L’Ascoli frena ma i playoff restano ad un passo


Contro il Cittadella i bianconeri non brillano e non vanno oltre lo 0-0. Frosinone e Perugia vincono e si avvicinano ma ai bianconeri basterà vincere una delle ultime due partite per avere la certezza dei playoff. Più difficile invece conquistare il sesto posto

Dovrà attendere almeno un’altra settimana l’Ascoli prima di avere la certezza di accedere ai playoff. In realtà neppure vincendo contro il Cittadella, visti i successi di Frosinone e Perugia, i bianconeri avrebbero matematicamente centrato l’obiettivo. Ma il pareggio a reti bianche contro i veneti ha consentito ad umbri e ciociari di avvicinarsi, rispettivamente ad 1 e a 4 punti, con due giornate ancora da giocare. Il rammarico maggiore, in considerazione dei risultati “pazzi” di giornata, è però per l’occasione mancata in chiave sesto posto (quello che consentirebbe di giocare il primo turno dei playoff, a gara unica, in casa e con il vantaggio di avere 2 risultati su 3).

Perché nonostante tutto l’accesso agli spareggi è comunque ancora a portata di mano (e addirittura potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta a Cremona, in caso di risultato analogo del Perugia nel derby di Terni), mentre con un successo sul Cittadella l’Ascoli si sarebbe portato a soli 2 punti da Benevento, Brescia e Pisa che sono rispettivamente a quarto, quinto e sesto posto (sulla base degli scontri diretti e della differenza reti), tutte e tre con 63 punti (contro gli attuali 59 della formazione di Sottil). E se per la matematica il discorso ancora non è chiuso, in realtà le possibilità di scalare una posizione sono ridotte, anche in considerazione del fatto che contro Bescia (per gli scontri diretti) e Benevento (per differenza reti) in caso di arrivo in parità i bianconeri resterebbero comunque dietro, mentre al Pisa sarà sufficiente vincere sabato prossimo in casa contro il Cosenza per diventare irraggiungibile per l’Ascoli.

Tornando alla partita con il Cittadella, i bianconeri hanno in parte confermato quanto si era visto nelle ultime giornate. La formazione di Sottil, infatti, già da qualche settimana non è particolarmente brillante, non esprime certo un gran gioco ma è diventata solidissima, tanto che non subisce gol da oltre 300 minuti e nelle ultime tre partite Leali non è quasi mai dovuto intervenire. Con la Reggina e con il Parma, però, al primo vero tentativo l’Ascoli aveva trovato il gol (contro i calabresi poi era arrivato anche il raddoppio), mentre con il Cittadella i bianconeri sono rimasti all’asciutto.

Soprattutto, però, per gran parte della gara i ragazzi di Sottil sono sembrati contratti, probabilmente hanno accusato un po’ il peso dell’importanza della partita, senza dimenticare la buona prova degli avversari che, ormai senza obiettivi da raggiungere, hanno giocato con la mente libera, mettendo in mostra una buona organizzazione di gioco (con tutti i limiti già mostrati nel corso della stagione in fase offensiva). Senza giocatori fondamentali come Bellusci e Buchel, l’allenatore bianconero si è affidato in difesa a Quaranta, che non ha fatto rimpiangere il capitano, mentre a centrocampo ha dato spazio ad Eramo, con Saric e Caligara ai fianchi e Paganini più avanti, dietro le due punte. E proprio il centrocampo è sembrato il settore maggiormente in difficoltà, con Eramo e Caligara che hanno faticato soprattutto in fase di costruzione, Paganini mai in partita e solamente Saric apparso in buone condizioni.

Anche per le difficoltà del centrocampo di rifornirli adeguatamente, i due attaccanti bianconeri non sono mai riusciti ad accendersi, con Bidaoui meno brillante rispetto alle ultime uscite. Nella ripresa Sottil ha provato a cambiare qualcosa inserendo Collocolo e Maistro ed un briciolo di vivacità in più si è vista, anche se poi solo nell’ultima parte di gara, con l’ingresso di Tsadjou, i bianconeri hanno creato qualche difficoltà al Cittadella. Che, senza pressioni, sin dai primi minuti ha cercato (e spesso ci è riuscito) di prendere in mano le redini della partita. In particolare nel primo tempo per larghi tratti sono stati proprio i veneti a fare la gara, con l’Ascoli in grande difficoltà, in grado di farsi vedere in area avversaria solo in un paio di circostanze, in occasione di calci piazzati, ma senza mai impensierire concretamente Maniero.

