Prodezze, miracoli e “gioielli”: l’Ascoli onora con un prezioso successo il ricordo di Rozzi


I bianconeri ritrovano la vittoria grazie a tre splendidi gol ma, soprattutto, ai prodigi di un super Leali, compresa un incredibile tripla parata che evita il pareggio. Che fa passare in secondo piano una prestazione non esaltante, di fronte ad un Cosenza in chiara difficoltà

Con un po’ di demagogico sentimentalismo, si potrebbe dire che nel secondo tempo di Cosenza – Ascoli ad aiutare Nicola Leali a tenere inviolata la porta dell’Ascoli è sceso anche Costantino Rozzi che voleva festeggiare con una vittoria il 28° anniversario della sua scomparsa. Perchè, al di là della dabbenaggine degli attaccanti di casa, solo facendo ricorso al soprannaturale si riesce a comprendere come l’Ascoli non abbia subito il gol dell’1-1 in quegli incredibili 10 minuti che vanno dal 30° al 40° della ripresa.

E di soprannaturale, oltra all’immaginaria presenza del presidentissimo, si può anche parlare a proposito di super Leali che ci aveva ampiamente abituato ai miracoli. Ma questa volta ha davvero esagerato, è andato oltre ogni immaginazione. In un giorno per l’Ascoli e per i suoi tifosi sempre molto particolare (a proposito, complimenti all’arbitro, il maceratese Sacchi, che non ha autorizzato l’Ascoli ad indossare i calzettoni rossi), i bianconeri non potevano onorare meglio la memoria dell’indimenticato Costantino con un’importantissima vittoria, impreziosita da autentici gioielli.

Perché oltre alle citate prodezza di super Leali anche i tre gol realizzati sono di straordinaria fattura, con il colpo di tacco di Donati, la precisione di Gondo e il dribbling con finta e conclusione finale millimetrica di Collocolo. E proprio quei gioielli rendono più meritata una vittoria che, onestamente, per 89 minuti i bianconeri, per quello che non avevano fatto e per le troppe occasioni lasciate ad un Cosenza tutt’altro che irresistibile, non avevano legittimato. Poi i folli minuti finali, con i gol di Gondo e Collocolo e il 4-1 sfiorato da Calligara (e nel mezzo il momentaneo 2-1 di Nasti) che hanno dato un’altra dimensione al risultato finale. In ogni caso quello contava era tornare al successo e alla fine è arrivata una vittoria preziosissima perché in caso contrario la classifica sarebbe diventata preoccupante.

Certo con un Cosenza che ha confermato tutti i suoi enormi limiti, difensivi, di costruzione del gioco e offensivi, si poteva soffrire di meno e si doveva chiudere prima la partita. Invece l’Ascoli ha confermato i limiti mostrati in altre circostanze, in particolare quella incapacità di “azzannare” la partita quando le cose si mettono subito bene, come al “Marulla” con il gol dopo un quarto d’ora di Donati, sfruttando le difficoltà momentanee o strutturali (come nel caso del Cosenza) dell’avversario, .

Ancora una volta, invece, i bianconeri si sono limitati a controllare, con i padroni di casa che sembravano incapaci di costruire gioco, con l’unico sbocco possibile sulla fascia destra (la sinistra difensiva dell’Ascoli) dove Rispoli ha più volte messo in difficoltà Falasco. Atteggiamento che per certi versi si è accentuato nella prima parte della ripresa quando, grazie ai cambi di Bucchi, l’Ascoli sembrava ancor più avere la partita in mano.

L’allenatore bianconero, evidentemente non soddisfatto di quel primo tempo, dopo l’intervallo ha lasciato nello spogliatoio Falasco, in difficoltà e anche ammonito (per un inutile quanto rischioso “fallaccio” sulla tre quarti offensiva), e un poco convincente Giovane (che nel finale di tempo aveva regalato la palla dell’1-1 a Merola che fortunatamente non ne ha approfittato), inserendo Giordano ed Eramo. In quella prima parte della ripresa la sensazione di dominio dell’Ascoli si è accentuata, così come quella di impotenza dei padroni di casa, senza che i però i bianconeri neppure provassero a chiudere la gara.

