Un Ascoli solido e determinato ma con le solite carenze i limiti già noti


Contro Pisa e Genoa l’Ascoli disputa due discrete partite ma porta a casa solamente un punto, allungando a 6 la striscia di partite senza vittoria. La difesa torna a concedere poco o nulla ma in avanti i bianconeri faticano troppo, anche per le carenze del centrocampo

Probabilmente sarebbe eccessivo e fuori luogo parlare di “bicchiere mezzo pieno” dopo due partite che hanno portato in dono all’Ascoli un solo punto, con due gol al passivo e nessuno all’attivo. Però di certo il doppio turno settimanale (a Pisa e contro il Genoa al Del Duca) ha avuto il grande merito di confermare e fissare alcuni punti fermi, evidenziando anche diversi aspetti positivi, oltre ai soliti e ormai ben noti limiti della formazione bianconera.

Il primo e più evidente è che al momento questa squadra ha un solo modo possibile di stare in campo per essere efficace ed equilibrata ed è quello che si è visto contro il Genoa e in larga parte anche contro il Pisa, pur in una partita poi conclusasi con una sconfitta. Squadra corta, compatta, che si chiude e non concede spazi, che mette da parte il fioretto per gettare in campo grinta e determinazione, che senza tanti fronzoli cerca di soffocare e rendere inoffensivo il gioco dell’avversario, senza preoccuparsi troppo di imporre il proprio gioco e cercando di sfruttare al massimo calci piazzati, giocate di qualche singolo e lo spazio concesso dagli avversari per fare male.

Contro il Pisa non è capitato, contro il Genoa nel momento in cui i grifoni si sono sbilanciati un po’ e hanno lasciato lo spazio per una ripartenza il gioco sembrava fatta, grazie ad una doppia buona giocata di Gondo, bravo prima a servire subito Dionisi, poi sfortunato nella conclusione (palo), poi a dribblare un avversario e mettere sui piedi di Collocolo una palla che, a due passi dalla porta, doveva solo essere spinta in fondo al sacco. Purtroppo l’attaccante bianconero meno bravo e meno determinato lo è stato nel momento in cui doveva a sua spingere in rete la palla respinta dal palo dopo la conclusione di Dionisi stesso.

Al di là dei meriti di Sabelli, prontissimo a salvare sulla linea, un attaccante degno di tal nome non può non segnare in quelle circostanze. Ancora più se gioca nell’Ascoli attuale, conscio che di occasioni del genere non ne capitano certo in abbondanza. Quella doppia grossa opportunità che avrebbe potuto dare il vantaggio (e forse la vittoria) a metà ripresa di fatto era la prima vera occasione (anzi, nel caso doppio occasione) costruita dai bianconeri in 180 minuti, tra la partita di Pisa e quella con la formazione di Gilardino (in Toscana in realtà una buona opportunità, del tutto casuale e frutto di una serie di rimpalli, era capitata nel recupero a Tavcar).

Di contro, però, in queste due sfide i bianconeri non hanno concesso molto agli avversari, con Guarna che all’Arena Garibaldi è capitolato prima su un rigore non evidentissimo (ingenuo, comunque, nell’occasione Botteghin), poi a causa di un suo clamoroso errore nel finale, non dovendo nel resto della gara intervenire mai seriamente, con il Pisa che di fatto non ha costruito altri pericoli. Il numero bianconero è dovuto, invece, intervenire due volte contro il Genoa, riscattandosi alla grande, prima con un vero e proprio miracolo su Coda, poi con una bella deviazione in tuffo su colpo di testa di Sabelli (da calcio piazzato).

Dopo aver concesso nelle 2 precedenti partite (Sud Tirol e Como) 5 gol e tante occasioni (soprattutto a Bolzano), Bucchi ha probabilmente compreso che in questo momento, con questa rosa a disposizione, non può che presentare uno schieramento più coperto e prudente, che così come è messo in campo produce pochissimo, quasi niente, ma al tempo stesso non concede molto di più agli avversari. Facendo leva anche e soprattutto su un pacchetto difensivo che ora sa di poter contare anche su Tavcar, convincente contro il Genoa dopo i comprensibili impacci di Pisa (all’esordio in campionato).