Dall’altra parte il Cittadella, pur mostrando una migliore qualità di gioco, a sua volta non ha costruito grandi opportunità. Dopo una decina di minuti un tiro dai 25 metri di Cassandro ha sorpreso e fatto venire i brividi a Leali (con la palla terminata di pochissimo a lato), poi al 25° il Var ha annullato il gol dell’ex Beretta (per fuorigioco), infine al 43° è stato bravo Quaranta a salvare su Antonucci, dopo una discesa dell’altro ex, Baldini. In avvio di ripresa i cambi operati da Sottil hanno dato una piccola scossa, tanto che i bianconeri hanno costruito la prima occasione della propria partita, con uno bello slalom di Collocolo che, però, ha concluso alto da buona posizione dentro l’area.

In realtà si è trattato solo di un lampo perché poi la partita per lunghi tratti ha ricalcato lo stesso copione del primo tempo, con gli ospiti che hanno fatto venire i brividi agli oltre 6 mila del Del Duca prima con Baldini, che, dopo un’uscita non perfetta di Leali, si è visto respingere il tiro dai difensori bianconeri, poi con Beretta che da due passi ha mancato la deviazione di testa su cross ancora di Baldini. Solo nella parte finale di gara l’Ascoli ha finalmente accelerato e, grazie alle iniziative di Tsadjou, ha messo paura al Cittadella, con Maniero che in due circostanze ha negato ai bianconeri il gol vittoria.

Prima deviando in tuffo una punizione di Maistro dal limite (procurata da Tsadjou), poi respingendo in disperata uscita una conclusione ancora del centravanti bianconero, autore di una travolgente azione personale. Un peccato perché, nonostante le difficoltà, la vittoria poteva comunque arrivare, anche se alla fine il pareggio è il risultato più giusto. Tutto rimandato, quindi, alle ultime due giornate. Alla formazione di Sottil basterà vincerne una per avere la certezza di entrare nei playoff, mentre in caso di doppio successo servirebbe comunque una fortunata combinazione di risultati per conquistare il sesto posto.

Per altro sabato prossimo i bianconeri sono attesi da una sfida difficilissima, in trasferta contro la Cremonese reduce dal clamoroso tonfo di Crotone ma che con un successo ipotecherebbe il secondo posto che vuol dire promozione diretta. Per la verità la formazione di Pecchia in Calabria ha confermato di non attraversare un grandissimo momento ma l’allenatore grigiorosso ha una rosa invidiabile, con tanti giocatori di qualità, ed oltretutto i lombardi saranno caricatissimi dalla grande opportunità che hanno, oltre che dallo scampato pericolo (le sconfitte di Pisa, Benevento e Monza hanno consentito ai grigiorossi di rimanere al secondo posto). Anche le due dirette rivali dei bianconeri nella corsa playoff, Frosinone e Perugia, non sono certo attese da impegni facili, con i ciociari in casa di una Spal ancora non salva e gli umbri attesi dall’infuocato derby con la Ternana.

E proprio i rossoverdi saranno poi l’ultimo avversario dell’Ascoli, in una sfida da prendere comunque con le molle, anche se la formazione di Lucarelli già da un paio di settimane non ha obiettivi da raggiungere. Questo, però, non ha impedito ai rossoverdi di fare il “colpaccio” in casa del Benevento, spegnendo quasi definitivamente le speranze dei giallorossi di agguantare il secondo posto. Sulla carta, però, Frosinone e Perugia avranno all’ultimo turno impegni decisamente più complicati, con la formazione di Grosso che ospiterà il Pisa, mentre i biancorossi se la vedranno in casa con il Monza.

Nonostante la “frenata”, quindi, i playoff sono davvero a portata di mano. Bisogna compiere solo l’ultimo passo, poi ci sarà da divertirsi…

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