Autogol, esposti e scambi di accuse: si infiamma la campagna elettorale a Folignano


Mentre “Folignano Bene Comune” segnala al Prefetto “l’uso distorto ripetuto nel tempo del nostro simbolo da parte del M5S”, il candidato sindaco di “Uniti per Folignano” ironizza su un improbabile accordo tra le due parti, rischiando però un clamoroso autogol

Esposto in Prefettura, duri scambi d’accusa, “botta e risposta” al vetriolo sui social. A 20 giorni dall’appuntamento elettorale per la scelta del nuovo sindaco e della nuova amministrazione si accende la campagna elettorale a Folignano, un po’ anche a causa nostra. Perché la polemica esplosa nelle ore passate soprattutto sui social è scaturita dalla lettura (per la verità un po’ approssimativa) che il candidato sindaco Pietro Principi (“Uniti di Folignano”) ha fatto delle nostre interviste con il sindaco uscente Angelo Flaiani e con chi in questi 5 anni ha fatto (se bene o male saranno i cittadini a giudicarlo) opposizione, Diego Di Ovidio del Movimento 5 Stelle.

La vicenda che ha spinto la lista “Folignano Bene Comune” (candidato sindaco Matteo Terrani) è, invece, solo l’ennesimo atto della dura contrapposizione con il Movimento 5 Stelle e con il candidato sindaco Diego Di Ovidio. Sono stati gli stessi esponenti di “Folignano Bene Comune” ad annunciare la volontà di rivolgersi al prefetto.

Domani mattina – si legge in un post pubblicato lunedì 6 maggio – segnaleremo l’uso distorto, ripetuto e continuato nel tempo, del nostro simbolo elettorale da parte del Movimento 5 Stelle di Folignano. Il simbolo della lista, modificato con l’aggiunta del simbolo del Pd, viene esposto ripetutamente nella pagina ufficiale del movimento di Folignano e nella pagina del suo candidato sindaco creando informa  zione distorta, come nel loro stile, nel tentativo maldestro di influenzare negativamente l’elettorale folignanese”.

In effetti nel simbolo della lista di appoggio a Matteo Terrani non c’è alcun riferimento, nè tanto meno il simbolo, ad alcun partito. “Il nostro simbolo non può essere modificato ed esposto sui social senza il permesso di chi ne detiene l’uso – prosegue la nota di “Folignano Bene Comune” – in special modo durante la campagna elettorale. E’ una mancanza di rispetto senza precedenti che qualifica la morale e l’educazione civica di chi adotta tali comportamenti. Folignano Bene Comune è una lista civica che ha al suo interno una parte di componenti riconducibili ai partiti politici come Pd e Udc e un’altra, maggioritaria, che è indipendente e di diverse estrazioni politiche (sia di sinistra che di destra).

La diversa provenienza politica dei componenti è l’elemento su cui si è sempre caratterizzata la nostra compagine amministrativa, dove a nessuno viene chiesto di rinnegare il proprio credo politico ma dove l’interesse del territorio è messo davanti a quello dei partiti. Per queste ragioni già nel 2014 adottammo la scelta di non inserire nessun simbolo di partito, scelta che continuerà a contraddistinguere Folignano Bene Comune in futura, a differenza di chi utilizza i partiti solo quando fa comodo”.

Modificare il simbolo di una lista civica per disorientare l’elettore è un atto gravissimo – aggiunge il sindaco Flaiani – farlo a poche settimane dal voto, in maniera continuativa, sui profili social di persone e partiti che sono nella stessa competizione è inaccettabile. Non può essere il Movimento 5 Stelle a decidere cosa inserire nel simbolo della lista Folignano Bene Comune. Non possono alterare il simbolo creando confusione nell’elettore. Sinceramente, a memoria personale, non ricordo un comportamento simile in una elezione comunale a Folignano”.

Da parte dei diretti interessati (Di Ovidio e il M5S) non è arrivata alcuna replica. Al di là di quello che potrà scaturire dalla segnalazione al Prefetto, sicuramente un comportamento e una polemica di cui non se ne sentiva il bisogno. Probabilmente siamo ingenui e magari legati ancora ad una visione utopistica dell’agone politico, ma restiamo convinti che ci spossa confrontare e anche scontrare sulla base dei programmi e dei fatti concreti, senza dover ricorrere a certi “giochetti”.

