Ascoli alla sosta con il fiatone ma con i playoff nel mirino


Dopo l’esaltante vittoria contro la capolista Pisa, i bianconeri cadono a Vicenza al termine di una partita giocata male, senza la necessaria concentrazione, con troppi errori e qualche giustificazione per le assenze. Dopo la sosta le ultime decisive 7 giornate

Se nella giornata in cui disputi una delle peggiori prestazioni della stagione, perdendo contro una squadra disperata ma con evidenti lacune, ma le tue principali rivali non riescono a fare meglio, allora si può davvero iniziare che per l’Ascoli questo è l’anno buono per togliersi qualche soddisfazione. Si può guardare con serenità la metà piena del bicchiere anche dopo la battuta d’arresto del “Menti”, naturalmente tenendo bene in mente ciò che non ha funzionato (quasi nulla) domenica pomeriggio. Chi conosce il calcio sapeva perfettamente che per i bianconeri sarebbe stata più difficile la sfida contro la formazione di Brocchi, ancora più dopo la grande prestazione e la vittoria di mercoledì con il Pisa capolista.

Si temeva un calo di motivazioni e di determinazione che, purtroppo, puntualmente si è verificato. A complicare la situazione si sono poi aggiunte le assenze, quella prevista di Tsadjou per squalifica, a cui si sono aggiunte quelle dell’ultima ora di Saric, Falasco e Botteghin. Che, però, non possono in alcun modo rappresentare un allibi per la formazione di Sottil, visto che comunque l’undici sceso in campo era di assoluto valore e che dalla panchina sono entrati giocatori del calibro di Eramo, Ricci e anche Iliev che probabilmente sarebbero titolari in molte delle squadre cadette. Il problema è che i bianconeri, si è immediatamente capito, hanno completamente sbagliato l’approccio alla gara e non sono mai riusciti nel corso della partita a cambiare atteggiamento. Difficile, nel complesso di una gara così negativa, trovare qualche spunto positivo.

Il solito Leali che ha provato a salvare ancora una volta la squadra, parando anche un rigore (per la verità calciato in maniera orribile dal fischiatissimo ex Da Cruz). In parte Bellusci, che ha provato a reggere quasi da solo una difesa svagata e disattenta e che nel primo tempo si era “inventato” un’incredibile giocata che per poco Dionisi non trasformava nel vantaggio bianconero, forse Bidaoui, poco coinvolto ma autore di un paio di spunti. Decisamente male, invece, il centrocampo bianconero, con Buchel e Collocolo semplicemente irriconoscibili e Caligara in una di quelle giornate in cui sembra essere con la testa altrove. Un peccato perché si sapeva che l’Ascoli si sarebbe trovato di fronte una squadra quasi all’ultima spiaggia, che quindi sarebbe scesa in campo con “il coltello tra i denti”.

Però, al di là della determinazione con cui è scesa in campo, la squadra di Brocchi ha confermato tutti i limiti che si conoscevano e, soprattutto, quella fragilità difensiva che è testimoniata dai 52 gol subiti (solo il Pordenone ha fatto peggio). Non è un caso che, pur non giocando, in ogni caso tra svarioni dei difensori veneti e qualche spunto personale, la formazione di Sottil ha avuto almeno 3 nitide occasioni per segnare (per passare in vantaggio). A rendere più amara la sconfitta è anche il fatto che i 2 gol del Vicenza sono arrivati quando sembrava comunque che i bianconeri potessero portare a casa uno 0-0 tutt’altro che disprezzabile. E, più in generale, dopo aver terribilmente sofferto ed essere stato più volte sul punto di capitolare, nella ripresa l’Ascoli, pur continuando a non giocare, aveva comunque sofferto molto meno. Poi il patatrac, con ancora due imperdonabili errori difensivi.

Come anticipato sin dai primi minuti si era capito il differente atteggiamento delle due squadre, determinato e aggressivo il Vicenza, molle e svagato l’Ascoli. Incapace di costruire gioco, tra errori grossolani e troppe palle perse. Eppure, dopo un paio di potenziali pericoli in area bianconera, la prima vera occasione della partita ce l’ha avuto proprio l’Ascoli, con Dionisi, che non è riuscito a sfruttare un clamoroso svarione della retroguardia veneta. Subito dopo un clamoroso pasticcio di Quaranta ha regalato ai padroni di casa il rigore, respinto da Leali e calciato malissimo da Da Cruz.

