Ascoli in riserva e con i soliti problemi, la sosta e il mercato di gennaio per “ricaricare le pile”


La brutta sconfitta con la Reggina ha chiuso un girone di andata comunque in linea con le aspettative di inizio stagione, confermando i limiti e le carenze di una squadra che ha bisogno di importanti innesti in mezzo al campo e anche in avanti per poter competere

La conclusione del girone di andata lascia sensazioni e sentimenti contrastanti in casa Ascoli. Da un lato c’è una classifica in linea con le aspettative di inizio campionato, con i bianconeri, in una graduatoria cortissima, ad un punto dalla zona playoff, anche se insieme ad altre 3 squadre (Brescia, Cagliari e Modena).  Dall’altro, però, ci sono le ultime prestazioni contro Cosenza e Reggina non all’altezza di una squadra che vuole provare a competere per le posizioni che contano. E se a Cosenza, grazie ai “miracoli” di Leali, ad un pizzico di fortuna (due legni) e ai clamorosi errori sotto porta degli attaccanti rossoblu, era comunque arrivata la vittoria, al Del Duca contro la Reggina i bianconeri hanno subito una sconfitta cocente, molto più netta e pesante di quanto non dica il risultato.

Con gli ospiti che, pur senza aver bisogno di una grande prestazione, hanno dimostrato di essere per qualità tecniche, per stato fisico, per determinazione e per lucidità tattica decisamente superiori all’Ascoli. Che nei 97 minuti (recupero compreso) giocati non è mai riuscito a rendersi pericoloso, non ha mai impensierito o anche solo impegnato la retroguardia ospite, con concludendo mai verso la porta. Al punto che il facile intervento al 95° di Colombi, su un innocuo tiro cross di Lungoyi dalla destra, è stata l’unica parata del numero uno calabrese in tutta la partita. E se è vero che neppure Leali ha dovuto compiere particolari interventi, è però innegabile che la Reggina qualcosa in fase offensiva ha costruito.

Al di là del gol, la clamorosa occasione capitata a Menez ad inizio ripresa (con la conseguente interminabile mischia), le due circostanze in cui calabresi hanno chiesto il rigore e un altro paio di situazioni in cui solo la perfetta chiusura del solito Botteghin (con uno spettacolare colpo di testa in tuffo nel primo tempo, con la punta del piede in avvio di ripresa su Rivas) ha evitato il peggio. Più in generale sin dai primi minuti di gara è stata chiarissima la sensazione che, al netto degli episodi fortuiti che nel calcio possono sempre accadere, il massino a cui potesse puntare l’Ascoli fosse lo 0-0, mentre la formazione di Inzaghi aveva i mezzi, la qualità e il gioco per inseguire i tre punti.

Nonostante tutto, però, nel primo tempo, dopo un avvio difficile, i bianconeri erano riusciti ad imbrigliare la seconda in classifica. Che nei primi 10 minuti, con Hernani e Mayer padroni del centrocampo e Canotto e Rivas molto incisivi sulle fasce, aveva chiuso nella propria metà campo l’Ascoli, creando qualche affanno alla retroguardia bianconera (compreso i 2 episodi nei quali gli ospiti hanno chiesto il calcio di rigore). Poi, con il passare dei minuti, l’Ascoli è riuscito ad alzare il proprio baricentro, Donati e Giordano sulle fasce hanno preso le misure ai due esterni offensivi ospiti e in mezzo al campo, grazie anche al lavoro e al sacrificio di un generoso Gondo, i bianconeri erano riusciti a rallentare e sporcare la circolazione della palla del centrocampo reggino. Così il primo tempo è filato via senza ulteriori sussulti, con le due squadre incapaci di creare pericoli.

Nella ripresa, però, la Reggina è ripartita determinata, ha iniziato a spingere con maggiore decisione, il centrocampo ha ripreso a comandare e ha costretto sulla difensiva un Ascoli che non riusciva neppure più ad alleggerire la pressione. Così, dopo la clamorosa occasione non sfruttata da due passi da Menez, a metà ripresa gli ospiti hanno trovato il gol vittoria con un’azione iniziata con un fuorigioco sbagliato dall’Ascoli e proseguita con la retroguardia bianconera incapace di “spazzare via” l’area di rigore (come era già avvenuto in occasione dell’opportunità fallita da Menez).

Praticamente la partita si è conclusa su quel gol, pur se si è giocato, recupero compreso, per un’ulteriore mezzora. Perché, nonostante i cambi offensivi, l’Ascoli ha continuato ad essere inconsistente in avanti, con l’aggravante che questa volta non si è vista neppure quella rabbia, quella volontà di non rassegnarsi alla sconfitta che in altre situazioni aveva permesso di recuperare partite che sembravano perse. Una resa indecorosa, frutto anche di quei problemi e di quelle lacune che ormai sono ampiamente note.

