Video, post e slogan sui social: benvenuti nel mondo virtuale del sindaco


Da mesi ormai il primo cittadino sugli argomenti cittadini più “scottanti” evita accuratamente conferenze stampa e confronti con comitati e associazioni, affidando il suo pensiero a video dallo stile particolare e a post intrisi di slogan ad effetto ma poveri di contenuti concreti

E’ dal Natale 2015 che in tanti si chiedevano cosa servisse al Comune un operatore televisivo. Un’assunzione, avvenuta con la tempistica tipica di quella Prima Repubblica che, come canta Checco Zalone nel film “Quo Vado”,  che “non si scorda mai”, che all’epoca suscitò molto scalpore e provocò un’inevitabile scia di polemiche. Innanzitutto perché non si comprendeva che necessità ci fosse di allargare ulteriormente l’Ufficio di gabinetto del sindaco che già allora aveva a disposizione ben 3 addetti. Inoltre perché destavano scalpore le modalità e la tempistica dell’assunzione, decreto del sindaco il 22 dicembre e riunione di giunta comunale addirittura il 24 dicembre per ratificare con la massima urgenza il decreto stesso, soprattutto in un’amministrazione comunale che, come dimostrano tutti gli interventi pubblici più importanti portati avanti in questi anni, solitamente ha tempi e ritmi di lavoro “messicani”.

Il tutto condito dal fatto che, quello che all’epoca sembrava un inutile vezzo del primo cittadino, costava ai cittadini ascolani ben 60 mila euro. Oggi, però, finalmente sappiamo che una ragione (valida o meno dipende ovviamente dai punti di vista…) dietro quell’assunzione in realtà c’era. Da uomo di cultura e appassionato di cinema, il primo cittadino aveva bisogno di un operatore del genere per portare avanti un ambizioso progetto: girare il remake o il sequel (il seguito) del famoso film horror “The blair witches project”. Un film del 1999 che per certi versi è una pietra miliare del genere, con quei primi piani così ravvicinati dei protagonisti in preda al terrore all’interno della foresta maledetta dove poi scomparivano molti ragazzini.

the-blair-witches-projectQuel film a bassissimo costo, che ottenne incassi clamorosi in tutto il mondo (circa 250 milioni di dollari), deve il suo successo e la sua peculiarità per aver introdotto il genere dell’horror found footage, pellicole girate in stile falso documentario con, appunto , la tecnica del footage, una sorta di anticipazione dei selfie e dei facebook live (foto a sinistra).  Una tecnica allora innovativa che poi si è largamente diffusa al punto che anche il sindaco Castelli (che per questo aveva bisogno di quella particolare figura da inserire nell’Ufficio di gabinetto…) ha deciso di utilizzarla per i suoi video pseudo informativi (come quello durissimo contro il Corriere Adriatico per le torri Merli o l’ultimo realizzato allo stadio Del Duca con il suo bel faccione, con tanto di cappellino grigio in testa, sempre in primo piano e panoramica sui vari lavori).

Che, in realtà, hanno l’effetto di produrre inquietudine e comicità al tempo stesso, al punto da far venire il dubbio se davvero possono essere considerati una sorta di sequel di quel film o, piuttosto, della parodia del film stesso proposta negli anni successivi da Paola Cortellesi a “Mai dire gol”. Ironia a parte, quegli inquietanti (perché quel genere di immagini andrebbero bene per qualche “goliardata” tra amici sui social non certo per la comunicazione istituzionale) video sono purtroppo una delle più emblematiche testimonianze di come il primo cittadino stia sempre più perdendo il contatto con la vita reale, come sia sempre più distante dalla città e dai suoi problemi concreti, perso nel suo mondo virtuale  fatto di video, interventi sui social e qualche raro comunicato, ormai allergico a qualsiasi genere di confronto.

Ed è proprio questo l’aspetto più inquietante, è sconcertante verificare come il sindaco abbia pian piano perso ogni capacità e ogni volontà di confrontarsi con i cittadini, con le associazioni, con i comitati, con il mondo dell’informazione, con i rappresentanti degli altri enti. Una tendenza che, in realtà, ha sempre avuto ma che in questi ultimi mesi, con l’esplosione dell’emergenza terremoto e l’accentuarsi di determinate problematiche cittadine, si è incredibilmente accentuata. Al punto che praticamente da mesi non c’è più la possibilità, non solo per i giornalisti e il mondo dell’informazione, ma anche per i cittadini, per i comitati, per le associazioni, di confrontarsi con l’amministrazione comunale, di porre domande e pretendere delle risposte (che, poi, sarebbe uno dei principali compiti dell’informazione) sui problemi che in questi mesi colpiscono la nostra città, da quelli provocati dal terremoto, alla sicurezza delle scuole, dallo stadio Del Duca, al ponte di San Filippo, dalla vicenda della piscina a quella dell’illuminazione, dai problemi attuali del traffico a quelli di turismo e cultura.

Su tutte queste vicende, che sono di vitale importanza per la città, il sindaco e la sua giunta in questi mesi non hanno mai indetto una conferenza stampa, un confronto con i cittadini o con i comitati e le associazioni interessate. L’esatto contrario di quello che dovrebbe fare un politico, un amministratore attento alle problemi dei cittadini ma, al tempo stesso, sicuro e convinto della propria azione, della correttezza dei suoi interventi e provvedimenti. Che, quindi, non ha paura, anzi cerca a maggior ragione, il confronto con la stampa, con i cittadini, che è pronto di rispondere alle domande, a cercare di dissipare tutti i dubbi e tutte le incertezze che possono sorgere in determinate vicende.

