Il “giallo” della nuova Palestra Squarcia


Tempi lunghissimi per l’avvio dei lavori, visto che il progetto è stato presentato al bando “Sport e periferie 2018”, la cui graduatoria con gli interventi ammessi a finanziamento si conoscerà nella migliore delle ipotesi a fine 2019. Dubbi sulle motivazioni di una così lunga chiusura

Parliamo di fatti concreti” scriveva alcuni giorni fa, in un post con la foto di una pagina di quotidiano locale in cui si evidenziavano il progetto per i lavori al Pala Squarcia e alcuni presunti interventi nelle scuole per “lo sport in sicurezza”, l’assessore allo sport Brugni. Che poi, nei commenti sotto al post stesso, ha aggiunto un elenco di investimenti che, qualche lettore disattento e qualche disinformato fans dell’assessore, potrebbe illudersi si riferiscano ad interventi già concretamente realizzati o in via di realizzazione (invece, nella maggior parte dei casi, si tratta di opere che, forse, arriveranno tra molto tempo…).

Nulla di particolarmente sorprendente, non è certo una novità che l’amministrazione comunale spaccia per realizzate opere in corso di svolgimento o, addirittura, per le quali ancora devono partire i lavori (basterebbe pensare al surreale Dup secondo il quale la tribuna est è terminata e pronta da fine 2017…). Però, per una volta, proviamo a dar retta all’assessore e parliamo di fatti concreti, partendo proprio dall’intervento al Pala Squarcia, un vero e proprio giallo con tanti misteri da chiarire, con beffa finale annessa.

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Il 10 dicembre scorso, sempre con un post su facebook, Brugni annunciava l’approvazione in giunta del “progetto Nuova Palestra Squarcia”, aggiungendo che il progetto stesso sarebbe stato presentato “al prossimo bando Sport e periferie in scadenza 15 dicembre”. Qualche giorno dopo sull’albo pretorio on line del Comune è stata pubblicata la delibera in questione, la n. 270 del 10 dicembre 2018 “Bando “Sport e periferie” per la selezione degli interventi da finanziare nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 1 comma 362 della legge 27/12/2017 n. 205. Approvazione di progetto fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione della palestra Palavolley F. Squarcia”.

E dall’attenta analisi di quell’atto emergono particolari molto interessanti. A partire dai tempi di realizzazione dell’intervento, nella migliore delle ipotesi lunghissimi. Perché quello approvato in delibera è semplicemente il progetto preliminare, per giunta redatto solamente “ai fini tecnici” ed esclusivamente finalizzato “alla presentazione della candidatura al bando per richiedere il finanziamento dell’opera nella misura massima di 500.000 euro” (su un costo complessivo di 700 mila euro). Siamo, quindi, alla primissima fase della progettazione, quella preliminare, per giunta ancora non completata (mancano alcuni elaborati e relazioni).

L’iter, che prevede poi la redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo, con la successiva indizione del bando di gara per l’affidamento dei lavori, è appena iniziato. Solitamente per completare tutta la fase di progettazione si impiegano diversi mesi (dai 7 ai 9 mesi in media), lasso di tempo che al Comune di Ascoli puntualmente si dilata notevolmente, fino a superare sistematicamente i 12 mesi.

D’altra parte, però, la scelta di quel bando per finanziare l’intervento automaticamente sta a significare che per l’amministrazione comunale non c’è alcuna fretta, che non è importante se quella fondamentale struttura sportiva resterà “off limits” per tantissimo tempo.

Detto che, in attuazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 dicembre scorso, la scadenza di quel bando è stata prorogata al 16 gennaio 2019, sappiamo che la graduatoria con i progetti ammessi a finanziamenti viene approvata e resa nota dopo poco meno di un anno (per il bando dello scorso anno, scaduto il 15 dicembre 2017, la graduatoria è stata approvata e resa nota a fine ottobre 2018). Quindi bisognerà attendere almeno la fine del 2018 per sapere se il progetto per il Pala Squarcia risulterà tra quelli ammessi a finanziamento e, in caso positivo, prima dei primi mesi del 2020 il Comune non avrà a disposizione i fondi per avviare i lavori.

