Le intuizioni di Sottil spingono in alto l’Ascoli


Dopo la sconfitta con il Perugia l’allenatore bianconero è tornato al modulo con il trequartista, ha cambiato qualcosa a centrocampo e i risultati si sono visti. Dopo l’impresa di Benevento, contro l’Alessandria i bianconeri sono riusciti a riconquistare il Del Duca

Ci sono voluti più di 3 mesi all’Ascoli per riconquistare il Del Duca. Era dal 6 novembre che la formazione di Sottil non conquistava i tre punti tra le mura amiche. Da allora erano arrivati 3 pareggi e 2 sconfitte, con ben 7 gol subiti e appena 3 fatti, tanti quanti i bianconeri ne hanno realizzato contro l’Alessandria. Per fortuna, però, l’incredibile ruolino di marcia tenuto in trasferta, con ben 5 vittorie e una sola sconfitta (a Cittadella), ha consentito all’Ascoli di rimanere in corsa per i playoff. Ed ora che finalmente il tabù casalingo è crollato, è logico credere che l’obiettivo fissato dalla stessa società dopo il mercato di gennaio, almeno l’ottavo posto (l’ultimo valido per i playoff), sia ampiamente alla portata.

Naturalmente, come sempre, è meglio non correre troppo e aspettare la controprova (tra una settimana con il Crotone), tenendo ben presente che è difficile continuare a tenere quel passo in trasferta, anche in considerazione del fatto che le prossime due partite fuori casa (a Brescia e a Lecce) sono decisamente impegnative.

Al di là di tutte queste considerazioni, però, la vittoria casalinga con l’Alessandria è per i bianconeri di straordinaria importanza, sia perché arrivata a tre giorni dall’impresa di Benevento, sia perché ha confermato che Sottil, dopo i tentennamenti post mercato, ha probabilmente trovato e scelto l’assetto base definitivo (ovviamente con la possibilità di cambiare, di volta in volta, gli interpreti). Dopo il successo in Campania nel turno infrasettimanale, era quanto mai necessario dare continuità e ritrovare i tre punti tra le mura amiche e l’Ascoli ha centrato entrambi gli obiettivi, con una vera e propria dimostrazione di forza.

Quella di sabato al Del Duca più che scintillante è stata una prestazione da grande squadra, sempre in controllo della gara, che sa quando accelerare e colpire ma anche quando è il momento di contenere e controllare. Dopo un avvio subito aggressivo, con qualche potenziale pericolo, per diversi minuti la partita è sembrata correre sul filo dell’equilibrio.

Addirittura l’Alessandria ha anche avuto la prima vera opportunità della gara, con Di Gennaro su calcio di punizione, ben sventata da Leali. L’Ascoli ha subito replicato con una perfetta combinazione Tsadjou-Bidaoui, con salvataggio miracoloso del portiere ospite. Ma già anche in questa fase di apparante equilibrio, erano evidenti le difficoltà degli ospiti ogni volta che i bianconeri acceleravano, con i due centrali ammoniti dopo pochi minuti e il povero Parodi travolto da un immarcabile Bidaoui. Quasi inevitabile, poco dopo la metà del primo tempo, è arrivato il gol del vantaggio di Saric, con la formazione di Sottil che poi ha controllato senza affanni la reazione dell’Alessandria, dando però sempre la sensazione di poter far male in ripartenza.

In avvio di ripresa gli ospiti hanno cercato di accentuare la pressione ma, dopo aver trascorso qualche minuto nella propria trequarti, i bianconeri hanno nuovamente accelerato, chiudendo definitivamente la partita, con l’uno- due siglato da Bidaoui e Botteghin. Nell’ultima parte di gara, l’Ascoli ha concesso un paio di occasioni agli avversari, con Leali come al solito prontissimo, ma al tempo stesso ha più volte sfiorato il quarto gol.

L’aspetto che maggiormente sorprende è che quella vista in questi 7 giorni (con Como, Benevento, Alessandria) non sembra essere neppure lontana parente della squadra spenta, lenta e confusa vista contro il Perugia. Ed il merito di questa radicale trasformazione ovviamente è innanzitutto di mister Sottil che ha avuto il coraggio di cambiare così repentinamente idea e, soprattutto, modulo. Ancor più dopo che la società (è pensabile in accordo con il mister stesso) aveva fatto acquisti e cessioni proprio in previsione di un determinato nuovo modulo (il 4-3-3), dichiarandolo anche apertamente al termine del mercato.

