Progetto sbagliato, aumenta il costo dei lavori per il lato ovest della scuola Luciani


Secondo la determina 1846 del 26 giugno 2019 “cause impreviste ed imprevedibili” hanno provocato un aumento di spesa di quasi 250 mila euro, poco meno del 40% dell’importo dell’appalto. Ma ad un’attenta analisi quelle cause non appaiono poi così “imprevedibili”…

Come già anticipato qualche giorno fa, parlando della vicenda dello Squarcia, inesorabilmente, passata la “sbornia” da propaganda elettorale, uno alla volta stanno venendo al pettine tutti i nodi irrisolti lasciati dalla giunta Castelli al nuovo sindaco Fioravanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello relativo alla scuola media Luciani, un’imbarazzante telenovela che si trascina da anni e che, per superficialità e pressapochismo, rischia di far impallidire anche quello che è l’emblema dell’incapacità dell’amministrazione comunale, la nuova tribuna est.

Come era già accaduto per i lavori del primo stralcio (quelli relativi al lato est), anche per quelli del lato ovest a pochi giorni dal termine (stabilito dalla determina con la quale veniva aggiudicato l’appalto, la n. 3396 del 27 novembre 2018) fissato per la conclusione dei lavori, ecco l’ennesima sconcertante sorpresa. Lunedì 15 luglio sull’albo pretorio on line è stata, infatti, pubblicata la determina n. 1849 del 26 giugno con la quale è stata approvata la prima perizia di variante che ha fatto emergere la necessità di effettuare degli interventi aggiuntivi e non previsti nel progetto originario.

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Ciò significa innanzitutto una proroga di 70 giorni rispetto al termine per l’ultimazione dei lavori (fissato per l’8 agosto 2019) e, soprattutto, che lievita clamorosamente il costo dell’intervento di quasi 250 mila euro (237.123,60 euro per l’esattezza). Una cifra in assoluto considerevole che diventa a dir poco imbarazzante se si pensa che l’importo complessivo dei lavori per il lato ovest della scuola Luciani, prima di questa perizia di variante, ammontava a 581 mila euro.

Praticamente siamo ad una maggiorazione di quasi il 40% (per l’esattezza il 37,07%). Che, in altre parole, significa che è stato completamente stravolto il progetto iniziale, evidentemente e chiaramente risultato assolutamente inadeguato. Particolare non secondario e assolutamente da tenere in considerazione, l’affidamento dei lavori di “adeguamento sismico della scuola media Luciani – corpo Ovest”  è avvenuto mediante procedura negoziata, con criterio di aggiudicazione sulla base del minor prezzo “mediante ribasso sull’importo a base di gara soggetto a ribasso” (748.840 euro). La ditta che si è aggiudicata l’appalto, la Mec 2000 srl di Airola (Benevento), lo ha fatto grazie ad un ribasso consistente del 26,519%.

In pratica il Comune ha scelto l’azienda campana che, tra coloro che hanno risposto al bando, ha fatto il prezzo più basso, circa 550 mila euro al netto degli oneri per la sicurezza e dell’iva al 10% (con i quali l’importo dell’appalto sale a  639.556,63 euro). Ora, dopo la perizia di variante, l’importo complessivo dei lavori sale addirittura a 790 mila euro, ben superiore all’importo base della gara di appalto (e se si considerano gli oneri per la sicurezza e l’iva siamo ben oltre gli 850 mila euro). Superfluo sottolineare che tutte le ditte che hanno partecipato al bando e sono rimaste escluse per aver presentato un ribasso minore possono legittimamente sentirsi beffate.

Se non conoscessimo la proverbiale ed atavica incapacità dell’amministrazione comunale di programmare seriamente ed in maniera impeccabile qualsiasi tipo di intervento, verrebbe quasi da pensare male… Anche perché, come sottolineato, con il primo stralcio dei lavori della scuola media Luciani (corpo est) era accaduta esattamente la stessa cosa. Anzi, qualcosa di peggio.