Senza contare che, rispetto al 2017, sono stati tagliati i fondi a disposizione del bando (da 15 a 9,8 milioni di euro) e, quindi, solamente alcune delle tante domande che puntualmente verranno presentate (lo scorso anno erano poco meno di 1.800) verranno poi concretamente accolte e finanziate. In altre parole, ad essere ottimisti, se il Comune fosse così lungimirante da effettuare tutta la progettazione in questo arco di tempo (e ovviamente se il progetto verrà finanziato), non prima della primavera 2020 si potrebbe svolgere il bando per l’assegnazione dei lavori, con il nuovo Pala Squarcia che prima del 2021 non sarà a disposizione. S

enza dimenticare che, comunque, bisognerà trovare i 200 mila euro mancanti, visto che il finanziamento massimo ammesso dal bando è di 500 mila euro ma il costo complessivo stimato dell’intervento è di 700 mila euro. Di fronte ad un simile scenario, è inevitabile chiedersi per quale ragione l’amministrazione comunale decide di privare la città, che già ha un’atavica carenza di impianti sportivi, di una simile fondamentale struttura per tutto questo tempo. In realtà in un Comune “civile” il mistero neppure esisterebbe, sarebbe l’amministrazione comunale a spiegare senza indugi le motivazioni che rendono necessario l’intervento (e il conseguente pesante sacrificio).

Sappiamo, però, che la trasparenza è un concetto sconosciuto da queste parti, almeno per quanto riguarda l’amministrazione comunale. Qualche indicazione in più viene dal documento istruttorio della delibera n. 270 che, però, contribuisce ad alimentare i dubbi e le incertezze. “Facendo seguito alle analisi svolte nel mese di febbraio 2018 – si legge nel documento – ed alla verifica della consistenza strutturale ed impiantistica, si è ritenuto opportuno prefigurare un intervento di totale riqualificazione della palestra Squarcia”.

Che cosa è emerso da quelle analisi e da quella verifica? Ci sono problemi di sicurezza, da rendere inevitabile l’intervento e la conseguente inutilizzazione per così tanto tempo? Sono interrogativi non certo irrilevanti, ai quali l’amministrazione comunale dovrebbe rispondere con chiarezza, perché è del tutto evidente che c’è qualcosa che non riporta.

Le analisi citate in realtà si sono svolte a novembre 2017 (determina n. 1953 del 10 novembre 2017), a febbraio 2018 si sono completate. La verifica, invece, risale addirittura ad ottobre 2017 (determina n. 1618 del 12 ottobre 2017) ed è terminata a gennaio 2018 (il certificato di regolare esecuzione è del 29 gennaio 2018). Sono emersi problemi importanti di sicurezza tali da giustificare un simile lungo periodo di chiusura della struttura? Ma, in questo caso, come è possibile che il Pala Squarcia non sia stato chiuso immediatamente, già nel febbraio scorso (in realtà fino a settembre-ottobre 2018 ancora è stato utilizzato)?

D’altra parte è difficile, anzi impossibile, pensare che non siano stati riscontrati problemi in qualche modo legati alla sicurezza perché altrimenti tutta la vicenda non avrebbe senso. In particolare non si spiegherebbe per quale ragione, se non ci sono problemi di sicurezza, non si continui ad utilizzare regolarmente la palestra fino a che in concreto non partiranno i lavori di riqualificazione (che, come visto, prima della primavera 2020 non è pensabile che inizino…).

Se davvero l’assessore Brugni e l’amministrazione comunale vogliono parlare di “fatti concreti”, innanzitutto facciano chiarezza su tutti questi aspetti che non possono rimanere oscuri. E’ giusto che la città e i cittadini ascolani sappiano quale sia la reale situazione di quella struttura, se è stata per diverso tempo utilizzata pur essendo stati riscontrati problemi di sicurezza o, in alternativa, per quale ragione si è deciso di non farla utilizzare per così tanto tempo, anche se non sussistono pericoli concreti.

Un po’ di chiarezza, per una volta, non guasterebbe…

 

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