Gufi, bicarbonato e watchdog journalism


Improvvisa inversione di rotta di sindaco e  assessore che, dopo aver reagito con fastidio e con imbarazzanti teatrini ad ogni critica, rispondono con i fatti alle nostre segnalazioni in merito ai problemi delle scuole al gelo, della mancanza del Piano anti corruzione e della chiusura delle biblioteca comunali

E’ sempre motivo di orgoglio e di una certa soddisfazione quando un politico o un amministratore interviene  e si adopera per verificare e, dove necessario, sanare una qualche carenza segnalata, evidenziata e portata alla luce da un articolo, da un’inchiesta giornalistica. Purtroppo troppe volte gli amministratori considerano certe critiche, certe segnalazioni quasi come un “fatto personale”, come una volontà di colpire la persona piuttosto che cercare di richiamare l’attenzione su qualcosa che non va. Da un po’ di tempo, poi, grazie all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che per primo ha usato questa definizione, c’è la pessima moda di etichettare chi evidenzia carenze e ritardi come un “gufo”, come se il suo obiettivo non fosse quello di sollecitare la soluzione del problema quanto piuttosto, in una logica capovolta e distorta, sperare che le cose continuino ad andare male (magari per poter continuare a polemizzare).

Impossibile, ad esempio, dimenticare il penoso teatrino messo in scena dal sindaco Castelli, con tanto di imbarazzante (per il primo cittadino) video con il bicarbonato, in occasione della parziale riapertura del ponte di San Filippo, contro chi si era “permesso” di sottolineare il ritardo accumulato, con una prima deroga rispetto alla scadenza iniziale, non rispettata neppure quella. Nonostante il teatrino del sindaco e il fastidio che evidentemente ogni volta procurano articoli e segnalazioni del genere (a tutti i politici, non solo agli amministratori ascolani), questo è, a mio avviso, il modo più corretto per esprimere quel concetto di “watchdog  journalism”  (la famosa definizione anglosassone di “giornalismo come cane da guardia del potere”) di cui si parla anche nella carta europea dei diritti dell’uomo.

Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede” sosteneva Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa nel 2006, molto conosciuta per il suo impegno per i diritti civili e particolarmente invisa al presidente Putin per i suoi scottanti reportage dalla Cecenia. Ed il compito di un politico lungimirante, di un buon amministratore dovrebbe  essere quello di fare tesoro e prendere spunto delle segnalazioni e delle critiche, se concrete e circostanziate, degli operatori dell’informazione invece di reagire in maniera stizzita, permalosa, a volte come un bambino capriccioso che non sopporta e non tollera alcun richiamo. In quest’ottica abbiamo molto apprezzato il comportamento dell’assessore Brugni che,  nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione su questo blog dell’articolo “Caos scuola, ritorno in aula al gelo”, si è immediato attivato per verificare la situazione nelle scuole cittadine.

Stamattina ho fatto diverse visite nei nostri plessi scolastici cittadini per controllare personalmente la situazione degli ambienti e i riscaldamenti dopo l’ondata di freddo di questi giorni. La situazione è buona ovunque” ha poi scritto il giorno successivo  sul proprio profilo facebook.  Ed ancora il giorno dopo ha ripetuto la sua visita nelle scuole. “Anche stamattina – ha scritto sempre su facebook – ho fatto diverse visite nei nostri plessi scolastici cittadini per controllare personalmente la situazione degli ambienti e i riscaldamenti dopo l’ondata di freddo di questi giorni. La situazione è buona ovunque. Lo farò anche domani. E ancora e ancora…”. Benissimo, era proprio questo lo scopo che intendevamo raggiungere con quell’articolo ed è esattamente questa la risposta migliore che, di fronte ad  una determinata denuncia, dovrebbe dare un amministratore.

Certo, si può obiettare che non c’era bisogno di attendere quell’articolo per mobilitarsi, così come è vero che diversi genitori, commentando il post dell’assessore, hanno evidenziato che in realtà la situazione non era poi così buona ovunque.(“Assessore la invito a visitare il plesso di scuola primaria Falcone-Borsellino in via delle Zeppelle” scrive Maria Rita, “Via Sardegna ha qualche problema” aggiunge Silvia, “Il refettorio Rodari è gelato” sostiene Anna, “Certamente non lo era lunedì mattina quando i nostri figli hanno trovato 7 gradi oppure ieri tutto il giorno con i cappotti” aggiunge Pietro che chiede anche una spiegazione ufficiale su quanto accaduto). Però è comunque positivo che l’assessore, una volta venuto a conoscenza del problema, si sia immediatamente interessato concretamente, invece di limitarsi a rispondere con improbabili slogan ad effetto postati sui social, come ha fatto spesso in passato.

