Ascoli troppo brutto per essere vero


Contro il Parma orribile prestazione dei bianconeri, lenti, distratti e privi della necessaria determinazione, che confermano i limiti e i difetti palesati nelle ultime partite. Ancora una volta non convincono le scelte di mister Bucchi che solo a partita chiusa prova a cambiare qualcosa

Non è facile capire se sono più sconcertanti le dichiarazioni del post partita di mister Bucchi o l’indecorosa prestazione fornita dall’Ascoli contro il Parma. Che segue quella negativa con il Cittadella e quella ancora peggiore di Perugia che sembrava dovesse essere il punto più basso possibile. Invece contro la formazione di Pecchia se possibile è ulteriormente precipitata la curva della prestazione dei bianconeri, per 80 minuti autori di una gara che definire vergognosa è a dir poco riduttivo.

Aggrapparsi agli ultimi 10 minuti, con il Parma che era completamente uscito da una partita che aveva già fatto sua con imbarazzante semplicità, e parlare di approccio positivo della squadra nel secondo tempo significa non avere neppure la lucidità per analizzare una gara nella quale non ha funzionato nulla. Al di là di quello che dice l’allenatore bianconero (che ha sostenuto che vorrebbe poter giocare subito), la sosta arriva quanto mai opportuna per una squadra che dalla partita con il Cittadella è entrata in tunnel dal quale al momento non sembra in grado di uscire.

Non c’è nulla da salvare nella partita dei bianconeri contro il Parma, sono emersi con ulteriore e imbarazzante evidenza tutti i limiti e i difetti palesati nelle ultime partite, alcuni su cui l’allenatore deve e può lavorare, altri purtroppo strutturali, che i bianconeri dovranno portarsi dietro almeno fino al prossimo mercato di gennaio. In particolare il centrocampo, male sia contro il Cittadella che a Perugia e sconfortante contro il Parma, ha dei limiti evidenti e non ci sono alternative all’attuale schieramento che possano far compiere un salto di qualità.

Certo se poi Buchel gioca una delle peggiori sue partite degli ultimi anni tutto si complica. Non bisogna essere dei grandi esperti per comprendere che a questo centrocampo manca chi sa verticalizzare e chi sa inserirsi con i tempi giusti, con Collocolo e Caligara che sono più portati a partire palla al piede, oltre al fatto che se Buchel è in giornata negativa, come contro i ducali, viene quasi completamente a mancare il filtro a centrocampo. Purtroppo, però, dopo l’infortunio di Gnahoré a Bucchi di fatto mancano le alternative in mezzo al campo perché Eramo ha caratteristiche non molto differenti, ma con una dinamicità inevitabilmente minore, mentre Giovane deve crescere e al momento può dare il cambio a Buchel, ma non certo far salire il livello della mediana bianconera.

L’altro problema strutturale sin troppo evidente è sugli esterni difensivi, sia a destra che a sinistra, dove Bucchi ha comunque ruotato tutti i giocatori a disposizione senza avere risposte positive. A Perugia Falasco a sinistra era stato tra i peggiori in campo, con il Parma al suo posto ha giocato Giordano che ha fatto solo un pochino meglio. A destra, invece, Donati nell’ultima partita era stato molto criticato per il gol subito (la cui responsabilità maggiore, però, era di Botteghin) e per una fase difensiva rivedibile. Contro i ducali Bucchi ha schierato al suo posto Salvi che alla fine è riuscito a guadagnarsi la palma del peggiore in campo, sempre in ritardo e sempre fuori posizione, con grandissime responsabilità sul gol dell’1-0 (e qualche colpa anche su quello del 3-0).

Nel giudicare giustamente in maniera negativa la prestazione di Falzerano (male anche a Perugia), è giusto, però, ricordare che troppo spesso nel primo tempo l’esterno destro offensivo ha dovuto spendere molte energie per coprire Salvi che vagava per il campo. Naturalmente questo non giustifica completamente il nulla prodotto dall’ex Perugia, così come dall’altra parte da Bidaoui, in chiave offensiva. Inutile girarci intorno, con simili esterni offensivi il 4-3-3 di Bucchi è un modulo inoffensivo, che costringe il povero Gondo a battagliare da solo in avanti e non crea alcun problema alle difese avversarie. Di Ciciretti, che negli ultimi anni ha profondamente deluso quando è stato schierato come esterno offensivo, si sono perse le tracce, mentre Lungoyi forse potrebbe essere più utile più vicino ad un altro attaccante piuttosto che sulla fascia dove, fino ad ora, ha sempre faticato.

