Telenovela stadio, non ci resta che piangere…


Mentre il sindaco giustifica l’ulteriore rinvio della fine dei lavori per la tribuna est prima con un imprevisto terzo stralcio dei lavori poi con il terremoto, le nuove scosse provocano la chiusura anche della curva sud. E mentre Comune, società e tifosi sono “ai ferri corti”, il futuro del Del Duca è sempre più grigio

Nei sogni dei tifosi bianconeri Ascoli – Pro Vercelli del 21 gennaio 2017, prima giornata del girone di ritorno, si sarebbe dovuta disputare in uno stadio Del Duca finalmente con la tanto attesa nuova tribuna est. La cruda realtà, invece, ci dice che sarebbe già un successo se quella partita si giocasse al Del Duca, ancora con i cantieri per gli interminabili lavori per la nuova tribuna est e con la curva sud chiusa. Se già la telenovela stadio, che ormai si trascina da anni tra progetti e promesse di intervento, rinvii, nuovi progetti, nuovi rinvii, imprevisti a non finire e ripetuti slittamenti della fine dei lavori, stava assumendo sempre più le sembianze di una farsa, ora ci si è messo anche il terremoto a complicare ulteriormente le cose.

Dopo quello del 24 agosto fu rinviata Ascoli-Cesena in programma il 4 settembre scorso e valevole per la seconda giornata di campionato. La violenta scossa della notte del 24 agosto provocò qualche problema alla curva sud, al punto che poi si decise di chiudere il parterre della curva stessa. Riaperto qualche settimana fa, dopo le scosse di fine ottobre è stato nuovamente chiuso, come i parterre dei vicini distinti e della tribuna. Poi un paio di giorni fa è arrivata la decisione (per nulla a sorpresa) della chiusura della curva sud. “Ulteriori detriti sono caduti a terra dopo la scossa di domenica – ha spiegato il sindaco Castelli – inoltre sono stati notati alcuni disallineamenti rispetto agli elementi strutturali della curva che dovranno essere indagati in maniera approfondita“.

Ed anche un inguaribile ottimista come il primo cittadino ascolano, abituato a ripetere come un mantra che “va tutto bene, non ci sono problemi”, questa volta ha dovuto ammettere che la situazione è complessa, al punto che, pur mancando ancora 15 giorni alla prossima partita casalinga dei bianconeri contro il Perugia, è il caso di prendere in considerazione un piano B, con l’eventuale trasferimento dei tifosi bianconeri in curva nord (ma poi bisognerebbe trovare un settore dove poter mettere i tifosi ospiti). Per la verità al momento non è neppure certo che la partita si possa disputare al Del Duca, visto che nei prossimi giorni sono in programma delle nuove prove di carico per stabile se lo stadio ascolano possa avere la nuova agibilità.

Al di là di quanto accadrà i prossimi giorni e di dove giocherà le prossime partite casalinghe l’Ascoli, è sin troppo evidente che quanto sta accadendo intorno allo stadio Del Duca è a dir poco sconcertante. D’altra parte che la curva sud fosse in condizioni non ottimale non è certo una novità, non a caso fino al 2015 l’intervento programmato dall’amministrazione comunale riguardava proprio quel settore. Che era stato inserito già nel piano delle opere pubbliche del 2013, subendo però il destino che spetta alla maggior parte delle opere pubbliche comunali: una serie interminabile di rinvii. Così l’intervento per la ristrutturazione della curva sud era stato riproposto nel piano opere pubbliche 2014, poi in quello del 2015. Ma ad inizio 2015 una serie di analisi strutturali approfondite sullo stadio (chissà perché non sono state fatte prima…) evidenziavano che il settore più a rischio era la tribuna est. Inevitabilmente cambiava la priorità del Comune,  veniva accantonato il recupero strutturale della curva sud per concentrarsi sulla tribuna est, con un intervento che prevedeva l’abbattimento e la successiva ricostruzione della struttura.

Naturalmente, però, il fatto che l’emergenza (e quindi la priorità) fosse diventata la tribuna est non significava che, automaticamente, i problemi della curva sud fossero risolti. Non solo, anche gli altri settori dello stadio (curva nord esclusa) non se la passano certo meglio. Allora qui torna il solito discorso sull’incapacità di questa amministrazione comunale di programmare seriamente invece di andare avanti senza criterio, per tentativi. Vista la complessità della situazione e ben consci, già allora, che la nuova tribuna est non sarebbe stata sufficiente a risolvere i problemi dello stadio, sarebbe stato opportuno e molto più serio mettersi allora a tavolino con l’Ascoli Picchio e programmare insieme una strategia, una serie di interventi per sistemare in maniera complessiva lo stadio (o anche pensare ad un’eventuale nuova struttura in altra sede più adeguata rispetto a quella attuale). Invece si è seguita la strada dell’improvvisazione, con il risultato che ora è sotto gli occhi di tutti.

