Gestione dei musei, la storia infinita…


Dopo una serie infinita di affidamenti provvisori (per oltre 5 anni), ad aprile 2016 è stata indetta la gara per la gestione triennale dei musei. A 6 mesi dalla scadenza del bando, però, non si è ancora arrivati all’affidamento dell’appalto. E , secondo il Comune, dal 23 maggio ad oggi la Commissione valutatrice sta ancora esaminando le proposte

Abbiamo più volte evidenziato come una delle principali carenze di questa amministrazione comunale sia l’assoluta incapacità di programmare. L’interminabile vicenda dello stadio, i continui rinvii sul teatro Filarmonici, la sconcertante vicenda della piscina comunale (sulla quale torneremo molto presto), l’ultima imbarazzante vicenda legata alla mancata riapertura del ponte di San Filippo, per non parlare dei piani annuali per le opere pubbliche puntualmente disattesi, ne sono la più emblematica dimostrazione. Ma se c’è una vicenda che fotografa al meglio questa incredibile incapacità di programmare è sicuramente quella legata alla gestione dei musei cittadini.

A portarla a galla, prima che gli eventi legati al terremoto spostassero l’attenzione sull’emergenza conseguente il sisma stesso, era stato il consigliere comunale Francesco Ameli con un comunicato nel quale denunciava il preoccupante silenzio calato sulla gestione dei musei “circa l’affidamento che nel mese di luglio sembrava dover essere imminente”. “Un appalto, quello dei musei, da ben 625 000 euro per i tre anni più un eventuale quarto – denunciava Ameli –  un bando strategico per una città come quella di Ascoli Piceno che deve necessariamente trarre dai musei un volano per poter portare ad Ascoli il vero turismo museale viste anche le tante iniziative che vengono poste in essere. Infatti non assegnando la gestione museale, si perde tempo nella programmazione di una politica culturale degna del nome di Ascoli Piceno. Un fatto imbarazzante per una città capoluogo, soprattutto se si intende recuperare il gap che ci divide da Urbino, Pesaro e Macerata in termini di presenze turistiche e ingressi ai musei”.

Siamo alle solite, inutile parlare di turismo, inutile avere un simile patrimonio culturale se poi non si ha la capacità di gestirlo nel giusto modo. Non sono certo tante le città che possono vantare una simile rete museale come quella del capoluogo piceno, costituita dalla Pinacoteca comunale, dalla Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, dal Museo dell’Arte Ceramica e dal Forte Malatesta che, dalla data della sua inaugurazione è stato ricompreso a pieno titolo nella rete civica museale. Un patrimonio che andrebbe valorizzato e che, con un’adeguata programmazione, potrebbe davvero dare un grande impulso al turismo culturale nella nostra città. Però diventa tutto inevitabilmente più difficile se da anni non si riesce neppure ad arrivare a definire almeno la gestione dei musei cittadini. Un passo che l’amministrazione comunale annuncia da tempo di essere sul punto di fare ma che, invece, continua ogni volta a subire ritardi e rinvii.

Sulla gestione dei musei è calato un preoccupante silenzio circa l’affidamento che nel mese di luglio sembrava dover esser imminente – afferma Ameli – ad oggi invece risulta essere presente sul sito comunale solo una determina riguardante l’affidamento per il mese di agosto (det 1114) pubblicata alla metà del corrente mese di ottobre.  Sono sicuramente coincidenze, ma tutto ciò mette qualche perplessità sulla gestione di un procedimento importantissimo come quello dell’affidamento della gestione dei musei della città di Ascoli Piceno. Sebbene vi siano i soliti comunicati fuorvianti , vi è  incertezza e la stessa si manifesta con continue proroghe (ad oggi ne risulta pubblicata solo una, quella soprarichiamata, nonostante  siamo già a novembre)”.

