Il “botto” di fine anno


Grandissimo successo e migliaia di persone per le feste di fine anno in piazza a San Benedetto (con i “La Rua”), Teramo (Giuliano Palma), Pescara (Negrita), Ancona (Cosmo) e Civitanova (Gigi D’Alessio). Clamoroso flop, con appena qualche centinaio di persone e tutto finito poco dopo l’una, per la festa in piazza del Popolo

Iniziamo il nuovo anno ancora con uno sguardo al passato e con un piccolo ma semplice indovinello. Torniamo alla sera del 31 dicembre, al momento di festeggiare la fine del 2016 e l’arrivo del 2017. Anche questa volta non si sfugge alla prassi delle feste in piazza. Ci limitiamo ai comuni della zona, a San Benedetto c’erano gli ascolanissimi “La Rua”, a Teramo Giuliano Palma, a Pescara i Negrita, a Civitanova Gigi D’Alessio e friends (Michele Zarrillo e Anna Tatangelo), ad Ancona Cosmo (l’autore di uno dei successi dell’estate, “L’ultima festa”), ad Ascoli la Bandakadabra. Quesito semplice, semplice, secondo voi in quale di queste piazza si è registrato il minor numero di presenze? E’ vero, non vale, è troppo facile, non c’era neppure una mezza possibilità che la festa in piazza del Popolo facesse registrare un numero maggiore delle altre feste citate.

A Pescara erano oltre 20 mila in piazza della Rinascita per il concerto dei Negrita e passate le 3 ancora c’erano migliaia di persone nella piazza stessa e nei locali della zona. Ad Ancona si calcolano oltre 5 mila persone, a Teramo si è sfiorata quota 10 mila persone a piazza dei Martiri al punto che si è parlato di Capodanno storico. Non sarebbe neppure il caso di parlare di Civitanova, oltre 10 mila persone e ben 2 milioni di spettatori a Canale 5 che ha mandato in onda in diretta l’evento.

Oltre 5 mila persone anche a piazza Giorgini a San Benedetto dove neppure il campanile e lo storico “odio” con i cugini ascolani ha tenuto lontani i sambenedettesi (soprattutto giovani) dal concerto de “La Rua”. E tra gli oltre 5 mila presenti in piazza Giorgini numerosi erano anche i giovani provenienti proprio da Ascoli (ma anche dagli altri comuni della vallata). Di fronte a simili numeri non ci sarebbe stata comunque partita per la festa in piazza del Popolo.

Ma nessuno, neppure il più “sfegatato” dei gufi (per usare un termine che piace tanto al sindaco Castelli) poteva immaginare un simile flop. Uno spettacolo davvero desolante quello che si è mostrato agli occhi di chi ha avuto il coraggio di sfidare il freddo e di recarsi in piazza del Popolo. Non più di qualche centinaio di persone presenti, clima perfettamente in linea con l’atmosfera triste e desolante che si registra nel centro cittadino dal post terremoto, festa finita poco dopo l’una e locali della zona che, qualche minuto, erano già desolatamente quasi vuoti.

Bisogna dare atto al sindaco Castelli e all’assessore alla cultura Latini (ammesso e non concesso che conti qualcosa in queste decisioni) di aver interpretato alla perfezione il momento che sta vivendo la città (e il centro storico in particolare), organizzando una festa di fine anno di una tristezza infinita. Non ce ne voglia la street band torinese Bandakadabra, la colpa non è loro, ce l’hanno messa tutta per ravvivare la festa. Che, pure, era stata presentata con il solito stile “sobrio” e “misurato” dal sindaco e dalla sua giunta. Che, nemmeno se l’avessero fatto apposta o se davvero avessero come obiettivo quello di mettere ko il centro cittadino e le sue attività commerciali, avrebbero potuto organizzare qualcosa di peggio.

Le feste di Natale, in particolare quella di Capodanno, dovevano essere la scossa per far ripartire le attività del centro, per ridare vita ad un centro sempre più spento e moribondo. Invece è arrivato una sorta di “de profundis”.  Il flop della festa in piazza è innegabile ed è sotto gli occhi di tutti ma, se serviva una conferma, questa è arrivata dal fatto che il giorno successivo, il 1 gennaio 2017, nei profili facebook dei vari amministratori, del sindaco, degli assessori, nel profilo del Comune di Ascoli si parla e ci sono video solo della festa di Capodanno organizzata come ogni anno dal Comune stesso (e per questo l’amministrazione comunale merita un grandissimo plauso) al Ferrucci.

Non c’è un’immagine della festa in piazza, ci si attendeva uno dei soliti video con il sindaco in primo piano, che impazzano dal post terremoto sul sito del Comune e sui profili facebook degli amministratori, con i suoi auguri dalla piazza. Dopo ogni iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale (e ovviamente che ha un discreto successo in termini di partecipazione) ci tocca sorbire video e foto di ogni tipo postati sui social con tanto di commenti degli amministratori stessi che ci ricordano quanto sono bravi e quanto sono capaci di organizzare eventi che richiamano un buon numero di pubblico.

Questa volta, invece,  sul profilo del sindaco c’è un unico video di 7 minuti durante i quali la telecamera indugia quasi costantemente sul palco e sulla banda, con qualche rapida inquadratura del campanile di San Francesco e un paio di veloci carrellate sulle prime file sotto il palco (dove ovviamente c’è un po’ di gente), cercando accuratamente di evitare inquadrature su tutta la piazza. Anche se poi, proprio nel finale del video, in un’inquadratura sotto il palco per pochi attimi si intravede la parte della piazza di fronte a Meletti completamente vuota….

A rendere più paradossale e amaro il flop della festa in piazza del Popolo contribuiscono, poi, i clamorosi successi delle feste a San Benedetto e a Civitanova. E non si tratta di un problema di semplice invidia, solo che in entrambi i casi sono due grandi occasioni perse dal capoluogo piceno. A cui probabilmente sarebbe bastato scegliere il gruppo ascolano, amatissimo dai giovani,  “La Rua” per avere garanzia di un grande successo e per convogliare tantissimi giovani, anche dai comuni limitrofi e della costa, in piazza del Popolo. Invece è accaduto esattamente il contrario, con tantissimi giovani ascolani che hanno scelto le feste in piazza a San Benedetto, Pescara, Ancona, Teramo, Civitanova.

Quest’ultima piazza, poi, ha ospitato l’evento della serata, la grande festa con il concerto finale di Gigi D’Alessio (per carità, non saremmo andati a sentirlo neppure sotto tortura ma che sia un nome che richiama migliaia di persone è indiscutibile) con scopi benefici in favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Tant’è che nella serata sono stati raccolti 50 mila euro per Amatrice, Arquata e Accumoli, 20 mila per Tolentino e 10 mila per Ussita.

Ed è inevitabile chiedersi perché un evento del genere non sia stato organizzato nel capoluogo piceno. D’altra parte è indiscutibilmente quella di Ascoli la provincia più colpita, soprattutto in termini di vite umane, dal terremoto e la festa di fine anno poteva essere una grande occasione, anche per riaffermare quel ruolo di capoluogo di provincia di cui da sempre si parla, anche se poi in concreto non si fa mai nulla per trasformare le intenzioni in fatti concreti.

Quella della festa di fine anno legata al terremoto era un’occasione che, tanto per cambiare, è stata miseramente sprecata. Attendiamo con curiosità quali giustificazioni si inventeranno stavolta sindaco e assessori, anche se qualche sospetto ce l’abbiamo…

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