Piscina chiusa, telenovela infinita


Fissato a marzo il probabile termine dei lavori, almeno secondo quanto dichiarato dall’assessore Brugni. Che, però, prova ancora a giustificare l’incredibile ritardo appellandosi al terremoto, smentito da un comunicato stampa dello stesso Comune…

Puntuale come un orologio svizzero, un paio di giorni dopo la pubblicazione dell’articolo su questo blog sulla piscina (“La piscina non riapre, nuoto e pallanuoto penalizzate”) sono arrivate nuove notizie sulla situazione dell’impianto di via Spalvieri. Che, come tutti ormai sapranno, continua a restare chiuso, con tutte le conseguenze che ciò determina, nonostante l’amministrazione comunale avesse annunciato la sua riapertura per novembre. Come già ad inizio agosto, dopo il primo articolo pubblicato su questo blog, è un lungo articolo su un quotidiano locale (in altre occasioni erano stati i comunicati stampa del Comune), che in gran parte riporta le dichiarazioni dell’assessore allo sport Brugni, a fare il punto sulla situazione.

Peccato, però, che ora come allora restano non pochi dubbi sull’attendibilità di certe affermazioni e del rispetto di certe scadenze. E non parliamo solo della telenovela sulla fine dei lavori, ad inizio agosto, ad esempio, in quell’articolo l’assessore Brugni annunciava che entro l’anno si sarebbero effettuate  le gare per gli altri impianti sportivi comunali non ancora sottoposti a bando. Il 2016 è finito e, superfluo sottolinearlo, di quei bandi ovviamente non c’è traccia… Tornando al presente, questa volta l’assessore ci fa sapere che “siamo molto vigili sulla prosecuzione dei lavori (meglio tardi che mai, sono passati ben 5 mesi dall’effettuazione del bando…), per noi la piscina è una struttura molto importante per lo sport ascolano”.

Così importante da costringere la squadra di pallanuoto ascolana, per la prima volta iscritta al campionato di serie C, a giocare tutto il campionato in trasferta, senza dimenticare i tanti disagi che devono affrontare i quasi 100 atleti del nuoto ascolano (del’Albatros Nuoto). Ma andiamo avanti, ora la riapertura dell’impianto viene spostata a marzo anche se non viene data alcuna data certa, tanto che si usa il condizionale (“entro il mese di marzo i lavori dovrebbero terminare”), cosa che lascia pensare che marzo sia un’indicazione assolutamente approssimativa (e d’altra parte quando sono state fornite indicazioni certe  non sono state rispettate…).

Qualche settimana di pazienza e la nuova vita della nostra piscina sarà realtà” scriveva su facebook a fine novembre il sindaco Castelli. A quanto pare ne serviranno molte di più di settimane, già ne sono passate 6 e, sperando che si riesca davvero a riavere la struttura per marzo, quanto meno bisognerà attenderne un’altra decina…  La cosa più triste, però, è che ci si continua ad appellare ad improbabili giustificazioni per provare a spiegare l’incredibile ritardo. E ancora una volta si tenta di tirare in ballo il terremoto, che pure in questa vicenda non c’entra nulla.

Lo aveva già fatto l’assessore Brugni su facebook, rispondendo all’ex assessore provinciale Crescenzi. “Purtroppo è difficile far capire ad alcuni tutte le procedure che necessita un bando del genere – scriveva ad inizio dicembre Brugni – poco importa se in corsa è cambiato il codice degli appalti e quindi i nostri tecnici hanno dovuto ristudiare tutto. Poco importa se nel frattempo ci sono stati due terremoti con il conseguente dirottamento di tutti i tecnici comunali in settori più delicati per gestire l’emergenza. Poco importa se nel frattempo anche la piscina è stata controllata nel post terremoto da tecnici aedes che hanno consigliato ulteriori lavori da fare peraltro già operativi. Poco importa se c’è stato un ricorso al tar vinto tra l’altro dal Comune”.

Una serie di appigli assolutamente insussistenti. Il nuovo codice degli appalti, ad esempio, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 aprile, cioè ben due mesi prima della pubblicazione del bando di gara per la piscina (24 giugno). Bando che, tra l’altro, scadeva il 25 luglio ma che, nonostante un solo partecipante, è stato assegnato solo il 1 settembre. Invece di tirare in mezzo il codice appalti, che come visto non ha alcuna attinenza, l’assessore spieghi una volta per tutte perché si è atteso più di un mese per assegnare i lavori (che poi sono partiti due mesi e mezzo dopo…).