Quello che è davvero imbarazzante e sconcertante al tempo stesso  è che questa attesa si trascina da ben 6 anni, cioè da quando è scaduta la precedente gestione. Era il 1 gennaio del 2008 quando, in seguito ad una gara pubblica, la gestione della rete museale, veniva affidata ad una RTI costituita tra le ditte “Piceno con noi”, “Coop Pulchra” e “Coop Integra”, quest’ultima ditta mandataria. Il bando, con validità per 3  anni, scadeva a fine 2010 e, proprio in prossimità della sua scadenza, il 26 ottobre 2010, con delibera di giunta comunale n. 215 l’amministrazione decideva di prorogarlo per un ulteriore anno. La prima di una serie interminabile di proroghe, inizialmente annuali poi addirittura di mese in mese.

Poi, finalmente, 5 anni dopo la scadenza, nella delibera n. 249 del 27 ottobre 2015, con la quale si prorogava la gestione fino al 31 gennaio 2016, finalmente viene dato mandato al dirigente del Servizio Cultura e Risorse Umane di predisporre “la documentazione necessaria per l’indizione di una procedura ad evidenza pubblica” per l’affidamento del servizio per un periodo di 6 mesi con opzione di rinnovo per ulteriori 6 mesi.

Due mesi dopo, però, ecco spuntare i primi problemi e i primi misteri. Infatti nella determina n. 84 del 21 gennaio 2016 si afferma che “l’individuazione della formula più idonea alla gestione del servizio incontra ostacoli di natura amministrativa stante la complessità dei servizi riconducibili all’appalto , sia per il numero delle sedi sia per il fatto che le stesse sedi si prestano ad un uso promiscuo visto che oltre a contenitori di opere ospitano eventi e manifestazioni patrocinate dall’Amministrazione o organizzate da privati” e si fa presente che “la bozza di disciplinare predisposta dall’Ufficio Gare e Contratti sulla base di questa tipologia di affidamento, è stata ritenuta superata per via del nuovo indirizzo gestionale da dare ai musei”.

Nonostante questi problemi,  la soluzione per l’affidamento ufficiale della gestione sembra ormai essere alle porte, visto che viene si prorogata la gestione temporanea per un ulteriore mese ma affermando che sono “ormai di imminente pubblicazione gli atti per l’affidamento del servizio di gestione dei musei mediante indizione di gara ad evidenza pubblica”.  Ottimismo che, però, viene smorzato nel documento istruttorio allegato alla determina dal quale si evince che in realtà la situazione sembra decisamente più complessa.

Il prolungamento dell’iter sta richiedendo più tempo di quello previsto – si legge – perché si sta riflettendo oltre che sull’elaborazione di quadro economico – finanziario di spesa che non prescinda dall’applicazione dei principi dettati dalla spending review, anche sulla riorganizzazione della macro struttura dell’Ente che potrebbe far propendere per l’utilizzo di personale interno”. Un mese dopo, però, un’ulteriore novità comporta, almeno secondo l’amministrazione comunale, un nuovo slittamento dei tempi per il bando ( e l’ennesima proroga per la gestione provvisoria… che si trascina da fine 2010).

Atteso che, nel frattempo, sulla base dei dati raccolti e della valutazione dei parametri presi in esame – si legge nella determina n. 252 del 25 febbraio 2016 – si è deciso di rinunciare alla formula della concessione per la complessità della stessa, di rinunciare ad appalto ponte di 6 mesi + 6 mesi  e di puntare invece sulla tipologia dell’appalto a corpo per un  periodo triennale più eventuale rinnovo di ulteriori 12 mesi, la propensione verso questa nuova e definitiva scelta gestionale ha richiesto un ulteriore periodo per caratterizzare la nuova tipologia di affidamento e definire i criteri per l’individuazione del nuovo gestore del servizio”. Ad aumentare la confusione ci pensa, poi, il documento istruttorio allegato alla determina nel quale, tra le altre cose, si afferma che “sulla base anche delle indicazioni dell’Organo politico (giunta comunale), come da deliberazione n. 24/2015, si è optato per un affidamento triennale, più eventuale ulteriore estendimento per 12 mesi,  da assegnarsi mediante gara ad evidenza pubblicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