A partire da quelle che riguardano un centrocampo che, a prescindere dalle prestazioni non brillanti di Collocolo e Caligara, ha dei limiti imbarazzanti in fase di costruzione del gioco. L’unico in grado di dare un minimo di linearità e geometria al gioco è quel Buchel che è entrato a metà ripresa, per i problemi fisici di Eramo. Ma anche con il lussemburghese in forma, il centrocampo bianconero difetta di palleggio e non ha la capacità di verticalizzare rapidamente. Anche perché Caligara e Collocolo hanno altre caratteristiche, sono più portati a partire palla al piede, ad inserirsi piuttosto che a palleggiare e a servire in verticale le punte.

Che, in pratica, vengono costantemente abbandonate al loro destino, senza rifornimenti accettabili e costrette ad inventarsi qualche giocata per rendersi pericolose. Se poi, come contro la Reggina, capitan Dionisi incappa in una giornata negativa, allora tutto diventa più complicato. Superfluo sottolineare che nel marcato di gennaio bisognerà innanzitutto intervenire in questa direzione, per assicurare maggiore qualità al centrocampo e aiutare, servendoli meglio, gli attaccanti bianconeri.

Naturalmente sarà importante anche fare una seria riflessione sul valore degli attaccanti in rosa per capire se è il caso di intervenire e di dare più consistenza ad un reparto offensivo che spesso lascia a desiderare, con solamente Dionisi e Gondo che hanno disputato, pur se a giornate alterne, un girone di andata sufficiente. Per il resto Pedro Mendes ha lasciato intravedere qualità tecniche e fisiche ma ogni volta che ha avuto l’opportunità di partire dall’inizio ha deluso, mentre Lungoyi, al di là di qualche sporadico sprazzo, ha deluso.

Discorso a parte merita Bidaoui, diventato ormai un autentico caso. Il giocatore decisivo e a tratti incontenibile dello scorso campionato è solo un ricordo ed ora sembra sempre più ai margini della squadra (come dimostra il fatto che non è stato mandato in campo nel finale di gara contro la Reggina quando bisognava cercare di recuperare il risultato ed un giocatore in grado di saltare l’avversario sarebbe indiscutibilmente servito).

Tornando alla sconfitta contro la formazione di Inzaghi, al di là dei limiti del centrocampo e dell’insussistenza dell’attacco, decisivo è comunque risultato l’errore della retroguardia bianconera che prima ha sbagliato il fuorigioco, facendo sorprendere da dilettanti dal taglio di Rivas, poi non è neppure riuscita ad allontanare il pericolo dopo che Leali, con la sua uscita, aveva evitato la conclusione vincente dell’attaccante granata. Nel complesso la difesa bianconera è sicuramente il reparto più affidabile, anche se ogni tanto si addormenta (e a Cosenza ha concesso davvero troppe opportunità ad una formazione in evidente difficoltà).

Per completare il quadro non hanno poi convinto le scelte, soprattutto a partita in corso, di Bucchi. In particolare il cambio di un Donati che comunque non se la stava cavando malissimo con Rivas e l’ingresso di un sempre più indecifrabile Falzerano. Ma anche nel finale di gara, quando bisognava provare a rimontare, la carta Bidaoui poteva provare a giocarsela. Per altro non ha per nulla convinto neppure la scelta di schierare centralmente dietro le due punte Lungoyi, autore dell’unico inutile spunto al 95°, partendo dalla fascia destra.

Ora come noto la serie B si ferma per 20 giorni, mentre ad inizio gennaio si aprirà un mercato che per l’Ascoli è decisivo. Il girone di andata ha dimostrato che a questa squadra manca qualcosa per poter legittimamente puntare a ripetere il risultato dello scorso anno e per non rischiare nulla, anche in considerazione delle squadre che sono subito dietro i bianconeri che sicuramente proveranno a rinforzarsi in questa sessione di mercato. Per altro la formazione di Bucchi alla ripresa del campionato è attesa da 2 trasferte molto insidiose, prima a Terni poi a Ferrrara, per ospitare al Del Duca un Palermo in evidente crescita nella seconda fase del girone di andata e che è quasi certo che interverrà sul mercato per proseguire a risalire.

Va detto che, sulla base di quanto visto in queste 19 giornate, giocare fuori casa potrebbe non essere uno svantaggio per i bianconeri, con un rendimento decisamente migliore lontano dalle mura amiche. E poi anche nella passata stagione, dopo la sosta di fine anno, l’Ascoli ripartì da Terni, cogliendo un prezioso successo che diede il via ad una seconda fase di campionato esaltante.

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