La mancanza di continuità e un pizzico di sfortuna frenano l’Ascoli


A Lecce i bianconeri, dopo 70 minuti non brillanti, negli ultimi 20 minuti sfiorano più volte il 2-2. Contro il Frosinone la formazione di Sottil controlla a lungo la partita, i legni per due volta gli negano il 2-0 ma nel finale cala e subisce il beffardo 1-1

Non si può certo dire che in quest’ultimo partite l’Ascoli sia stato particolarmente fortunato. Al di là delle prestazioni fornite, quasi sempre altalenanti, tra le trasferte di Brescia e Lecce e la sfida casalinga di domenica contro il Frosinone i bianconeri hanno collezionato ben 4 legni che avrebbero potuto cambiare l’esito finale di quelle sfide. A Lecce, ad esempio, dopo 70 minuti complessivamente negativi, dopo il 2-1 siglato da Ricci un incredibile palo interno ha negato il 2-2 di Caligara. Nella sfida contro i ciociari di domenica, invece, prima la traversa, poi il palo non hanno consentito a Maistro di siglare quel 2-0 che, se non chiuso, avrebbe comunque indirizzato la partita.

Però sarebbe controproducente e pericoloso prendersela con la sfortuna per giustificare gli ultimi risultati non molto positivi (una sconfitta e un pareggio) perché in entrambe le gare degli ultimi giorni (a Lecce e con il Frosinone) si sono evidenziati alcuni limiti e soprattutto è mancata quella continuità di rendimento che servirebbe in sfide contro avversari comunque di livello. Ed ironia della sorte le due partite in questione hanno avuto per l’Ascoli un andamento perfettamente opposto.

A Lecce, al di là delle dichiarazioni post partita di Sottil, i primi 70 minuti dei bianconeri non sono stati affatto buoni, anzi. Non che la formazione di Baroni abbia dominato sul piano del gioco ma i padroni di casa sono scesi in campo con una maggiore determinazione e cattiveria agonistica (e non a caso in quei primi 70 minuti hanno vinto gran parte dei contrasti) e sono riusciti a sfruttare con bravura tutte le disattenzioni della difesa bianconera, segnando due gol, sfiorandone un altro paio, fino al clamoroso 3-0 divorato da Ragusa in contropiede (che avrebbe potuto servire Coda, invece di tirare addosso a Leali, che a porta vuota non avrebbe potuto sbagliare).

Di contro l’Ascoli in quei primi 70 minuti al di là del colpo di testa di Paganini, non aveva creato nulla. Poi, dopo lo scampato 3-0, l’improvviso e inatteso 2-1 di Ricci e, con una squadra decisamente offensiva, una serie di occasioni per il clamoroso pareggio, compreso il palo di Caligara, prima del 3-1 finale siglato su rigore ancora da Coda.

Contro il Frosinone, invece, la formazione di Sottil ha approcciato con la giusta determinazione e cattiveria agonistica la partita e nei primi 70 minuti, pur senza dominare sul piano del gioco, ha segnato e ha sfiorato più volte il 2-0 che avrebbe permesso di affrontare con maggiore tranquillità la fase finale della partita. Nella quale, anche per i cambi effettuati dall’allenatore bianconero (ma anche da quello degli ospiti), l’Ascoli è andato palesemente in affanno, si è fatto chiudere nella propria metà campo, fino a subire l’inevitabile 1-1.

Per questo, al di là del comprensibile rammarico per quegli episodi che avrebbero potuto cambiare l’esito finale delle due partita, è opportuno cercare di capire le ragioni di un andamento e di prestazioni così altalenanti all’interno della stessa partita. Anche perché qualcosa di simile era accaduto anche contro il Crotone quando i bianconeri erano riusciti a ribaltare e vincere negli ultimi 10 minuti una partita per 80 minuti semplicemente inguardabile, sia dal punto di vista della qualità del gioco che, soprattutto, da quello della determinazione messa in campo.

Quella che invece non è certo mancata nella fondamentale gara con il Frosinone che la formazione di Sottil ha affrontato nel modo giusto, mettendo in campo la necessaria cattiveria. Poi, in un primo tempo sostanzialmente equilibrato sul piano del gioco, l’Ascoli ha sfruttato la maggiore qualità dei suoi uomini offensivi. Come Bidaoui che con una giocata delle sue ha siglato, dopo una ventina di minuti, il vantaggio. O come Maistro che, dopo un primo tempo non brillantissimo, proprio sul finire della prima frazione con una giocata individuale ha timbrato la traversa.

Tra i due lampi dei bianconeri un lungo possesso palla del Frosinone che quasi mai riusciva a trovare qualche concreto sbocco in avanti, con l’Ascoli attenta in difesa, al punto da concedere agli ospiti, in tutto il primo tempo, un’unica reale occasione (con Ciano), ben sventata da Leali. In avvio di ripresa, poi, ci si aspettava la reazione del Frosinone e invece sono stati i bianconeri ad andare alla ricerca del 2-0. E proprio i primi 20 minuti del secondo tempo sono stati sicuramente i migliori dell’Ascoli, determinato, aggressivo e molto incisivo.

