L’aumento della Rc Auto e l’esercito di “creduloni”


Bufera sul web e sui giornali contro l’onorevole Laura Puppato, accusata di favorire le assicurazioni con un suo emendamento. Che, però, non riguarda le Rc Auto e ,ironia della sorte, serve proprio a bloccare un blitz a favore delle assicurazioni stesse

Brutte notizie per gli automobilisti italiani regolarmente assicurati. La commissione attività produttive della Camera ha approvato un emendamento al Ddl 

Concorrenza che abolisce il divieto al tacito rinnovo per le polizze assicurative. Come ricorda linkiesta.it l’idea è stata partorita dalla mente dell’onorevole Laura Puppato, già imprenditore del mondo assicurativo”.

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Era l’inizio di questa settimana quando, in seguito all’articolo pubblicato su “linkiesta.it”, sul web e sui social è scattato l’allarme, poi ripreso anche da parte della stampa, per quanto riguarda le Rc auto. Secondo quanto riportato da quell’articolo, l’emendamento presentato dall’on. Puppato (Pd) e approvato dalla Camera, rappresentava un clamoroso favore alle assicurazioni perché eliminava un provvedimento che negli anni ha contribuito in maniera consistente a far diminuire il costo medio dell’assicurazione auto. Come al solito immediata è partita la feroce campagna di insulti contro l’onorevole del Pd, alimentata dai soliti siti “bufalari” pronti a gettare benzina sul fuoco.

Un nuovo schiaffo agli italiani”, “Dopo quelli alle banche ora i favori alle assicurazioni”, “Ancora una volta gli interessi delle lobbies per i nostri politici prevalgono su quelli dei cittadini” alcuni dei tanti commenti letti in questi giorni. A contribuire ad alimentare il clima gli articoli di alcuni giornali che sembravano confermare la notizia. Addirittura persino la storica rivista dedicata ai motori, “Quattroruote”, nel suo sito internet parlava di quell’emendamento che avrebbe sicuramente provocato un’ondata di aumenti, mentre qualche quotidiano più intraprendente si lanciava prevedeva già le possibili percentuali di aumento.

Ancora una volta tanto rumore per nulla, sembra difficile crederlo ma quell’emendamento della Puppato sulle Rc Auto non esiste. C’è un emendamento, sempre dell’onorevole del Pd, che riguarda il tacito rinnovo ma che interessa altri generi di assicurazioni, e non le Rc Auto per le quali nulla cambia, ma che, addirittura, è stato appositamente presentato e approvato per bloccare un blitz, questo si reale e concreto, di chi difende le assicurazioni, come vedremo meglio in seguito. Quel che più conta, però, è che non c’è alcun rischio aumento le Rc Auto, tutto rimane così com’era.

Sembra incredibile ma questo avviene nel favoloso mondo del web (ma il fenomeno inizia a contagiare anche giornali e tv) dove troppo spesso chi fa della disinformazione la sua arte si incontra con l’esercito dei “creduloni”, di quanti sono disposti a “bersi” qualsiasi idiozia e, senza mai preoccuparsi di verificarne l’attendibilità, sono subito pronti a lanciarsi di campagne d’odio violentissime. Che, in questo caso, avrebbero avuto un minimo di senso se davvero qualcuno avesse avuto il coraggio di presentare un emendamento del genere. Perché è chiaro ed evidente che il ripristino del tacito rinnovo per le RC Auto avrebbe davvero rappresentato un clamoroso favore alle assicurazioni. Il tacito rinnovo è rimasto in vigore fino al 31 dicembre 2012.

Prima di quella data chi voleva  cambiare assicurazione doveva mandare una raccomandata di disdetta entro 15 giorni dalla scadenza della polizza.  Inevitabilmente solo una piccola percentuale di persone particolarmente avvedute si segnava sul calendario la data entro cui poter esercitare il recesso. Risultato? Anche se i premi erano particolarmente alti, ce ne si accorgeva quando era troppo tardi. E arrivederci e grazie al prossimo anno. Una situazione che favoriva in maniera sin troppo evidente le assicurazioni. Non a caso di anno in anno il premio medio cresceva sempre più.

