Ma quando finisce il 2016…


Abbiamo aspettato con ansia la fine di un “anno funesto” ma l’inizio del 2017 è , se possibile, peggiore, con l’emergenza neve e ancora forti scosse di terremoto. La situazione è davvero difficile ed in questo momento è giusto dare il massimo appoggio a chi sta lavorando tra mille difficoltà, rimandando polemiche e chiarimenti a quando l’emergenza sarà terminata

Non è facile trovare qualcosa che riesca a strappare un sorriso in un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Eppure in quell’immenso mondo senza controllo  che è il web, troppo spesso portatore di “bufale” e di verità contraffatte,tra le migliaia di immagini e notizie sul terremoto e sull’emergenza neve mi sono imbattuto in un paio di post che sono riusciti a strappare un sorriso, a togliere di dosso per qualche attimo l’angoscia con la quale di nuovo conviviamo da ieri mattina. Il primo è del solito, impareggiabile sito “Lercio” che nel pomeriggio di mercoledì ha pubblicato la notizia “Scossa nell’Oceano Pacifico, nessun danno a Roma” per ironizzare sull’enfasi (e l’incredibile spazio che gli riservano giornali e tv) con cui i mezzi d’informazione hanno dato notizia del fatto che il terremoto si è sentito anche a Roma.

L’altro è una semplice battuta letta su un profilo facebook, “Ma quando finisce il 2016?”, che sintetizza in maniera straordinaria quello che sicuramente è un pensiero comune. Per giorni, con l’approssimarsi della fine dell’anno, abbiamo sentito ripetere (e, ammettiamolo, lo abbiamo ripetuto spesso anche noi) che finalmente questo anno “maledetto” (soprattutto per chi vive nella nostra zona) stava terminando. Poi, però, il 2017 è iniziato se possibile in maniera peggiore, con il binomio terremoto-neve che ci ha messo quasi in ginocchio. La situazione è davvero difficile, in maniera particolare nei paesi e nei luoghi già colpiti dalle scosse del 24 agosto e di fine ottobre, ma anche nel capoluogo piceno e nei paesi limitrofi.

Quartieri senza energia elettrica da quasi 48 ore, intere frazioni isolate, crolli in città e nelle zone vicine, più provocati dalla neve che dal terremoto che, però, a sua volta ha prodotto nuove situazioni di allarme, di pericolo (basterebbe pensare alla palestra di Monticelli che, pure, dopo le scosse di ottobre ospitò per un paio di settimane le persone che non potevano o non volevano rientrare a casa). E’ chiaro ed è sotto gli occhi di tutti che Ascoli non ha mai vissuto una situazione così difficile, un’emergenza simile. Certo, quale che sia il giudizio che ognuno ha nei loro confronti, è innegabile che il sindaco Castelli e la sua giunta non siano particolarmente fortunati, bisogna dargli atto che si sono trovati a dover affrontare una situazione molto difficile, mai verificatasi prima. Così come è altrettanto innegabile l’eccezionalità degli eventi che stanno capitando nelle zone del terremoto.

Secondo gli stessi geologi e gli esperti dell’Ingv  siamo di fronte ad una “sequenza sismica mai vista prima d’ora”, qualcuno azzarda il paragone con quanto accaduto, nelle stesse zone, nel 1700, anche se quella sequenza sismica ha avuto caratteristiche differenti (e comunque ciò non cambierebbe il fatto che siamo di fronte ad un evento assolutamente eccezionale). A ciò ora si è aggiunta un’ondata di neve e gelo anch’essa assolutamente eccezionale (l’ultima volta che è accaduto qualcosa di simile è stato 70 anni fa) . Emblematico, in proposito, lo sfogo, quasi disperato, di chi come il sindaco di Amatrice Pirozzi è alle prese con questa drammatica emergenza dal 24 agosto scorso.

Non so se abbiamo fatto qualcosa di male – afferma – me lo chiedo da ieri, un metro , un metro e mezzo-due metri di neve e ora pure il terremoto. Che devo dire? Non ho parole. Proviamo a rialzarci, tanti sacrifici, poi la scossa del 30 ottobre, poi la più grande nevicata dagli anni 50, le temperature più basse degli ultimi 25 anni. Tutto insieme“. Allora di fronte ad una situazione così drammatica, con ancora tantissime persone, nelle frazioni della nostra città e nelle zone del terremoto, isolate e in situazione di pericolo o, comunque, di grandissima difficoltà, riteniamo che non sia assolutamente il momento di perdersi in inutili e sterili polemiche, che siano fondate o meno (purtroppo i fabbricatori di fango e stupidaggini, gli sciacalli dell’informazione non si fermano davanti a nulla).