La formazione di Sottil non ha atteso i ciociari nella propria metà campo, li ha aggrediti “alti”, impedendo al Frosinone di costruire gioco e recuperando spesso palla e creando i presupposti per il raddoppio. Oltre al palo colpito da Maistro, una ghiottissima occasione per il 2-0 è capitata sui piedi di Baschirotto, dopo un bel cross di Bidaoui e una perfetta sponda di testa di Paganini. Ma l’esterno bianconero ha calciato addosso a Minelli in disperata uscita. Poco dopo un altro spunto di Bidaoui poteva essere sfruttato meglio da Tsadjou che, solo in area, non è arrivato di testa sul cross dell’attaccante belga, con Paganini che poi, da posizione defilata, non ha trovato lo specchio della porta.

Nell’ultima parte gara i cambi operati dalle due panchine hanno cambiato l’andamento della partita. Il Frosinone, con l’ingresso di Novakovic, Garritano, Canotto e Cicerelli ha acquisito più peso e più vivacità in avanti, mentre l’Ascoli è calato fisicamente, soprattutto a centrocampo. La formazione di Grosso nell’ultimo quarto d’ora ha spinto con decisione, ha chiuso i bianconeri nella propria metà campo e, dopo aver creato un paio di pericoli (con Zampano prima e con Cicerelli poi), ha trovato il pareggio con la sfortunata deviazione di Buchel su una conclusione di Boloca che non sembrava certo irresistibile.

Un vero peccato non solo per il valore, in termini di classifica, che avrebbe avuto il successo ma anche e soprattutto perché per 70 minuti l’Ascoli sembrava in controllo. Purtroppo mentre a Lecce i cambi, tutti offensivi, di Sottil avevano ridato linfa alla squadra, questa volta le sostituzioni hanno avuto sortito l’effetto contrario. Soprattutto il centrocampo bianconero è andato in difficoltà, con Saric che continua ad essere il lontano parente del giocatore ammirato lo scorso anno (e ad inizio di stagione) e con Buchel che, da metà ripresa, è apparso visibilmente in difficoltà fisica.

Lo stesso Collocolo, entrato a metà ripresa al posto di Maistro (che non sembrava in difficoltà e, dopo una prima mezzora non brillantissima, era stato tra i migliori) non ha dato il contributo sperato, così come la sostituzione di Paganini, tra i migliori anche in fase di ripiegamento, ha ulteriormente complicato le cose. In realtà non è la prima volta che il centrocampo bianconero manifesta qualche problema di rendimento e di tenuta. Eppure la qualità, almeno per la serie B, dei centrocampisti a disposizione di Sottil non può certo essere messa in discussione.

Però Saric, come anticipato, ha un rendimento al di sotto delle possibilità, Buchel sembra avere un’autonomia fisica limitata (un’ora o poco più), Collocolo alterna buone prestazioni ad altre meno brillanti, mentre Eramo nelle ultime partite si è visto poco. Discorso a parte merita Calligara le cui potenzialità sono indiscutibili ma che continua ad avere dei picchi di rendimento inspiegabili e, soprattutto, continua a commettere gravi ingenuità. A Lecce è entrato nella seconda parte di gara e ha avuto un impatto importante, andando anche ad un passo dal 2-2. Contro il Frosinone il suo primo tempo è stato discreto ma è stato “graziato” dall’incerto Serra che avrebbe potuto (anzi, dovuto) estrarre il secondo giallo per il brutto intervento del centrocampista bianconero su Ciano. Inevitabilmente, però, Sottil, per non rischiare di restare in 10, ha ritenuto opportuno toglierlo nell’intervallo, inserendo Saric.

Alla fine, visti anche i risultati di Perugia e Cittadella, quella con il Frosinone per i bianconeri può essere considerata un’occasione persa. Una vittoria li avrebbe proiettati al settimo posto, scavalcando i ciociari e mettendo a 3 punti di distanza proprio Perugia e Cittadella. Mancano ancora 10 giornate al termine del campionato e, in chiave playoff, può ancora accadere di tutto. La sensazione, però, è che proprio queste 4 squadre (Frosinone, Ascoli, Perugia e Cittadella), con il possibile inserimento della Reggina, si giocheranno il settimo e l’ottavo posto (gli ultimi due utili per disputare i playoff).

Scontato aggiungere che sarà importante cercare di sbagliare il meno possibile, a partire dalla difficile trasferta di domenica prossima a Ferrara contro una Spal in ripresa che nelle ultime 5 partite ha totalizzato un punto in più dell’Ascoli (8 contro i 7 dei bianconeri).

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