Inizialmente la fine dei lavori era in programma per la fine di novembre ma i disagi causati dal terremoto e alcune questioni burocratiche non hanno permesso ai gestori di rispettare le scadenze”si legge poi nell’articolo. Si insiste ancora su una storia che non esiste e che non regge, come dimostrano l’iter di tutta la vicenda e le stesse dichiarazioni degli amministratori. Che, visto il ripetersi della “favoletta” legata al terremoto, appare opportuno ricordare.

Il 5 settembre scorso, quando già c’era stato il terremoto del 24 agosto, in un comunicato stampa l’amministrazione comunale annunciava che “il progetto molto innovativo che verrà presentato alla cittadinanza nei prossimi giorni prevede l’inizio immediato dei lavori che si concluderanno presumibilmente entro novembre”. Senza soffermarci ancora sulla famosa conferenza stampa (annunciata anche ad agosto) che stiamo ancora aspettando, quel comunicato è la dimostrazione evidente ed inequivocabile che il terremoto non c’entra nulla con il ritardo. Perché, quando già eravamo in piena emergenza terremoto, si annunciava l’inizio dei lavori in quei primi giorni di settembre (con la fine prevista per novembre).

Questo significa che le successive scosse di fine ottobre sono arrivate quando i lavori dovevano essere già in corso, anzi, quasi terminati. E che, eventualmente, quelle scosse avrebbero al massimo dovuto ritardare di qualche giorno la conclusione dei lavori stessi. Che, invece, all’epoca a fine ottobre non erano neppure partiti (sono iniziati nella seconda metà di novembre). E che l’amministrazione comunale abbia fatto tutto con una certa superficialità è dimostrato anche dal fatto che, sempre secondo quel comunicato, i lavori dovevano durare circa 2 mesi. Ora, invece, si scopre forse non saranno sufficienti per completarli neppure 4 mesi, visto che non è neppure certo che si concludano entro marzo.

La completa ristrutturazione della piscina – si legge in quell’articolo del 31 dicembre – richiede tempi piuttosto lunghi”. La famosa scoperta dell’acqua calda, l’abbiamo capito tutti che sono necessari tempi lunghi. Inevitabile, allora, chiedersi su che base l’amministrazione comunale riteneva che fossero sufficienti due mesi, qualcuno prima di lanciarsi in simili improbabili previsioni aveva visto il progetto? O il progetto attuale è completamente differente rispetto a quello che era stato presentato per il bando? Quesiti che, come tutti gli altri, ci piacerebbe rivolgere all’assessore Brugni che, però, si guarda bene dal confrontarsi con qualcuno sull’argomento, con un atteggiamento di totale chiusura anche e soprattutto nei confronti della società ascolana Albatros Nuoto, così gravemente danneggiata dalla chiusura della piscina.

Per concludere è opportuno fare anche una doverosa precisazione sul famoso ricorso al Tar presentato dal vecchio gestore della piscina e respinto dal Tribunale amministrativo regionale, sempre citato dall’amministrazione comunale come a voler dimostrare che il contestato bando era fatto bene. In realtà il Tribunale amministrativo delle Marche non si è mai espresso nel merito del bando, visto che si è limitato a respingere il ricorso solo perché presentato fuori tempo.

L’odierno ricorso – si legge nella sentenza 560 del 13 ottobre scorso – risulta tardivo ai sensi del combinato disposto dell’art. 120 comma 5 del D.Lgs. n. 104/2010 e dell’art. 66 comma 8 del D.Lgs. n. 163/2006 (…) Pertanto l’odierno ricorso, proposto osservando la tempistica del rito ordinario, va dichiarato irricevibile, in accoglimento delle corrispondenti eccezioni dedotte dal Comune di Ascoli Piceno”. Che, quindi, ha (legittimamente, per carità) chiesto e ottenuto che il ricorso non venisse discusso nel merito. “La piscina verrà totalmente migliorata e sarà pienamente accessibile ai disabili, questo per noi è un principio fondamentale” ha dichiarato in quell’articolo l’assessore Brugni. Pienamente condivisibile, sperando però che per ottenere tutto ciò non si debba ancora aspettare troppo a lungo…

 

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