Ascoli brutto e confuso, campanello d’allarme per Bucchi


La sconfitta contro il Perugia, dopo una prestazione inguardabile, conferma i limiti e i problemi già evidenziati contro il Cittadella,  a centrocampo e in avanti. Con l’aggiunta questa volta di imperdonabili errori individuali e scelte incomprensibili dell’allenatore…

E’ arrivata a Perugia contro il tifoso bianconero Castori, non del tutto inattesa, la prima sconfitta stagionale dell’Ascoli. Che brucia e fa suonare un primo campanello d’allarme perché giunta al termine di una prestazione semplicemente imbarazzante, per giunta di fronte ad un avversario apparso non certo irresistibile, in linea con quella altrettanto pessima contro il Cittadella. Per certi versi si potrebbe addirittura sostenere che le basi della prima sconfitta stagionale sono state poste proprio nel post partita contro i veneti, quando ci si è nascosti dietro il pessimo arbitraggio di Meraviglia (che effettivamente non ne ha azzeccata una) e al comportamento della formazione di Gorini per giustificare una prestazione a tratti preoccupante, praticamente senza riuscire mai a creare una vera occasione da gol.

A Perugia il copione dal punto di vista offensivo si è ripetuto, con però l’aggiunta di una serie imbarazzante di errori e distrazioni difensive e, nel secondo tempo, della più totale confusione, frutto anche delle scelte di mister Bucchi che hanno suscitato non poche perplessità. E’ vero che bisognava recuperare, ma era lo svantaggio minimo e, con tutti gli attaccanti messi in campo, la squadra è stata completamente snaturata e praticamente si è semplicemente affidata al caso, buttando avanti palla senza neppure provare a costruire qualcosa. Incomprensibile anche l’inserimento di Adjapong, alla luce di una condizione fisica semplicemente impresentabile dell’ex Sassuolo, che l’allenatore non poteva non conoscere. Più in generale la partita contro gli umbri ha confermato limiti e problemi che già in parte si erano manifestati nelle precedenti partite. Il primo, più evidente e di non facile soluzione, riguarda il centrocampo bianconero che perso qualità e quantità.

Quello di più difficile soluzione riguarda sicuramente il centrocampo che ha perso un elemento importante come Saric, che garantiva qualità, inserimenti e la capacità di verticalizzare, e praticamente anche il suo sostituto Gnahoré, subito infortunato e praticamente non più a disposizione di Bucchi. Che ora si ritrova un reparto decisamente indebolito rispetto allo scorso anno, con 4 centrocampisti che già c’erano la passata stagione più il 19enne Giovane (per caratteristiche più simile a Buchel). A peggiorare la situazione al momento c’è un Collocolo che, gol della Ternana a parte, sta faticando notevolmente ed è molto distante dai livelli della seconda parte della stagione passata. Se aggiungiamo che Caligara è incostante e ha ancora limiti caratteriali e che Eramo, sicuramente utile e volenteroso, resta un rincalzo, si comprende come il centrocampo bianconeri abbia evidenti limiti, che si vedono soprattutto in fase di costruzione.

Dopo i 3 gol di Gondo a Palermo si è inceppato anche l’attacco che nelle ultime due partite non solo è rimasto a secco ma praticamente non ha mai concluso pericolosamente verso la porta avversaria. Certo i limiti di un centrocampo lentissimo e che non verticalizza mai complica le cose. Però è chiaro che il modulo offensivo a 3 voluto da Bucchi per essere efficace deve avere un contributo importante dagli esterni che, invece, in questo momento stanno completamente mancando. Bidaoui è un lontano parente del giocatore ammirato lo scorso anno, Lungoyi nelle partite in cui è stato schierato dal primo minuto ha deluso, Falzerano a Perugia praticamente non si è visto, mentre di Ciciretti si sono perse le tracce.

E’ inevitabile pensare ad un cambio di modulo, anche per provare a sfruttare al meglio gli attaccanti centrali che Bucchi ha a disposizione, ricordando sempre che lo stesso Dionisi (finora sempre in panchina e sempre opaco quando è entrato in campo), si esprime al meglio con un attaccante fisicamente forte al fianco (Gondo o anche Pedro Mendes). Difficile, però, pensare ad una squadra con un 2 attaccanti e un trequartista alle spalle perché, con la partenza di Maistro e dello stesso Saric, Bucchi non ha un rosa un giocatore in grado di interpretare al meglio quel ruolo, ad eccezione dell’enigma Ciciretti.