Magari con Paganini e Ricci al massimo della condizione potrebbe anche essere possibile, ma allo stato attuale probabilmente il 4-3-3 è improponibile per questa squadra. Va detto che contro il Perugia anche il centrocampo aveva sollevato più di una perplessità, sia per la mancanza di dinamismo, sia soprattutto per una certa confusione tattica. Problema subito risolto con il ritorno come titolare di Buchel, che al momento sembra indispensabile per questa squadra, ma anche con l’inserimento in pianta stabile tra i titolari di Collocolo che garantisce corsa, fisicità e non sfigura certo dal punto di vista della qualità.

Decisivo, però, è risultato il ritorno al modulo con il trequartista, già dalla sfortunata partita con il Como, dominata per un’ora (fino all’espulsione di Saric) e poi terminata 1-1. In quell’occasione, così come a Benevento, dietro le punte (Bidaoui e Tsadjou), l’allenatore bianconero ha schierato Maistro, decisamente più convincente, quasi un altro giocatore, rispetto a quello in evidente difficoltà visto con il Perugia e schierato nei tre di centrocampo. Sabato scorso, invece, al posto di Maistro è stato schierato Ricci, apparso ancora molto indietro di condizione. I risultati e le prestazioni dimostrano che questa è la strada da continuare a seguire, sarebbe molto sorprendente se Sottil nelle prossime partite riproponesse il 4-3-3. Anche se non si può sottovalutare il fatto che, quando torneranno a disposizione in avanti tutti i giocatori, qualche problema per l’allenatore bianconero inevitabilmente ci sarà.

Perché Paganini è stato preso proprio per quello e non sarebbe invece di facile collocazione in uno schieramento che vede il trequartista dietro le due punte. Soprattutto, però, dal momento che sarà nuovamente pronto, per Sottil ci sarà il dilemma Dionisi. Il capitano bianconero ovviamente non si discute, è il leader di questa squadra e la sua importanza è fuori discussione. Ma in questo momento non è facile pensare di fare a meno di uno tra Tsadjou e Bidaoui. Quest’ultimo da diverse settimane è il vero trascinatore della squadra, un incubo per le difese avversarie. E’ vero che qualche volta, in particolare nella partita con il Como, non è sempre lucidissimo nella scelta della giocata finale (tiro o assist), ma in questo momento è tra i giocatori più in forma e più devastanti dell’intero campionato cadetto.

Quanto a Tsadjou non può certo sfuggire quanto importante sia il suo apporto in entrambe le fasi di gioco. Probabilmente non realizzerà tantissimi gol ma per il lavoro che svolge per la squadra, per gli spazi che crea, per la capacità di lottare (e spesso vincere i duelli) su tutti i palloni non è facile pensare di fare a meno di lui. Allo stesso tempo sembra difficile anche solo pensare, una volta tornato in perfetta condizione, ad un Dionisi che non parta titolare. E sinceramente ci sono diversi dubbi sul fatto che sia praticabile una soluzione che veda il capitano bianconero schierato dietro le due punte. Non sarà facile ma confidiamo sulla capacità di mister Sottil di trovare la soluzione adeguata.

Non sembrano, invece, esserci grandi problemi per quanto riguarda la fase difensiva, in questo momento un reale punto di forza dei bianconeri. D’altra parte la coppia centrale Botteghin-Bellusci è una garanzia, tra le coppie di centrali più forti dell’intero campionato. E sugli esterni con Salvi che è una certezza e Baschirotto che non comunque è abbastanza affidabile a destra, a sinistra D’Orazio, dopo l’orribile avvio di campionato, è sensibilmente migliorato e, passati gli impacci iniziali, Falasco sta dimostrando di poter essere molto utile.

Con i due successi consecutivi, l’Ascoli è tornato in classifica in zona playoff, al settimo posto, mettendosi dietro Perugia e Frosinone (ad un punto). Guardando la classifica e le ultime prestazioni delle squadre di testa, la sensazione è che le prime 4 (nell’ordine Lecce 46, Cremonese e Pisa 45 e Brescia 44) dovrebbero giocarsi la promozione diretta, mentre dal quinto al decimo posto (nell’ordine Monza 41, Benevento 40, Ascoli 39, Perugia e Frosinone 38, Cittadella 35) ci si giocherà gli altri 4 posti utili per i playoff (con una piccola possibilità anche per il Como, in crescita, di inserirsi in questa lotta).

A meno che mercoledì l’Ascoli non metta a segno quel “colpaccio” a Brescia che potrebbe improvvisamente rimescolare le carte…

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