Al di là del fatto che la delibera n. 24 del 2015 non c’entra nulla con i musei (si occupa del servizio pubblico di gestione del gas…), quanto riportato nel documento istruttorio in realtà sembra in palese contrasto con gli atti precedenti, visto che nelle determine e nelle delibere precedenti (come nella delibera n. 249 del 27 ottobre 2015 nella quale per la prima volta si parla di indire una procedura ad evidenza pubblica) si parla sempre della formula 6 mesi + 6 mesi e mai di affidamento triennale. Uno dei tanti misteri e delle tante contraddizioni presenti in questa come in altre vicende dell’amministrazione comunale.

In ogni caso si arriva poi al 7 aprile 2016 quando, con determina n. 421, viene finalmente indetta una gara mediante procedura aperta per la gestione e la valorizzazione dei musei della rete civica del Comune di Ascoli per la durata di anni 3 (con possibile estendimento, alla scadenza del contratto, per ulteriori 12 mesi). L’importo a base di gara è di 577 mila euro, iva ed oneri per i rischi esclusi, e il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 12:30 del 23 maggio 2016. Ovviamente, neanche a dirlo, nel frattempo si prevede anche all’ennesima proroga della gestione provvisoria. La sensazione, però, è di essere ormai in dirittura d’arrivo, almeno tutto lascia credere che sia così.

Passata la scadenza per la presentazione delle offerte, però, per un lungo periodo sulla vicenda scende il più totale silenzio, rotto solamente il 30 giugno 2016 (oltre un mese dopo la scadenza) con la determina n. 944 con la quale si ricorre ancora una volta all’affidamento provvisorio fino al 31 luglio “in quanto è in corso, da parte della Commissione valutatrice appositamente nominata, la valutazione delle offerte pervenute in merito alla prossima gestione triennale”.

Un iter interminabile a quanto pare visto che il copione si ripete un mese dopo, il 28 luglio 2016, con la determina 1114 nella quale si propone l’ennesimo provvisorio affidamento (sai che novità…) fino al 31 agosto perché la Commissione è ancora impegnata nell’esame delle proposte fatte pervenire dalle ditte concorrenti, probabilmente un centinaio visto l’incredibile allungamento dei tempi. Quella di fine luglio (pubblicata sull’albo pretorio on line ad ottobre) resta l’ultimo atto ufficiale del Comune su questa incredibile e imbarazzante vicenda.

Da allora sulla gestione delle rete museale è calato un assordante silenzio, si può solo presumere (in mancanza di altri atti ufficiali) che siamo ancora all’affidamento provvisorio (ancora un mese e mezzo e potremo festeggiare il 6 compleanno dell’affidamento provvisorio…) , mentre non sappiamo se la Commissione valutatrice sta ancora esaminando le proposte pervenute (il che, in tal caso, vorrebbe dire che le proposte arrivano quasi a mille…). Ironia a parte una situazione davvero inaccettabile che non può certo continuare a trascinarsi così ancora a lungo. “

È a dir poco  assurdo che a distanza di 6mesi non vi sia ancora alcuna notizia circa una procedura che in qualsiasi altra città avrebbe impegnato qualche giorno o al massimo settimana per la conclusione – conclude Ameli – il Comune sembra voler costringere le maestranze all’incertezza del loro futuro. Operatori in gran parte giovani ascolani (e molto preparati) che devono essere tutelati con i fatti e non con i silenzi. Da sempre proponiamo un modello di tutela vero dei lavoratori che operano all’interno delle strutture comunali, come da sempre chiediamo vera trasparenza su quanto accade all’interno della macchina comunale. Purtroppo quanto sta avvenendo non è cosa usuale, e in qualsiasi altra città sarebbe scoppiato un caso”.

E’ vero, in qualsiasi altra città da tempo sarebbe scoppiato un caso. Ma ad Ascoli no, semplicemente perché ormai siamo abituati (forse sarebbe più giusto dire assuefatti) a questi infiniti rinvii e slittamenti…

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