicure del centro Italia

La tranquilla serata di mercoledì 22 marzo all’improvviso è stata movimentata da uno dei tradizionali annunci trionfalistici (per essere moderati) del sindaco Castelli. “Accolto emendamento sulla vulnerabilità sismica delle scuole. Castelli: Grande soddisfazione, è quanto avevo chiesto a Gentiloni nella letterainviata dopo il 18 gennaio” si legge nel titolo del comunicato stampa del Comune. Che dire, applausi scroscianti e tutti in piedi a rendere omaggio al primo cittadino per il grande risultato ottenuto. Già, ma in concreto quale sarebbe questo risultato? Sintetizzando il decreto Sisma Ter, attualmente in discussione in Parlamento per la sua conversione, prevede delle importanti novità per quanto riguarda le famose verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole.

In pratica, sulla base di una serie di emendamenti presentati e approvati , gli articoli 20 e 20 bis del decreto prevedono ora che le predette verifiche dovranno essere svolte, nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2 (Ascoli è classificata 2) entro il 30 giugno 2018. Quel che, però, è più importante è che le verifiche e gli eventuali interventi di adeguamento che si renderanno necessari, in seguito alle verifiche stesse, verranno inseriti nella programmazione triennale nazionale per l’edilizia scolastica per essere finanziati con le risorse annualmente disponibili. Naturalmente nel decreto stesso si fa riferimento anche alla voce di capitolo dalla quale verranno prelevati i fondi stessi (le risorse non utilizzate alla data di entrata in vigore della L.107/2015) ma non è certo questo quello che ci interessa.

Ciò che è importante è ciò che viene sancito, cioè che le verifiche vanno fatte entro giugno 2018 e che i fondi per farli (così come gli eventuali interventi di adeguamento sismico che dovessero essere necessari) li mette a disposizione di Comuni e Province il governo. Al di là dell’inevitabile sensazione di deja vu (come dimenticare che quelle verifiche dovevano obbligatoriamente essere fatte entro il 2013, che anche allora c’erano i fondi statali ma né Comune né Provincia poi le hanno fatto…), sicuramente la notizia è positiva, anche se poi è inevitabile chiedersi perché questa volta dobbiamo credere che sarà una storia diversa da quella degli anni passati. Al di là di questo, però, siamo certi che questo è davvero quello che aveva chiesto il sindaco Castelli al presidente Gentiloni, come sostiene ora il primo cittadino?

Se la memoria non ci inganna ci sembra di ricordare che la famosa lettera inviata dal sindaco al premier dopo il 18 gennaio avesse tutt’altro tenore. Ad alimentare i nostri dubbi c’è, poi, il non irrilevante particolare che il merito di quello stesso provvedimento viene rivendicato anche da altri, in particolare dal Movimento 5 Stelle e dall’onorevole abruzzese  Gianluca Vacca . Venerdì 17 marzo, 5 giorni prima del comunicato stampa del sindaco, sul sito del Movimento 5 Stelle, nella pagina dedicata all’attività del Parlamento, veniva pubblicato un articolo dal titolo emblematico: “Scuola: grazie al M5S più controlli su vulnerabilità sismica”.  All’interno dell’articolo si parlava degli emendamenti approvati in Commissione ambiente alla Camera e presentati dall’onorevole abruzzese del Movimento 5 Stelle inerenti le vulnerabilità sismica. Non solo, all’interno dell’articolo si legge anche: “sentiamo nostro anche l’emendamento della relatrice del Decreto, che prevede lo stanziamento di maggiori risorse proprio per i controlli sulla vulnerabilità sismica. Tale emendamento infatti rappresenta una riformulazione di un nostro emendamento”.

E’ chiaro che c’è qualcosa che non riporta, uno tra il sindaco Castelli e l’on Vacca sta cercando di attribuirsi un merito che non gli spetta in alcun modo. Ma chi dei due sta raccontando una storia diversa da quella reale? La letterarisposta è abbastanza scontata , ci sono gli atti e i fatti che testimoniano inequivocabilmente come stiano realmente le cose. E’ sufficiente leggere la lettera inviata il 23 gennaio dal sindaco a Gentiloni per togliersi ogni minimo dubbio. Infatti in quella lettera il primo cittadino non avanza alcuna richiesta che, neppure lontanamente,  assomigli a quegli emendamenti approvati poi nel decreto terremoto Ter a differenza di quanto affermato in quel comunicato (“è quanto avevo chiesto a Gentiloni nella lettera inviata dopo il 18 gennaio”). Questo il contenuto integrale della lettera:

Ill.me autorità, le fortissime scosse sismiche del 24 agosto 2016, del 26 ottobre 2016, del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017 che hanno interessato l’intero territorio del Comune di Ascoli hanno provocato danni diffusi alle infrastrutture, alle strutture pubbliche e private e agli edifici scolastici, imponendo l’adozione di misure urgenti e contingibili. In conseguenza in concomitanza con i predetti eventi sismici il Comune ha effettuato i doverosi controlli della Protezione civile volti a verificare le condizioni di agibilità degli edifici scolastici; all’esito e senza alcun indugio sono stati effettuati tutti gli interventi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza e agibilità degli edifici – ove pregiudicate – al fine di ripristinare e garantire il normale svolgimento delle attività didattiche. E’ doveroso precisare che al termine dei lavori è stata sempre e prontamente disposta la riapertura delle scuole. Attualmente gli edifici scolastici del territorio comunale sono agibili – tranne un plesso ove si stanno ultimando i lavori di messa in sicurezza – e versano nelle stesse condizioni strutturali in cui si trovavano alla data del 23 agosto 2016.

