Un Ascoli con atteggiamento e modulo diverso per ripartire nel modo giusto


Dopo la sosta i bianconeri dovranno affrontare un impegnativo mese di ottobre, a partire dalla trasferta di domenica a Benevento, con l’esordio sulla panchina giallorossa di Fabio Cannavaro. Dopo le ultime deludenti prestazione si attende un cambio di atteggiamento e, forse, di modulo

Sarà un ottobre molto impegnativo per l’Ascoli quello che inizia domenica prossima con la trasferta a Benevento, dopo la sosta per le nazionali. Che è arrivata al momento giusto per riordinare le idee, soprattutto a mister Bucchi, dopo le ultime brutte prestazioni dei bianconeri, che hanno chiuso la prima parte del campionato con due sconfitte consecutive (dopo il pareggio casalingo con il Cittadella). Per altro la sosta dovrebbe consentire all’allenatore bianconero di recuperare qualcuno degli infortunati di lungo corso (Ciciretti e Falasco) ed anche chi è uscito dall’ultima partita con il Parma con qualche acciacco (Baumann e Adjpong).

Se tutto procederà come si spera, praticamente contro il Benevento, a parte Leali e Gnahoré, Bucchi avrà a disposizione tutta la rosa. Quasi superfluo sottolineare che, dopo le ultime prestazioni, ci si attende un cambio di modulo ma, innanzitutto, un deciso cambio di atteggiamento e mentalità. Al di là di tutti gli aspetti tecnico-tattici, l’Ascoli di Perugia e, ancor più, contro il Parma è sceso in campo molle e poco determinato, senza la necessaria cattiveria agonistica e distratto. Superfluo sottolineare che da domenica a Benevento non sarà più accettabile vedere in campo una squadra con un simile atteggiamento, anche perché sarebbe il chiaro segnale che qualcosa non va all’interno dello spogliatoio.

Allo stesso tempo, però, sarebbe sorprendente vedere di nuovo i bianconeri in campo con lo stesso modulo offensivo utilizzato da Bucchi nelle prime 6 giornate che ha mostrato tutti i suoi limiti. Per il contributo purtroppo molto limitato degli esterni offensivi, la cui incisività e pericolosità sono determinanti nel 4-3-3, ma anche per il fatto che Gondo così è troppo isolato al centro dell’attacco. Dionisi, che fino ad ora è sempre partito dalla panchina, scalpita e contro i giallorossi potrebbe essere arrivato il suo momento. Ma non è da escludere neppure l’ipotesi Pedro Mendes che non è dispiaciuto quando è entrato in campo a partita in corso. Naturalmente sempre che Bucchi si decida davvero a cambiare modulo e, invece, non sorprenda nuovamente proseguendo con il 4-3-3.

Per altro anche se l’attenzione di tutti è puntata sul modulo offensivo, non mancano certo problemi anche negli altri reparti. Di difficile soluzione a centrocampo, visto che in rosa non ci sono particolari alternative per l’allenatore bianconero, inattesi e incomprensibili nel reparto arretrato. Dove, al di là delle difficoltà sugli esterni, i bianconeri hanno pagato anche un rendimento per ora non in linea con quello della passata stagione dei due centrali.

Esagerando un po’ si potrebbe quasi dire che Botteghin e Bellusci nelle prime 6 partite di campionato si sono resi protagonisti delle stesse distrazioni difensive che hanno commesso in tutta la stagione scorsa. In fotocopia i primi due gol subiti contro Ternana e Spal (con un’imbucata centrale che ha trovato impreparati e fuori posizione entrambi), su calcio piazzato (calcio d’angolo) a Palermo, su disattenzione dello stesso Botteghin (e mancata copertura di Donati) a Perugia, con il clamoroso errori di Salvi e con i due centrali mal posizionati, prima dello slalom tra le “belle statuine” della difesa bianconera da parte di Mann, contro il Parma.

Al di là di ogni considerazione tecnica, 8 gol subiti in 6 partite sono troppi per qualsiasi formazione, ancor più per chi ha la fortuna di avere la coppia di centrali che lo scorso anno (da gennaio in poi) è indiscutibilmente risultata la migliore del campionato. Naturalmente ci può stare ad inizio stagione che giocatori fisicamente prestanti come Botteghin e Bellusci fatichino un po’ a trovare la condizione migliore, ma in queste prime 6 partite è mancata soprattutto un po’ di attenzione e di concentrazione.  Superfluo auspicare e pensare in un rapido ritorno ai livelli che gli consoni già dalla prossima partita. Più complessa la situazione a centrocampo dove, con la partenza di Saric e l’infortunio di quello che doveva essere il suo sostituto (Gnahoré), Bucchi non ha a disposizione molte alternative. Manca che è capace di verticalizzare ma anche chi è capace di inserirsi in area.

Ad aggravare la situazione ci si sono, poi, messi un rendimento altalenante da parte di Caligara e il difficile avvio di stagione di Collocolo che, a parte la prima partita contro la Ternana, sembra il lontano parente di quello ammirato nel girone di ritorno del campionato scorso. C’è da sperare che la sosta possa essere servita a Bucchi per trovare i necessari correttivi per ritrovare un Ascoli determinato e concreto. Anche perché ottobre sarà davvero un mese impegnativo per i bianconeri, attesi da 5 sfide molto complicate. A partire dalla sfida di domenica prossima contro il Benevento che rappresenterà anche l’esordio in panchina di Cannavaro.

I giallorossi non sono partiti bene ma hanno una rosa per competere almeno per un posto nei playoff ed ora avranno l’entusiasmo del nuovo allenatore a spingerli. Di contro i bianconeri vorranno “vendicare” la bruciante sconfitta del maggio scorso in un Del Duca pieno di passione, con il gol di Lapadula (ora al Cagliari) che mise fine all’avventura playoff dell’Ascoli. Dopo la partita ci furono anche le consuete esternazioni al veleno di Pulcinelli, con le repliche “piccate” dei campani, ed è probabile che domenica la formazione di Bucchi troverà un ambiente non proprio amichevole. Quindi, al di là di tutti gli aspetti tecnico-tattici, servirà innanzitutto quella determinazione e quella “cattiveria” che è mancata nelle ultime partite.

La settimana successiva i bianconeri saranno impegnati al Del Duca con il Modena dell’ex Tesser  che non ha iniziato al meglio la stagione (ma che ha fatto un mercato importante), poi sono attesi da un trittico da far tremare i polsi. Che partirà con la trasferta contro l’imbattuto Bari (sabato 15 ottobre), per proseguire nel posticipo del lunedì sera (24 ottobre) al Del Duca contro il Cagliari che, pur non brillantissimo fino ad ora, resta comunque insieme al Genoa la squadra sulla carta più forte della serie B. Il mese di ottobre si chiuderà con la trasferta a Venezia contro una squadra che sta balbettando ma che non è neppure lontana parente di quella affrontata dall’Ascoli in Coppa Italia (vittoria nel recupero per i bianconeri) che aveva 14 giocatori fuori per covid.

E’ evidente che sarà un mese importante, che darà una prima seria indicazione sul tipo di stagione che potrà disputare l’Ascoli. E dovrà chiarire se quelli emersi in queste prime giornate di campionato sono normali problemi di inizio stagione o se la rosa a disposizione di Bucchi non sia così competitiva, almeno per la metà alta della classifica, come si sperava.

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