Poi, a metà ripresa, Viali ha giocato la carta della disperazione, inserendo tutti i giocatori offensivi che aveva a disposizione e, come spesso avviene in quelle circostanze, la partita è completamente cambiata. Il Cosenza, sembra in difficoltà nel costruire, ha iniziato a lanciare palla avanti, con l’altissimo neo entrato Zilli che riusciva spesso a “spizzare” di testa quei lunghi lanci. I rossoblu hanno trovato nuovo vigore anche grazie ai neo entrati D’Urso e Nasti (bisogna ringraziare l’allenatore rossoblu, l’ex bianconero Viali, di averli lasciati così a lungo in panchina) e per una ventina di minuti la formazione di Bucchi ha terribilmente sofferto e vacillato, con i padroni di casa ripetutamente ad un passo dal pareggio.

Che, come anticipato, non è arrivato per i prodigi di Leali e per gli incredibili errori degli attaccanti calabresi. In particolare il primo intervento del numero uno bianconero è stato semplicemente straordinario, il colpo di testa di Rispoli era ravvicinato e ben indirizzato ma Leali è riuscito ugualmente a toglierlo dalla porta con un balzo prodigioso. Poi la prodezza al contrario l’ha compiuta Zilli che, tutto solo a pochi centimetri dalla porta, è riuscito incredibilmente a centrare la traversa invece di infilare in rete.

Dieci minuti dopo il triplo intervento che proietta Leali nella leggenda, prima la respinta in tuffo sul colpo di testa di Zilli, poi il colpo di reni per murare con un piede la ribattuta a colpo sicuro di Larrivey, infine la reattività fuori dal normale per impedire a Nasti di ribadire in rete. Naturalmente è indiscutibile la complicità degli attaccanti rossoblu, in particolare di Larrivey ma anche di Nasti, che da quella posizione dovevano comunque segnare. Ma resta il triplo incredibile prodigio di Leali che resterà nella storia bianconera.

Poi il rocambolesco finale che ha sancito il ritorno alla vittoria dell’Ascoli. Al termine di una partita che è stata un vero e proprio festival del paradosso. Quello di una squadra (ovviamente l’Ascoli) che continua a faticare a costruire un gioco particolarmente ficcante ma che alla fine ha comunque segnato 3 gol e ne avrebbe potuti segnare un altro paio, ancora con Collocolo nel primo tempo e con Dionisi e Caligara nella ripresa.

Ma anche quello di una difesa che ha dato la sensazione di grande compattezza, con i tre centrali autori di ottime prestazioni, ma che al tirar delle somme ha concesso tantissimo, troppo, ad un avversario tutt’altro che irresistibile: oltre il gol, 2 traverse, il miracolo e la tripla prodezza di Leali, la respinta di Botteghin davanti alla porta, la conclusione da dentro l’area piccola di Merola incredibilmente fuori e almeno un altro paio di pericoli. Alla fine, però, resta comunque la soddisfazione per la ritrovata vittoria, con la consapevolezza che contro la Reggina bisognerà fare meglio per portare a casa un risultato positivo.

Con la soddisfazione anche di aver ritrovato un Gondo in buona forma, un Collocolo tornato su livelli alti e la conferma di poter contare Donati. Ovviamente insieme al ritorno di Leali, con il rimpianto determinato dal fatto che, senza l’infortunio che lo ha tenuto fuori a lungo, ora l’Ascoli sicuramente avrebbe qualche punto in più. Ma è inutile pensare al passato, ora è importante concentrare tutte le attenzioni sull’ultimo difficile impegno con la Reggina prima della sosta. Poi, prima della ripartenza del campionato, ci sarà il mercato di gennaio, decisivo per rinforzare la squadra e dare sostanza al sogno di tornare a giocare i playoff.

Con la consapevolezza che il primo fondamentale rinforzo sarà quel Leali che, nel giorno in cui il mondo calcistico celebra il divino Messi e la straordinaria quanto inutile tripletta nella finale mondiale del nuovo fenomeno Mbappé, nel suo piccolo ha scritto una pagina indelebile della storia dell’Ascoli, con quella incredibile tripla parata che ha permesso all’Ascoli di vincere la partita e di celebrare nel modo migliore il ricordo di Costantino Rozzi.

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