Naturalmente questo non vuole assolutamente dire che non ci sono state inefficienze, errori, comportamenti sbagliati nella gestione dell’emergenza e anche nella prevenzione dell’emergenza, sia nella nostra zona che nelle zone terremotate. Anzi, di cose da dire sui ritardi, sulla sottovalutazione di una situazione ampiamente annunciata, sulla gestione di alcune importanti vicende. Ma non ci sembra certo questo il momento opportuno per fare polemiche, per lanciare accuse e metterci a polemizzare, dal comodo caldo di casa, con chi comunque da ore è sul campo per cercare di coordinare e di organizzare gli interventi e gli aiuti in una situazione oggettivamente difficile.

Quando, si spera al più presto, l’emergenza sarà finalmente alle spalle ci sarà tempo e modo per riflettere su tutto quello che non è andato nel verso giusto, su quello che si poteva fare e non è stato fatto, su come sono state gestite determinate situazioni, sulle eventuali responsabilità di governanti e amministratori (ma in maniera seria e circostanziata, senza sparare “nel mucchio” solo per il desiderio di polemizzare e di sparare per forza contro qualcuno). Ma, anche se so che potrà sembrare un esercizio di retorica, in questo momento, con tante persone ancora da mettere in sicurezza o da aiutare, mi credo che sia più opportuno astenersi dalle polemiche e dare il massimo appoggio (se ce ne fosse la necessità non solo morale ma anche materiale) a chi comunque sta lavorando per risolvere le tante situazioni difficili.

Allora in questo momento massimo sostegno ai sindaci del nostro territorio, a Guido Castelli, ad Angelo Flaiani, ad Armando Falcioni che hanno di fronte un compito difficilissimo e delicatissimo. Massimo sostegno al presidente della Provincia D’Erasmo, a tutti i tecnici e gli operatori comunali, provinciali, regionali impegnati da ore sul campo, a tutti gli uomini dello Stato (perché troppo spesso ci si dimentica che vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, tecnici della protezione civile sono uomini del tanto vituperato Stato). Comunque sia, qualunque cosa sia accaduta prima, ora meritano il nostro incondizionato appoggio e il nostro sostegno. Poi da lunedì, da martedì, dal momento in cui la fase più delicata di questa interminabile emergenza sarà finalmente alle spalle, torneremo ad essere inflessibili, a chiedere conto ad ognuno di loro di quello che è stato o non è stato fatto, torneremo a chiedere che venga fatta chiarezza sui crolli a Villa Pigna (Folignano), a Monticelli, che vengano individuate con chiarezza le responsabilità di ognuno in questa vicenda. E torneremo anche a parlare del problema delle scuole che, purtroppo, anche passata la fase più delicata, continuerà ad essere un’emergenza.

Ma fino ad allora non ci vergogniamo di dire “forza Guido”, “forza Angelo”, “forza Armando”, siamo con voi. Facendo nostro il post di Emidio : “chi può dia una mano, una botta di pala, una polemica in meno e una parola di coraggio di più”. E, in quest’ottica, ci piace chiudere con il lungo post di mercoledì sera di Rudy che, in un certo senso, racchiude ed esplica in maniera straordinaria ciò che intendiamo esprimere con questo intervento.

La grande quantità di neve ha provocato la caduta di alberi che ostruiscono la strada, lo spazzaneve è impossibilitato a proseguire in quanto molti fili della luce e del telefono sono sotto pressione provocata dai rami degli alberi , onde evitare di tranciarli e quindi interruzione, l autista ha giustamente rinunciato a proseguire per arrivare fin quassù. ISOLATO Ho appena saputo che il mio Sindaco ha provveduto a richiedere l’ intervento della Protezione civile dei Vigili del Fuoco e dell’Esercito, ho detto a Fabio (il sindaco) di dare la precedenza a quelle località dove ci sono più nuclei familiari con vecchi e bambini e poi di venire a salvarmi, qui da me non c’ è nessuno il paese è evacuato abbandonato, ed ho vino e salsicce mi manca solo il pane, abbiamo solo fette biscottate scatta il razionamento 2 a testa dovremo arrivare a sabato, altrimenti facciamo frittelle… Al primo dei soccorritori che arriva vino cotto e crostata. Io ho fiducia nelle istituzioni. Ci sono e cerco di aiutarli., non aspetto la manna dal cielo. Io Gabry Sky e Toffe per tutto il resto c’ è maastercard. E ancora nevica. E ancora scosse. NOI SIAMO ANCORA QUA E GIA’”.

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