Tornando alla sfida del Curi a completare il quadro ci si sono messi alcuni imbarazzanti errori individuali e un eccessivo e incomprensibile nervosismo (Bellusci, dopo essere stato graziato dall’arbitro per un brutto fallo a metà campo, si è fatto ammonire per le proteste eccessive per un fallo laterale…). Decisivo, ai fini del risultato, l’errore di Botteghin (con la compartecipazione di Donati), da dilettante alcuni clamorosi errori di Falasco che solo per l’imprecisione dei padroni di casa non si sono trasformati in gol. Che non sarebbe stata una partita facile si è capito sin dai primi minuti, con i padroni di casa molto aggressivi e l’Ascoli che si limitava ad uno stucchevole e inoffensivo possesso palla.

Dopo un miracoloso salvataggio di Botteghin su Di Carmine (lanciato verso Baumann dal primo “erroraccio” di Falasco), grazie ad un spunto personale di Bidaoui (l’unico di tutta la partita) il portiere Gori ha dovuto compiere l’unico intervento di rilievo della sua gara. Dopo il “botta e risposta” iniziale la partita si è addormentata, con il Perugia che ha allentato un po’ la pressione e l’Ascoli che continuava a far girare palla lentamente, senza costruire mai nulla. Poco dopo la mezzora, poi, una clamorosa “dormita” della retroguardia bianconera (salita per fare il fuorigioco ma con Falasco fermo 10 metri più indietro… ad allacciarsi le scarpette!) ha servito su un piatto d’argento la più comoda delle occasioni da gol, fortunatamente sciupata malamente dall’attaccante umbro.

Il preludio al gol decisivo siglato da Strizzolo, su cross di un liberissimo Casasola dalla destra (la fascia sinistra difensiva dell’Ascoli), favorito dall’errore di Botteghin (e Donati). Un brutto colpo per i bianconeri che non hanno reagito e che nel finale di tempo hanno rischiato qualcosa. Nella ripresa ci si attendeva un Ascoli arrembante (con l’inserimento di Dionisi per Falzerano e il cambio di modulo in avanti), ma i bianconeri hanno proseguito sulla falsariga del primo tempo, con il Perugia chiuso che non ha mai sofferto e che in ripartenza ha più volte sfiorato il raddoppio.

Prima è stato Kouan a “graziare” l’Ascoli, concludendo alto non accorgendosi di Di Carmine tutto solo al limite dell’area, poi è stato bravo Baumann ad evitare il 2-0 respingendo d’istinto con i piedi una conclusione ravvicinata dello stesso Di Carmine. Poi Bucchi ha messo dentro anche Pedro Mendes e Lungoy, togliendo anche Buchel, e la partita è diventata la sagra della confusione, con continui lanci lunghi, ripetuti scontri e neppure la parvenza di un’azione degna di tal nome.

Un tiro sopra la traversa di Bellusci, poco dopo la mezzora, di fatto è stata l’unica conclusione dei bianconeri verso la porta di Gori nella seconda frazione, mentre il Perugia nel finale con Melchiorri e Casasola ha sprecato ancora due opportunità per chiudere la partita. Poi, proprio sul finire del recupero, il fallo su Gondo proprio all’ingresso dell’area rigore che ha fatto sperare nel penalty, con il Var che però ha confermato che l’intervento era avvenuto fuori area e Dionisi che ha calciato in maniera orribile la conseguente punizione dal limite, suggello di una prestazione da dimenticare della squadra e dello stesso attaccante bianconero.

I punti ottenuti nelle prime 4 partite (8, frutto di 2 vittorie e 2 pareggi) consentono comunque di considerare in maniera tutto sommato positiva questo inizio di campionato ma è chiaro che è fondamentale prendere atto dei problemi esistenti e cercare di trovare il modo di risolverli. A partire già dalla prossima partita contro il Parma al Del Duca, l’ultima prima della sosta, che per certi versi potrebbe essere in qualche modo più agevole per la formazione di Bucchi. Perché se è vero che la squadra di Pecchia dal centrocampo in su ha talento in abbondanza, è anche vero che in queste prime partite ha concesso molto alle rivali (8 gol subiti) e lascia spesso molti spazi per le ripartenze.

E’ fondamentale provare ad approfittarne, ancor più in questa fase in cui i bianconeri faticano a costruire contro squadre che si chiudono, per chiudere questa prima parte di campionato con un risultato positivo. Poi ci saranno 15 giorni di tempo per Bucchi per studiare correttivi ad una squadra che può e deve esprimersi molto meglio di come ha fatto nelle ultime due giornate.

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