L’Ascoli riparte da Benevento tra qualche rimpianto e indicazioni contrastanti


Al “Vigorito” i bianconeri dominano il primo tempo ma non riescono a chiudere la partita. Poi l’ennesimo errore difensivo regala il pareggio alla formazione di Cannavaro che, addirittura, nel finale rischia di vincere la gara. Luci e ombre per il nuovo modulo

Poteva andare meglio, poteva andare anche peggio. Fino all’89° Benevento – Ascoli era una partita che lasciava molti rimpianti ai bianconeri. Poi la clamorosa traversa di Improta, con Guarna battuto e dopo un bruttissimo errore di Botteghin, ha ricordato quanto a volte sa essere crudele il calcio, con partite come quella del Vigorito che spesso finiscono in beffa. Passata la paura finale, però, resta la moderata soddisfazione per una prestazione sicuramente migliore rispetto alle ultime (non che ci volesse molto) ma anche la convinzione che partite come questa, nelle quali l’avversario per i primi 45 minuti praticamente è come se fosse sceso in campo, possono e devono essere vinte. Perché l’Ascoli si è trovata di fronte una squadra in chiara difficoltà, nonostante il cambio di allenatore, che, colpita a freddo, nel primo tempo si è letteralmente sciolta, lasciando campo libero alla formazione di Bucchi. Che, come ampiamente previsto, per la sfida in Campania ha deciso di cambiare modulo, abbandonando il 4-3-3 per affidarsi al 3-5-2.

Complessivamente il nuovo modulo ha dato buone risposte anche se va rivisto e testato in un’altra partita. Perché quella con il Benevento è stata una gara per certi versi particolare, si è subito messa bene con il gol di Botteghin (su punizione di Falasco) dopo poco più di 5 minuti, praticamente al primo affondo. La formazione di Cannavaro, partita già timorosa, ha visibilmente accusato il colpo e, non solo non ha reagito, ma, addirittura, ha rischiato di regalare quasi subito il raddoppio all’Ascoli, con un colossale pasticcio difensivo. I bianconeri per tutto il primo tempo sono stati padroni del campo e probabilmente avrebbero dovuto cercare con più cattiveria e determinazione di mettere a segno il colpo del ko.

In realtà, pur non spingendo in maniera così decisa, le opportunità per sigillare la gara le hanno comunque avute. Prima un tiro di Caligara di poco alto, poi una conclusione di Quaranta respinta da Paleari, infine l’occasione più clamorosa è capitata a Collocolo che, tutto solo dal dischetto del rigore, ha mandato di pochissimo fuori. Nell’intervallo Cannavaro ha rivoluzionato la squadra che è tornata in campo con ben altro piglio. Ma a cambiare l’andamento della gara, dopo un paio di minuti, è stato l’ennesimo errore difensivo, con la retroguardia bianconera che prima si è persa Simy, poi Farias.

Ovviamente l’immediato pareggio ha rivitalizzato i padroni di casa che hanno provato a continuare a spingere, approfittando anche del fatto che l’Ascoli ha praticamente smesso di giocare, preoccupato solo di controllare l’offensiva giallorossa, per la verità non così pericolosa, che di fatto non ha prodotto altre particolari occasioni. Solo intorno alla mezzora, quando la spinta del Benevento si era progressivamente esaurita, l’Ascoli ha ripreso a comandare il gioco, dando la sensazione di poter far male alla non sicurissima difesa campana. L’occasione migliore per il nuovo vantaggio è capitata sui piedi di Eramo che, dal limite, non è riuscito ad angolare troppo, consentendo a Paleari di respingere.

Poi, proprio sul finire, la già citata clamorosa traversa di Improta, dopo l’ennesimo errore della difesa ascolana (di Botteghin) che ha evitato un’immeritata beffa. Nonostante il legno finale, il pareggio complessivamente sta molto più stretto all’Ascoli che al Benevento che avrebbe potuto e dovuto sfruttare meglio i primi 45 minuti. Nel complesso quella che si è vista al Vigorito non è stata una gran partita, con tanti errori tecnici, con due squadre che hanno confermato di avere qualche limite nell’impostare le azioni.

Per quanto riguarda i bianconeri indubbiamente l’attesa risposta dal punto di vista del carattere c’è stata, la formazione di Bucchi nel primo tempo è scesa in campo con il giusto atteggiamento e, favorita anche dal repentino gol, ha controllato la gara per tutti i primi 45 minuti. Anche nel suo momento migliore, però, l’Ascoli ha confermato le difficoltà nel gioco offensivo, in particolare quella di servire adeguatamente le punte. Gondo e Dionisi nel primo tempo, Pedro Mendes e Bidaoui nella ripresa, non hanno avuto palloni giocabili e di fatto non hanno mai avuto la possibilità di concludere in porta pericolosamente. Un aspetto sul quale Bucchi dovrà lavorare perché va bene avere punte che giocano e si sacrificano per la squadra ma se, poi, non riescono mai neppure a concludere allora qualcosa evidentemente non va.

Con il nuovo modulo la squadra è sembrata più compatta, concedendo molto poco agli avversari (per la verità con problemi maggiori rispetto a quelli bianconeri in fase di impostazione). Purtroppo ancora una volta la partita dell’Ascoli finisce per essere condizionata da un macroscopico errore difensivo. L’abbiamo ripetuto fino alla noia, Botteghin e Bellusci costituiscono quella che sulla carta è una coppia di centrali difensivi più affidabile del campionato. Però, soprattutto il centrale brasiliano, hanno iniziato la stagione con un rendimento decisamente al di sotto delle loro potenzialità, con troppi incomprensibili errori.

A Benevento, in occasione del pareggio dei padroni di casa, tra i due è mancata l’intesa, con poi l’aggiunta della successiva “dormita” di Botteghin. Che, prima che parta il cross dalla sinistra, vede arrivare in area Farias e va a coprire su di lui, lasciando Simy a Bellusci che è alle sue spalle. Bellusci, però, forse sorpreso o forse distratto non segue Simy che può colpire di testa indisturbato, con Guarna che miracolosamente riesce a respingere. La palla si impenna, il più lesto ad arrivare è Ciano che serve Farias, lasciato inspiegabilmente solo da Botteghin fermo a guardare l’azione, che indisturbato può depositare in rete. Il difensore brasiliano è poi protagonista anche dell’errore che all’89° poteva addirittura costare la partita ai bianconeri, con il difettoso controllo in area che ha permesso ad Improta di concludere a colpo sicuro, fortunatamente sulla traversa.

Al di là di ogni altra considerazione tecnico-tattica, è fondamentale ritrovare al più presto la solidità difensiva ed eliminare questi errori che continuano a condizionare pesantemente le partite bianconere. Ricordando che la bella cavalcata dello scorso campionato è iniziata proprio con la ritrovata solidità difensiva. In tal senso il modulo a 3 potrebbe aiutare, a patto però che si riducano disattenzioni ed errori individuali.

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