Nei minuti successivi il protagonista della gara è diventato Bellusci. Il centrale bianconero prima, con un numero da funambolo, ha servito la palla del possibile vantaggio a Dionisi (che ha messo fuori di un niente da dentro l’area), poi ha evitato il gol del Vicenza con un incredibile salvataggio sulla linea, a portiere battuto, su una conclusione a colpo sicuro di Dalmonte. Il finale di tempo è stato ancora di sofferenza per la formazione di Sottil, con il Vicenza che ha costruito alcune potenziali buone opportunità, senza però riuscire mai a concretizzare.

In avvio di ripresa il copione non è cambiato, con i padroni a spingere e l’Ascoli che ha continuato a sbagliare tanto e a faticare terribilmente in fase di costruzione. Con il passare dei minuti, però, il Vicenza è sceso di intensità mentre i cambi operati da Sottil (Eramo a posto di Buchel, Iliev per Dionisi e Ricci per un inguardabile Maistro) hanno migliorato un po’ la situazione. Nessuna della due squadre, però, ha creato particolari occasioni, da una parte una conclusione di Da Cruz, dall’altra di Bidaoui. A poco più di 10 minuti dal termine sono stati i bianconeri a sfiorare il vantaggio, con un colpo di testa di Iliev, su calcio d’angolo, fuori davvero di pochissimo.

Nel finale il patatrac, con l’accelerazione sulla sinistra di Giacomelli e la colossale “dormita” della retroguardia bianconera che ha permesso prima a Meggiorini di prendere palla in area e girarsi, poi a Zonta, dopo il salvataggio in uscita disperata di Leali, di infilare nella porta incustodita e sotto lo sguardo dei difensori ascolani incomprensibilmente fermi il pallone del vantaggio. A quel punto mancavano poco più di 5 minuti e la formazione di Sottil non ha avuto la forza neppure di abbozzare un disperato tentativo di replica. Anzi, ad inizio recupero, è addirittura arrivato il 2-0 con uno sfortunato autogol di Bellusci su corta respinta di Leali dopo un cross teso di Maggio.

Un vero peccato perché, nonostante la brutta prestazione, c’era comunque la possibilità di portare a casa un punto d’oro, senza il black out finale. E andare all’ultima sosta con una situazione migliore in una classifica che, comunque, resta positiva. E che, dopo i risultati di giornata, vede le prime 5 squadre (nell’ordine Cremonese, Pisa, Monza, Lecce e Brescia) lottare per i primi due posti che valgono la promozione diretta, mentre dal Benevento (51 punti) al Cittadella (44 punti) ci sono 5 squadre, Ascoli compresa, in lotta per gli ultimi tre posti utili per entrare nei playoff. Con i campani che hanno il vantaggio di dover recuperare una partita (la sfida a Cosenza) e la Reggina (43 punti) non completamente tagliata fuori, anche se il calendario dei calabresi è tra i più complicati.

Con la sconfitta di domenica i bianconeri sono nuovamente scivolati all’ottavo posto, a 2 punti dalla coppia Benevento – Frosinone ma mantenendo i 3 punti di vantaggio sul Perugia e i 5 sul Cittadella. Dopo la sosta, inizierà la volata finale con 7 gare in un mese (in fondo all’articolo il calendario delle formazioni in lotta per gli ultimi tre posti per i playoff) nelle quali la formazione di Sottil dovrà quanto meno difendere quell’ottavo posto che consentirebbe di disputare gli spareggi promozione.

A partire dalla sfida con il fanalino di coda Pordenone, il 2 aprile dopo la sosta, praticamente già retrocesso ma assolutamente da non sottovalutare perché nelle ultime due partite ha spaventato la Cremonese (che ha ribaltato la partita solo negli ultimi minuti, con gli ospiti in 10) e ha sfiorato l’impresa con il Brescia, sbagliando il rigore della possibile vittoria. Inutile sottolineare che quella per l’Ascoli è una partita assolutamente da vincere, per poi poter affrontare con un po’ di serenità in più la difficile trasferta di Monza.

In quest’ottica la sosta arriva quanto meno opportuna perché consentirà a Sottil di recuperare gli infortunati, in modo da presentarsi allo sprint finale nella migliore condizione possibile.

La volata finale per i playoff

(in maiuscolo le partite in trasferta)

Benevento 51 (Pisa – REGGINA – Vicenza – PORDENONE – Ternana – MONZA – Spal)*

Frosinone 51 (LECCE – PORDENONE – Cremonese – TERNANA – Monza – SPAL – Pisa)

Ascoli 49 (Pordenone – MONZA – Reggina – PARMA – Cittadella – CREMONESE – Ternana)

Perugia 46 (CROTONE – CITTADELLA – Pisa – VICENZA – Parma – TERNANA – Monza)

Cittadella 44 (Ternana – Perugia – COMO – Alessandria – ASCOLI – Brescia – COSENZA

*recupero a Cosenza

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