L’emergenza non ferma l’Ascoli, passo avanti decisivo nella corsa playoff


Contro il Pordenone ultimo in classifica i bianconeri, condizionati da assenze e da una condizione precaria per covid e influenza, trovano nel finale con Baschirotto un’insperata vittoria che permette di superare il Frosinone e di allungare sul Perugia, ora a 5 punti

Grazie a quella che probabilmente è stata la più brutta prestazione della stagione, l’Ascoli compie un importante, forse decisivo, passo avanti nella corsa playoff. Il colpo di testa vincente di Baschirotto a 5 minuti dalla fine di una partita inguardabile spinge, infatti, i bianconeri al settimo posto in classifica, con il Frosinone che è scivolato dietro, ad 1 punto di distanza e il Perugia che insegue al nono posto a 5 punti. Più lontane, ad 8 punti, Cittadella, Ternana e Reggina, con i veneti in evidente difficoltà (2 punti nelle ultime 5 partite).

A dispetto della classifica, che vede i friuliani all’ultimo posto e ormai senza più speranze di evitare la retrocessione, si sapeva che quella con il Pordenone non sarebbe stata una partita facile. Sia perché la formazione di Tedino, prima della sosta, aveva dimostrato di essere ancora viva, conquistando un pareggio insperato contro il Brescia, sia per le condizioni con cui i bianconeri hanno affrontato la sfida, con alcune importanti assenze (come quelle di Maistro e Dionisi, fermi per covid) e con una ripresa dopo la sosta decisamente complicata, proprio dal covid a cui si è aggiunta anche l’influenza di stagione. Per questo, scottati anche dalla sconfitta di Vicenza, l’unica cosa che contava era portare a casa i 3 punti.

Che alla fine, probabilmente non meritati, comunque sono arrivati nell’unica vera conclusione in porta di tutta la partita (e grazie ad una colossale “dormita” di tutta la retroguardia neroverde, portiere compreso). Come ha sottolineato nel post partita mister Sottil la squadra era in grande difficoltà e probabilmente non ci si poteva aspettare una prestazione differente. Per altro con il covid e l’influenza che ha colpito i bianconeri, anche tra i disponibili non tutti erano in condizione per giocare una partita intera. Per questo è difficile fare considerazioni sulla formazione mandata in campo da Sottil che, in altra situazione, avrebbe sollevato grosse perplessità ma che probabilmente è stata condizionata e dettata proprio dalla condizione fisica del gruppo.

A partire dall’improbabile coppia d’attacco proposta dall’allenatore bianconero, Iliev e Tsadjou che si è subito visto che faticano e non poco a giocare insieme e che, per poter comunque sperare di dare fastidio alla difesa ospite, avrebbero avuto bisogno di avere palloni giocabili dalle fasce. Dove, però, né Falasco a sinistra né Salvi a destra hanno mai spinto. E con Ricci schierato come trequartista, che cercava di dialogare con attaccanti che non hanno certo nel fraseggio stretto la loro arma migliore, praticamente era impossibile avere un pallone giocabile in avanti. Il tutto poi peggiorato da prestazioni individuali non entusiasmanti, con l’attaccante bulgaro sempre più oggetto misterioso, Tsadjou che, dopo un avvio positivo, sembra essere in calo, e Ricci molto impreciso.

Non migliore la situazione di un centrocampo lento e macchinoso, con Saric lontano parente del giocatore ammirato lo scorso campionato e in avvio di questa stagione, Eramo in giornata decisamente negativa e Caligara l’unico apparso in buone condizioni, quanto meno da un punto di vista fisico (ha corso fino a che è rimasto in campo, recuperando tanti palloni, anche se non è sempre stato preciso nei passaggi). Inutile nascondere che, sia a centrocampo che in avanti, le scelte iniziali di Sottil hanno lasciato qualche perplessità. Però poi, quando l’allenatore bianconero ha messo in campo giocatori che magari ci si attendeva che partissero titolari (Bidaoui in avanti, Buchel, Collocolo e Paganini a centrocampo), la situazione non è affatto migliorata e chi è entrato non ha fatto meglio di chi è uscito.

Bidaoui è apparso spento e neppure lontano parente del giocatore visto fino a prima della sosta, Buchel ha praticamente sbagliato tutti i palloni che ha giocato, Collocolo è apparso molto macchinoso e impreciso, mentre Paganini praticamente non si è visto. Chiara ed evidentemente dimostrazione della situazione precaria con la quale l’Ascoli, fiaccata dal covid e dall’influenza, ha affrontato questa partita e di quanto complicato fosse per Sottil mettere in campo una formazione e giocatori in grado di offrire un minimo di contributo. Per fortuna proprio dalla panchina l’allenatore bianconero ha pescato l’uomo che poi ha deciso la partita, Baschirotto, al terzo gol della sua stagione (che per un difensore è un bottino davvero niente male).

L’unico reparto che non sembra aver accusato i problemi che hanno investito tutta la squadra è la retroguardia, con Bellusci autore dell’ennesima sontuosa prestazione e Botteghin che a sua volta non ha sbagliato nulla. Certo di fronte non c’era un attacco “esplosivo” ma in un paio di occasioni in cui la squadra si era fatta trovare sbilanciata, i due centrali bianconeri hanno effettuato delle perfette chiusure che hanno evitato possibili guai. E la prestazione difensiva è stata fondamentale perché, proprio in considerazione della condizione precaria della squadra, l’Ascoli ha impostato la partita nell’unico modo possibile, cercando di evitare guai (subire un gol in quelle condizioni sarebbe stato decisivo) e sperando in una giocata singola.

Che arrivata alla fine, su un calcio piazzato dalla tre quarti che ha trovata impreparata la difesa ospite e che un prontissimo Baschirotto ha trasformato nel gol da 3 punti. E’ stato quello l’unico tiro nella porta di tutta la partita dell’Ascoli che nel primo tempo aveva avuto l’unica occasione di tutta la gara, sprecata malamente da Iliev, dopo una serie clamorosa di rimpalli. Non migliore la produzione offensiva del Pordenone che ha concluso in porta in un paio di circostanze, senza mai impensierire minimamente Guarna, e ha avuto un paio di contropiedi potenzialmente pericolosi, come detto ben fermati da perfette chiusure difensive. La classica partita da 0-0 che Baschirotto ha trasformato in una vittoria che avvicina sensibilmente i playoff.

Da archiviare subito, però, perché già incombe la difficile trasferta a Monza contro una squadra reduce dalla sconfitta nel derby con il Como che contro l’Ascoli si giocherà le ultime possibilità di restare in corsa per i primi due posti (e che prima di questa sconfitta aveva ottenuto 4 vittorie consecutive). Superfluo sottolineare che servirà un Ascoli decisamente diverso per portare a casa un risultato positivo. Naturalmente sperando che Sottil riesca a recuperare giocatori importanti (sicuramente dovrebbe tornare Leali) e che covid e influenza diano una tregua ai bianconeri…

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