C’era una volta… l’assicurazione contro il terremoto


Dopo il terremoto del 24 agosto il sindaco Castelli l’aveva presentata come una sua geniale intuizione ma, poi, in realtà si era scoperto che si trattava di una normalissima polizza “All risks” come quelle possedute da  tantissimi enti. Ed ora che è il momento di affrontare le spese per i danni subiti dal terremoto, di quella polizza non si hanno più notizie…

Che fine ha fatto la famosa assicurazione contro il terremoto, sbandierata con incredibile enfasi dal sindaco poco dopo il terremoto del 24 agosto e, poi, rivelatasi una normalissima “All risks” come quelle possedute da tantissimi enti? L’interrogativo sorge inevitabile nel momento in cui l’amministrazione comunale, il 15 novembre scorso, ha approvato la delibera n. 220 “Eventi sismici 2016 – Variazione al bilancio 2016-2018” con la quale ha stanziato 3 milioni di euro per gli interventi di riparazione e ripristino degli edifici pubblici e per le spese necessarie alla fase emergenziale in riferimento all’evento sismico del 24 agosto scorso.

Secondo uno dei tanti spot messi in campo dal primo cittadino, questi interventi sarebbero dovuti essere finanziati dalla famosa polizza di assicurazione che ha procurato al sindaco qualche giorno di grande notorietà a livello nazionale. Il tutto perché sembrava davvero che Castelli avesse  fatto “bingo”, con un’intuizione unica rappresentata da questa specialissima polizza assicurativa fatta appositamente per il terremoto. A raccontare quella che, poi, si è rivelata solo una “favoletta” ben diversa dalla cruda realtà, era stato allora lo stesso sindaco che, il 21 settembre scorso, aveva pubblicato un articolo sull’Hoffington Post, il quotidiano on line diretto da Lucia Annunziata, nel quale spiegava nel dettaglio i passaggi e i benefici di quella che sembrava una straordinaria intuizione.

Io ho assicurato gli edifici pubblici della mia città contro il rischio sismico – scriveva in quell’articolo il primo cittadino– quindi conto di non gravare sul bilancio pubblico per i numerosi interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza, necessari ad Ascoli Piceno dopo il terremoto di agosto. (…) Non mi piace fare la parte del primo della classe, ma devo dire che sono orgoglioso dell’intuizione che ebbi con la mia Giunta nel 2009. All’inizio del mio primo mandato di sindaco era da poco aperta la ferita del terremoto dell’Aquila. Danni ne aveva subiti anche Ascoli. Decidemmo di fare una gara pubblica per trovare una polizza che assicurasse tutti gli edifici comunali – municipio, scuole, le tre chiese di proprietà – contro eventuali danni da terremoto. Avrei preferito continuare a pagare il premio annuale, senza dover mai pensar di riscuotere.

Ma purtroppo il tempo è arrivato. E per fortuna i danni, non modesti, saranno ripagati. E non nei tempi lunghi promessi dalle procedure pubbliche. Il massimale era di cinque milioni, ma con un surplus possibile di altri tre: quindi stiamo verificando e documentando tutti i danni degli edifici di proprietà del Comune, per inviare in tempi rapidissimi le indicazioni di spesa. Gli otto milioni totali di cui potremo disporre credo che saranno più che sufficienti a riparare i danni materiali del sisma. Senza gravare sulla collettività nazionale. (…) Il caso della protezione dei beni pubblici da rischi sismici dovrebbe e potrebbe essere un nuovo importante capitolo di collaborazione attiva. Il caso della mia città è un esempio. Credo riproducibile altrove, se è vero che 24 milioni di italiani vivono in città esposte al rischio terremoto”.

Nei giorni successivi, però, pian piano è venuta fuori una realtà ben differente che ha dimostrato come quella raccontata dal sindaco all’Huffington Post è una storia che non esiste, almeno non in quei termini. Dalla visione degli atti di questi anni è , infatti, emerso come innanzitutto non esiste e non è mai esistita alcuna polizza specifica per il terremoto siglata dal Comune di Ascoli. Esiste, invece, da anni una normalissima polizza “All Risks” (il cui nome, “tutti i rischi”, evidenzia già che prende in considerazione ogni tipo di rischio) che hanno, con caratteristiche pressoché identiche, tantissimi enti locali.

