Carattere e “panchina lunga”, l’Ascoli non muore mai…


I cambi di Sottil negli ultimi minuti ribaltano il risultato contro il Crotone dopo 80 minuti di grande sofferenza e difficoltà, in linea con la prestazione non brillante di Brescia. Vittoria di capitale importanza per la classifica e in vista di un durissimo ciclo di partite

Se Ascoli – Crotone fosse terminata dopo 80 minuti, oltre che di una dolorosa e pesante sconfitta in chiave playoff, avremmo dovuto parlare di quella che indubbiamente era giusto considerare la più brutta partita dei bianconeri nell’intero campionato. Per fortuna, però, le partite di calcio durano 90 e più minuti (con il recupero) e in quegli ultimi incredibili minuti la formazione di Sottil ha compiuto il miracolo, ha ribaltato (con una buona dose di fortuna che, però, come si sa aiuta gli audaci…) il risultato, trasformando una sconfitta meritata in un esaltante successo che potrebbe dare una clamorosa spinta in più nella corsa verso gli spareggi promozione. E, con la vittoria, tutte le enormi perplessità che la prestazione dei bianconeri in quegli 80 minuti aveva sollevato, d’incanto se non sparite sono comunque passate in secondo piano.

Perché dopo la brutta sconfitta di Brescia, al termine di una prestazione complessivamente molto negativa, contro i calabresi era più che fondamentale vincere, per la classifica e anche in considerazione del duro calendario che ora attende i bianconeri (mercoledì a Lecce, domenica in casa con il Frosinone, la settimana successiva a Ferrara con la Spal e mercoledì 16 marzo in casa con il Pisa). E alla fine la vittoria è arrivata, pur se nel modo più rocambolesco possibile. E, per i più ottimisti, con la vittoria sono arrivati anche segni premonitori più che incoraggianti.

Perché se vinci una partita del genere, se il gol decisivo al 90° lo realizzi riprendendo la respinta del portiere sul rigore calciato davvero male, allora sembra davvero che questo possa essere l’anno buono per togliersi grandi soddisfazioni. Molto più realisticamente e rimanendo nel concreto, vincere partite del genere è comunque il segnale che la squadra è forte, che non molla mai, anche nelle giornate peggiori, e che Sottil, anche nei momenti di maggiore difficoltà, può sempre pescare dalla panchina giocatori di livello, in grado di cambiare con una giocata le sorti della partita. Falasco e Maistro, gli autori del clamoroso sorpasso, erano entrati in campo il primo da una decina di minuti, il secondo poco dopo il gol del vantaggio ospite. E, soprattutto Maistro, fino a quel momento non aveva inciso.

Poi il terzino sinistro, che già a Brescia aveva colpito la traversa, con una rasoiata dai 20 metri ha trovato il pareggio, mentre il trequartista bianconero con una percussione si è procurato il rigore che poi lui stesso ha realizzato, riprendendo la respinta del portiere sulla sua non irresistibile conclusione. Naturalmente, il fatto che alla fine ciò che contava era solamente vincere, non vuol certo dire che la prestazione a dir poco non brillante possa essere archiviata senza problemi, senza neanche tenerne conto. Però senza enfatizzare troppo gli aspetti negativi emersi, tenendo ben presente alcune considerazioni.

La prima è che nell’arco di un campionato di 38 gare è normale che capitino delle partite in cui il rendimento della squadra è inferiore alle aspettative. Però, per puntare in alto, è poi importante riuscire a fare risultato anche in quelle occasioni. Inoltre in un periodo in cui la serie B di fatto è in campo ogni 3 giorni, è fisiologico una certa alternanza di prestazioni, anche perché è indispensabile anche fare un po’ di turn over, per non rischiare di “spremere” troppo alcuni giocatori. E se è vero che comunque l’Ascoli ha una rosa ampia, è altrettanto innegabile che in questa fase ci sono elementi che sono fondamentali per dare da un lato equilibrio e dall’altro un pizzico di incisività in più.

Ci riferiamo, in particolare, a Buchel a centrocampo e a Bidaoui in avanti, in assoluto tra i giocatori più in forma dell’intero campionato. Entrambi domenica non erano tra i titolari perché, soprattutto l’attaccante, avevano comunque bisogno di tirare un attimo il fiato. Infine, proprio per il fatto che si scende in continuazione in campo a distanza di pochi giorni, le prestazioni positive o negative che siano vanno considerate senza esagerazioni, neppure troppo indicative del momento che sta vivendo la squadra. D’altra parte prima di scendere in campo a Brescia l’Ascoli era reduce da due prestazioni di grandissimo livello, la vittoria in casa del Benevento e finalmente il successo in casa contro Alessandria.