Soprattutto la partita contro i grifoni ha ricalcato quelle viste contro Bari e Cagliari, con la differenza (ai fini del risultato non da poco) che questa volta l’Ascoli non è riuscita a sfruttare la doppia colossale occasione arrivata all’improvviso a metà ripresa. In un contesto di una partita che oggettivamente è stata tra le più brutte mai viste negli ultimi tempi al Del Duca, con pochissimo calcio giocato, tanta lotta in mezzo al campo, troppi falli (ben 37 quelli fischiati), tante interruzioni e, nell’arco di 90 minuti, due sole azioni degne di tal nome (una per parte). Colpa anche e soprattutto di un Genoa che ha nella rosa una qualità decisamente superiore a quella dei bianconeri ma che non si è verto vista domenica al Del Duca.

Quanto alla formazione di Bucchi sono ormai sin troppo evidenti i limiti di questa rosa che possono essere colmati solo dall’imminente mercato di gennaio. Dove servirà qualcosa di più di un semplice innesto a centrocampo per far compiere un salto di qualità ad una squadra dalla quale, in tutta sincerità, è difficile pretendere di più di quello che sta facendo. E’ evidente che manca qualità a centrocampo ma non solo, che la mediana bianconera, con gli elementi a disposizione di mister Bucchi, può cavarsela quando si tratta di coprire e difendere ma non è in grado di palleggiare, di far girare rapidamente palla e di verticalizzare.

L’unico che ha le qualità per far girare un po’ meglio la squadra è quel Buchel che sta diventando un mistero, visto che continua a finire in panchina, nonostante sia evidente che ci sia un gran bisogno del suo apporto (a prescindere dalle prestazioni tutt’altro che negative di chi l’ha sostituiti, soprattutto Eramo ma anche Giovane, che però hanno caratteristiche decisamente differenti). Non meno evidente è il fatto che manchi, da centrocampo in avanti, chi riesca a dare un po’ di velocità, di brio e di fantasia alle offensive dell’Ascoli. Qualcosa del genere potrebbe darlo Ciciretti, la cui collocazione in campo non è così semplice e necessiterebbe un ulteriore cambio di modulo al momento neppure ipotizzabile.

Un minimo di freschezza e vivacità, nei pochi minuti in cui è stato in campo a Pisa, li ha portate Pallazino, praticamente mai utilizzato prima di quel breve spezzone da Bucchi. Qualcosa da rivedere c’è anche in attacco dove, a parte il punto fermo Dionisi, nessuno degli altri ha pienamente convinto. Gol mancato a parte, contro il Genoa si è rivisto un buon Gondo che al momento è indiscutibilmente la spalla migliore per Dionisi, anche se si è capito che non è un grandissimo goleador. Da Pedro Mendes era lecito attendersi qualcosa di più, tutte le volte che è stato schierato dal primo minuto ha sempre deluso (facendo meglio quando è subentrato), mentre Lungoyi ha dimostrato di non riuscire quasi mai ad incidere. Discorso a parte per Bidaoui che sempre il lontano parente del giocatore spesso decisivo visto lo scorso anno.

Certo non è per nulla facile giocare in avanti con l’Ascoli attuale che costruisce pochissimo e che rifornisce ancora meno i suoi attaccanti. Ma è altrettanto evidente che è necessario alzare la qualità e l’incisività del reparto offensivo per contribuire a far compiere il salto di qualità. Prima del mercato, però, ci sono ancora due partite da giocare che, con una classifica così corta, diventano di straordinaria importanza. A partire da quella in programma domenica a Cosenza, una partita assolutamente da non perdere perché, nel malaugurato caso di sconfitta, i bianconeri non solo si allontanerebbero dalla zona playoff ma, soprattutto, si avvicinerebbero sensibilmente alla zona playout, con la prospettiva poi di dover fare a tutti i costi risultati pieno nell’ultima di andata (il giorno di Santo Stefano) al Del Duca contro la Reggina.

Nel complesso sarà importante arrivare alla sosta almeno con questa situazione di classifica, con la consapevolezza che come al solito poi inizierà un nuovo campionato, con tante squadre che si saranno rinforzate e, di conseguenza, la necessità di fare altrettanto per provare a ripetere il risultato dello scorso anno o, quanto meno, non dover soffrire fino alla fine del campionato.

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