Divisi e “in guerra” per la vicenda del simbolo, le due parti si sono inaspettatamente ritrovate unite e accumunate nell’attacco che ha portato loro il candidato sindaco di “Uniti per Folignano”, Pietro Principi. Che, commentando le interviste che abbiamo realizzato con Flaiani e Di Ovidio, è intervenuto a gamba tesa e in maniera improvvida, ventilando un improbabile paradossale accordo tra i due, rischiando il clamoroso autogol e dando ancor più la sensazione di essersi trovato paracadutato in questa competizione elettorale quasi per caso, senza avere piena conoscenza delle dinamiche e della storia recente dell’amministrazione comunale di Folignano (perché in caso contrario avrebbe trovato ben altro argomento rispetto al bilancio e ai conti in ordine per sferrare il suo attacco).

Rileggendo recenti interviste rilasciate da Flaiani e da Di Ovidio – ha scritto sui social Principi – emerge una inconsueta sinergia sull’argomento “conti in ordine del comune di Folignano.” Il primo se ne vanta, il secondo gliene rende merito. Ma sono d’accordo? Chissà. Di certo ad entrambi sfugge che il comune di Folignano era nel 2016 sull’orlo del dissesto finanziario poi sono intervenuti i finanziamenti del terremoto; i mutui per un ammontare di 800 mila euro non sono stati pagati usufruendo del cratere, è stata edificata a Folignano una scuola elementare per 2800 mila euro con mutuo di 40 anni, messa in un posto infelice e semivuota, senza palestra e mensa.Meditate gente!”.

Al di là del riferimento alla scuola di Folignano, che ha provocato anche la reazione stizzita di qualcuno (“il posto infelice e semivuoto lo tenga per lei e prima di parlare si accerti di quello che dice” ha subito risposto qualcuno sotto quel post), probabilmente Principi ignora o non ricorda come è nato e chi ha provocato il deficit in Comune e, soprattutto, fa una discreta confusione in merito ai fondi del terremoto. Sin troppo facile, quindi, per Di Ovidio replicare con cognizione di causa.

Questo è quello che succede quando ci si vuole improvvisare amministratori di un Comune senza avere la minima cognizione della situazione al di fuori di casa tua – scrive il candidato sindaco del M5S – in primis io non rendo merito di nulla a nessuno: in un’intervista ho semplicemente detto che se devo salvare qualcosa degli ultimi 5 anni di amministrazione salvo il fatto che il Comune ha sicuramente più soldi in cassa ora che 5 anni fa.  Alludere al fatto che io sarei “d’accordo” con l’amministrazione PD del sindaco Flaiani è veramente incredibile, dopo che per 5 anni mi sono beccato offese gratuite e querele da parte dei sui giannizzeri.

A me non è sfuggito niente in questi anni. Quando io puntavo l’attenzione sullo sforamento del patto di stabilità loro dove erano? Al limite del dissesto finanziario chi ce l’ha portata Folignano se non le amministrazioni di centro destra (fino al 2011) di cui anche Flaiani faceva parte? Poi, i fondi per il terremoto in realtà non sono ancora mai arrivati, ci sono i finanziamenti ma materialmente i soldi non sono arrivati quindi non influiscono sul bilancio. Capitolo scuola a Folignano. Siamo d’accordo sul fatto che sia incompleta per quanto è costata ma obiettivamente credo sia stata fatta nel posto migliore in cui poteva essere fatta. L’unica zona in cui realmente può espandersi Folignano e dove andrà ricostruito anche il nuovo Comune”.

Stringata e ironica, invece, la replica di “Folignano Bene Comune”: “Vi assicuriamo che non li stiamo pagando per scrivere queste cose”. D’altra parte c’è ben poco da aggiungere. Chi conosce un minimo le vicende passate del Comune di Folignano sa perfettamente come si era arrivati al limite del dissesto finanziario, così come sa altrettanto bene come e chi è riuscito ad evitarlo.

L’augurio è che, chiusa queste poco edificanti parentesi, tutti e tre i candidati e i rispettivi schieramenti possano concentrarsi concretamente sul futuro di Folignano.

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