La Fipav boccia il ricorso, senza ombre il netto successo di Fabio Carboni


Il Tribunale federale della Fipav dichiara “improcedibile” il ricorso, perchè il ricorrente non ha neppure versato la prevista tassa. Ma entra ugualmente nel merito della vicenda, bocciando inequivocabilmente il ricorso stesso

Torniamo ad occuparci delle elezioni del nuovo Comitato provinciale Ascoli-Fermo di pallavolo e lo facciamo per parlare dell’esito del ricorso che pendeva sulle elezioni stesse. Lo dovevamo ai nostri lettori e lo avevamo promesso al Comitato “Volley Marche per il cambiamento”. Che, commentando l’articolo “Elezioni del nuovo comitato provinciale di volley tra conferme e scarso fair play”, ci aveva rivolto un preciso invito:  “Da attento descrittore dei fatti siamo certi vorrà dare spazio agli inaspettati sviluppi”. Invito che, resa nota la sentenza sul ricorso, siamo ben lieti di raccogliere, ovviamente non esentandoci da un doveroso e inevitabile commento finale (e pazienza se qualcuno penserà che siamo andati “fuori tema”).

Prima di tutto, però, un necessario passo indietro per inquadrare meglio la situazione. In quell’articolo avevamo evidenziato l’esito netto e indiscutibile di quelle elezioni (il Comitato provinciale Ascoli-Fermo è l’unico nel quale si sono fronteggiati due candidati, negli altri Comitati provinciali marchigiani si è presentato un unico candidato). Il presidente uscente Fabio Carboni aveva trionfato con il 68,5% dei voti rispetto al 31,5% del suo rivale Sergio Raccichini. Per certi versi ancora più netta l’affermazione dei consiglieri che appoggiavano Carboni (Massimiliano Ortenzi, Giovanni Ciabattoni, Fulvio Taffoni, Giuseppe Cupelli) che avevano ottenuto tra 1.530 e 1.310, quasi il triplo rispetto ai candidati consiglieri della parte avversa (il più votato dei quali aveva ottenuto 550 voti).

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Un risultato inequivocabile che, a nostro parere, avrebbe dovuto spingere la parte sconfitta a rendere onore ai vincitori, accettando il verdetto delle urne. Cosa che invece non è accaduta, con tanto di annuncio  e poi di un presentazione di un  ricorso per chiedere l’annullamento dell’assemblea elettiva. Con quello che a noi (ma non solo) era sembrato un improponibile pretesto, cioè il fatto che il delegato regionale che presiedeva l’assemblea stessa, dopo l’intervento e la presentazione del programma dei due candidati, non aveva consentito prima del voto un eventuale dibattito che, in ogni caso, non era all’ordine del giorno dell’assemblea stessa. Un particolare assolutamente ininfluente e che, ovviamente a nostro avviso, non giustificava il mancato riconoscimento (e accettazione) di un risultato così netto e, tanto meno, le “parole di fuoco” scritte su facebook da alcuni esponenti della parte sconfitta.

Al tempo stesso avevamo  anche evidenziato quella che, a nostro parere, era dimostrazione di scarso fair play del Comitato “Volley Marche per il cambiamento”, legittimamente sostenitore del candidato presidente Raccichini, che, a differenza di quanto aveva fatto dopo l’elezione (scontata visto l’assenza di candidati alternativi) dei presidenti degli altri Comitati provinciali marchigiani, questa volta non aveva riportato sulla propria pagina facebook la notizia dell’elezione di Carboni né, tanto meno, aveva correttamente e lealmente augurato il buon lavoro al presidente stesso.

16712038_106181036572226_1422384115410833116_nA riportare tutti quanti alla ragione (almeno si spera…) ci ha pensato venerdì 10 febbraio il Tribunale federale della Fipav  che, come ampiamente previsto, ha respinto il ricorso, bocciando due volte i ricorrenti. Si perché si potrebbe addirittura sostenere che il Tribunale federale ha doppiamente respinto il ricorso, innanzitutto dichiarandolo “improcedibile per non aver il ricorrente versato la prevista tassa”. Ogni discorso si potrebbe già chiudere qui, ma il Tribunale federale va oltre e, pur non essendocene più la necessità (senza tassa il ricorso è di fatto irricevibile), entra ugualmente nel merito e boccia nuovamente le “doglianze” espresse dalla parte ricorrente. Che, si legge ancora nella sentenza, aveva fatto pervenire una memoria nella quale ribadiva che “il presidente dell’assemblea aveva negato la parola ai richiedenti, all’esito della presentazione del programma dei candidati, tale azione era stata giustificata con il fatto che non era previsto alcun dibattito prima della votazione. La parola avrebbero potuto prenderla invece dopo la votazione” “Il reclamante – si legge ancora – riteneva tale comportamento lesivo dei diritti dei partecipante , comportando un’irregolarità nello svolgimento dell’assemblea tanto da inficiare il voto”.

Di tutto altro avviso è, ovviamente, il Tribunale federale Fipav  che ricorda le norme del regolamento Fipav per lo svolgimento delle assemblee federali. Che, oltre a stabilire le modalità per fissare l’ordine del giorno contenente le materie da trattare nell’assemblea, all’art. 3 stabiliscono che “l’assemblea non può deliberare su nessun altro argomento oltre quelli fissati all’ordine del giorno”. “Esaminando il verbale dell’Assemblea del Comitato Periferico di Ascoli Piceno – si legge nella sentenza – del 30 gennaio al punto 2 dell’ordine del giorno si legge: Presentazione da parte dei candidati alla carica di Presidente periferico del bilancio programmatico di indirizzo del Consiglio periferico per il quadriennio 2017/2020. Orbene nell’indicato punto non era inserita alcuna discussione”.

Per questo il Tribunale federale non ha dubbi e afferma che “alla luce delle norme richiamate andrebbe valutata come corretta l’azione del Presidente ove non avesse permesso (e non ve ne è  prova) la discussione su un punto non all’ordine del giorno”.  Addirittura non c’è neppure la prova che non è stata permessa la discussione che, comunque, non essendo all’ordine del giorno non era dovuta. Ma non basta, per togliere qualsiasi ulteriore dubbio il Tribunale federale sottolinea come “in ogni caso quanto accaduto non potrebbe certo portare ad invalidare l’intera assemblea e il voto liberamente espresso dai partecipanti”.

Tanto rumore per nulla, quindi, confermata e ribadita la piena validità dell’elezione dall’esito così netto e scontato. Discorso quindi chiuso ed ora al nuovo Comitato provinciale, guidato da Fabio Carboni, non resta che rimettersi all’opera per continuare nella positiva opera, per il volley provinciale, portata avanti in questi anni. Quanto al Comitato “Volley Marche per il cambiamento”, caduto anche l’ultimo improbabile appiglio rappresentato dal ricorso, siamo certi che ora saprà rendere merito al risultato ottenuto da Fabio Carboni, come d’altra parte ha addirittura fatto con il rieletto presidente regionale Franco Brasili contro il quale aveva portato avanti una durissima campagna, riconoscendo il suo netto e inequivocabile successo e augurandogli il buon lavoro.

Perché tra uomini di sport il fair play e il riconoscimento della vittoria dell’avversario (e della propria sconfitta) sono principi imprenscindibili

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