L’Ascoli riparte e “vede” i playoff


Le sostituzioni e il cambio di passo nella ripresa consentono ai bianconeri di superare la Reggina, dopo un primo tempo sofferto, e di allungare ulteriormente sul Perugia al nono posto. Mancano solo 4 partite al termine del campionato e l’Ascoli ha il destino nelle sue mani

Non è ancora il passo decisivo, perchè la matematica lascia aperte diverse possibilità, ma la vittoria casalinga contro la Reggina avvicina sensibilmente l’Ascoli all’obiettivo playoff, grazie anche al pareggio casalingo del Perugia. Al di la del fatto che gli avversari non avevano più nulla da chiedere al campionato, non era per nulla una partita facile per i bianconeri, reduci dalla brutta prestazione e dalla sconfitta di Monza e con l’assoluta necessità di vincere per non trasformare le ultime 4 giornate in una sorta di infinito spareggio. Tra l’altro il successo contro i calabresi consente all’Ascoli di superare nuovamente il Frosinone, che il giorno precedente un po’ a sorpresa aveva battuto la Cremonese, e di tenere nel mirino, almeno fino a lunedì sera (quando scenderà in campo in casa contro il Parma) quel sesto posto ora occupato dal Brescia e che consentirebbe di giocare in casa il primo turno dei playoff.

L’importanza della partita ha sicuramente condizionato la formazione di Sottil, soprattutto nel primo tempo, quando i bianconeri non riuscivano a giocare, troppo nervosi e confusi. Poi nella ripresa, anche grazie ai cambi, la squadra ha cambiato passo, soprattutto dopo il gol di Caligara che è stato una sorta di liberazione. Perché da quel momento in poi non c’è stata più partita e si è rivista finalmente una squadra brillante, in grado di esprimere un ottimo calcio e di mettere in seria difficoltà la formazione avversaria. Per quanto ormai in queste ultime giornate, con l’obiettivo così vicino, contano soprattutto i risultati, la partita con la Reggina ha confermato alcuni importanti pregi dell’Ascoli.

A partire dalla rosa davvero lunga e di qualità che ha a disposizione Sottil che ha potuto mettere in campo nella ripresa giocatori come Saric e Maistro che hanno cambiato il volto alla squadra. Poi dall’affidabilità della difesa che a Monza aveva pagato la cattiva giornata (una delle rarissime in tutto il campionato) di Botteghin ma che contro la Reggina è tornata su ottimi livelli, concedendo agli avversari una sola vera opportunità (il palo a metà primo tempo su azione di calcio d’angolo). Soprattutto, però, la partita con i calabresi ha evidenziato come il gioco offensivo dei bianconeri non possa prescindere da capitan Dionisi e dall’estro e dalla vivacità di Bidaoui. Il capitano, che segni o meno, è comunque decisivo per far girare al meglio la manovra offensiva bianconera. Quanto a Bidaoui quando si accende è incontenibile per qualsiasi avversario e potrebbe diventare una pedina decisiva in partite come quelle playoff spesso bloccate e decise da spunti individuali.

Tornando alla partita di domenica pomeriggio, come anticipato nel primo tempo l’Ascoli ha sentito il peso dell’importanza della gara. La squadra è scesa in campo contratta e nervosa, non riusciva a costruire gioco, imprecisa e fallosa. Al nervosismo dei bianconeri ha risposto la formazione di Stellone e la partita, sin dai primi minuti, è diventata spigolosa e molto dura, con ripetuti falli, scontri e un’inevitabile serie di cartellini gialli. Di gioco, da una parte e dall’altra, se ne è visto poco, così come di occasioni. Anche se poi, a metà primo tempo, proprio gli ospiti sono andati ad un passo da un vantaggio che avrebbe complicato notevolmente la partita dell’Ascoli, con un colpo di testa di Folorunsho da calcio d’angolo che ha superato Leali ma che, fortunatamente, si è stampato sul palo.

Nel finale di primo tempo, poi, si sono visti i primi segnali di risveglio, in particolare si è acceso Bidaoui che, nello spazio di un paio di minuti, ha costruito con azioni personali due buone possibilità. In avvio di ripresa, con Saric al posto dell’impalpabile Collocolo, si è avuta subito la sensazione che i bianconeri fossero meno nervosi e confusionari e più decisi, anche se i primi a rendersi pericolosi, con un tiro cross sul quale Leali ha compiuto l’unico intervento della sua partita, sono stati gli ospiti. Poi è arrivato il gran gol di Caligara che ha definitivamente sbloccato l’Ascoli e messo ko la Reggina.

L’ingresso di Maistro ha dato più incisività alla manovra della formazione di Sottil che, dopo averlo sfiorato in un paio di occasioni, ha trovato il raddoppio con Bidaoui, dopo l’ennesima giocata di qualità proprio di Maistro. Con la Reggina incapace e impossibilitata a reagire, il finale di gara si è trasformato in un monologo nel quale i bianconeri hanno sfiorato il terzo gol, senza mai rischiare di vedere riaperta la partita. In serata, poi, il pareggio casalingo del Perugia contro il Pisa ha dato ulteriore valore alla vittoria dell’Ascoli che ora è al settimo posto, con un punto di vantaggio sul Frosinone e ben 6 sul Perugia al nono posto. Non completamente tagliato fuori, ma costretto a compiere una vera e propria impresa, il Cittadella, a 7 punti dai bianconeri e a 6 dall’ottavo posto.

I veneti, che nel lunedì di Pasqua ospiteranno l’Alessandria, vincendo con i piemontesi e sperando che l’Ascoli non faccia altrettanto a Parma potrebbero giocarsi le residue speranze playoff nella successiva gara al Del Duca (lunedì 25 aprile). Stessa situazione che potrebbe vivere il Parma, prossimo avversario della formazione di Sottil, solo nel caso in cui la squadra di Iachini riuscisse a fare il “colpaccio” in serata a Brescia, nel posticipo che chiude questo turno di campionato. Al di là di tutte queste considerazioni, però, la vittoria contro la Reggina ha messo l’Ascoli nella condizione di non dover troppo guardare a quanto faranno le altre squadre. Ai bianconeri sarà sufficiente non crollare nelle ultime 4 gare per regalarsi i playoff e un finale di stagione ancora tutto da scrivere…

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