Esame di maturità come un telequiz di Mike Bongiorno


Con un video su Facebook il ministro Bussetti ha annunciato le materie della seconda prova  e le modalità di svolgimento della prova orale, con il candidato che, proprio come in un telequiz, per la prima domanda dovrà scegliere una delle 3 buste preparate dalla commissione

Chissà se, prima di collegarsi in diretta video su Facebook (da dove ha annunciato le materie della seconda prova e alcune importanti novità della Maturità 2019) il ministro dell’istruzione Marco Bussetti avrà pensato a Mike Bongiorno e Renzo Arbore. Perché, pur se non potrà mai ammetterlo, la nuova Maturità che per la prima volta i maturandi italiani affronteranno a giugno 2019 è sicuramente ispirata all’indiscusso re dei quiz della tv italiana.

E con altrettanta certezza il ministro dell’istruzione starà sicuramente pensando a quella che potrebbe essere la nuova clamorosa novità per la Maturità 2019, cioè far aprire ogni prova (i due scritti e la prova orale) con una sigla appropriata. Che non potrebbe che essere “La vita è tutta un quiz”, la canzone con la quale Renzo Arbore apriva nel 1987 uno dei programmi più fortunati della tv di quegli anni, “Indietro tutta”.

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Ormai da tempo eravamo preparati al peggio per quanto riguarda la scuola e l’istruzione in genere, visto il livello dei ministri che si sono succeduti in questi anni (ma anche dei presidenti delle commissioni parlamentari, come l’attuale presidente della Commissione istruzione del Senato, il leghista Pittoni, che addirittura ha solamente la licenza media…). In questo senso, per altro, bisogna ammettere che c’è una certa e insospettabile continuità tra il vecchio ed il nuovo governo. Era assolutamente incompetente e fuori luogo l’allora ministra Fedeli, non è da meno l’attuale ministro Bussetti.

Però neppure nel peggiore degli incubi avremmo potuto immaginare di dover assistere ad un esame modello “Rischiatutto” (il più famoso telequiz italiano che negli anni ’70 spopolava, grazie anche alla brillante conduzione di Mike Bongiorno), con uno dei commissari (vista la situazione rigorosamente una professoressa) che in occasione della prova orale indosserà i panni che furono di Sabina Ciuffini (la celebre valletta di Mike Bongiorno) per rivolgere al candidato/a la famosissima e tradizionale domanda: “vuole la busta numero 1, numero 2 o numero 3?”.

Magari per rendere più singolare e interessante la prova, visto il palese riferimento a quei programmi televisivi, si potrebbe cercare il modo di trovare un aggancio anche con l’altro programma tv così tanto amato dagli italiani negli anni ’70 e ’80, “Giochi senza frontiere”, consentendo ad ogni candidato di giocare, in una delle prove scritte o nella prova orale, il famosissimo “fil rouge”, quella sorta di jolly che permetteva di aumentare il punteggio della squadra (in questo caso del candidato stesso).

Bisogna prenderla con una buona dose di ironia per non lasciarsi cadere le braccia, per noi è facile sia perché dal ministero non potevano fornire assist migliori, sia perché non saremo poi costretti direttamente ad affrontare questa indecenza. Ma se proviamo un attimo a metterci nei panni dei circa 500 mila maturandi l’ironia inevitabilmente lascia il posto all’indignazione, allo sconforto.

Siamo studenti che da ormai 5 anni si impegnano e prendono sul serio ciò che fanno, non cavie su cui fare esperimenti. Meritiamo rispetto, meritiamo un esame serio, non questa pagliacciata che ci stanno proponendo, senza minimamente considerare quello che abbiamo fatto in questi 5 anni” è uno dei tanti commenti al vetriolo che si possono leggere sulle chat e sui blog degli studenti.

Il messaggio che arriva dal ministero è davvero imbarazzante, è come se si dicesse ai ragazzi, agli studenti che non bisogna prendere troppo sul serio la scuola, che non è il caso di impegnarsi più di tanto e di perdere troppo tempo a studiare. Tanto, poi, alla fine l’esito finale dipende più dalla fortuna (bisognare avere la buona sorte di scegliere la busta giusta…) che dalla reale preparazione degli studenti. Ovviamente non possiamo che pensarla in maniera diametralmente opposta ma non è certo casuale né poi così strano che si sia arrivati a questo punto.