Vedremo poi che cosa accadrà in questi giorni con la (prevista dai metereologi) seconda ondata di neve e freddo che colpirà il nostro territorio. Ma siamo certi che questa volta l’amministrazione comunale e l’assessore non si faranno trovare impreparati (anche perché errare è umano, perseverare sarebbe davvero intollerabile…). Intanto, però,  è importante e molto positivo che l’assessore Brugni abbia finalmente svestito i panni del polemista “seriale” sui social per indossare gli abiti dell’amministratore attento, pronto ad  intervenire concretamente e con puntualità dopo la segnalazione di un disagio, di un disservizio che colpisce studenti e insegnanti.

Bene così, apprezziamo molto il cambiamento di rotta dell’assessore così come abbiamo apprezzato quello del sindaco in merito alla vicenda del Piano anti corruzione. Era il 22 dicembre scorso quando evidenziammo come quello di Ascoli fosse tra i 9 Comuni  capoluogo (sui 119 complessivi) che nel 2016 non aveva adottato il piano triennale di Prevenzione della Corruzione (vedi. “Chi se ne frega della corruzione…”), sottolineando che, tra l’altro, il Comune piceno era anche rimasto senza il responsabile della Prevenzione della corruzione (e anche della trasparenza e dei sistema di controlli interni), visto che il dott. Angelo Ruggiero (che era anche il Segretario generale) da settembre non faceva più parte del Comune stesso.

Quell’articolo si chiudeva con l’invito ad attivarsi immediatamente per fare in modo che, ad inizio 2017, il Comune di Ascoli potesse rimediare a queste due gravi mancanze. Invito che il sindaco Castelli ha raccolto, visto che i primi giorni del 2017 ha prima nominato il nuovo Responsabile della Prevenzione della corruzione (il segretario generale Salvatore Giangrande) e, successivamente (mercoledì 11 gennaio), ha avviato l’iter per l’adozione del piano triennale della Prevenzione della corruzione (entro il 31 gennaio 2017), pubblicando sul proprio sito internet l’avviso ed il modello per presentare proposte e suggerimenti (anche se poi, in realtà, quando si prova a scaricare quel modello si apre l’avviso dell’avvio dell’iter).

Situazione praticamente analoga per quanto riguarda la biblioteca comunale. L’11 gennaio scorso avevamo evidenziato l’imbarazzante situazione del capoluogo piceno (“Biblioteche chiuse e musei provvisori, non ci resta che la meditazione…”) , che nel giro di un anno è passato da avere tre biblioteche funzionanti a nessuna. Certo, come avevamo evidenziato nell’articolo, la chiusura della biblioteca centrale si era purtroppo resa necessaria in seguito al terremoto e ai danni subiti. Ma quelle di Monticelli e di Campo Parignano sono state chiuse, tra polemiche e proteste, per decisione (incomprensibile) dell’amministrazione comunale. In un simile contesto la chiusura, sicuramente per “sfortuna”, anche della biblioteca centrale di fatto ha lasciato senza biblioteche (perché per considerare tale i locali del Liceo Classico messi a disposizione due pomeriggi alla settimana ci vuole una buona dosa di fantasia…) la città.

Per questo era importante sollecitare l’amministrazione comunale a fare presto. Sollecitazione raccolta dal primo cittadino che, due giorni dopo la pubblicazione del nostro articolo, ha annunciato la prossima riapertura della struttura. “La biblioteca comunale chiusa dopo il forte evento sismico dello scorso 30 ottobre verrà riaperta il 21 gennaio – si legge in un comunicato stampa –  il Comune, con solerzia e sollecitudini encomiabili è intervenuto non solo per mettere in sicurezza gli spazi della biblioteca ma già per intervenire direttamente al fine di riparare definitivamente la struttura dopo i danni arrecati dal sisma. Non abbiamo fatto meri lavori di puntellamento, bensì abbiamo già affrontato il problema della completa rimessa in pristino in modo da non metterci più le mani“.

Certo, poi il sindaco non ha perso l’occasione per polemizzare con il capogruppo del Pd Ameli che aveva avuto l’ardire di sollecitare la riapertura, facendo ancora una volta inopportuni e inappropriati riferimenti al terremoto (non ne può proprio fare a meno). Al di là di tutto, però, è importante che, polemiche a parte, l’amministrazione comunale ha raccolto queste sollecitazioni. Naturalmente aspettiamo il 21 gennaio per averne la certezza , non per mancanza di fiducia ma semplicemente perché in altre occasioni gli annunci del Comune sono stati poi smentiti (l’ultimo, in ordine di tempo, quello sulla riapertura degli impianti di Monte Piselli nel fine settimana appena trascorso).

Ovviamente noi ci auguriamo che non sia così, che il 21 gennaio la biblioteca comunale riapra realmente. In caso contrario, proprio in nome di quel watchdog journalism di cui abbiamo parlato, saremo pronti ad incalzare il sindaco e l’amministrazione comunale. E pazienza se poi qualcuno tirerà di nuovo fuori la storia dei gufi e del bicarbonato…

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