Poi il 13 dicembre 2012 il governo Monti inserì una piccola norma nel Decreto sviluppo bis che eliminava il tacito rinnovo. Da, allora in poco meno di 5 anni, il premio medio delle assicurazioni Rc Auto si è ridotto di circa 80 euro, parti al 18,3%. In questi anni ogni tanto qualcuno ha provato a fare un favore all’assicurazioni, reintroducendolo. Ma fortunatamente i tentativi sono andati sempre a vuoto. E, come ampiamente ribadito, non c’è alcun rischio con il Ddl Concorrenza (approvato ieri  alla Camera).

Perché l’emendamento presentato dalla Puppato riguarda si il tacito rinnovo ma per altro genere di assicurazioni , quelle del ramo danni. E, ironia della sorte, ha esattamente l’effetto opposto, cioè bloccare un blitz in favore delle assicurazioni reso possibile dall’approvazione in Commissione Senato, diversi mesi fa, di un emendamento  targato Ncd.  Per cercare di capire meglio cosa è accaduto occorre innanzitutto comprendere come nelle assicurazioni ramo danni (che, ricordiamo, ovviamente non sono obbligatorie) il discorso è praticamente opposto a quello delle auto. In altre parole l’abolizione del tacito rinnovo rappresenterebbe un grandissimo favore per le assicurazioni e una penalizzazione per i cittadini.

I contratti per il ramo danni sono polizze volontarie molto complesse, che coprono malattie, infortuni e anche la responsabilità civile professionale o d’impresa. Vanno disegnate su misura di chi le richiede, per cui ci vuole l’esperienza e la professionalità di un agente che aiuti a valutare le diverse esigenze. Eliminare il tacito rinnovo per assicurazioni così peculiari che riguardano beni primari come la salute, la sicurezza, i propri fabbricati e l’attività imprenditoriale significa dunque non garantire più la continuità della garanzia allo stesso costo.

Il rischio concreto, infatti, è che dopo un anno il cliente si ritrovi con un contratto che è carta straccia, soprattutto non più rinnovabile alle medesime condizioni, ma a condizioni peggiorate con franchigie, scoperti o aumenti di premio, solo perché per quel rischio assicurato ha avuto nel corso dell’anno un sinistro o un aggravamento del rischio (nel caso di malattia o infortunio) che lo rende più costoso o addirittura non assicurabile. Attualmente i cittadini, per il ramo danni, possono scegliere tra quattro tipologie di polizza: forma temporanea, pluriennale, annuale senza tacito rinnovo, annuale con tacito rinnovo.

Quest’ultimo è sicuramente il più conveniente per il consumatore perché consente una buona copertura, al prezzo fisso, qualunque siano i fatti che possano intercorrere dopo la stipula (non esiste il bonus come nelle Rc Auto). Nei mesi scorsi in Commissione Industria del Senato un emendamento di Ncd, sostenuto da un gruppo di imprese assicuratrici, aveva eliminato il tacito rinnovo annuale.

Proprio in questi giorni – spiega la Puppato – la Corte di Cassazione ha bocciato i contratti claims made assicurativi relativi alla sanità ritenendoli troppo svantaggiosi per il cliente, notoriamente la parte pià debole, creando un ingiusto e sproporzionato vantaggio dell’assicuratore. Lo stesso risultato rischia di ottenere la cancellazione del tacito rinnovo dei contratti annuali per il ramo danni.  E’ infatti incomprensibile come mai si mantenga il tacito rinnovo per i contratti pluriennali anche decennali, veri cappi al collo dei cittadini e si cancelli il tacito rinnovo in contratti annuali, che grazie a questa formula possono continuare a godere di benefici di tutela quali: l’impossibilità di incrementare il premio per il cliente, l’aggravio di franchigie e scoperti qualora il rischio si aggravi nel corso dell’anno, nonché lo stesso rifiuto di rinnovo successivo. L’Italia è peraltro l’unico paese in Europa ad aver scelto questo modello”.

L’approvazione alla Camera dell’emendamento della Puppato ha scongiurato questo rischio e il tacito rinnovo, per il ramo danni, fortunatamente resta. Su tutto il resto meglio stendere un velo pietoso…

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