Sicurezza delle scuole: figuraccia e fuga, sindaco “in mutande” davanti alle Iene


L’inviata delle Iene Nadia Toffa in pochi secondi smonta le improbabili giustificazioni di un pallido Castelli. A cui, in evidente difficoltà, non resta che darsi alla fuga. Una figuraccia storica, amplificata dalle dichiarazioni e dai comportamenti dei suoi colleghi di Giulianova e di Teramo

Domenica 19 febbraio,  poco prima di mezzanotte. Sono trascorsi pochi attimi dalla fine del servizio de “Le iene” “Scuole e terremoto: i nostri ragazzi sono al sicuro?” e già il web è invaso da una valanga di commenti ironici, irridenti, critici ma anche molto amari sull’incredibile “figuraccia” rimediata dal sindaco Castelli. Pochi minuti ancora e, nonostante l’ora tarda, siamo di fronte ad un vero e proprio diluvio. “Abbastanza evasivo, chissà quello che nasconde, mi sono vergognato a vederlo” scrive Francesco. “Che figura… meritata, le scuole di Ascoli sono un disastro” esclama Daniela. “E’ stato evasivo e non ha dato risposte esaustive. Perché le scuole di Ascoli non hanno sto cavolo di indice di vulnerabilità” aggiunge Tito.

Ennesima figuraccia” commenta Gianluca. “Che faccia di bronzo, mi vergogno di avere un simile sindaco”  scrive Simone. “Che sputtanamento, a confronto con gli altri sindaci è ancora più imbarazzante la figuraccia del nostro sindaco, che tristezza” aggiunge con amarezza Claudio. “Non voglio infierire ma non l’ho mai visto così pallido” scrive Milena. Significativo quanto scrive Francesco “Ero prevenuto sulla storia dello stadio. Dall’invervista viene fuori che la Toffa pone la domanda solo dopo dieci minuti di comizio e risposte contraddittorie, con il video postato su Facebook. Se avesse risposto come il sindaco di Teramo probabilmente non l’avrebbe fatta”. Potremmo proseguire ancora a lungo a riportare commenti simili (e altri con espressioni più colorite…), per non parlare dell’invasione di hastag ironici e canzonatori che in pochissimo tempo hanno invaso il web (“Complimenti, che belle figura!#terremoto#ascolipiceno#leiene”. “Fuga veloce #Leiene” “Oravisaluto#leiene” “Sbiancatodalleiene#sindacoinfuga”, ecc.).

Ironia a parte, anche gli ultras più fedeli al sindaco Castelli non possono far altro che ammettere che il primo cittadino ascolano esce con le “ossa rotte” dal servizio de “Le Iene”. Il sentore che non avesse proprio fatto una gran bella figura l’avevamo avuto nei giorni successivi alla visita della Toffa in Comune, quando prima con un lungo comunicato stampa, poi con un video, poi con il solito articolo scritto sull’Huffington Post Castelli aveva un po’ messo le mani avanti (“quando incontri per strada un inviato delle Iene sai che sarà una brutta giornata. Sai che hai già perso. Non perché hai torto o ragione, ma perché la tesi è già confezionata”). Ma, facendo un paragone di stampo calcistico, pensavamo ad un onorevole 1-0, massimo un 2-0. Invece abbiano scoperto che, per rimanere in tema calcistico, il primo cittadino ha perso di goleada, 5/6-0 almeno.

Pur immaginando che non sarebbe stato facile tenere testa alla Toffa, pensavamo  che un sindaco come Castelli, più abituato a frequentare le tv e a parlare di fronte alle telecamere che i suoi stessi uffici comunali (soprattutto da un po’ di tempo a questa parte),  potesse comunque almeno provare a controbattere  in maniera adeguata. Invece abbiamo assistito ad una vera e propria “Caporetto”, a dimostrazione che è facile parlare e risultare anche convincenti quando di fronte si ha semplicemente una telecamera (come fa sempre più spesso il primo cittadino con i suoi inquietanti video) o si è in un salotto televisivo con un conduttore che si limita a fare da spalla. Messo alle strette da un’inviata tenace e, soprattutto, ben preparata sull’argomento in questione, Castelli è praticamente scomparso, le “storielle” e le “favolette” che ha raccontato in questi mesi per cercare di scaricare la propria responsabilità in un attimo si sono dimostrate per quello che sono, improbabili e improponibili giustificazioni, ed il re è rimasto nudo, impotente e senza più armi.

