Ascoli pronto per lo sprint finale del girone di andata


Dopo la sosta i bianconeri concedono il bis vincendo a Pordenone molto più nettamente dello 0-1 finale, non concedendo praticamente nulla agli avversari. Ora 6 difficili sfide in un mese per cercare di chiudere al meglio il girone di andata

Missione compiuta. Servivano due vittorie all’Ascoli nelle due sfide contro le ultime della classifica e puntualmente sono arrivati due successi. Dopo quello un po’ troppo sofferto contro il Vicenza al Del Duca prima della sosta, sabato i bianconeri hanno conquistato un prezioso 1-0 in casa del fanalino di coda Pordenone. Era fondamentale ottenere 6 punti in queste due sfide sulla carta più agevoli innanzitutto per migliorare una classifica che, dopo le 6 partite senza vittoria, non poteva certo essere considerata soddisfacente. Ma anche per presentarsi nel modo migliore all’ultimo impegnativo ciclo di partite del girone di andata che farà capire qualcosa in più sulle reali ambizioni e potenzialità della formazione di Sottil.

Quella con il Pordenone, nonostante la formazione di Tedino sia oggettivamente in grande difficoltà, era comunque una partita delicata e non semplice. Innanzitutto perché veniva dopo la sosta, poi perché i neroverdi sapevano di giocarsi molto e arrivavano alla sfida molto agguerriti. L’Ascoli, però, ha affrontato la sfida nel modo migliore, mostrando la giusta personalità per gestire i vari momenti della gara. A voler essere pignoli l’unico neo dei bianconeri è stato di non aver chiuso la sfida, di aver lasciato il risultato in bilico fino alla fine, nonostante l’evidente superiorità dimostrata.

Come era facilmente prevedibile, viste le dichiarazioni della vigilia, i padroni di casa hanno approcciato la gara in maniera molto aggressiva, cercando di fare la partita. E nei primi 20 minuti in effetti il Pordenone ha spinto, sfruttando anche l’intraprendenza di Cambiaghi sulla fascia sinistra, con l’Ascoli che si è preoccupato soprattutto di controllare. Uno sforzo offensivo che, grazie anche all’attenta fase difensiva dei bianconeri, non ha prodotto molto, solo in una circostanza la formazione di Tedino si è resa pericolosa con Magnino che, sfruttando una mancata chiusura di D’Orazio, si è pericolosamente presentato in nell’area di rigore da solo, sprecando però tutto con un passaggio sbagliato (invece che provare la conclusione). Con il passare dei minuti, poi, l’Ascoli ha pian piano dominato, mettendo alle corde gli avversari. Merito soprattutto di un centrocampo ben guidato da Buchel, con Saric e Maistro bravi a verticalizzare e far velocemente arrivare la palla agli avanti bianconeri.

La formazione di Sottil, nel giro di pochi minuti, ha costruito tre nitide palle gol, con il portiere Perisan bravissimo su Sabiri e Dionisi e salvato dal palo sul geniale colpo di tacco di Iliev. Alla fine, però, l’Ascoli ha trovato il meritatissimo gol con un perfetto colpo di testa di Salvi su calcio d’angolo. Nella ripresa i padroni di casa non sono subito partiti all’assalto, hanno provato ad attaccare ma senza scoprirsi troppo ma, al tempo stesso, senza mai impensierire la retroguardia bianconera. Il solito Cambiaghi ci ha provato a dare un po’ di brio allo spento attacco neroverde ma alla fine Salvi, pur se con qualche fatica, è riuscito a contenerlo.

