Senza acqua fino a metà maggio, vivai e aziende agricole picene nei guai


Il servizio di irrigazione doveva partire dal 1 aprile ma, senza preavviso, non è stato attivato dal Consorzio di Bonifica. La mancata manutenzione dei canali sarebbe alla base del grave disservizio. Appello alle autorità da parte dell’Associazione “Marche a rifiuti zero”

E’ scattato l’allarme per i vivaisti e le aziende agricole della valle del Tronto. Niente acqua e niente servizio di irrigazione, che sarebbe dovuto partire dal 1 aprile, almeno fino a metà maggio. Da parte del Consorzio di Bonifica non sono arrivate comunicazioni e spiegazioni ma da quanto si apprende sembra che la ragione di questo gravissimo ritardo, che rischia di danneggiare pesantemente le attività in questione, sia dovuto alla mancata manutenzione dei canali che negli anni passati iniziava già a gennaio mentre, a quanto pare, quest’anno non è stata ancora realizzata.

Inevitabilmente i vivaisti e le aziende agricole del territorio protestano, lanciano l’allarme e chiedono un immeditato intervento per trovare una soluzione rapida del problema. “Questo ritardo è di enorme gravità per molte aziende del Piceno – affermano – sembra che sia stiano impegnando per far morire quel po’ di buono che l’economia locale ha con fatica e con tenacia conservato”.

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Sulla vicenda è intervenuta anche l’associazione “Marche a rifiuti zero” che, in un lungo comunicato stampa, accusa il Consorzio di Bonifica e chiede l’intervento delle autorità. “Al Consorzio di Bonifica – si legge nel comunicato – nessuno si assume la responsabilità di dare una data certa ai vivaisti e alle aziende agricole della valle del Tronto che, senza preavviso, non si sono visti attivare il servizio di irrigazione previsto dal 1 aprile. A nulla sono valse le proteste e le telefonate degli interessati che sono dovuti ricorrere ad una vera e propria diffida per cercare di smuovere i vertici del Consorzio e costringerli a ripristinare il servizio.

Nessuno sa niente e chi sa tace. Ma quello che si capisce tra le righe è che ora occorre più di un mese per fare la manutenzione dei canali che non è stata fatta nei mesi scorsi, mentre negli anni passati i lavori di pulizia iniziavano già a gennaio. Quindi niente acqua fino a maggio se nessuno interverrà per realizzare con urgenza i lavori non eseguiti. Nel frattempo sopralluoghi annunciati e non fatti, nessuna conferma di un imminente ritorno dell’acqua. La temperatura ha raggiunto 20 gradi e le coltivazioni sono allo stremo.

Questa (a destra) è la foto di uno solo degli appezzamenti già in difficoltà che senza irrigazione tra 7 giorni crolleranno definitivamente. Chi pagherà i danni di questo disastro? Intanto sul sito del Consorzio non appare nessun avviso che possa rassicurare i vivaisti e gli agricoltori. Al contrario si legge “l’irrigazione è, fin dall’antichità, una delle più importanti operazioni in agricoltura.

Grazie ai cinque impianti irrigui collettivi gestiti dal Consorzio, la resa dei terreni viene migliorata sia in qualità che in quantità. La sfida del futuro sarà quella di ottimizzare l’uso della risorsa idrica in un pianeta che è sempre più colpito dai cambiamenti climatici.

Peccato che il futuro non è ancora arrivato! Lanciamo, quindi, un appello a tutte le autorità affinchè intervengano immediatamente per restituire acqua e lavoro ad un territorio già in crisi da troppo tempo”.

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