Basta guardarsi intorno per rendersi conto di come l’istruzione, la cultura, la competenza siano ormai considerati dei gravi difetti in questo sempre più disastrato paese in cui trionfano l’approssimazione, la superficialità e l’ignoranza. E di questo passo pian piano la scuola formerà i futuri “ignoranti”, pronti a quel punto a prendere in mano, dall’alto della loro assoluta incompetenza, le redini del paese. La cosa più triste è che tutto ciò avviene nel silenzio e nell’indifferenza generale, a partire da quella colpevole dello stesso mondo della scuola.

Gli unici che provano (ovviamente inascoltati) a far sentire la propria voce di protesta sono proprio gli studenti che, di governo in governo, di fronte a questo inverecondo scempio continuano a scendere in piazza e manifestare. E, purtroppo, continuano ad essere usati e strumentalizzati senza alcun rispetto per i soliti biechi motivi di propaganda.

Tornando all’esame di maturità, nel video pubblicato su facebook il ministro Bussetti ha innanzitutto annunciato le materie della seconda prova, sulla base della cervellotica riforma dell’esame stabilita dal decreto legislativo 62 del 2017 che ha appunto introdotto questa novità della seconda prova scritta multidisciplinare. In realtà, a parte qualche eccezione, non bisognava certo essere dei “maghi” per intuire quali discipline comporranno la nuova prova.

Così al Liceo Classico ci saranno latino e greco, allo Scientifico matematica e fisica e così via (l’elenco completo delle discipline è disponibile sul sito del miur). Lo stesso ministro ha poi annunciato che il decreto con le materie per la seconda prova illustra anche le modalità di svolgimento del colloquio orale, sempre pluridisciplinare, con appunto la novità che avrebbe reso orgoglioso Mike Bongiorno, cioè la sostituzione della tesina con le tre buste (con i relativi contenuti precedentemente predisposti dalla commissione) tra cui il candidato dovrà scegliere quella per la prima domanda.

Poi nel proseguo della prova orale i candidati dovranno anche esporre le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte e “una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività fatte nell’ambito di “cittadinanza e costituzione”, sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe”. E quest’ultimo aspetto è l’ennesima dimostrazione di quanto il ministero sia distante dal mondo reale della scuola ma, soprattutto, dell’approssimazione con la quale ci si muove.

Perché, se è sicuramente condivisibile l’idea di promuovere concretamente l’importanza di quella che una volta si chiamava “educazione civica”, logica vorrebbe che prima si imponga alle scuole di praticarla seriamente, poi eventualmente potrebbe inserita tra le prove d’esame, non certo il contrario. Basta leggere le reazioni raccolte da “Skuola.net” per comprendere la reazione degli studenti, dei diritti interessati.

Le modalità del colloquio sono folli”, “Le buste le avrei evitate”, “Non siamo cavie su cui fare gli esperimenti” alcuni dei commenti che fotografano lo stato d’animo dei maturandi. Che, in percentuali quasi bulgare, bocciano senza esitazioni la nuova maturità, con addirittura oltre il 70% degli studenti dello Scientifico che si dichiarano molto preoccupati per la seconda prova scritta.

Come sapete da quest’anno ci sono delle novità – ha annunciato Bussetti rivolgendosi ai ragazzi – per sostenervi nella vostra preparazione organizzeremo delle simulazioni della prima e della seconda prova”. Ma, ad ulteriore dimostrazione del pressapochismo e della superficialità con cui il ministero sta affrontando questa vicenda, proprio in queste ore un gruppo di professori di matematica e fisica ha scoperto che i problemi usciti dal ministero stesso come esempio della seconda prova alla maturità sono stati copiati da un vecchio manuale russo tradotto in inglese (“Problems in General Physic” di Igor Idorov) ad uso dei corsi avanzati di Fisica all’università.

L’ennesima figuraccia di una farsa che si sta svolgendo sulla pelle di circa mezzo milione di maturandi, in balia della “follia” di un gruppo di incompetenti. Che, purtroppo, occupano i posti che contano al ministero e, quindi, decidono delle loro sorti, pur avendo ampiamente dimostrato di non essere capaci di farlo…

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