Con il passare dei minuti Tedino ha inserito tutti i giocatori offensivi che aveva a disposizione, rafforzando l’attacco ma sbilanciando la squadra. I bianconeri hanno comunque continuato a controllare senza patemi ma non hanno sfruttato adeguatamente gli ampi spazi lasciati dal Pordenone. Nonostante tutto capitan Dionisi ha avuto sui piedi la palla per il 2-0, per rendere più tranquillo il finale di gara, ma ha perso tempo e ha così gettato al vento l’opportunità. Così nel finale di gara, pur senza andare mai in sofferenza, l’Ascoli ha corso un paio di brividi, prima su un insidioso cross dalla tre quarti che, non toccato da nessuno, si è trasformato in una pericolosa conclusione, con Leali bravo in tuffo a deviare in angolo. Poi, proprio nel recupero, un’ingenuità di Caligara ha regalato al Pordenone una pericolosissima punizione dal limite, fortunatamente calciata alta dall’ex Ciciretti.

Al di là del risultato, fondamentale, la partita con il Pordenone ha mostrato tanti segnali positivi a Sottil. A partire dal reparto arretrato che nel secondo tempo della partita con il Vicenza non aveva convinto. Questa volta, al di là della distrazione iniziale di D’Orazio, la difesa bianconera non ha concesso nulla, con Avlonitis e Botteghin impeccabili e dominanti. Certo i padroni di casa hanno mostrato tutti i propri limiti offensivi ma l’attenzione difensiva mostrata per tutta la partita è decisamente incoraggiante. Con l’aggiunta che a destra Salvi cresce di partita in partita e in fase di spinta può diventare un fattore, oltre ad aver messo in mostra insospettabili qualità da bomber. Con il Vicenza aveva già trovato un gran gol, poi annullato per fuorigioco. A Pordenone ha segnato il gol decisivo con un gran colpo di testa su calcio d’angolo.

In grande crescita anche il centrocampo bianconero, con Buchel che davanti alla difesa ha giocato una partita di grandissima sostanza. Passi in avanti anche in fase di costruzione del gioco, soprattutto nella parte del primo parte, con rapide verticalizzazioni e la giusta velocità nel far girare palla. Maistro, ormai schierato stabilmente nei tre di centrocampo, sicuramente contribuisce a velocizzare e a dare più qualità alla manovra, anche se continua a calare visibilmente nella ripresa.

In avanti, poi, Iliev ha giocato forse la migliore partita da quanto è in bianconero e avrebbe meritato il gol con quel bel colpo di tacco nel primo tempo, respinto dal palo. Il bulgaro è in continua ed evidente crescita, sembra finalmente essersi integrato alla perfezione e può diventare un’arma in più. A Pordenone, pur non demeritando, non hanno brillato particolarmente Dionisi e Sabiri, entrambi comunque ad un passo dalla soddisfazione personale, con il capitano che per la verità ha sciupato malamente la palla per chiudere la partita.

Archiviati nel miglior modo e con il bottino massimo i due scontri con le ultime delle classe, l’Ascoli è ora atteso ad un mese di fuoco, con 6 partite per concludere il girone di ritorno contro avversari tutti di ottimo livello. Si comincia sabato prossima al Del Duca con il Monza di Stroppa che ha un organico di assoluto valore e che, dopo un avvio difficile, sta crescendo di partita in partita. Poi, nel turno infrasettimanale, ci sarà la difficile trasferta in casa della Reggina dell’ex Aglietti, con il successivo sabato che arriverà al Del Duca un altro ex, Maresca con il suo Parma pieno di giocatori di categoria superiore (e con un’icona del calcio italiano come Buffon) che però ancora non ha reso al meglio. In sequenza, poi, la formazione di Sottil affronterà il Cittadella in trasferta, la Cremonese in casa per concludere poi il girone di andata con la trasferta di Terni. Sei scontri molto difficili che disegneranno la classifica e diranno quali concrete ambizioni possono coltivare i bianconeri in questo difficile campionato.

La sensazione è che, considerando la qualità e l’affidabilità del reparto offensivo, a decidere sulle sorti e sulle prospettive dell’Ascoli sarà soprattutto la tenuta difensiva. Da Pordenone sono arrivati in tal senso segnali incoraggianti, da confermare però con avversari di maggior valore. A partire proprio da quel Monza che ha un reparto offensivo di tutto rispetto e che quindi costituirà un bel banco di prova per la difesa bianconera.

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