Al punto che l’unica via d’uscita (comunque non certo onorevole) è stata la fuga, pallido e imbarazzato come uno scolaretto alle prime armi. Per onestà dobbiamo riconoscere che, prima di vederlo, avevamo dei dubbi sul servizio de “Le Iene”, non credevamo che, al di là delle eventuali difficoltà del primo cittadino, potesse rendere con chiarezza quale fosse la situazione. Invece ci siamo dovuti piacevolmente ricredere, chiunque ha visto il servizio della Toffa non credo che possa più avere dubbi su quale sia la situazione delle scuole (in particolare di quelle ascolane) e di quali siano i termini della vicenda.

E, con altrettanta onestà, non possiamo negare la grande soddisfazione che abbiamo provato nel vedere, in quei pochi minuti, come tutte le tesi e le obiezioni che abbiamo sollevato in questi mesi sulla vicenda della sicurezza delle scuole sono state puntualmente riprese e magistralmente esposte anche dalle Iene. Con la Toffa che con incredibile e imbarazzante facilità ha disintegrato la flebile difesa del sindaco che, anche di fronte alle telecamere, ha provato a confondere ancora l’opinione pubblica con la storia delle scuole dichiarate agibili e fruibili. Che, però, come ripetiamo ormai dal lontano 24 agosto, non vuole in alcun modo dire che siano sicure. Incalzato dalla Toffa anche lo stesso Castelli ha dovuto ammetterlo, provando poi a giocare la parte della vittima quando l’inviata di Italia Uno gli ha chiesto perché dal 2004 ad oggi non sono state fatte le verifiche di vulnerabilità sismica.

A rendere ancora più chiara la situazione ci aveva pensato, sempre nello stesso servizio, l’ingegnere sismico Alessandro Martelli  che ha spiegato in maniera eloquente come, per essere realmente sicure, le scuole dovrebbero avere un indice di vulnerabilità pari ad uno. “E le scuole che hanno un indice inferiore?” gli ha chiesto la Toffa. “Devono essere chiuse perché in caso di scossa di una certa entità farebbero la fine di quella di Amatrice” ha risposto Martelli. Che, poi, ha anche spiegato come non sia sufficiente fare gli interventi di miglioramento sismico nelle scuole ma servono interventi di adeguamento sismico (per adeguare la struttura e renderla sicura). Lo stesso coraggio di Martelli non l’ha avuto, invece, Errani che, dopo aver confermato anche lui che le scuole per essere sicure dovrebbero avere un indice di vulnerabilità pari ad uno, non ha voluto rispondere alla stessa domanda (“cosa devono fare i sindaci che hanno scuole con un indice inferiore?”).

Peggio di lui ha fatto il responsabile della Protezione civile Curcio che è stato ancora più vago. In evidente imbarazzo anche il vicepresidente della Provincia Valentina Bellini, intervistata dalla Toffa come dirigente scolastico della scuola elementare che ha il suo ingresso proprio di fronte alle Torri Merli. Dopo aver provato a rassicurare, sostenendo che erano stati realizzati degli interventi di miglioramento sismico, alla precisa domanda dell’inviata delle Iene con molta franchezza ha ammesso che la scuola non può certo essere considerata sicura al 100%, in assenza di quella verifica.

A rendere più imbarazzante la “figuraccia” del primo cittadino ascolano hanno, poi, involontariamente contribuito due suoi colleghi, quello di Giulianova e quello di Teramo. E’ facile immaginare che la maggior parte dei cittadini ascolani che hanno visto quel servizio avranno provato un irrefrenabile senso di invidia per i giuliesi che hanno la fortuna di avere un sindaco come Francesco Mastromauro. Che ha il grande merito di aver fatto svolgere le verifiche di vulnerabilità sismica in tutte le scuole della sua città. Come se non bastasse le sue dichiarazioni avranno ulteriormente fatto impallidire il  sindaco piceno.