Sugli edifici scolastici tuttavia non sono stati ancora effettuati accertamenti sulla vulnerabilità sismica; dette verifiche saranno effettuate tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica con specifici stanziamenti da prendersi nel bilancio di previsione per il 2017 n corso di predisposizione. Ciò stante in questi giorni si è appreso che la Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi ha lanciato l’allerta su possibili nuove forti scosse di terremoto, fino al settimo grado, evidenziando la necessità di effettuare continui controlli anche sugli edifici pubblici. Dette dichiarazioni hanno inevitabilmente destato allarme e preoccupazione tanto da indurre alcuni sindaci a chiudere le scuole sine die. Alla luce delle predette dichiarazioni, dalle quali sembrerebbe emergere uno stato di perdurante pericolo e la conseguente di subordinare la fruizione degli edifici scolastici alla testo letteraprevia verifica della vulnerabilità sismica dei medesimi, si chiede alle Autorità in indirizzo:

di indicare le linee guida di comportamento al fine di adottare i provvedimenti conseguenti volti a tutelare la pubblica incolumità; in particolare se sia corretta la procedura sin qui adottata dalla presente amministrazione o se, al contrario, sia necessario disporre la chiusura delle scuole del territorio con effetto immediato e sine die nelle more delle indagini sulla vulnerabilità sismica degli edifici che potranno essere avviati e conclusi in tempi non brevi”.

Come chiunque può leggere, in quella lettera inviata a Gentiloni (e ad altri esponenti del governo e della Protezione civile) non si fa in  alcun modo riferimento a quando fare le verifiche, a chi deve finanziarle, a chi spetta l’onere di eventuali interventi di adeguamento sismico che, in seguito alle verifiche stesse, si rendessero necessari.  Castelli non chiede a Gentiloni nulla di quanto poi verrà inserito negli articoli 20 e 20 bis del decreto terremoto Ter, chiede altro: se è corretta la sua linea di comportamento su apertura e chiusura delle scuole o se, invece, deve chiuderle in assenza di verifiche di vulnerabilità sismica. Siamo alle solite, in palese difficoltà per le tante e gravi inadempienze della sua amministrazione (anche e soprattutto in materia di terremoto), il sindaco prova ad attribuirsi meriti che non ha per una modifica sicuramente positiva del decreto.

Non è certo una novità, qualcosa di simile era accaduto all’inizio della lunga crisi sismica con la storia dell’assicurazione specifica sul terremoto, l’improbabile “favoletta” raccontata dal primo cittadino sulla clamorosa “intuizione geniale” che avrebbe avuto nel 2009 trasformatasi poi, come nei peggiori degli incubi, in uno dei più clamorosi autogol del sindaco ascolano nel momento in cui si è scoperto che, in realtà, quella polizza era una normalissima e “volgarissima” “All risks” come quelle possedute da quasi tutti i Comuni e le Province.

Una “figuraccia” di imbarazzanti dimensioni che, però, non sembra abbia insegnato qualcosa a Castelli. Che ora concede il bis (errare è umano, perseverare…) con un nuovo grave passo falso, se possibile addirittura peggiore del primo. Anche perché in questo caso il sindaco, per attribuirsi meriti che non ha neppure in minima parte, cerca di “scippare” il giusto riconoscimento a chi, invece, ha davvero lavorato per ottenere quelle importanti modifiche al decreto. Cioè l’on. Vacca che, per giunta, non ha fatto altro che raccogliere le proposte e le richieste dei Comitati Scuole Sicure del centro Italia (compreso quello di Ascoli). Che nei mesi scorsi avevano incontrato i componenti della commissione ambiente della Camera, negli uffici e nella sede della commissione stessa, proprio per presentare le proprie proposte.

A quell’incontro erano presenti i rappresentanti di diversi comitati del centro Italia , compresi Iride Luzi e Raffaela Bellini del comitato Scuole Sicure di Ascoli. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, è lo stesso Vacca che, nei giorni scorsi, ha più volte sottolineato come i suoi emendamenti in larga parte riprendevano le proposte e le richieste dei Comitati del centro Italia. A conferma di ciò c’è tutta la documentazione relativa alla discussione in commissione sul decreto, con tanto di elenco degli emendamenti presentati e approvati. Che evidenzia che sugli articoli 20 e 20 bis nel complesso sono 7 gli emendamenti passati, 2 a firma dell’on Di Stefano, 1 a firma dell’on Melilli e 4 a firma dell’on. Vacca. Così come la relazione relativa alla discussione avvenuta in commissione evidenzia con altrettanta chiarezza che una  differente formulazione, rispetto all’originaria statuizione, di quegli articoli nasce proprio dal confronto che c’è stato tra la proposta iniziale del governo e le richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle.

Un incontro che ha prodotto un risultato positivo il cui merito non è attribuibile neppure in minimissima parte al sindaco Castelli (e in centinaia di pagine inerenti la discussione in commissione non si trova mai un minimo riferimento che possa anche solo fare immaginare un collegamento con quanto riportato in quel comunicato stampa dal primo cittadino).

Che, per certi versi, ha ricordato una delle mitica gag di Totò, quella nel film “Totòtruffa” nella quale l’artista napoletano vendeva la fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista americano.

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