Una situazione imbarazzante aggravata dai continui ritardi sulla conclusione dei lavori per la nuova tribuna est e sulle mille giustificazioni addotte dal sindaco per spiegare l’ingiustificabile. Di rinvio in rinvio l’Ascoli ha iniziato il campionato con la certezza (assicurata dal sindaco) che la nuova tribuna est sarebbe stata pronta entro fino anno per essere a disposizione per l’inizio del girone di ritorno. Di settimana in settimana, visto lo stato dei cantieri, il sospetto che quella data non sarebbe stata rispettata è via via cresciuto. A trasformarlo in certezza ci ha pensato il sindaco stesso quando, nel comunicato stampa in merito all’infrastrutturazione sportiva 2016/2017, ha dichiarato.

Torniamo a dichiararci disponibili a metterci a tavolino con l’Ascoli Picchio per studiare le nuove forme della convenzione che potrà consentire al club bianconero di utilizzare l’impianto dal 1 luglio con la nuova tribuna est”. E per spiegare l’ulteriore rinvio ecco spuntare un inatteso e imprevisto terzo stralcio di intervento, mai menzionato prima in nessuna delle fasi di elaborazione del progetto. “L’amministrazione comunale – si legge ancora nel comunicato stampa –  ha previsto l’accensione di un mutuo da 750 mila euro, facendo leva sui fondi del credito sportivo a tasso zero, per il definitivo completamento della tribuna est dello stadio “Del Duca”. Il progetto per il riammodernamento dello stadio “Del Duca” di Ascoli Piceno si componeva di tre stralci: il primo quello relativo alla demolizione della tribuna est , il secondo (attualmente in corso) attinente alla realizzazione del corpo della tribuna est e, infine, il terzo per il completamento e la piena agibilità. E’ stata previsto l’accensione di un mutuo da 750mila euro, facendo leva sui fondi del credito sportivo a tasso zero, per sostenere il terzo stralcio”.

A rendere il tutto più paradossale il fatto che quei 750 mila euro(che si aggiungono ai 2,5 milioni di euro già stanziati) sono stati presi dal progetto per la realizzazione di 27 case di edilizia residenza pubblica a Monticelli che viene rinviato (ben che vada) al 2017, segno evidente che il problema casa per il Comune è secondario rispetto allo stadio. L’ennesimo rinvio, però, ha finito per spazientire gli ultras che, pochi giorni dopo, con un duro comunicato hanno preso posizione sulla vicenda, lanciando una sorta di ultimatum al Comune: la tribuna est deve essere pronta per l’inizio del girone di ritorno. Poi sono arrivate le scosse di fine ottobre e il primo cittadino ha preso subito la palla al balzo per arricchire il suo carnet con una nuova giustificazione.

Ricordo a tutti che i patti siglati con l’Ascoli Picchio – ha affermato Castelli – prevedevano la riqualificazione della Tribuna Est facendo leva su risorse comunali. Lo stiamo facendo e cercheremo di completarla il più presto possibile, anche se purtroppo ci sono stati dei rallentamenti a causa del terremoto”. Questo significa che senza terremoto la nuova tribuna est sarebbe stata pronta per fine anno? Neanche per idea, visto che il “misterioso” terzo stralcio, con il conseguente slittamento dei tempi, è spuntato ad inizio ottobre, prima delle ultime scosse. Che, però, hanno aggiunto nuovi problemi e aperto un ulteriore capitolo della telenovela stadio, con la vicenda che riguarda la curva sud.

Chiediamo nuovamente all’Ascoli Picchio – ha affermato il sindaco dopo la notizia della chiusura della curva – di onorare l’impegno preso di iniziare a studiare come strutturare la nuova Curva Sud. Vogliamo, soprattutto in questi momenti di difficoltà, avviare dei discorsi di prospettiva, riorganizzando la città con il preciso intento di superare tutte le criticità derivate dal sisma“.

Il presidente Bellini, ha subito gelato il primo cittadino sostenendo che al momento non è questa la priorità Da parte loro gli ultras sono preoccupati e chiedono al più presto un confronto con Comune e società. Difficile prevedere come finirà, quel che è certo che i tanti, troppi errori commessi fino ad ora e l’imbarazzante mancanza di programmazione rischiano di determinare una situazione paradossale.

Quando sarà pronta la tribuna est (forse a luglio 2017…) avremo uno stadio quasi cadente con una splendida e nuovissima tribuna est, costata quasi 3 milioni e mezzo (con parte di quei fondi tolti alla realizzazione di 27 appartamenti di edilizia popolare a Monticelli). Superfluo aggiungere altro…

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