Da mesi ormai il sindaco (ma anche gli assessori) sulle questioni più importanti comunica solamente attraverso quegli inquietanti video o con post sul proprio profilo facebook o su quello del Comune (in aggiunta qualche comunicato stampa).  E’ chiaro che così facendo evita accuratamente di rispondere alle domande,  magari anche scomode, ai dubbi che si possono generare su vicende spesso delicate e complesse. Ma è altrettanto evidente che in tal modo non aiuta certo a dissipare i dubbi stessi. Che, infatti, permangono in tutte le principali questioni cittadine degli ultimi mesi. A partire da quelle inerenti il terremoto e la sicurezza delle scuole.

Il sindaco a tal proposito ha rifiutato ogni possibile confronto con il Comitato dei genitori che conta quanto 2 mila aderenti e che avrebbe voluto solo notizie sullo stato reale delle scuole cittadine (al di là dell’agibilità che, come abbiamo visto, non è certo sufficiente).  Non solo, sempre riguardo il problema scuole e terremoto da più parti si auspicava un Consiglio comunale aperto per poter avere un quadro esauriente della situazione e poter avere un serio confronto. Invece nulla, almeno fino ad ora, così come su scuole e terremoto in questi 4 mesi sindaco e giunta non hanno ritenuto opportuno indire alcuna conferenza stampa, magari semplicemente per fornire un quadro il più possibile esauriente della situazione.

Sempre e solo brevi messaggi scritti o video sui social, per nulla esaustivi e senza la possibilità di interagire e di porre domande, puntualmente conclusi con quegli slogan che tanto piacciono al sindaco e ad alcuni assessori ma che, di contro, per  la loro ossessiva ripetizione sono diventati fonte di battute ironiche che spopolano sul web. Stessa storia per le vicende legate allo stadio, sulle quali ci sarebbero state tante domande da porre, ma anche sul ponte di San Filippo, sulla sempre più imbarazzante vicenda dell’illuminazione pubblica, per non parlare della telenovela sulla piscina.

Per la quale, per altro, ad inizio settembre era stata annunciata una prossima conferenza stampa che avrebbe dovuto chiarire tutti gli aspetti rimasti in sospeso e che, invece, non si è mai tenuta (e naturalmente tutti i dubbi e tutte le incertezze sono rimasti tali). Chissà, magari se si fosse davvero svolta quella conferenza stampa avrebbe fugato via tutti i dubbi, tutti gli aspetti poco chiari del bando, del successivo progetto e della chiusura della piscina stessa. Invece nulla, solo qualche dichiarazione molto vaga, condita con i soliti slogan ad effetto che, però, non contribuiscono mai a fare chiarezza.

C’è un dato su tutti che dovrebbe far riflettere. Dall’inizio dell’emergenza terremoto (24 agosto) ad oggi sindaco e amministrazione comunale hanno effettuato ben 32 conferenze stampa, tutte, però, su argomenti secondari e legati esclusivamente a manifestazioni , spettacoli, eventi culturali ma nessuna sul teremoto, sulle sue conseguenze  o sulle altre criticità cittadine.

Il concetto è chiaro e facilmente comprensibile, per il primo cittadino la stampa, i giornalisti devono esclusivamente fare da cassa di risonanza alle iniziative dell’amministrazione comunale, devono semplicemente limitarsi a riportare (e possibilmente “glorificare”) tutto quanto fa la sua giunta, senza porre domande scomode, senza sollevare interrogativi, senza avanzare dubbi. In pratica senza fare quello che in realtà dovrebbe fare un giornalista. Questo modo di fare e di pensare il sindaco l’ha sempre avuto, da sempre lui e la sua amministrazione comunale si sono dimostrati allergici ad ogni genere di critica. Ma negli ultimi tempi, un po’ perché i problemi e le criticità cittadine si sono moltiplicati, un po’ perché una parte della stampa è diventata nei suoi confronti meno accondiscendente, un po’ sicuramente anche per lo stress che questa interminabile emergenza terremoto sta provocando, questa tendenza si è notevolmente accentuata.

Fino a sfociare nell’imbarazzante (e inaccettabile) violento attacco al Corriere Adriatico e ai suoi giornalisti per la vicenda delle Torri Merli (proprio con uno di quei video stile film horror) e nell’incomprensibile sfogo contro l’operatrice di Vera Tv, presente in Consiglio comunale esclusivamente per riprendere la seduta del Consiglio stesso. Sarebbe opportuno che il sindaco riflettesse su queste cose e che si rendesse conto di quanto sbagliato e controproducente (per la sua immagine ma anche per il Comune e per i cittadini) sia un simile atteggiamento.

Anche perché da sempre tutti sono concordi nel riconoscergli delle ottime qualità oratorie che sicuramente gli permetterebbero di affrontare in maniera tranquilla e positiva qualsiasi confronto non solo con la stampa ma anche con comitati e associazioni varie. Qualità che, per la verità, a vedere quei tristi e inquietanti “soliloqui” in video e a leggere quei post intrisi di slogan ad effetto, ma terribilmente vuoti di contenuti, sembrano che siano decisamente in ribasso…

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