Per quel poco che si è visto nei minuti in cui è stato campo Pedro Mendes e conoscendo il valore di Dionisi, l’attacco bianconero ha di gran lunga molta più qualità negli attaccanti centrali, naturalmente Gondo compreso. Appare evidente a tutti, purtroppo meno che a Bucchi, che è più logico schierare una squadra con 2 attaccanti, con Dionisi a fianco a Gondo (o in alternativa Pedro Mendes) e la possibilità eventualmente di utilizzare al posto di Dionisi lo stesso Lungoyi, senza dimenticare che per caratteristiche tecniche e fisiche lo stesso Gondo potrebbe tranquillamente giocare come seconda punta con Pedro Mendes al centro. In altre parole l’allenatore bianconero ha l’imbarazzo della scelta in un attacco a due punte quanto mai necessario.

Tutti si aspettavano di vederlo già dal primo minuto contro il Parma, ancor più almeno ad inizio ripresa dopo quel disastroso primo tempo. Difficile capire perché Bucchi abbia aspettato gli ultimi 20 minuti per farlo, una delle tante scelte incomprensibili da parte dell’allenatore bianconero in queste ultime partite. Stupisce e sorprende tantissimo, invece, la fragilità difensiva (8 gol in 6 partite), con la coppia centrale Bellusci-Botteghin che non assomiglia neppure lontanamente a quella che, nella seconda fase del campionato scorso, si era affermata come la coppia più affidabile della cadetteria. Ora, invece, tra disattenzioni ed errori macroscopici sembra diventata sin troppo vulnerabile. Semplicemente imbarazzante, ad esempio, il modo con il quale i due centrali si sono fatti sorprendere, come degli ingenui sprovveduti, in occasione del 2-0. Un errore ripetuto nella ripresa e non pagato allo stesso modo solo grazie alla giocata sbagliata poi da Tutino.

Al di là degli aspetti tecnici, però, per certi versi preoccupa ancora di più l’atteggiamento della squadra che scende in campo molle e demotivata e non riesce neppure a reagire. Sia Ascoli che Parma si presentavano alla sfida del Del Duca dopo aver malamente perso la gara precedente. Era logico attendersi una reazione emotiva che nei ducali si è immediatamente vista. Invece i bianconeri sono scesi in campo molli, deconcentrati e con un atteggiamento inadeguato anche per un’amichevole estiva. Che non è cambiato neppure dopo il primo gol, né dopo il 2-0 e neppure nella ripresa, a differenza di quello che sostiene Bucchi. Solo dopo il gol dell’1-3, di fronte ad una squadra che aveva considerata chiusa la gara, c’è stato un accenno di reazione nervosa. Che non cambia certo il giudizio su una partita che il Parma ha fatto sua con una facilità disarmante.

La formazione di Pecchia è partita decisa, mettendo subito in difficoltà un Ascoli incapace di uscire dalla propria metà campo. Quasi inevitabile, dopo meno di 10 minuti, è arrivato il gol di Tutino, favorito dalla solita “dormita” generale della difesa e da un clamoroso mancato rinvio da parte di Salvi. La formazione di Bucchi non ha reagito e il Parma, dopo aver creato un altro paio di potenziali pericoli, ha trovato prima del 20° il 2-0 con Inglese, favorito dal pessimo posizionamento dei due centrali e da un’uscita avventata di Baumann. Neppure il secondo gol ha svegliato l’Ascoli, mentre il Parma si è accontentato di controllare l’inesistente reazione bianconera, senza più forzare, anche se nel finale di tempo ha sfiorato il terzo gol.

Ci si aspettava e si sperava di vedere almeno un Ascoli arrembante in avvio di ripresa e, invece, la formazione di Bucchi ha proseguito con lo stesso atteggiamento e con lo stesso ritmo “messicano” del primo tempo. Il Parma ha controllato con irrisoria facilità e, pur senza forzare, ha avuto almeno un paio di contropiedi che potevano essere sfruttati meglio. Poi è arrivata la bella giocata di Mann per il 3-0 che ha convinto i ducali che la partita era archiviata. Ma, anche se l’Ascoli non ha cambiato atteggiamento, quasi casualmente a 10 minuti dal termine, su un cross dalla tre quarti che ha trovato impreparata la difesa ospite, è arrivato il 3-1 di Lungoyi. Dopo il quale finalmente si è visto un barlume di reazione nervosa dei bianconeri che addirittura hanno sfiorato anche il 3-2, su un’azione confusa e piena di rimpalli, l’ultimo dei quali stava per beffare Buffon, bravo e fortunato a respingere con il corpo.

Ora, come detto, c’è la sosta che dovrà servire a società, allenatore e squadra per fare chiarezza e per capire quale può essere la strada migliore per ripartire nel giusto modo dopo la sosta stessa. Possibilmente con un atteggiamento e con un modulo differente. Poi spetterà alla società fare le valutazioni necessarie per stabilire se anche con un allenatore diverso o se ancora con Bucchi…

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.