Non è vero che i Comuni non avevano a disposizione i soldi – ha dichiarato Mastromauro alla Toffa –  è sempre una questione di priorità. La mia amministrazione ha da sempre creduto che la priorità del nostro agire dovesse essere la sicurezza dei nostri ragazzi”. E, con altrettanta sincerità, ha indirettamente risposto ad una delle domande che Castelli ripete da qualche settimana (“Gentiloni mi deve dire come devo comportarmi in assenza delle verifiche, devo chiudere o tenere aperte le scuole?”). “Non ci sono dubbi – ha dichiarato Mastromauro – in assenza di verifiche o nel caso dalla verifiche risulti un indice di vulnerabilità inferiore ad uno bisogna chiudere le scuole”.

La “mazzata” finale al sindaco Castelli è, poi, arrivata da un altro suo collega, il sindaco di Teramo Brucchi, che pure fino a qualche giorno fa lo aveva affiancato in quella che avevamo definito la battaglia dei “sindaci piagnoni” . Che, dopo non aver fatto quello che per legge dovevano fare entro il 2013, ora cercavano di scaricare le proprie responsabilità su altri, in particolare sul governo. Brucchi, però, a differenza di Castelli si è posto di fronte alla Toffa con assoluta tranquillità, senza provare a fare improbabili comizi (anche se non ha potuto fare a meno di fare un riferimento al governo) e senza scappare (materialmente e metaforicamente) di fronte alle responsabilità.

Anzi, con uno scatto di apprezzabile umiltà, Brucchi ha riconosciuto la propria responsabilità per non aver fatto fare quelle verifiche entro i termini previsti dalla legge ma, al tempo stesso, ha annunciato (mostrando anche la delibera in merito) che entro 40 giorni tutte le scuole teramane finalmente avranno quelle indispensabili verifiche di vulnerabilità sismica. Così alla fine il re oltre che nudo è rimasto solo. Come, purtroppo, anche il capoluogo piceno in qualche modo è rimasto solo, essendo chiaro, dopo il servizio delle Iene, che è l’unico dove, per quanto riguarda il problema della sicurezza delle scuole, tutto è ancora in alto mare e non c’è nessuna certezza non solo sui tempi ma sul fatto stesso che quelle verifiche verranno finalmente effettuate.

A tal proposito è positivo il fatto che tutta l’opposizione in Consiglio Comunale ha sottoscritto e firmato una mozione con la quale si chiede al sindaco e all’amministrazione comunale di utilizzare i 13 milioni di euro derivanti dalla vendita di Piceno Gas per la sicurezza delle scuole. Un atto quanto mai doveroso e opportuno che, però, difficilmente verrà accolto dall’amministrazione comunale (che ha già in mente di utilizzare quei fondi per tappare i troppi buchi delle casse comunali).

Per concludere non si può non evidenziare come, se il sindaco esce praticamente “a pezzi”, dal servizio delle Iene, escono assolutamente rinfrancate e gratificate le rappresentanti del Comitato Scuole Sicure. Che in questi mesi si sono dannate l’anima e si sono battute con encomiabile tenacia per difendere un principio che doveva e dovrebbe essere condiviso da tutti i genitori, da tutti gli operatori del mondo scolastico e che, invece, addirittura spesso si sono ritrovate ad essere incredibilmente  prese di mira (soprattutto da chi cercava disperatamente di difendere l’operato del sindaco).

Il contenuto di quel servizio ha ribadito ancora una volta, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, come la loro battaglia, le loro rimostranze, le loro tesi fossero tutte assolutamente corrette e condivisibili. Una piccola consolazione per tutti quegli ascolani che domenica sera si sono vergognati di essere rappresentati da un simile primo cittadino…

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