Sembrava, quindi, che la formazione di Sottil stesse attraversando un gran momento di forma. E, invece, a Brescia, al di là del risultato, è arrivata una prestazione decisamente scadente, che si è poi ripetuta per 80 minuti in casa contro il Crotone. Che, da parte sua, ha avuto il torto di non approfittare più di tanto di una squadra così sotto tono, soprattutto di non aver chiuso la partita quando avrebbe potuto. Ma se ciò non è accaduto, parte del merito va dato anche al solito Leali che, poco dopo il vantaggio di Konè, con un miracoloso intervento di piede su Maric ha evitato il 2-0 che probabilmente avrebbe chiuso la gara.

Nonostante la posizione di classifica dei calabresi, nessuno si era illuso che sarebbe stata una partita facile. E sin dai primi minuti si è avuta la conferma che, se possibile, la gara era ancora più complicata di quanto si immaginasse. L’Ascoli l’ha approcciata nel peggiore dei modi, lenta, confusa, svagata, sbagliando anche i passaggi più elementari. E nei primi 20-25 minuti il Crotone ha dato la sensazione di poter essere padrone della partita, con il centrocampo calabrese che surclassava la mediana ascolana (schierata da Sottil con Eramo. Saric e Collocolo) e la vivacità di Kargbo e Konè che creava non poche apprensioni alla retroguardia bianconera.

Dopo le timide proteste degli ospiti per un contatto in area, la grande occasione per il vantaggio è capitata a Kargbo che non è arrivato con il tempo giusto sull’invito di Marras, mandando la palla a lato da ottima posizione. Con il passare dei minuti la vivacità dei rossoblu si è attenuata e quanto meno i bianconeri hanno sofferto un po’ meno, pur continuando a faticare a costruire gioco. Con i tre centrocampisti sotto tono, Ricci ancora una volta a dir poco evanescente, Dionisi non ancora al top e Tsadjou meno presente rispetto alle partite precedenti, l’Ascoli in avanti per tutto il primo tempo non ha costruito nulla, facendosi vedere solamente con un colpo di testa di Baschirotto, dopo calcio d’angolo, alzato sopra la traversa da Festa.

Nella ripresa i bianconeri sono sembrati inizialmente un po’ più vivi, nei primi minuti hanno provato a far girare palla un po’ più velocemente, hanno avanzato un po’ il baricentro, provando ad aggredire gli ospiti. Così facendo, però, il Crotone ha trovato maggiori spazi, con Kargbo, Konè e Marras che sono andati a nozze. Così, dopo un gran salvataggio di piede di Leali su conclusione ravvicinata di Sala, quasi inevitabile è arrivato il vantaggio ospite con Konè, favorito da un rinvio a dir poco approssimativo di Baschirotto.

Neppure sotto di un gol l’Ascoli si è scosso, Sottil ha provato a cambiare qualcosa, mandando in campo Maistro, Bidaoui e Paganini ma senza grandi risultati. Anzi, c’è voluto un grande intervento di Leali su Maric per tenere in partita i bianconeri. Nell’ultima parte di gara l’allenatore bianconero ha giocato anche la carta Iliev (insieme a Falasco), sbilanciando ancora di più la squadra alla ricerca del pareggio. In realtà, a parte un’opportunità capitata a Bidaoui, dopo un cross deviato di Baschirotto, gli ospiti non hanno sofferto e, anzi, negli inevitabili spazi lasciati dall’Ascoli potevano far molto male con un paio di ripartenze, per fortuna finalizzate male.

Poi, dopo un calcio d’angolo, il sinistro radente di Falasco ha regalato un pareggio che sembrava già un mezzo miracolo. La formazione di Sottil, però, è stata bravissima a non accontentarsi, ha approfittato del comprensibile sbandamento degli avversari, delusi per una vittoria sfumata che probabilmente sentivano a portata di mano, e sono andati con rabbia alla ricerca del gol vittoria, trovato grazie al rigore procurato e realizzato (con brivido) da Maistro.

Un successo quanto mai fondamentale, che ha riportato in zona playoff, al settimo posto, i bianconeri, “braccati” ad un punto di distanza da Frosinone, Perugia e Cittadella. Due punti avanti c’è, invece, il Monza che, pur se con una rosa da promozione diretta, continua a non ingranare come potrebbe. La sensazione è che con queste 4 squadre l’Ascoli si giocherà i playoff, con le 5 squadre che sono più avanti che sembravano avere qualcosa in più, mentre servirebbe un mezzo miracolo per riportare in corsa le squadre che sono più dietro (Como, Reggina e soprattutto Parma).

E’ chiaro che in un simile contesto saranno molto importanti le prossime due sfide, mercoledì in casa della capolista Lecce e poi domenica una sorta di spareggio al Del Duca con il Frosinone. Sarà fondamentale fare risultato ed è presumibile che perché ciò avvenga sarà necessario vedere un Ascoli decisamente differente rispetto a quello visto contro il Crotone…

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