Perché, secondo quanto stabilito da tutti gli atti comunali relativi all’affidamento dell’appalto, i lavori sarebbero dovuti terminare in 6 mesi, quindi entro il 12 dicembre 2017 (visto che erano iniziati il 12 giugno 2017). Invece, esattamente un anno dopo la consegna dell’appalto, cioè quando in teoria già i lavori dovevano essere terminati da 6 mesi, era arrivata la determina n. 1672 dell’11 giugno 2018 che spiegava che si rendevano necessari degli interventi aggiuntivi rispetto al progetto originario, con il conseguente aumento del costo dell’intervento stesso di oltre 200 mila euro (da 542.682,13 a 765.276,76 euro).

Un intervento aggiuntivo che aveva provocato non poche polemiche perché determinato dalla scoperta che l’ultimo piano dell’edificio era fortemente a rischio, con ampie zone ammalorate che avrebbero potuto cedere in caso di terremoto. Un problema emerso nel corso dello svolgimento dei lavori che, in realtà, poteva tranquillamente essere conosciuto prima di iniziare l’intervento se solo il sindaco Castelli e l’assessore Brugni avessero fatto ripetere la verifica di vulnerabilità sismica su quell’edificio, come richiesto più volte dal Comitato Scuole Sicure, dal consigliere comunale Ameli e dai nostri articoli, visto che il progetto andato in appalto si basava su una verifica effettuata prima del terremoto del 2016, quindi assolutamente superata e inutile.

Un clamoroso autogol di sindaco e assessore, costato 223 mila euro e un ulteriore slittamento nella conclusione di lavori, già fortemente in ritardo. Per quanto riguarda i lavori aggiuntivi per il secondo stralcio, nella determina n. 1849 del 26 giugno si parla di “cause impreviste ed imprevedibili”.

Che, però, in realtà così imprevedibili non sembrano, visto che si tratta di “tubazioni dell’impianto di riscaldamento che intralciavano l’esecuzione delle fasciature dei pilastri” (si è deciso di sostituire le tubazioni), di “quadri elettrici ubicati nelle zone di intervento”, della “sostituzione di tutti gli infissi come già eseguito nell’ala est” e della “fornitura e posa in opera di nuove tende a lamelle metalliche per esterno in sostituzione delle tende veneziane”. Ma davvero è così “imprevedibile” che nelle zone di intervento siano presenti “tubazioni” e quadri elettrici”? O che, in un intervento complessivo di riqualificazione, si debbano sostituire gli infissi (cosa per altro già avvenuta nell’intervento per il corpo est)?

Fino a prova contraria è giusto credere alla buona fede dell’amministrazione comunale, però è evidente che siamo di fronte ad un “pasticcio” a dir poco imbarazzante, anche un bambino è in grado di comprendere che sarebbe bastata un pizzico di attenzione in più per evitare questo intervento aggiuntivo e questo pesante aggravio di spesa. E, oltretutto, questo ennesimo ritardo, visto che ora ben che vada (ammesso che venga rispettata la scadenza imposta dal Comune) i lavori termineranno la seconda metà di settembre (cioè con l’anno scolastico già iniziato).

Solo per la cronaca è giusto ricordare che stiamo parlando di un progetto che si trascina dal 2015, con il sindaco Castelli che aveva assicurato che la nuova scuola Luciani (lato est e lato ovest) sarebbe stata pronta entro giugno 2018. Siamo ampiamente abituati ai ritardi (e non di qualche mese…) dell’amministrazione comunale. Questa volta, però, c’è un’aggravante non di poco conto.

Considerando l’importo a cui sono stati affidati i due appalti (quello per il lato est e quello per il lato ovest), complessivamente (senza contare oneri di sicurezza e iva) i lavori per la scuola Luciani dovevano costare poco meno di 1,1 milioni di euro. Alla fine, invece, con gli interventi aggiuntivi costeranno quasi 1,6 milioni di euro. Mezzo milione di euro in più, frutto solo dell’incapacità dell’amministrazione comunale.

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