Dopo il terremoto di agosto l’hanno tirata fuori, senza l’enfasi utilizzata da Castelli, anche la Provincia di Ascoli e il Comune di Folignano. Spulciando gli atti amministrativi del Comune di Ascoli dal 2009 in poi, inoltre, non vi è alcuna traccia, nessun atto ufficiale che conferma l’ipotetica gara pubblica voluta dal sindaco, dopo il terremoto a L’Aquila, “per trovare una polizza che assicurasse tutti gli edifici comunali – municipio, scuole, le tre chiese di proprietà – contro eventuali danni da terremoto”. Anzi nel 2009, prima di quel tragico evento, il portafoglio del Comune comprendeva 6 polizze assicurative, “All Risks” “Kasko”, “Infortuni” “Rct/O” (responsabilità civile verso terzi), “Rct/O farmacie comunali” e “Rc Patrimonio”. Ma, dopo il terremoto in Abruzzo, per l’anno successivo, l’amministrazione comunale si è semplicemente limitata ad indire una nuova gara per l’affidamento di quelle 6 stesse polizze.

Tanto che per  il 2010 il portafoglio assicurativo del Comune è rimasto praticamente immutato rispetto a quello dell’anno precedente (con un aumento della spesa), segno evidente che il terremoto a l’Aquila, almeno da questo punto di vista, non ha prodotto cambiamenti. Senza ripercorrere nel dettaglio l’iter degli anni successivi per quanto riguarda il portafoglio assicurativo del Comune, è sufficiente confermare che anche dopo il 2010 di polizze assicurative specifiche per il terremoto non c’è alcuna traccia.

E che la polizza attualmente in vigore e  tanto sbandierata dal sindaco è una normalissima polizza “All Risks, stipulata dal Comune con la BTA Insurance Company di Riga (Lettonia) il 31/12/2014  al prezzo di 111.150 (validità triennale), che ovviamente non riguarda nello specifico ma prende anche in considerazione gli eventuali danni da terremoto.

Tanto rumore per nulla, quindi, eppure dopo l’articolo pubblicato sull’Hoffington Post il sindaco si vantava di essere stato contattato da tanti amministratori locali ma anche da parlamentari che volevano copiare l’esempio virtuoso del capoluogo piceno. Naturalmente, però, anche loro alla fine si sono resi conto che non c’era nulla da copiare, visto che polizze simile a quella di Ascoli sono già in vigore un po’ ovunque. Dopo il brevissimo periodo di gloria, con il passare dei giorni di quella polizza e del suo eventuale utilizzo non si è saputo più nulla.

Le ultime notizie in proposito risalgono sempre a quei giorni quando, grazie alla determina n. 1289, si è appreso che la compagnia di assicurazione aveva nominato un proprio perito per venire ad Ascoli ad effettuare una stima dei danni. Da parte sua il Comune, non avendo al suo interno “figure professionali idonee allo svolgimento delle prestazioni richieste”, aveva deciso di affidarsi all’ AON Hewitt Risk & Consulting S.r.l. di Milano nella verifica dei danni insieme al perito dell’assicurazione. Eravamo a metà settembre, da allora non si è saputo più nulla, neppure se le verifiche sono state concretamente effettuate e, nel caso, i risultati che hanno prodotto.

Sulla vicenda dell’assicurazione per il terremoto è calato un incomprensibile silenzio, come se quella polizza non esistesse più. Tanto che, nella delibera in cui si stanziano i fondi per intervenire sui danni provocati dal sisma del 24 agosto (che in teoria dovevano essere coperti proprio dalla polizza assicurativa), non c’è alcuna traccia dell’assicurazione stessa. Si fa, invece, riferimento ai decreti e alle delibere del Presidente del Consiglio dei Ministri, alle ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile, ai decreti legge del 17 ottobre e dell’11 novembre relativi agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 24 agosto e, successivamente, di ottobre, ma della famosa polizza di assicurazione che avrebbe pagato i danni subiti dal capoluogo piceno non c’è alcuna traccia.

In altre parole i 3 milioni di euro che al momento servono per gli interventi necessari dopo il terremoto del 24 agosto li anticipa il Comune di Ascoli che, poi, verrà rimborsato dai fondi statali. Secondo quanto è riportato nel documento istruttorio allegato alla delibera, “tenuto conto delle schede trasmesse dal Comune alla Regione al Di.Coma.C (Direzione di comando e controllo)” gli interventi effettuati ad oggi ammontano a 857.533,72 euro. L’amministrazione comunale, però, “sulla base degli interventi di protezione civile attivati nei primi giorni e per le settimane successive”, ha stimato un impegno di spesa di 3 milioni di euro, di cui “2.700.000 per la riparazione ed il ripristino degli edifici pubblici e 300.000 per le spese correnti necessarie alla fase emergenziale”.

All’epoca il sindaco ci aveva spiegato come l’assicurazione avrebbe rimborsato danni fino ad un massimo di 5 milioni di euro. In questo caso, quindi,  non ci sarebbe stato bisogno di ricorrere ai fondi statali se quella polizza fosse stata davvero una straordinaria intuizione…

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